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martedì 30 aprile 2013

BARRICHELLO, E' DURA LA STOCK CAR BRASILIANA


(30/4/2013) - Come va Rubens Barrichello? L'ex ferrarista, ex Williams è impegnato quest'anno nelle stock car brasiliane con la Chevrolet - l'avversaria unica è la Peugeot - ma dopo tre prove sono solo tre i punticini racimolati dal pilota di San Paolo che veleggia verso i 41 anni. Tanto per capire, in testa c'è il pilota ufficiale Red Bull Daniel Serra: due vittorie e 65 punti, seguito dall'idolo Cacà Bueno e da Ricardo Mauricio con 56 punti. Nel seguitissimo campionato carioca militano atri piloti ben conosciuti anche al pubblico europeo: Ricardo Zonta, Luciano Burti, Tuka Rocha, Rodrigo e Ricardo Sperafico. Rubens cerca di (ri)trovare una dimensione dopo l'addio forzato alla F.1 e la non felice partecipazione alla Indycar l'anno scorso. Nell'ultima prova sul circuito di Taruma, l'auto del team Full Time Sport Medley ha lamentato grossi guai in prova costringendo Barrichello ad una partenza in fondo al plotone. La rimonta c'è stata ma evidentemente le cose non vanno. "E' stato un fine settimana difficile - dice il recordman delle presenze nella massima formula - ma ne stiamo parlando e lavoreremo per accertare alcune cose. Abbiamo una nuova prova tra due settimane (19 maggio Salvador, ndb) e la possibilità di essere ancora competitivi". Nel frattempo, a partire dal GP del Barhain, è diventato commentatore ufficiale dei Gp di F1 per la TV Globo: è un mondo dal quale non riesce proprio a staccarsi...

ANNIVERSARY / 1 MAGGIO 1983. TAMBAY ESALTA IMOLA NEL NOME DI GILLES



(30/4/2013) – Per i tifosi ferraristi resterà senza dubbio una delle vittorie più belle e coinvolgenti della storia: quella che Patrick Tambay colse l’1 maggio del 1983, trent’anni fa, a Imola. La pista di casa. Ma a renderla unica non fu, solo, l’atmosfera speciale che il tracciato del Santerno regalava vicendevolmente a piloti e fun della Rossa. Quel giorno si poteva registrare ancora forte la “febbre Villeneuve”, il canadese l’anno prima scomparso tragicamente a Zolder. Alla Ferrari, così duramente colpita anche per via dell’incidente a Pironi, era grande la voglia di far suo il mondiale sfuggito per poco, nonostante tutto, nel 1982. Il Drake aveva portato in squadra Arnoux e confermato il parigino già votato alla causa del Cavallino nel dopo-Villeneneuve (sua la vittoria a Hockenheim nel week end dell’incidente di Pironi). Il Gran Premio di S. Marino era il terzo appuntamento della stagione: la 126 C2/B era macchina competitiva – in attesa della C3 che arriverà in Inghilterra - ma occorreva una vittoria per non perdere terreno da Piquet su Brabham e Prost su Renault. Una vittoria nel segno di Villeneuve. L’amatissimo pilota fu ricordato in tanti modi in quei giorni e Tambay ne fu colpito. La sua Rossa portava il mitico numero 27. Il giorno della gara, uno striscione recava un incitamento imperioso: “Tambay vendica Gilles”. 
Sulla griglia, davanti alla sua posizione, venne disegnata una bandiera canadese. Patrick pianse a lungo davanti a queste intatte esternazioni di attaccamento e affetto. Ricordiamo che lui fu buon amico di Gilles che ospitò a Montecarlo, con la famiglia, quando fu costretto a fare le valigie in fretta e furia per rispondere alla chiamata di Enzo Ferrari e iniziare la sua avventura in F.1. Poi la corsa: Arnoux in pole sembra involarsi ma deve rallentare, come pure Prost; Piquet rompe il motore. La monoposto di Tambay è menomata da un anomalo funzionamento del motore turbo che si spegne e si riaccende. Patrese sull’altra Brabham è il più veloce in pista, lo supera e s’invola. Sembra finita lì e invece il padovano mette due ruote sul brecciolino di bordo pista ed esce fuori strada alle Acque Minerali. Boato pauroso del pubblico – ci sarà polemica per il fatto che dopotutto si trattava di un pilota italiano – e Tambay va verso il trionfo, tra ali di folla in autentico tripudio (indimenticabile la montagnola della Tosa), nel nome di Gilles Villeneuve (che lassù avrà certamente gioito).  

lunedì 29 aprile 2013

PIRELLI RIMESCOLA LA MESCOLA



(29/4/2013) – C’è stata contenuta sorpresa, lo scorso week end, a fronte della decisione Pirelli di non portare in Barhain le soft (invise alla Red Bull) e al loro posto le medium. Vettel ha stravinto e Massa ha forato due volte: ma è un caso. Non è un caso la decisione di cambiare il rendimento delle P Zero Orange Hard, le cui prestazioni torneranno ad essere quelle del 2012: più resistenti. Invariate le altre mescole. Ed ecco quanto sarà fornito ai Team dalla Casa milanese a partire dal Gran Premio di Spagna, che apre la stagione europea, e per i prossimi tre appuntamenti. In casa di Alonso, ci saranno le P Zero Orange hard e le P Zero White medium, ovvero le più dure del range Pirelli e la migliore combinazione per un circuito particolarmente esigente come quello di Catalogna. La combinazione più morbida composta da P Zero Yellow soft e P Zero Red supersoft sarà destinata, invece, a Montecarlo, dove questo tipo di soluzione è ormai una tradizione . In Canada i team disporranno delle P Zero White medium e delle P Zero Red supersoft. Si tratta di due mescole con un basso working range, adatte alle temperature basse, tipiche della pista di Montreal. Sentiamo cosa ha da dire il direttore Motorsport Pirelli, Paul Hembery: “Dopo aver valutato le prestazioni delle gomme nei primi quattro Gran Premi, in accordo con i team abbiamo deciso di cambiare la mescola dura da Barcellona in avanti, così come avvenne già due anni fa quando, proprio in occasione del Gp spagnolo, modificammo la gomma hard. L’evoluzione delle P Zero Orange che saranno fornite ai team da Barcellona in poi presentano caratteristiche simili a quelle del 2012, in modo da offrire alle squadre una maggiore varietà di strategie, basata su una differenza prestazionale più ampia tra le dure e le altre mescole”. E ora tutti a studiare le strategie...

AMBASCIATORI DEL BRAND: SHARAPOVA BATTE CHIAMBRETTI PER K.O.


(29/4/2013) – Marketing del brand auto: c’è chi spinge su questa leva. Michael Schumacher, come già evidenziato qualche giorno fa, dopo l’addio alla F.1 non è stato “scaricato” dalla Mercedes ma, anzi, è stato nominato ambasciatore della Stella a tre punte. Dopodomani, a braccetto con il grande campo Dieter Zetsche, farà il suo debutto in tale veste presenziando all’iniziativa “Il futuro inizia oggi” e il 19 maggio girerà con una freccia d’argento di F.1 sul mitico circuito del Nurburgring, a corollario della celeberrima 24 Ore. La bellissima tennista russa Maria Sharapova è stata scelta quale nuovo testimonial internazionale del marchio Porsche. La campionessa comincerà subito, questa settimana, al Torneo di Stoccarda che lei vinse l’anno scorso aggiudicandosi una 911 Carrera S Cabrio di colore bianco. Questo l’endorsement dell’AD Porsche, Matthias Muller: “Il suo profilo e il suo carisma si adattano in maniera perfetta allo stile Porsche. Unisce le migliori prestazioni sportive con l’eleganza e la potenza”. La domanda sorge spontanea: e il Gruppo Fiat? Certo, si avvale di Fernando Alonso – e di Massa, molto utile per il mercato brasiliano – ma perché lasciarsi sfuggire uno come Schumacher, così legato alla storia Ferrari? Lo ricordiamo in una campagna pubblicitaria della Stilo (…) versione Michael Schumacher che celebrava il suo quinto iride a Maranello. Oggi Fiat si avvale di grandi nomi, per ciascuna campagna pubblicitaria (ricordiamo Jennifer Lopez per la 500) ma la logica Mercedes e Porsche dell’ambasciatore internazionale è vincente e da seguire. Fiat è perdente se paragoniamo la Sharapova a Piero Chiambretti (vedi Panda)...



Schumi con Barrichello ai tempi della promozione Fiat Stilo


sabato 27 aprile 2013

VICKY PIRIA TIME. La ragazza milanese alla sfida della F3 Open


(27/4/2013) - E' tempo di vedersela con i cronometri anche per Vicky Piria, la ragazza non ancora ventenne che da questo fine settimana - si comincia al Paul Ricard -  è tra i protagonista della European F3 Open. Dopo un'annata non proprio felice in GP3, la milanese - padre italiano, madre inglese - si è accasata al team ravennate BVM (al debutto nella serie di matrice spagnola) e rilancia la sua sfida al mondo dei maschietti ma più che altro al mondo dei motori. Il suo, a leggere il curriculum, non è certo un capriccio - anche se sfrutta pubblicitariamente molto bene il suo essere donna - ma consapevolezza di aver trovato una sua dimensione e determinazione nel voler conseguire risultati. Non sarà facile. Vicky ha due fratelli: da uno si è fatta contagiare di passione per i kart ma è lei che, dall'età di 10 anni, ha deciso di proseguire con decisione su quella strada, un passo dietro l'altro. Prima i rudimenti tecnici, aiutata dal Team PRK, poi i primi risultati e infine il passo successivo: le monoposto. Sempre a scuola, però: prima da Henry Morrogh poi alla Scuola Piloti Milano. Era in pista, ormai, in tutti i sensi: da lì l'approccio con una F. BMW, una F. Renault (Tom Cat Racing). Fino all'odierna F.3 Open: nelle libere 3 sul circuito francese si è piazzata al 15° posto - il compagno di squadra Mario Marasca è terzo - ma si è messa dietro altrettanti concorrenti. Oggi alle 15 Gara 1, domani Gara 2: good luck, Vicky.

venerdì 26 aprile 2013

HELMUT MARKO (L'ANTIPATICO), DOMANI 70 ANNI. Storia di un pilota di talento

Marko con un giovanissimo Vettel, il suo pupillo

(26/4/2013) – Può risultare simpatico o meno, ma Helmut Marko è alla Red Bull per ottenere risultati. E li sta ottenendo. L’austriaco di Graz, braccio destro di Dietrich Mateschitz, domani compie 70 anni. Forse non molti conoscono bene la sua storia, che è quella di un grande appassionato di auto, compagno di scuola di Jochen Rindt, laureato in Giurisprudenza, pilota di talento, vincitore della 24 Ore di Le Mans nel 1971, insieme all’olandese Gijs van Lennep alla guida di una Porsche 917K. 

Lo ricordano ancora in Sicilia: suo è il secondo miglior tempo su giro nella  leggendaria Targa Florio, con l’Alfa Romeo Tipo 33 nel 1972. Aveva iniziato nel 1967 in Formula V, dedicandosi poi alle Sport. Il successo nella classica di duratagli gli aprì le porte della F.1 con la Brm, dopo una presenza estemporanea al GP di Germania su Mc Laren M7C della Ecurie Bonnier. Fu ottavo nel Gp di Montecarlo ma nella gara successiva, il Gp di Francia che si disputava a Clermont Ferrand, successe il ben noto fattaccio. Era partito dalla terza fila e viaggiava in quinta posizione, quando, al nono giro, un sasso proiettato dalle vetture che seguiva, impattò sulla visiera del casco, perforandolo e andando a colpire con violenza l’occhio sinistro. 
Insieme a Van Lennep, vincitori della 24 Ore di Le Mans nel '71
Marko padroneggiò la monoposto e si fermò a lato, privo di sensi. Tentò ogni possibilità per salvare l’occhio ma non fu possibile recuperarlo. Fu la fine del sogno F.1.  Non abbandonò, però, il mondo dei motori e divenne…il Minardi dei giovani piloti austriaci (Vedi Berger), ma non solo. Ebbe un team nella F.3 tedesca e poi in F.3000 con Montoya e Jorg Muller, fino a diventare, nella formula un gradino sotto la F1, Red Bull Junior Team. Da lì la grande amicizia con il grande capo Mateschitz, la scoperta di Vettel e tutto quel che ne è conseguito.



IL RITORNO DELLA JEEP



(26/4/2013) - Una Jeep Willys MB, che ha partecipato alla Campagna d’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, prodotta nello stabilimento di Toledo (Ohio), tornerà negli USA in occasione del 70° anniversario della sua consegna all’Esercito Americano. La spedizione partirà da New York il 20 maggio prossimo e , dopo circa 800 miglia, raggiungerà Toledo via strada il 3 giugno, giorno esatto della sua “nascita” nel lontano 1943! Si tratta di un esemplare perfetto in ogni dettaglio, che infatti si fregia della famosa Omologazione ASI (targa oro) che certifica la assoluta qualità del veicoloQuesto raid storico, che ha l’appoggio dell’ASI – Automotoclub Storico Italiano – è stato inserito tra quelli che caratterizzano “l’anno della Cultura Italiana negli USA” e avrà il supporto dell’Ambasciata Italiana  di Washington. L’equipaggio è composto dal giornalista Vittorio Argento, Vice Direttore del Giornale Radio Rai, e da Gregory Alegi, giornalista, professore universitario di Storia americana e di storia dell’aeronautica, che cureranno il diario della “spedizione” sia via Twitter (#ajeepcomeshome) e Facebook sia con una serie di servizi trasmessi su Radio Rai. Un blog aggiornato di questa avventura è consultabile all’indirizzo http://ajeepcomeshome.wordpress.com/. Il programma prevede visite a West Point, sede della famosa Accademia Militare, Poughkeepsie, dove la Fiat, attuale possessore del marchio Jeep, aprì nel 1908 la sua prima fabbrica, Hyde Park, residenza della famiglia del Presidente Franklin Delano Roosevelt e Cleveland. La Jeep protagonista del viaggio porta le insegne della 10/a divisione da montagna, reparto che esiste tuttora a Fort Drum nello stato di New York e che durante la guerra ha operato sull'Appennino tosco-emiliano. Dopo alcuni passaggi di proprietà, la Jeep è giunta nelle mani di Vittorio Argento che ha eseguito personalmente il maniacale restauro che ne fa oggi un mezzo di riferimento.

TROFEO MASERATI, VIA ALLA SFIDA DEI TRE CONTINENTI. Il 25 agosto nello stesso week end della F. Indy a Sonoma



(26/4/2013) - Tutto pronto al Paul Ricard: il circuito provenzale ospiterà la gara d’esordio della quarta stagione del Maserati Trofeo MC World Series, il secondo consecutivo di valenza mondiale visto che ormai il calendario prevede sei round in tre diversi continenti: Europa, America e Asia. In griglia di partenza ci saranno almeno 24 vetture con tante conferme rispetto allo scorso anno, a cominciare dal campione in carica, il belga Renaud Kuppens del team Konvex Motorsport. A contendergli il primato ci sarà ancora la coppia Alan Simoni – Riccardo Ragazzi (lo scorso anno secondi) e Giuseppe Fascicolo (nel 2012 terzo nella graduatoria finale) che però correrà con un nuovo compagno, Andrea Ceccherello. Ritorna in Maserati anche il francese Jonathan Sicart, vincitore dell’ex titolo GT4 del Trofeo Maserati edizione 2010, che farà coppia con il connazionale Ange Barde, protagonista in vari round del monomarca del Tridente nella scorsa stagione. Dopo la Francia,  il 2 giugno sarà la volta del leggendario Nuerburgring in Germania. La pista di Silverstone in Inghilterra il 14 luglio concluderà la prima parte della stagione e assegnerà il primo titolo: il Trofeo Europa, che lo scorso anno ha visto prevalere il belga Renaud Kuppens, vincitore poi anche della classifica finale.  

La succulenta novità è, il 25 agosto, la prova che si disputerà in America nello stesso fine settimana della Formula Indy: le Maserati si sfideranno a Sonoma nelle vicinanze di San Francisco. Circuito che nel 2012 ha rappresentato il ritorno alle corse in America per la Casa del Tridente e che quest’anno sarà la prima trasferta extraeuropea. Seguiranno poi altri due round, su due circuiti di Formula 1, vale a dire Shanghai in Cina (3 novembre) e quindi Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti il 14 dicembre.  
L’auto – ulteriormente migliorata per la stagione 2013 – si presenta con specifiche tecniche derivate dalla versione della stagione precedente, anno in cui erano state introdotte importanti novità a livello aerodinamico, nonché sull’assetto generale con un allargamento della carreggiata e sul peso che è sceso a 1380 Kg. Tutte le Maserati GranTurismo MC Trofeo sono preparate ed allestite da uno staff tecnico che ne garantisce il massimo equilibrio prestazionale e adottano lo stesso set-up per ciascun weekend di gara. Invariato anche il motore, un V8 di 4.700cc. con una potenza di 488 Cv, così come le coperture che restano Pirelli. 

mercoledì 24 aprile 2013

ROLF STOMMELEN, 30 ANNI FA IL TRAGICO INCIDENTE

(24/4/2013) - Trent'anni fa, in un tragico incidente alla 6 Ore di Riverside, gara del campionato americano IMSA, moriva il pilota tedesco Rolf Stommelen. Era in seconda posizione alla guida di una Porsche 935 della scuderia del britannico John Fitzpatrick quando, per il distacco dell'alettone, ne perse il controllo andando a schiantarsi a più di 300 all'ora contro le barriere. La macchina prese anche fuoco. Alla guida doveva esserci un altro pilota tedesco, Jochen Mass, che però non trovò l'accordo. Rolf Stommelen era tra i più veloci e apprezzati piloti di vetture sport e prototipi e nel 1964 vinse la Targa Florio, sempre a bordo di una Porsche. Debuttò in F.1 su una Brabham nel 1970 e nello stesso anno salì sul podio, terzo, al GP d'Austria, suo miglior risultato. L'anno seguente, su Lola Ford, fu protagonista di un grave incidente al GP di Spagna, al Montjuic di Barcellona: dopo il famigerato salto, sempre per la perdita dell'alettone, perse il controllo della macchina falciando anche quattro spettatori. Nella massima formula disputò 52 gran premi e con la Porsche vinse tre 24 Ore di Daytona, nel 1978, 80 e 82.


Quel che restò della sua Porsche a Riverside

L'incidente di Barcellona nel 1975


GILL JONES, PRIMA DONNA SUL PODIO DI F.1



(24/4/2013) – L’avete vista tutti, lassù sul podio insieme a Sebastian Vettel. Gill Jones, responsabile del Reparto Elettronico della Scuderia Red Bull (è al suo 177° Gran Premio), è stata invitata da Chris Horner a rappresentare la squadra alla cerimonia di premiazione dei primi tre piloti classificati del Gp del Barhain, prima donna ad avere questo onore e, forse, onere! “ Sono molto contenta di essere stata in grado di rappresentare la squadra e anche il reparto per cui lavoro perché penso che noi giochiamo un ruolo enorme nella squadra.  Essere di sesso femminile lo ha reso molto speciale, quindi sono molto orgogliosa”. Nel contempo era visibilmente imbarazzata ed emozionata, anzi di più: “Ero molto, molto nervosa soprattutto perché proprio non sapevo cosa avrei dovuto fare o dove dovevo andare. Ho anche sbagliato strada e poi temevo che il trofeo fosse troppo pesante: meno male che aveva le maniglie! E’ stato tutto molto strano: lassù era tutto tranquillo, senti più che altro la musica e vedi poco”. Pochi minuti che le hanno regalato una notorietà enorme: “E’ bello avere messaggi da casa e di tutti quelli che hanno visto. Persone che postano messaggi e che mandano mail di cui non avevo notizie da anni!”.

FERRARI, ALLARME AFFIDABILITA'. In Barhain ha ceduto un componente meccanico del DRS

Pat Fry e Stefano Domenicali

(24/4/2013) - Rottura di un componente meccanico all’interno del sistema: per questo motivo in Bahrain Fernando Alonso non ha potuto quanto meno lottare – e sarebbe stato un bel vedere - con la Red Bull di Vettel. Un pezzo sostanzialmente da pochi euro che Enzo Ferrari avrebbe collocato nella leggendaria stanza dove raccoglieva quei semplici elementi rei però di far sfumare una vittoria. Alonso ha parlato di sfortuna ma sempre il Drake definiva la sfortuna “quanto non si è capaci di prevedere o impedire”. Ma ormai… Stefano Domenicali non ha dubbi, e d’altronde, cronometro alla mano, i dati lo confermano: “Il guasto al DRS ha impedito a Fernando, autore dell’ennesima grande prestazione, di lottare per la vittoria con Vettel”. Si tratta del primo problema riscontrato su questo dispositivo nell’arco dei tre anni in cui è stato utilizzato, precisano da Maranello al termine dell’analisi che ha rilanciato il tema dell’affidabilità complessiva. “Dobbiamo lavorare con rinnovata attenzione su questo fronte. – ha proseguito Domenicali – Così come sullo sviluppo della vettura e sulla comprensione del comportamento degli pneumatici, mai come quest’anno decisivi. In queste prime quattro gare della stagione non siamo riusciti a portare a casa, per vari motivi, tutti i punti che erano alla nostra portata. Per questo, il ritardo nelle due classifiche sembra essere abbastanza ampio, ma ciò non deve scoraggiarci, tutt’altro, anche perché abbiamo visto tante volte – sia a nostre spese, sia a nostro vantaggio – come le cose cambino in fretta. Crediamo nel nostro potenziale per giocarci le nostre carte nella lotta per i titoli iridati fino in fondo e lo abbiamo sin dall’inizio, cosa che non accadeva da tanto tempo. Nello stesso momento, dobbiamo essere consapevoli che, per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi, dobbiamo essere perfetti, in ogni ambito”. L’appuntamento è col debutto europeo in Spagna, il 12 maggio: lì un po’ tutti sdoganeranno il primo step evolutivo della stagione e occorrerà essere al passo, affidabilità compresa.

LA MERCEDES SEMPRE SULLE ORME DI KUBICA

Kubica insieme a Toto Wolff: la stella Mercedes incombe...

(24/4/2013) - Robert Kubica continua ad essere l’uomo dei desideri. Impegnato nel mondiale rally WRC-2 con la Citroen DS3 RRC, si viene a sapere che il rapporto con la Mercedes è tutt’altro che raffreddato. Il quotidiano tedesco Bild, infatti, ha rivelato come il polacco abbia effettuato almeno due settimane di test sul simulatore della monoposto di Formula 1 affidata a Hamilton e Rosberg. L’iniziativa ha fatto seguito al test Mercedes DTM effettuato a Valencia nel mese di gennaio, quando Robert era in predicato per tornare a correre in pista nell’importante campionato internazionale. I riscontri furono positivi ma Kubica, dopo breve riflessione, preferì impegnarsi negli amati rally. A lui, comunque, Mercedes, e in particolare il nuovo uomo forte Toto Wolff, non rinuncia a cuor leggero e, dopo non aver abbandonato Michael Schumacher appena nominato loro ambasciatore, sembra voler tenere in caldo quello che prima dell’incidente due anni or sono, era considerato un top driver della massima formula. La via del recupero per il pilota di Cracovia è ancora lunga ma evidentemente al momento non ci sono ragioni sufficienti per precludere inoppugnabilmente il ritorno in F.1. Intanto, Kubica è reduce dal Rally del Portogallo dove ha dovuto ritirarsi per un guasto idraulico che ha pregiudicato la funzionalità della speciale leva del cambio messa a punto per lui. “Per essere il mio primo rally su terra, penso di aver dimostrato un buon passo nelle fasi in cui non ho avuto alcun problema. Ho trovato un sacco di risposte alle domande che avevo un paio di giorni fa. Se dovessimo correre nuovamente il rally in poche settimane, sarei ovviamente meglio attrezzato.  La cosa più importante per me è quello di riuscire a correlare ciò che vedo in ricognizione con ciò che accade in gara. Il corso di questo fine settimana è stato tecnicamente molto impegnativo, ma sarà utile per i prossimi appuntamenti anche se già so che nessuno dei rally sarà facile ...”

TAKUMA SATO ALLA CONQUISTA DELL'AMERICA



(24/4/2013) – Saluto con piacere la vittoria di Takuma Sato nella terza gara della IndyCar a Long Beach. E’ la prima volta che un giapponese si afferma in una prova della serie Indy e il suo primo pensiero è alla madre-Patria: “E’ una grande notizia per i giapponesi. – ha detto – Il Paese ha avuto un momento difficile dopo il terremoto quindi sono felice di dare a tutti una buona notizia, perché molto presto sarà il momento del Giappone”. Oltre i propri connazionali, Sato ha fatto felice il vecchio A.J. Foyt, il leader carismatico della squadra, vera icona dell’automobilismo statunitense, afflitto dal mal di schiena e quindi rimasto incollato alla televisione. Gli ha regalato la 44^ vittoria del team che porta il suo nome; su un tracciato stradale mancava addirittura dal 1978 (Silverstone). “Questa è per lui”, si è unito il figlio Larry, Team Principal. Tornando all’ex pilota di F.1 ormai 36enne, Takuma ha letteralmente dominato: “Una gara perfetta, Takuma è stato impeccabile e l’ha fatta sembrare troppo facile. Non ho mai visto una gara del genere”, ha detto ancora Foyt junior. Il suo miglior risultato negli Usa, finora, era stato il secondo posto di Edmonton l’anno scorso ma solo un errore all’ultimo giro aveva fatto svanire il sogno della 500 Miglia di Indianapolis. Ora è secondo in classifica ed è stato il terzo vincitore diverso in altrettante gare di campionato 2013: può giocarsela. Questo risultato darà sicuramente nuova linfa in Patria ai fautori di un ritorno in campo di piloti e case nipponiche. La Honda è già in lizza nel Mondiale turismo e sembra certo il ritorno in F.1 in qualità di motorista (Mc Laren?). Ultime voci danno per certo l’allestimento di un motore turbo Toyota (Williams?). Come sempre hanno fatto, i costruttori giapponesi chiederebbero l’utilizzo di un pilota connazionale. Kobayashi torna a sperare. E poi c’è da rispondere all’onda motoristica cinese…
Sato festeggia con Larry Foyt

martedì 23 aprile 2013

ANDREA MONTERMINI, IL CAVALLINO SEMPRE NEL CUORE. Da domenica protagonista nel GT Open con la Ferrari 458 della Villorba Corse


(23/4/2013) Andrea Montermini, classe 1964. Classe di ferro. L’indomito pilota di Sassuolo sarà ancora tra i protagonisti del GT Open, la serie ideata e organizzata dalla spagnola GT SPORT di Jesus Pareja.  Scenderà in pista già da questo fine settimana al Paul Ricard, sulla Ferrari 458 GT2 della Villorba Corse che gli ha affiancato un altro pezzo da novanta dell’automobilismo tricolore, Luca Filippi. Il Cavallino è nel suo cuore: fu collaudatore della Rossa nel 1991, poi altre esperienze simili con Benetton, Tyrrell, Lola e in pista con Simtek, Pacific e Forti. Macchine scarse, però. Cercò fortuna in America nella F. Cart e in Imsa per trovare infine gloria con le GT: ha corso la 24 Ore di Le Mans e di Daytona, poi il Fia GT, infine le vittorie nel GT Italiano e nel GT Open. Questa mattina è ad Adria per lo shake down della macchina.

Andrea, da questo week end di nuovo in pista per…
Per stare davanti! Puntiamo al massimo risultato, non c’è dubbio. Il team, Raimondo Amodio, hanno fatto non pochi sacrifici: uno sforzo e un lavoro incredibili per essere competitivi, prendendo tra l’altro anche un pilota di tutto rispetto come Luca Filippi.

Appunto, Filippi: pensi gli si debba concedere un “periodo” di studio della categoria?
Non penso, Luca è molto forte e ha già esperienza di diverse gare del genere dove ha fatto bene. Semmai si dovrà lavorare sull’affiatamento, sull’amalgama con me e con la squadra. Insomma, prevedo un rodaggio minimo.

Tu conosci bene il campionato GT Open: come lo vedi quest’anno?
E’ un campionato ai massimi livelli. Ci sono diversi aspetti belli, anche se ne ricordo altri meno belli legati a certi punti del regolamento, ma il gioco degli handicap lo rende aperto ed estremamente competitivo. Quest’anno il parco macchine è di tutto rispetto e tra i piloti ci saranno Pantano, il brasiliano Luis Razia che ha perso la Marussia in F.1 per una questione di sponsor, e nel GT3 Gentleman un certo Magnussen.

A proposito di sponsor, il tuo compagno di squadra Filippi è uno di quelli che pur avendo titoli e meriti non ha trovato un volante nella massima formula. Cosa ne pensi?
Lui è un po’ la fotografia dell’attuale situazione economica. Ci sono Paesi che possono investire e che quindi portano avanti i propri piloti e poi l’Europa in un momento finanziariamente non florido. Senza aziende forti e senza sponsor adeguati non si va avanti e la nostra scuola ne soffre.

Valsecchi può costituire l’eccezione?
So che è considerato moltissimo dal suo Team. Se farà bene la sua parte avrà qualche opportunità ma questo dipende anche dal rendimento di Grosjean che comunque in Barhain è andato molto bene, salendo sul podio.



La Ferrari è uscita malconcia dalla gara di domenica scorsa in Barhain: fossi in Alonso come ti sentiresti?

MA ALONSO SI STA ROMPENDO LE SCATOLE?

(23/4/2014) – Prima del Gran Premio del Barhain Fernando Alonso ha professato ancora amore eterno alla Ferrari: “Chiuderò la carriera a Maranello”, ha detto. Durante la trasmissione “Parco Chiuso”, domenica sera su Rai Sport 2,  tra i commentatori della gara c’era il decano dei giornalisti della Formula 1 Pino Allievi. Sollecitato al riguardo, ha candidamente – ma le sue parole “pesano” sempre – affermato: “Sono cose che si dicono: se il mondiale finisse male, e non lo credo, certamente cambierebbe squadra”. Certamente? Sarà davvero così? Più drasticamente: Fernando si sta rompendo le scatole? E’ al quarto anno alla Rossa e, purtroppo, il Mondiale non è ancora arrivato (né tanto meno quello Costruttori, ma questo è un altro discorso) e lo spagnolo ha indubbiamente dovuto ingoiare qualche boccone amaro di troppo nei tre anni passati.  Ricordiamoli. 1) Il più indigesto rimane sicuramente il titolo 2010 sfumato per quattro punti all’ultima gara di Abu Dahbi, complice il terribile errore del muretto box. Per marcare stretto Webber venne anticipato il pit stop e Alonso si ritrovò intruppato e impossibilitato a superare (Petrov pare gli appaia ancora in sogno, pardon incubo) mentre Vettel si involava verso la vittoria della gara e del Mondiale. Pagò il povero Chris Dyer. 2) Molte aspettative nel 2011 con la Ferrari 150th Italia. Risultato: Red Bull imbattibile con i suoi possenti scarichi soffianti, una sola vittoria a Silverstone, sorpassone-umiliazione da cineteca subìto da Webber a Spa, quarto posto in classifica finale. Silurato il progettista Aldo Costa. 3) Macchina clamorosamente sbagliata nel 2012: inizio tutto in salita. Lui è grandissimo, recupera mettendoci autenticamente del suo ma proprio nel rush finale la F2012 perde competitività e Vettel fa tris per soli tre cocenti punti. Così è andata, ma Alonso non ha nulla da rimproverarsi? 

ADDIO A FRANCO GOZZI

(23/4/2013) - La notizia è davvero di pochi minuti fa: è morto Franco Gozzi, storico e fidatissimo braccio destro di Enzo Ferrari. Aveva 80 anni. Dopo la recente scomparsa del capo meccanico Giulio Borsari è un altro pezzo, preziosissimo, della storia Ferrari che consegna ai posteri le sue gesta e la sua figura. L'avevo personalmente sentito appena un mese fa, all'indomani del Gran Premio di Malesia, per chiedere lumi sulla strategia del muretto box Ferrari che aveva lasciato in pista col musetto danneggiato Alonso, poi finito fuori. Come sempre disponibilissimo, effettuò una disamina precisa degli eventi, senza indulgenze ma anche con un'ampia giustificazione dovuta alla concitazione del momento. Nè gli sfuggì il parallelismo tra il podio di Sepang, con Vettel e Webber vicini ma lontanissimi per la vicenda degli ordini box non rispettati, e quello di Imola 1982, con Villeneuve e Pironi ai ferri corti per un analogo episodio. Sono andato a trovarlo diverse volte, nella sua casa di Via Nardi a Modena. Per un giornalista ed un appassionato, era un imperdibile ed imprescindibile scrigno di ricordi, oltre che persona amabilissima. Custodiva foto, disegni, documenti e tanti ricordi che centellinava sapientemente. Era il più accreditato latore del Drake-pensiero. Un vero amico di tanti piloti. Rappresentava un mondo dei motori che non c'è più. Ci ha lasciato una figura fondamentale nella storia della Ferrari.lo ricorda il Presidente Luca di MontezemoloDi lui ricordo soprattutto le tante ore trascorse insieme a parlare di piloti ed automobili e gli sono grato per essermi stato vicino quando ero un giovane direttore sportivo della Scuderia”. Toccante anche il pensiero di Piero Ferrari: "Ho passato con Franco tanti anni insieme. Dal 1965, anno in cui entrai a lavorare in azienda, fino a quando lui non ne è uscito. Un periodo lungo quasi una vita, che mi ha permesso di conoscerlo ed apprezzarlo in profondità, sotto ogni punto di vista, umano e professionale. La sua dote più grande era quella di riuscire a non arrabbiarsi mai: aveva sempre la battuta pronta, anche dopo qualche proverbiale strigliata di mio padre”.




lunedì 22 aprile 2013

SCOPPIA LA "GRANA" PEREZ ALLA MC LAREN. Button avvisa: "Deve calmarsi"



(22/4/2013) – Dopo il gelo in casa Red Bull tra Vettel e Webber  (vedi ordine box disatteso dal campione del mondo in Malesia) e i musi lunghi tra Hamilton e Rosberg (Lewis “blindato” davanti al tedesco sempre in Malesia), ecco un’altra coppia dello stesso team – la Mc Laren -  che scoppia. In Barhain tutti abbiamo visto come se le siano date di santa ragione Perez (più “scalmanato”) e Button. Durante le fasi concitate dei due momenti ravvicinati del terzo tipo, i cosiddetti compagni di squadra non si sono risparmiati ruotate e gomitate, con pezzi di carrozzeria che saltavano e vetture costrette ad escursioni fuori pista. Se ieri, al termine della contesa, i protagonisti hanno fatto prevalere i fair play, oggi, a freddo, emergono i distinguo. Button, del Club dei 200 Gp e 10 anni più “anziano” del giovane messicano, alla Bbc ha voluto chiarire:
"Fare a ruotate a 300 all’ora non è qualcosa che facciamo normalmente in Formula 1, quindi è una cosa nuova per me. Forse questo è il modo di correre adesso, non lo so. Ma non è il modo in cui io voglio correre. Credo che dovremo fare una chiacchierata perché questo è pericoloso. La cosa buona è che ha ottenuto alcuni buoni punti per la squadra, ma così potrebbe accadere qualcosa di grave. Deve calmarsi. Lui è molto veloce e ha fatto un ottimo lavoro, ma alcune manovre sono inutili ed è un problema quando si fanno a quelle velocità”. Non poteva essere più chiaro anche se Whitmarsh & C., almeno pubblicamente, sembrano non raccogliere. “Hanno passato gran parte del pomeriggio in maniera ravvicinata ma queste sono le corse. Sia Jenson e Checo sono veloci, forti e affamati di successo e questo è esattamente come dovrebbe essere. Si chiama racing, e noi di Vodafone McLaren Mercedes lo consentiamo sempre. E’ tutto, per questo sport. Detto questo, è probabilmente giusto dire che Checo è stato un po’ troppo combattivo con Jenson e penso che lui lo sappia”. Perez, effettivamente, è arrivato molto, molto carico a questo GP: dopo la Cina cominciavano a circolare troppe critiche a suo riguardo, tipo: “non è adatto ad un top team” oppure “non dà nessun apporto tecnico”. Non per niente, a fine gara, ha confessato “c’è stato un sacco di adrenalina”. Ma non sembrava scosso per questo...

MATRIGNA RAI E LA TELECRONACA MOLTO DIFFERITA

(22/4/2013) - Anche questa volta quei buontemponi della Rai hanno fatto di tutto per far disamorare gli appassionati di Formula 1. La molto-differita del Gran Premio del Barhain è andata infatti in onda ieri solo a partire dalle ore 21.00. L'accordo con Sky, detentrice dei diritti, prevede che la trasmissione sui canali della rete di Stato possa avvenire non prima di tre ore dalla conclusione della gara... Alla Rai, nonostante la messe di canali digitali a loro disposizione, hanno pensato bene di far attendere i tifosi sei ore e - questa l'ideona - addirittura di mettere il Gran Premio in concorrenza con la MotoGp in America, trasmessa alla stessa ora in diretta su Italia1. Dei veri geni: molti non avranno fatto altro che alternare la visione dell'uno (ormai decotto) e dell'altro (che offriva lo spettacolare duello tra Marquez e Pedrosa). Il sito cinetvmania.it riporta il seguente responso: la differita del GP del Bahrain ha catturato l’attenzione di 2.469.000 spettatori, 8,36% di share; la gara della MotoGp sul circuito di Austin ha invece goduto dell'attenzione di 3.420.000 telespettatori, 11,22% di share. Dunque F.1 sconfitta e, comunque, ben lontana dall'audience dell'anno scorso. La telecronaca di mamma, ormai matrigna Rai ha pure omesso l'intervista dei piloti sul podio... A questo punto, chi volesse esporre le sue doverose rimostranze è bene che lo faccia alla mail: motori.raisport@rai.it . Quando è troppo, è troppo!

ZAIN SULLE PANCE DELLA MC LAREN


(22/4/2013) – In Barhain si è vista una novità sulle fiancate delle Mc Laren, sponsorizzate per l’occasione da Zain: si tratta dell’azienda di telecomunicazioni leader in Medio Oriente e Africa (è presente in 8 Paesi). E’ stato il primo operatore di telefonia mobile in Kuwait, dove è nata nel 1983, e dal 2003 ha iniziato una strategia di rapida espansione. In origine MCT (Mobile Telecommunications Company), ha poi adottato il marchio Zain e nel 2008 è diventato il quarto operatore di telefonìa mobile più grande al mondo in termini di presenza geografica. Oggi conta 6000 dipendenti e una base di 42,7 milioni di clienti attivi al 31 dicembre scorso. Il maggiore azionista è la Kuwait Investment Authority con una quota del 24,6%. E’ partecipata anche da Vodafone che ha "concesso" le pance delle monoposto inglesi anche in virtù del contemporaneo lancio in Barhain della tecnologia 4G Lte. 

domenica 21 aprile 2013

TUTTO NERO PER LA ROSSA IN BARHAIN

(21/4/2013) - La Ferrari è la vera sconfitta del Gran Premio del Bahrain: solo ottavo Alonso, addirittura 15° Massa. Dopo aver malamente sprecato il GP di Malesia è finita alle ortiche anche la quarta gara del mondiale che, dopo la vittoria in panciolle di Vettel, vede il tedesco rifilare ben 30 lunghezze allo spagnolo e dieci a Raikkonen (secondo in gara e in classifica). Un ritardo già grave. Ma cosa è successo? Di tutto e di più: quattro soste cadauno per i due piloti del Cavallino. Alonso, dopo aver costruito delle qualifiche di tutto rispetto, si è ritrovato in gara col DRS bloccato (analogo problema toccò a Michael Schumacher): il difetto andrà indagato a dovere. Non ha potuto che rincorrere gli avversari arrivando alla fine in scia a Webber (solo 7° l'australiano con una Red Bull oggi stratosferica almeno nelle mani del compagno...). "Sono certo - ha detto l'asturiano - che senza i problemi occorsi a me e Felipe saremmo finiti davanti perché la macchina risponde molto bene, è la migliore degli ultimi quattro anni, ma sappiamo che per fare una buona gara occorre il concorso di diversi fattori, tra cui anche la fortuna. Speriamo di poter pareggiare il conto con questa incognita molto presto, magari già a Barcellona, la mia gara di casa. Lì è ancora più importante fare una buona qualifica perché non è facile superare e partire davanti sarà fondamentale”. Massa, dopo aver danneggiato in un contatto con Sutil l'ala anteriore, ha dovuto vedersela con due forature (era partito con le dure). "All’inizio ho sofferto un po’ di sottosterzo ma non credo sia stata quella la causa dei miei problemi, mentre è ancora da verificare cosa sia successo ai miei pneumatici per cedere in quel modo. Nel primo caso probabilmente si è trattato di una delaminazione della gomma posteriore destra e nel secondo forse di una foratura", ha detto il brasiliano che si è classificato mestamente in fondo al plotone. Insomma, un non-gran premio per la Ferrari, uno spreco assoluto. 
Ecco l'ordine di arrivo:

GRAVE INCIDENTE AL FERRARI RACING DAYS DI SUZUKA



(21/4/2013) – Un grave incidente si è verificato durante la seconda gara del Ferrari Challenge nell’ambito del Ferrari Racing Days di Suzuka, in Giappone. Per ragioni ancora da stabilire, la vettura del pilota Shigeru Terashima è finita contro le barriere di protezione: il conduttore è stato immediatamente trasportato presso l’ospedale della città dove si trova ora ricoverato in condizioni serie. Nell’incidente è rimasto ferito anche un commissario di percorso, anch’eghli ricoverato in ospedale ma in condizioni meno serie del pilota. A seguito dell’accaduto, la Ferrari ha deciso di chiudere in anticipo la manifestazione e – fa sapere – sta prestando tutta la necessaria assistenza alle persone rimaste coinvolte e ai loro familiari.

GRAN PREMIO DI BARI, LE ULTIMISSIME

Una De Blanc Gordini

(21/4/2013) – Salgono i giri del motore organizzativo della terza edizione del Gran Premio di Bari (18-19 maggio), la gara di regolarità riservata ad auto d’epoca che vuole rievocare i fasti della Formula 1 nel capoluogo pugliese (1947-1956). E’ stato diffuso un più dettagliato programma dell’evento che avrà nella esibizione notturna e in un concerto le sue novità. Intanto, il parco auto partecipanti è notevolmente aumentato tanto che gli organizzatori dell’Old Cars Club di Bari hanno dovuto dire di no a molti. Il GP di Bari “tira” e si sta pensando a pacchetti turistici ad hoc per il week end. Impensabile fino a qualche anno fa, quando un simile patrimonio di storia sportiva e sociale non veniva minimamente considerato. Ora siamo all’internazionalizzazione dell’evento e alla consapevolezza di avere tra le mani un potente strumento di marketing cittadino che nella città di San Nicola  fa coppia col turismo religioso, come ha detto il presidente circoscrizionale Ferorelli. In programma c’è addirittura l’istituzione di un museo permanente dedicato al GP di F.1! 
Un momento della conferenza stampa di presentazione
Una Stanguellini 110
Ma vediamo cosa è previsto nel week end di gara (martedì 30 aprile verrà intanto presentato il libro “Gran Premio di Bari” a cura di Michele Perla): venerdì e sabato 18 maggio è atteso l’arrivo dei partecipanti le cui auto verranno come sempre posizionate in Piazza della Libertà. Sabato 18 maggio, come detto, è in programma dalle ore 20.00 l’esibizione in notturna delle vetture che percorreranno gran parte del Lungomare cittadino. A suggellare la giornata, il concerto gratuito in Piazza Diaz di una delle protagoniste del recente Festival di Sanremo: Simona Molinari nell’ambito del suo “La felicità in tour”. Domenica 19 maggio il Gran Premio vero e proprio a partire dalle ore 10.00, lungo il circuito che in buona parte ricalca quello percorso più di 60 anni fa da Ascari, Moss, Fangio & C. La premiazione dei partecipanti avverrà alle ore 15.00 nel Palazzo della Provincia di Bari. 
Tra questi, ribadisce la sua fedeltà all’appuntamento barese il vincitore della passata edizione, Raffaele Barletta da Forlì. Originario da parte di padre del Salento, guiderà, navigato da Patrizia Usai, una fantastica Monaci Bimotore 8C. “La gara di Bari – dice – è diversa dalle altre per la partecipazione entusiasta del pubblico che trasmette passione”.

Raffaele Barletta





La Monaci Bimotore di Barletta nel 2011 (Foto Flavia D'Alessandro)





sabato 20 aprile 2013

LAMBORGHINI PRESENTA L'AVENTADOR 50° ANNIVERSARIO

(20/4/2013) - A celebrazione del proprio cinquantenario e sullo sfondo dell’ Auto Show di Shanghai, Automobili Lamborghini presenta una super sportiva molto speciale dotata di tecnologie ed equipaggiamenti esclusivi: è la Lamborghini Aventador LP 720-4 50° Anniversario, una serie limitata e numerata di 100 unità in tutto il mondo. A sottolinearne l'esclusività, ogni esemplare avrà all'interno una targa in materiale Forged Composite® che non solo riporterà il logo ufficiale del 50° Anniversario ma anche il numero progressivo della vettura. Con un valore di potenza erogata salito a 720 Cv, una riprogettazione dell'anteriore e del posteriore della vettura orientato a un aumento delle prestazioni, una verniciatura speciale e un allestimento degli interni assolutamente unico, questa Aventador è uno dei modelli più esclusivi mai prodotti nella storia di Lamborghini.

La Aventador LP 720-4 50° Anniversario si presenta come il punto più alto di una gamma che grazie alle sue caratteristiche uniche, prime fra tutte la monoscocca in fibra di carbonio, il motore 12 cilindri e la trazione integrale permanente, si è affermata come un successo globale. Capace di erogare ben 720 Cv, il V12 da 6,5 litri della Aventador LP 720-4 50° Anniversario è 20 Cv più potente della versione montata sulla Aventador LP700-4, risultato possibile grazie a nuove specifiche tarature del motore. La grinta del propulsore abbinata alla velocissima trasmissione ISR permette prestazioni di assoluto rilievo per il modello dell' anniversario: l'accelerazione 0-100 km/h richiede infatti solo 2,9 secondi mentre la velocità massima raggiunge i 350 km/h.

L'anteriore e l'intero retrotreno della 50° Anniversario sono stati ridisegnati con particolare attenzione all'ottimizzazione dell'aerodinamica. Le prese d'aria anteriori e il doppio spoiler sono stati allargati ed estesi, e sono ora affiancati da piccoli flap.







venerdì 19 aprile 2013

WEBBER, 200 GRAN PREMI E UNA VOGLIA MATTA DI VINCERE



(19/4/2013) – Occhi puntati su Mark Webber. Non solo l’australiano ha intenzione di mettersi in fretta alle spalle tutto il negativo del Gp di Cina ma in Barhein taglierà comunque un traguardo: 200 gare disputate. "E 'incredibile pensare di essere già a quota 200 - dice Mark - Mi ricordo la mia prima gara come se fosse ieri (Minardi, 2002 e poi nove vittorie, 11 pole e 35 podi, ndb), ma il tempo passa molto velocemente. E’ un buon traguardo e sono orgoglioso di essere entrato a far parte del club 200. Ci sono stati anche alcuni buoni momenti lungo la strada ". Da parte sua, il Team principal Chris Horner lo paragona all’inossidabile calciatore gallese Giggs del Manchester United ed ha parole di elogio: "Lui ha continuato a migliorare in tutte le stagioni in cui è stato in Formula Uno”. Ma Mark è in una morsa: la sua verve agonistica è frustrata dal compagno di squadra, il campione del mondo Vettel. Le polemiche non solo non sembrano sopite ma la recente foto diffusa da Alonso via twitter – i due a cena in un ristorante di Dubai – sembra chiarire che le distanze rimangono abissali. Red Bull? Porsche a Le Mans? Ritiro? A 36 anni Mark può permettersi di riflettere ancora un po’: “Non ho alcun programma per il 2014, chiarisce. Intanto c’è da giocarsi un gran premio difficile come quello del Barhein già dalle prove: tre posizioni di penalità in qualifica per il contatto con Vergne a Shanghai. "La penalità renderà la vita più difficile in questo fine settimana ma almeno si può sorpassare su questa pista perché ci sono diversi lunghi rettilinei con curve lente alla fine. E hai anche le zone di DRS. Tutto sommato, sono contento di come sto guidando”, conclude sornione.

giovedì 18 aprile 2013

LA STORIA DELLA F.1 DAL 3 MAGGIO AL MUSEO CASA NATALE E. FERRARI. 17 monoposto in esposizione


Due monoposto che faranno parte della mostra: Ferrari T4 e Williams FW15D

(18/4/2013) - A poco più di un anno dalla sua inaugurazione, il Museo casa natale Enzo Ferrari di Modena “apre” alla F.1 nella sua totalità. D’altronde è stata la magnifica ossessione del Drake. Dopo la rassegna “Le grandi sfide Ferrari – Maserati”, che ha celebrato le due leggendarie Case che hanno fatto di Modena la cosiddetta “capitale dei motori”, dal 3 maggio sarà la volta della mostra “Grand Prix: le Monoposto del Campionato di Formula 1”. Diciassette monoposto che, tra il 1950 e il 1994, hanno scritto pagine di storia della massima formula automobilistica, dalla mitica Alfa Romeo 159 del 1951 alla Williams FW15D con la quale Prost conquistò il suo ultimo titolo iridato nel 1993. L’evento è stato presentato a Roma, presso la sede dell’Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo, alla presenza del suo Presidente Pier Luigi Celli, del Direttore Generale Andrea Babbi, e a Mauro Tedeschini e Adriana Zini, rispettivamente Presidente e Direttore del Museo. A permettere l’allestimento è stato Giovanni Perfetti, direttore del Museo Ferrari di Maranello i cui numeri eccezionali restano l’obiettivo a medio termine del nuovo polo museale cittadino modenese. Nel suo primo anno di attività si sono contati oltre 77 mila visitatori di cui il 70% stranieri provenienti da oltre 48 paesi europei e del mondo. Con questa mostra, il Museo conta di rimpinguare i suoi numeri ed inoltre, grazie al suo ben definito ruolo espositivo di automobili storiche intese come opere d’arte e la promozione della Motor Valley padana, entra a far parte di un piano nazionale. L’Italia deve aver il coraggio di investire di più nella cultura prendendo esempio dalle doti simbolo di Enzo Ferrari: innovazione ed iniziativaha infatti detto il Presidente dell’ENIT, Celli che ha parlato del Piano Strategico del Turismo e delle sue 61 azioni a lungo termine finalizzate a coinvolgere e sostenere tutti gli operatori del settore “per incitare il Paese al cambiamento e alla reazione”. Allora tutti ad ammirare questo parco macchine da sogno:  

INTERVISTA A LUCA CADALORA: "DOVIZIOSO L'UOMO GIUSTO PER LA DUCATI". Da domani a Imola con Agostini e Spencer per la 200 Miglia Revival

(18/4/2013) – Ci saranno due ospiti d’onore del calibro di Giacomo Agostini (15 titoli iridati) e del modenese Luca Cadalora (3 titoli). E ci saranno “Fast” Feddie Spencer (3 titoli, la 250cc e la 500cc  nello stesso anno, il 1985), Phil Read (7 titoli, il primo nel 1964) e Kork Ballington (4 titoli per il sudafricano della Kawasaki). Che parterre des rois alla quarta edizione della 200 Miglia di Imola Revival, in programma sul circuito Enzo e Dino Ferrari dal 19 al 21 aprile. La kermesse motoristica, organizzata dalla DG Sport di Christian Juspin, rievoca la storica manifestazione “griffata” Checco Costa per la prima volta in pista nel lontano 1972 e, come si vede dall’elenco, richiama il ghota del motociclismo internazionale in una tre giorni tutta sgasate e divertimento. Ne approfitto per chiedere qualche dotto parere sulla MotoGp a Cadalora.

Luca, domenica la MotoGp è in America: dopo la bella prova in Qatar prevedi un nuovo exploit di Rossi? 
Lì ha disputato una bellissima gara, facendoci divertire e godere. Ma forse ad Austin non potrà fare lo stesso perché la pista non mi sembra quella giusta per tentare di vincere.

Il compagno di squadra Lorenzo dopo la prima gara con Rossi alle sue spalle ha evocato la coppia Senna e Prost quando correvano entrambi per la Mc Laren. Trovi calzante il paragone? Vuol dire che finisce a gomitate?
Il paragone ci può stare ma gli anni passano per tutti e Jorge ha il vantaggio dell’età e può affrontare le gare secondo un’ottica diversa rispetto a Vale. Sarà un duello interessante ma non prevedo scontri perché sono due piloti ormai maturi con Jorge che non è più un ragazzino, usa la testa  ed è al massimo delle sue capacità.

Ti aspettavi una Yamaha così superiore alla Honda che nel finale dell’anno scorso si è dimostrata molto più performante? 
Sinceramente mi aspettavo che la Honda fosse messa meglio. Il setting non sembra a posto al 100% e dovranno effettuare delle regolazioni. La Yamaha invece è stata strepitosa.

Marq Marquez comunque ha impressionato: è il pilota del futuro? 
Già l’anno scorso ha disputato delle gare strepitose. Riesce a fare cose non da tutti e sarà sicuramente un protagonista del 2013. E’ fatto di pasta buona e certamente il futuro può essere suo.

Veniamo alla Ducati: sono arrivati i tedeschi e un pilota nuovo. E’ andato via Preziosi. Cosa ti aspetti possano fare quest’anno? 


mercoledì 17 aprile 2013

TANTI SPONSOR FA (CANDY, AMBROSIO)

(17/4/2013) Due notizie, degli ultimi giorni, sollecitano un piccolo amarcord dei tempi belli, quando munifici sponsor potevano investire alla grande in F.1. Oggi la cronaca riporta ben altro. I sindacati, relativamente alla nota industria di elettrodomestici Candy, parlano di 270 esuberi su 675 lavoratori impiegati nei due stabilimenti lombardi di Brugherio e Santa Maria Hoè. La sfavorevole congiuntura economica e la concorrenza hanno da tempo cambiato le carte in tavola e la battaglia è durissima. L’Azienda della storica famiglia Fumagalli divenne un “nome” in F.1 dove presenziò tra il 1979 e il 1984 – in quegli anni partì l’ambizioso piano di espansione internazionale, tra l’altro con l’acquisizione della inglese Kelvinator – apponendo il proprio marchio sulle fiancate della Tyrrell (c’era anche sulla 011 di Alboreto nel 1982) e poi anche della Toleman (ricordate Senna nel diluvio di Montecarlo, 1984?) senza peraltro ottenere risultati eclatanti ma sicuramente regalando grande visibilità al marchio e slancio agli affari. 
L’altra notizia riguarda la sentenza della Cassazione che ha confermato l’ergastolo in via definitiva per i tre romeni imputati per il brutale omicidio di Franco Ambrosio e della moglie Giovanna Sacco nella propria villa della Gaiola a Posillipo, quattro anni fa. Ambrosio apparì, letteralmente, sulla scena della F.1 nel 1977 sponsorizzando la bianca Shadow allora guidata da un giovanissimo e promettente Riccardo Patrese. Fu molto chiacchierato per via della provenienza “misteriosa” dei suoi capitali e nel 1978 fu tra i promotori dell’avventura Arrows in F.1, sempre con Patrese alla guida, che risultò travagliata anche per la causa intentata dalla Shadow per plagio del progetto (la FA1 e la DN9 erano due gocce d’acqua). Ambrosio fu in seguito arrestato per reati finanziari e la scuderia perse il suo apporto. Ultimamente era noto come “imprenditore del grano”, fino al tristissimo epilogo.

PULSA UN CUORE FERRARI A LONDRA



(17/4/2013) - Fino al 6 maggio prossimo le speciali vetrine del Ferrari Store di Regent Street a Londra si presenteranno in una veste insolita ed affascinante. Passione e razionalità, cuore e cervello: in sintesi, la Ferrari. E’ il concetto alla base dell’installazione creata dal Royal Institute of British Architect’s nell’ambito dell’edizione 2013 di un progetto che vede coinvolte le vetrine dei negozi più importanti di Regent Street, una delle vie più eleganti della capitale britannica. L’obiettivo di quest’anno era creare una vetrina che esprimesse l’identità del marchio attraverso un intervento che potesse catturare e stupire i clienti e i passanti. Il risultato, realizzato dallo studio di architettura Gensler insieme ai partner Icon e George Singer, è una rappresentazione piuttosto originale delle due anime del mondo Ferrari, racchiusa nelle quattro vetrine dello Store del Cavallino Rampante. La Formula 1 è illustrata da un cervello pulsante, che simboleggia la capacità tecnologica e la continua spinta all’innovazione che caratterizza la massima competizione dell’automobilismo sportivo. Dall’altro lato c’è un cuore che batte, a ricordare l’emozione anche fisica che dà la vista di una vettura stradale prodotta a Maranello e quel patrimonio di passione e tradizione che ne è la fonte.