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martedì 20 febbraio 2018

ALFA ROMEO SAUBER, SBOCCIA IL QUADRIFOGLIO (E ARRIVANO GLI SPONSOR!)


(20/2/2018) THE "QUADRIFOGLIO" BLOSSOMS. E finalmente ecco le prime foto della Alfa Romeo Sauber C37! L’attesa livrea non cambia molto rispetto a quella presentata ad Arese in sede di lancio del progetto che riporta in F1 tutto (o quasi…) il fascino del Biscione col suo carico di storia. Ora giudicate voi le soluzioni che caratterizzano la nuova monoposto frutto delle idee di Luca Furbatto ed Eric Gendelin (similitudini in zona bocca delle pance con la nuova Red Bull RB14) che hanno dovuto tener conto dell’introduzione dell’Halo, della riduzione della pinna e dell’eliminazione della T-Wing. La partnership, intanto, ha assicurato l’appoggio di nuovi sponsor: Claro, Richard Mille, Carrera e Kappa. E scusate se è poco (Peter Sauber sognava la notte una tale abbondanza di munifici, chi più chi meno, sponsor)!!! 




Sulla monoposto bianco-rossa campeggia il Quadrifoglio, il leggendario simbolo che dal 1923 identifica le alfa Romeo più performanti. La sua storia affascinante affonda le radici proprio nel mondo delle corse: la prima Alfa che recava il Quadrifoglio fu la "RL" di Ugo Sivocci che vinse la XIV edizione della Targa Florio nel 1923. Lo stesso emblema appare nel 1925 sulla "P2" di Brilli Peri che trionfò nel primo "Campionato Mondiale di corse automobilistiche", il primo dei cinque titoli mondiali vinti dall'Alfa Romeo, e nel 1950 e nel 1951 quando Giuseppe "Nino" Farina e Juan Manuel Fangio portarono le 158 e 159, le celebri "Alfetta", al successo nei primi due Campionati Mondiali di F1.

Le prime dichiarazioni:

Frédéric Vasseur (Team Principal): "Negli ultimi mesi abbiamo lavorato duramente allo sviluppo della C37, con l'impiego di molte risorse, ed è fantastico poterla presentare oggi. Sono convinto che Marcus e Charles formino una coppia di piloti perfetta, essendo il primo un pilota esperto e il secondo un rookie promettente. Per Marcus si tratterà della quarta stagione con noi. È un elemento importante della squadra, e grazie alla sua esperienza fornisce feedback tecnici molto precisi. Per quanto riguarda Charles, ha dimostrato di avere talento nelle categorie minori e merita di essere al via di questa stagione. Il nostro obiettivo per il 2018 è chiaro: vogliamo recuperare il gap rispetto agli altri team e migliorare le nostre prestazioni nel corso della stagione. Abbiamo messo molto impegno ed energia nello sviluppo della C37. Voglio ringraziare i nostri partner e i nostri tifosi per il supporto continuo. Il ritorno di Alfa Romeo in Formula 1 rappresenta un'altra pietra miliare nella storia del team, e sono orgoglioso che un marchio storico così importante abbia scelto noi per riproporsi nel nostro sport".



Jörg Zander (Direttore Tecnico): "È bellissimo svelare finalmente la C37. La vettura per il campionato 2018 è il risultato del duro lavoro che ha impegnato tutto il personale in fabbrica negli ultimi mesi. La filosofia alla base della C37 si discosta in modo significativo da quella su cui si fondava la C36. L'aerodinamica è notevolmente diversa, e la C37 presenta inoltre varie novità rispetto alla monoposto precedente. Siamo sicuri che questa nuova concezione offra maggiori opportunità e ci consentirà di migliorare nel corso della stagione. Anche il motore Ferrari 2018 contribuirà al miglioramento delle prestazioni. Speriamo che con la C37 riusciremo a fare dei progressi e ad essere più competitivi rispetto al 2017."

MARKETING ALFA ROMEO: LECLERC COME LAUDA NEL 1978

(20/2/2018) – Tra poco sarà svelata  l’Alfa Romeo Sauber C37 e prenderà il via l’operazione “back F1” del Biscione. Si tratta di un progetto che, fermo restando l’annunciato interscambio tecnico e strategico tra le due realtà (sportiva e industriale), almeno per la fase iniziale si gioca molto sull’aspetto del marketing. Intanto vedremo la livrea definitiva della monoposto, che dovrebbe avere in grande evidenza il marchio milanese, e intanto nei giorni scorsi i due piloti della scuderia elvetica, Leclerc ed Ericsson, sono stati a Balocco per cominciare a conoscere le radici della storica Casa e…per un bel servizio fotografico (con annessi giri in pista) con il SUV Stelvio e la Giulia in versione Quadrifoglio! Marchionne tiene molto a questo aspetto e probabilmente per il definitivo rilancio dell’Alfa Romeo è la mossa giusta, direi in ritardo. 
E comunque la storia si ripete: nel 1978 Niki Lauda, transfuga in maniera clamorosa dalla Ferrari alla Brabham motorizzata Alfa, fu ampiamente utilizzato – come si vede dalla foto accanto - per lanciare i modelli prodotti ad Arese. L’accoppiata tra il celebre campione del mondo ex Ferrari e ancora fresco di aurea eroica post-Nurburgring e le sportive italiane dal background automobilistico leggendario era quanto di meglio i pubblicitari e gli strateghi dell’immagine del marchio potessero disporre e probabilmente le vendite ne beneficiarono. 
Marchionne pare pensi anche ad una motorizzazione Alfa per l’Indycar e anche qui, meglio ancora con vittorie annesse, le praterie per gli addetti al marketing sarebbero infinite. 


domenica 18 febbraio 2018

ANNIVERSARY / ENZO FERRARI NACQUE 120 ANNI FA IN VIA...PAOLO FERRARI

(18/2/2018) –Un anniversario che riguarda Enzo Ferrari è sempre rimarchevole:oggi è il 120° della nascita in quel di Modena: era il 18 febbraio 1898.  Non starò qui a narrare la sua mitica epopea, ormai patrimonio comune, ma mi piace tornare indietro a quel l’inverno di più di un secolo fa. Via Paolo Ferrari numero 5, allora periferia di Modena, Emilia, pianura padana. E’ lì che il futuro Drake nacque; è lì che abitavano al piano rialzato con quattro stanze il papà Alfredo, di Carpi, e la mamma Adalgisa, originaria di Forlì. Due anni prima era nato il fratello Alfredo. Al piccolo Enzo fu dato quale secondo nome Anselmo, da quello del padrino di battesimo e cioè l’industriale Chiarli, titolare dell’omonima azienda vinicola tuttora esistente. Una famiglia tutto sommato agiata grazie ai proventi dell’annessa officina del padre che svolgeva attività di carpenteria metallica e riceveva commesse da parte delle ferrovie statali. La data di nascita è leggenda: Enzo Ferrari ha tramandato la causa del posticipo al 20 febbraio alla intensa nevicata che interessò la città e che costrinse ad attendere due giorni prima di poter denunciare all’anagrafe il lieto evento. I bollettini meteo del tempo, però, non riportano notizie di 
precipitazioni nevose… Mistero. 


Il MEF Museo Enzo Ferrari a Modena

IL PICCOLO ENZO E LA PASSIONE PERI MOTORI - Non è un mistero, invece, la genesi di una passione che diventerà “divorante”. Il piccolo Enzo non era propriamente attirato dagli studi  ma dedito con entusiasmo adolescenziale allo sport presso la Polisportiva Panaro – si dilettava col tiro a segno, ma con altri bambini praticava podismo e pattinaggio a rotelle – fino a quando, all’età di 10 anni (1908,) il padre lo condusse a vedere una corsa automobilistica sul circuito di Bologna. L’idolo di allora era Felice Nazzaro (c’era anche Vincenzo Lancia) che le folle osannavano  L’anno successivo assistette al Record del Miglio, sul rettifilo del Navicello, sterrato della Modena-Ferrara. Né le giovanili passioni per la lirica e il giornalismo, né la stasi dovuta alla Prima Guerra Mondiale riuscirono a far svanire l’impressione di quelle immagini di piloti eroici e di quei rombi di grosse quattro ruote. Respinto dalla Fiat, cominciò a lavorare a Torino dal carrozziere Giovannoni e infine, grazie all’amico Ugo Sivocci, alla CMN – Costruzioni Meccaniche Nazionali. Ne era collaudatore ma con quei telai ex Isotta Fraschini con motori 4 cilindri da 3 litri si poteva anche gareggiare. Nell’ottobre 1919 il 21enne sconosciuto Enzo Ferrari esordì alla Parma – Poggio di Berceto. Non si fermerà più.

Per celebrare i 120 anni dalla sua nascita, nella casa natale di Enzo, all’interno del complesso in cui oggi sorge il Museo Enzo Ferrari a Modena, viene allestita una mostra fotografica con immagini che lo ritraggono in varie fasi della sua vita: dall’infanzia all’età adulta, dalla carriera di pilota a quella di manager e costruttore accanto a campioni indimenticabili dell’automobilismo tra cui Nuvolari, Castellotti e Villeneuve.

venerdì 16 febbraio 2018

HAPPY BIRTHDAY / ROSSI 39 ANNI, DAKAR O LE MANS DOPO IL RITIRO?

(16/2/2018) Buon compleanno Valentino Rossi, oggi 39 anni. E’ nato, tanto per capirci, nell’anno iridato del ferrarista Jody Scheckter. Accanto agli auguri di prammatica, quest’anno più che mai impazza la domanda: l’ex o sempre attuale – fate voi – Peter Pan sta pensando al ritiro? Le ultimissime notizie, fonte Lin Jarvis, team manager Yamaha, lo danno molto vicino al rinnovo del contratto con la Casa giapponese almeno per un altro anno, il 2019, quando compirà 40 anni! Il campione pesarese ha già fatto sapere che non ha fretta e, anzi, ha ribadito che intende effettuare a dovere i test pre-campionato – da oggi la MotoGp è a Buriram – e magari attendere l’esito delle prime gare. Saggio intendimento: se la moto sarà competitiva e lui in forma non si vede perché non debba continuare: “Dipenderà dai risultati”, ha già avuto modo di precisare.  Giacomo Agostini è d’accordo: “Valentino ama le due ruote e ama correre, ma pensa anche che se deve correre per arrivare quinto o sesto, è meglio che smetta. Se il suo compagno Vinales vince e Valentino arriva dietro allora potrebbe smettere non essendo più così competitivo. Per tutti gli sportivi è dura dire basta”. Per Rossi, il divertimento unito al successo è tutto – ma vale per tutti gli sportivi – e quindi occorre attendere ancora un po’. 

FUTURO A QUATTRO RUOTE - Una sua uscita di scena, comunque da mettere in preventivo se non altro per le leggi della natura, va presa in considerazione. E’ stato calcolato che Rossi muove un giro d’affari da 300 milioni di euro.  Lo sa bene il CEO della Dorna, Carmelo Ezpeleta che si è mosso per tempo per assicurarsi la benefica presenza del pluri-campione: “Ho un accordo con lui che parla del suo ritiro ma non posso anticipare nulla. Valentino deve essere qui perché è il suo mondo e siamo contenti che sia così”. Per il dopo, ci sarà da badare alla sua squadra ma per uno spirito competitivo come lui non può certo bastare: “La MotoGP è tutta la mia vita e dirigere la mia Academy, far crescere i giovani sarà bello, ma non la stessa cosa”. Allora le quattro ruote si profilano come un possibile antidoto alla depressione. Come noto, Vale ha già provato l’ebbrezza della F1 con i test Ferrari, ama i rally e la mitica Subaru Impreza e al Monza Rally Show è un mattatore fisso, ma ha già precisato che non pensa ad impegni di alto livello “perché sarò troppo vecchio per gareggiare nelle categorie top”. Chissà, però magari sogna le “coccole” di una Casa ufficiale e infatti nei suoi desiderata c’è la disputa della Dakar (e qualcuno parla della 24 Ore di Le Mans!)

giovedì 15 febbraio 2018

LA HAAS VF18 COMPLETA LA NUOVA GENERAZIONE DI MONOPOSTO



(14/2/2018)WITH THE HAAS VF18, HERE IS THE NEW GENERATION OF RACING CARS. Con la presentazione a sorpresa della VF18 della Haas (che ha anticipato di un giorno la Williams FW41) e lo shake down di ieri a Magny Cours della nuova F2 Dallara, il quadro delle monoposto di nuova generazione che hanno “rivoluzionato” il loro look e che daranno vita ai vari campionati – vedi anche IndyCar e Formula E 2018/19 - è praticamente completo. Qual è la più bella e interessante?

Haas docet: le F1 dell’era Halo e dell’eliminazione della T-wing si presentano esteticamente accattivanti e i commenti di coloro che le hanno già viste parlano di forme generalmente più “aggressive”, per quanto la struttura di sicurezza destinata a proteggere il capo dei piloti abbia dato più problemi di quanto si potesse pensare ai progettisti. 


Le nuove F2, eredi delle GP2 e spinte da motori V6 turbo da 3,4 litri, si avvicinano molto alle F1e d’altronde questo era l’obiettivo: chi vince quel campionato deve essere pronto a guidare una F1 (molta elettronica,  gestione della Virtual Safety Car, del marshalling-system e del sistema DRS ) sperando che il passaggio alla massima formula sia automatico come sbandierato…


Anche il nuovo filante aero-kit delle IndyCar 2018 è firmato Dallara e, obiettivamente, è molto più gradevole del precedente by Chevrolet o Honda. Ma l’obiettivo è quello di conferire più carico aerodinamico al posteriore e nel contempo assicurare maggiori risparmi in relazione alla sostituzione dei pezzi. Niente male. 
In ultimo, se non altro perché riguarda il prossimo campionato, è stata svelata la prossima Formula E Gen 2, subito ribattezzata bat-mobile per le sue forme avveniristiche. La presentazione ufficiale avverrà al prossimo Salone dell’Auto di Ginevra, il 6 marzo. “Il nostro obiettivo -  ha dichiarato Alejandro Agag - era rompere gli schemi rivoluzionando il motorsport. Questa seconda generazione di monoposto rappresenta quella rivoluzione”. 



martedì 13 febbraio 2018

WILLIAMS, TRA STORIA E PROFUMO DI DOLLARI

(13/2/2018) – Sarà la Williams, giovedì 15, ad aprire di fatto le danze della stagione F1 2018 con la presentazione a Londra della FW41 che ha appena suprato i crash-test. La storica scuderia di Sir Frank  - 9 titoli costruttori e 7 piloti - si attrezza dunque per affrontare un nuovo campionato ma quando tornerà a vincere questa squadra che dalla conquista del titolo piloti 1997 con Jacques Villeneuve non è più riuscita a dettare legge o, quanto meno, a lottare costantemente per la vittoria? Cosa è successo, da allora? Davvero, come ha accusato Jacques Villeneuve, la Williams “ha venduto l’anima ai miliardi di Lawrence Stroll che pensa solo a suo figlio”? Una cosa è sicura: i dollars non mancano, oltre quelli Martini incamera anche i finanziamenti della Smp Racing che supporta il nuovo driver Sirotkin e annuncia la partnership con Acronis…


WILLIAMS STORY - Nei due anni successivi al titolo strappato a Schumacher in quel di Jerez, la Williams aveva dovuto “ripiegare” sui motori Mecachrome e poi Supertec. Annate poco proficue, tra l’altro caratterizzate nel 1999 dal deludente connubio con Alex Zanardi che aveva lasciato la sua culla d’oro americana per sprofondare nell’incomprensione più totale con Patrick Head… Tutto poteva e doveva ricominciare grazie alla  partnership con la BMW che è durata ben 6 anni (2000-2005) ma che ha avuto il piccolissimo problema di realizzarsi proprio negli anni d’oro della Ferrari e del cannibale Schumacher. Certo, non sono mancate le vittorie ma il roccioso Montoya si è rivelato tutto sommato evanescente, troppo impegnato a “puntare” Schumi, mentre a Ralf Schumacher è sembrata mancare sempre la “marcia alta” per affermarsi. Ancora un anno di “purgatorio” nel 2006 con il motore Cosworth ma con un possibile forte rilancio dovuto all’accordo per ottenere il motore Toyota, fino al 2009. 

Il duo Nico Rosberg, ancora acerbo, Kazuki Nakajima, imposto dai giapponesi ma…troppo acerbo, non hanno dato i frutti sperati. La perenna ricerca della motorizzazione vincente – la rincorsa ai fasti Williams-Renault è stata spasmodica – è passata attraverso una nuova fornitura Cosworth nel 2010/11 e Renault (2012/13). Con la cavalleria francese, Pastor Maldonado – che faceva coppia con l’esperto Barrichello - è riuscito a dare l’ultima soddisfazione: vittoria a sorpresa nel Gp di Spagna 2012. Un fuoco di paglia negli anni del dominio Red Bull e dell’ascesa Mercedes. Ebbene, Frank Williams è riuscito ad accaparrarsi anche il motore della Stella che dal 2014 spinge le monoposto di Grove. Che continuano a cercare l’antica predominanza. Ci riusciranno con Stroll, atteso alla prova di maturità, e con il neo acquisto Sirotkin, tutto da verificare? Paddy Lowe che firma, questa volta per intero, il nuovo progetto non promette rivoluzioni, se non progressi correlati all’entità dei capitali a disposizione. In “panchina” c’è Robert Kubica, pilota di riserva e sviluppo. Chissà, forse toccherà a lui tornare a dare qualche soddisfazione tangibile.

giovedì 8 febbraio 2018

WSK SUPER MASTERS: I PRIMI LEADER DI CLASSIFICA

(8/2/2018) Janker (Germania), Irlando (Italia), Smal (Russia), Stenshorne (Norvegia): sono i primi leaders di classifica dopo l’appuntamento inaugurale della nuova stagione WSK Super Master ad Adria. Ma, come detto, sono solo i primi responsi e già nel  prossimo weekend di gare del 4 marzo a Lonato sono attese conferme o riscatti.

Il tedesco Hannes Janker (KR-Parilla-Bridgestone) ha fatto quasi bottino pieno installandosi al comando a quota 89. Dopo la vittoria in Prefinale B e in Finale, all’en-plein è mancato solo il primo posto al termine delle manche, centrato invece dallo spagnolo David Vidales (Tony Kart-Vortex), terzo con 45 punti. Buono l’avvio del friulano Lorenzo Travisanutto (KR-Parilla), vittorioso in Prefinale A e secondo in Finale, e ora secondo in classifica con 64 punti. Terzo posto, a pari punti con Vidales, anche per Nicklas Nielsen (Tony Kart-Vortex), secondo in Prefinale B e in Finale. 
 

Alex Irlando parte da leader della KZ2, grazie a un progressivo miglioramento di risultati che lo ha portato fino alla vittoria in Finale. Il pilota di Locorotondo, figlio d’arte, comanda con 77 punti davanti al francese Adrien Renaudin - entrambi su Sodi Kart-TM-Bridgestone -  il quale somma 59 punti con la vittoria in Prefinale e il secondo posto in Finale. La gara di allenamento sul kart ha visto Leonardo Lorandi (Tony Kart-Vortex) risalire bene fino al secondo posto in Finale, risultato che spinge il bresciano al terzo posto in classifica con 47 punti. Sfortunate, invece, le gare finali di Adria per il francese Anthony Abbasse (Sodi-TM), che dopo aver vinto il sabato la classifica delle manche è ora quarto con 26 punti. 

In OK Junior il confronto al vertice è tra il russo Kirill Smal (Tony Kart-Vortex-Vega) e il palermitano Gabriele Minì (Parolin-Parilla), vittoriosi nelle rispettive Prefinali. Dopo un difficile avvio nelle manche, il siciliano ha recuperato sull’avversario fino a incontrarlo in Finale nella alla sfida diretta, risoltasi a favore di Smal. I due figurano in classifica nello stesso ordine, rispettivamente con 87 e 60 punti. Alle loro spalle, l’estone Paul Aron (FA Kart-Vortex), grazie al terzo posto in Finale conquistato dopo un avvio in sordina. Amara la fase finale di Adria per l’argentino Isidoro Vezzaro (Tony Kart-LKE), vera sorpresa del weekend dopo aver battuto tutti nelle manche, ma fuori dalla zona punti nelle gare decisive. 

Rimasto senza punteggio dopo le manche di qualifica, il norvegese Martinius Stenshorne (Parolin-TM-Vega) ha centrato la vittoria in Prefinale B e in Finale, guadagnando il massimo punteggio per lanciarsi al comando della classifica 60 Mini, con 80 punti. Il polacco Tymoteusz Kucharczyk (Parolin-TM), secondo in Finale, è secondo anche in classifica con 48 punti, dopo aver iniziato bene vincendo il ranking delle manche. Segue da vicino, con 42 punti, il barese Francesco Pulito (IP Karting-TM), terzo in classifica grazie alla vittoria in Prefinale A, seguita dal quinto posto in Finale. (foto Press.net Images)