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venerdì 31 maggio 2013

ADRIAN QUAIFE-HOBBS, L’INGHILTERRA TI GUARDA!

(31/5/2013)Montecarlo vero inizio di campionato GP2 per Adrian Quaife-Hobbs? Lo vedremo, ma certo per il pilota 22enne inglese è stata una bella iniezione di fiducia. Magnifico secondo in Gara 2, il campione in carica dell’Auto GP non era finora riuscito ad emergere: punti scarsi solo in Barhain. Al debutto negli angusti spazi del Principato ha invece tirato fuori dalla manica un asso niente male. Il pilota della MP Motorsport – team anch’esso all’esordio nella serie propedeutica alla F.1 dopo aver rilevato il materiale della Coloni – non aveva cominciato granchè bene: ultimo in qualifica! Poi la ruota ha cominciato a girare: l’incidente multiplo alla prima curva lo ha aiutato nella rimonta (gran sorpasso finale a Richelmi), e partito dalla pole in Gara 2 per l’inversione in griglia dei primi otto, ha condotto per tre giri, prima di arrendersi allo scatenato Coletti. Ma Adrian ha ragionato, non si è scomposto – c’erano anche gocce d’acqua – ha rispettato gli pneumatici ed è salito sul podio! Come tanti, ha cominciato sui kart all’età di 11 anni e da lì non ha più spesso di salire e di sognare: T-Cars, F. Bmw, F. Renault, un assaggio di Euro F3 e poi la GP3 con la Manor Virgin Racing. Con la F.1 di Sir Branson ha anche effettuato test nel 2011. L’anno scorso il trionfo in Auto GP – 5 GP vinti, come nessuno – con la RP Motorsport. E’ inglese, e in Patria c’è molta aspettativa su di lui. Il prossimo appuntamento è a Silverstone ed è già scattato il count-down.  Mi piacerebbe pensare di poter ottenere ancora un podio nella mia gara di casa, il che sarebbe grande, e spingerò per questo. Chi avrebbe mai pensato che sarei salito sul podio a Montecarlo dopo essere partito con l’ultimo tempo! Tutto può succedere”.


UN'ALTRA (GHIOTTA) OCCASIONE PER KARTHIKEYAN

(31/5/2013) – Non trova pace (o forse l’ha finalmente trovata) Narain Karthikeyan. Salutata l’anno scorso la F.1 – tra l’altro con un incidente spettacolare da lui innescato con la Mercedes di Nico Rosberg ad Abu Dhabi – per il ritiro della spagnola HRT, il primo pilota indiano in F1 era rientrato nel giro delle competizioni internazionali in Auto GP grazie ad un accordo con l’austriaca Zele Racing che lo ha fatto debuttare a Monza. Il binomio non ha fruttato e ora arriva la notizia che, a partire dal prossimo appuntamento a Silverstone, Narain – supportato da Tata - si è accordato con la Super Nova che è il Team campione in carica! L’anno scorso, infatti, sulla monoposto di David Sears il pilota inglese Quaife-Hobbs dominò la serie mentre quest’anno il nostro Antonio Spavone è stato costretto a lasciare il sedile (finito il budget) il che ha aperto la porta all’ex pilota della massima formula. Il rapporto di Karthikeyan con la Super Nova è comunque datato: le loro strade si erano infatti già incrociate ai tempi della A1 GP e, più indietro, agli esordi dell’indiano nella F. Asia. “Lo abbiamo visto crescere in questo sport – lo accoglie così Sears – e sappiamo benissimo di cosa è capace. Sono certo che insieme possiamo avere successo in Auto GP”.

giovedì 30 maggio 2013

CECCON, L'ITALIA S'E' DESTA


(30/5/2013) - Kevin Ceccon: gli avevamo già dedicato un post e dopo lo splendido week end di Montecarlo ne merita un altro. Perchè è bravo, è italiano, è giovane (nemmeno 20 anni!), ha già vinto (campione Auto Gp 2011 e Under 21), ed è maturo per affrontare qualsiasi sfida sulle quattro ruote. La F1 l'ha già assaggiata in un rookie test con la Toro Rosso, andato molto bene. Ma, come spesso avviene, tutto questo non basta. Occorrono risultati, costanti, e occorre un generoso "mentore". Per ora il bergamasco gode della stima di Maurizio Salvadori, team principal della Trident, e si fa notare nell'anticamera della massima formula. Secondo in Gara 1 domenica scorsa - settimo in Gara 2 - nell'appuntamento più affascinante e più difficile. Tra l'altro, ha gestito benissimo il degrado gomme. Speriamo che qualche team manager dalla vista lunga abbia appuntato qualcosa sul suo taccuino. Bene inteso: Kevin non corre per graziosa concessione e anche a Montecarlo ha passato la vigilia sfogliando la margherita: avrò la possibilità di correre o non l'avrò? La sua situazione ricorda quella di Senna nel 1993, quando Ron Dennis, patron della Mc Laren, trovava l'accordo col brasiliano gara per gara. Solo che in quel caso era lui a pagare il pilota e non viceversa...

mercoledì 29 maggio 2013

ARRIVA IL MOTORSHOW LUCANO. Il 15 e 16 giugno a San Nicola di Melfi (PZ)

(29/5/2013) – E ora anche la Basilicata ha il suo Motor Show: più precisamente è il “Motorshow Lucano”, in programma nel week end del 15 e 16 giugno a San Nicola di Melfi (PZ), Zona Industriale - ex Grandi Officine FS. L’organizzatore è la SM & M - Sports Marketing e Management Srl. Leggendo il programma, non manca nulla di quello che può interessere gli appassionati: auto e moto sportive, racing e d’epoca, tuning, abbigliamento, accessori, ricambi e articoli tecnici per le competizioni (vendite tra privati), pneumatici auto-moto-racing, Fuoristrada 4x4. Presenti federazioni sportive CONI, discipline sportive associate, Enti di promozione, poi turismo sportivo e anche prodotti agro-alimentari del Vulture-Melfese. Nutrito anche il programma di esibizioni sportive (annuncia la sua presenza il Porsche Club Puglia): ci sarà il “Grand prix Autodromo Lucano” (gara di regolarità in circuito per auto d’epoca e supercar) e il “Drag Racing Race” (gara di accelerazione sul quarto di miglio). Si può aderire entro il 10 giugno: info allo 0972.78242 oppure cell. 366.3282863 – 338.3555739. (segue il programma dettagliato)

ROSSI MEDITA SUL SUO FUTURO (E domenica c'è il Mugello)

(29/5/2013) - Valentino Rossi ovviamente non è passato inosservato ai box del GP di Montecarlo e men che meno una sua dichiarazione che ha messo in subbuglio l’ambiente della MotoGp e rilanciato la ridda di ipotesi che riguardano il suo futuro. Cosa ha detto il campione di Tavullia, stimolato dai giornalisti? “Quando smetterò mi piacerebbe correre in macchina. Mi piacerebbe fare il campionato Turismo o il Dtm, sarebbe una bella cosa per divertirsi". Il rapporto di Valentino con le quattro ruote ha avuto un periodo piuttosto intenso: nel 2006 sembrava molto serio quello con la Ferrari (con il presidente Montezemolo veramente interessato a capire se c’era stoffa anche sulle monoposto), poi si ricordano suoi bagliori in pista con la Maserati MC 12 (provata a Misano a inizio 2006 quella in dotazione alla Racing Box e guidata l’anno prima da Gabriele Matteuzzi, papà dell’allora fidanzata Arianna) e sullo sterrato con la sua amata Subaru Impreza nel Mondiale Rally, per non dire della partecipazione al Rally Show di Monza. A proposito di DTM, il Dottore già a fine 2006 effettuò un test a Hockenheim sulla Mercedes C-Klasse allora guidata da Mika Hakkinen. “Ringrazio la Mercedes per quest’opportunità, mi sono divertito parecchio!”, disse. “Nelle forme sembrerebbe un’auto Super Turismo, ma in realtà le sensazioni di guida sono molto vicine alla Formula 1. Ad ogni modo non penso di abbandonare a breve le due per le quattro ruote, però anche dopo questo test mi sono convinto che non sfigurerei affatto nell’automobilismo”. Si deve essere ricordato di quell’esperienza. Intanto, però, incombe il Mugello ed è per lui un’altra prova d’appello, sulla “sua” pista, dopo i risultati poco entusiasmanti finora conseguiti (eccetto il Qatar) e addirittura la caduta di Le Mans. Lui sa che si gioca molto: "La gara al Mugello sarà durissima, ma fare un buon risultato sarà d’obbligo. Un podio sarebbe bello. Ci saranno tante persone a sostenermi quindi non posso che essere felice di correre in casa. In più amo questa pista ed è fantastico tornarci con Yamaha". Ma dopo Le Mans ha detto: “Vengo da due anni difficili, non è facile recuperare”.

martedì 28 maggio 2013

KOBAYASHI SU FERRARI! Ma è la F10


(28/5/2013) – Non poteva essere altrimenti: volete che, una volta entrato a far parte della famiglia Ferrari, sia pure GT, Kamui Kobayashi non provasse la F.1 del Cavallino? E’ successo a Fiorano, anche se il giapponese ex Sauber e primo pilota asiatico alla corte di Maranello, si è dovuto “accontentare” della F10 che prese parte al Campionato del Mondo tre stagioni fa. Il tutto, in preparazione della sua partecipazione al Moscow City Racing, l’evento che nel fine settimana del 21 luglio vedrà sfrecciare la Rossa lungo le strade della capitale russa. Comunque, sempre qualcosa di unico: “La prima sensazione è stata quella di una grande felicità. – ha infatti detto alla fine -Questa è una macchina contro cui ho gareggiato, sapevo quanto fosse veloce, ed è stato molto importante prendere dimestichezza alla guida. La gara in Brasile dello scorso anno è stata la mia ultima possibilità di guidare una Formula 1, adesso corro nel WEC con una 458 GT e le sensazioni sono completamente diverse. Non è stato difficile riadattarmi, perché in passato ho avuto esperienze con macchine diverse e sono abituato al cambiamento. Sarà bellissimo tornare a guidare una F1 in occasione di un evento come quello di Mosca, per me sarà un doppio debutto: per la prima volta al volante di una Rossa e in una città dove non sono mai stato prima”. P.S.:F138 tornate da Montecarlo:la rottura di un elemento della sospensione anteriore sinistra all'origine dell'uscita di pista di Massa in gara.





CARLON MUNOZ: A INDIANAPOLIS E’ NATA UNA STELLA


(28/5/2013) – Il simpatico Tony Kaanan ha fatto valere la sua grande esperienza ed ha vinto la 500 Miglia di Indianapolis ma forse sul leggendario catino dell’Indiana è nata una stella: Carlos Munoz. Il pilota colombiano di Bogota, 21 anni, leader della Indy Light e occasionalmente in gara nella categoria superiore (era uno dei rookies) per la Andretti Autosport, ha impressionato in qualifica e in gara: sempre ottimo secondo, ma davanti a mostri sacri con ben maggiore pratica. Non fosse stato per il concitato finale, con tanto di bandiere gialle che hanno neutralizzato di fatto la gara, avrebbe anche potuto vincere - lui ci credeva - e sarebbe stato clamoroso. Va detto e sottolineato che Munoz non ha sbagliato davvero niente ed ha fatto segnare il giro più veloce a 223,651 di media. Con molta umiltà, alla fine, ha ringraziato la squadra, ma è lui, ora, al centro dell’attenzione.  E’ il terzo colombiano a salire sul podio della 500 Miglia dopo Roberto Guerrero (1984 e 1987) e il suo idolo e amico, Juan Pablo Montoya (vinse nel 2000), che gli ha generosamente fornito validi consigli su come affrontare la lunga e insidiosa competizione. 
E ora? Come gestire questo picco di popolarità? Lui dice di essere concentrato sul campionato Indy Light per poi passare in pianta stabile nella categoria regina americana. Intanto è probabile che corra qualche altra gara: si è dimostrato maturo e redditizio e Michael e Mario Andretti avranno certo colto questi aspetti fondamentali in un pilota così giovane che ha scelto di lasciare l’Europa e di puntare sulle corse Usa. Residente a Miami, tifoso del Real Madrid, nel 2000, ragazzino, era a Indy a tifare Montoya. Ora deve cominciare a gestire i suoi fans.

lunedì 27 maggio 2013

ALONSO, HAMILTON, PEREZ: PILOTI, CHE GENTE...

(27/5/2013)Alonso, Hamilton, Perez: le loro prestazioni (e le loro dichiarazioni) di ieri a Montecarlo stanno dando adito a commenti e considerazioni non proprio consone al loro riconosciuto status di piloti top oppure – è il caso del messicano – di astro nascente. Alla fine, i musi lunghi la dicevano altrettanto lunga sullo stato d’animo evidentemente alterato rispetto alle aspettative della vigilia.

ALONSO. Porta a casa, mogio come non mai, uno striminzito settimo posto. D’accordo, la Ferrari a Montecarlo non si è dimostrata competitiva ma certe cose da lui non te le aspetti. Per esempio, la porta aperta che ha consentito a Sutil, Button e Perez di infilarlo senza troppi patemi. In un circuito dove non si supera! Avete visto come Hamilton ha invece bloccato le iniziali velleità di Vettel? Fernando pare essersi “distratto” nel tentativo a sua volta di superare all’esterno chi lo precedeva. Ma sono “omaggi” alla concorrenza che non ti aspetti da un mastino come lui.  Oggi purtroppo non siamo riusciti a trovare un buon passo come di solito accade la domenica forse per colpa della poca trazione, un problema che ci ha afflitto anche in Bahrain. Con questa gara si è concluso un weekend nel complesso difficile, iniziato con una qualifica che ci ha relegato in mezzo a un gruppo di piloti che non avevano nulla da perdere. Se non avessi tagliato la chicane non sarei riuscito ad evitare il contatto con Perez, e lo stesso è successo con Sutil alla Loews. A proposito dell’azione di Sergio non ho molto da dire, il suo atteggiamento ricorda quello che avevo io nel 2008 o nel 2009, perché quando non lotti per il Campionato puoi prenderti più rischi, mentre per me oggi era importante finire la gara e portare a casa più punti possibile”.

HAMILTON. Ai microfoni dei giornalisti TV piuttosto inebetito e senza veri sorrisi, ha risposto: “Nulla da dire, l’unica cosa sbagliata sono stato io”. C’è da capirlo: dall’altra parte il compagno di squadra Rosberg, dopo la pole che bissava quella di Barcellona, ancora festeggiava per il successo stellare. E’ un’altra “umiliazione”, dopo l’ordine box a suo favore al GP di Malesia, che patisce in una squadra della quale doveva prendere le redini e che invece si sta compattando attorno al più redditizio tedesco. In realtà, ha aggiunto di non sentirsi a suo agio e la prima neutralizzazione di gara gli ha pure fatto perdere il podio.

Quando la safety car è uscita, avevo bisogno di mantenere il divario così abbiamo provato un doppio pit-stop, ma purtroppo il gap era troppo grande e le due Red Bull mi hanno superato E’ l’ automobilismo e queste cose accadono, a volte. E 'la pista più stretta al mondo qui e praticamente impossibile superare se non si è molto più veloci quindi non c'era nulla che potessi fare per migliorare la mia posizione”. 

PEREZ . Sta diventando lo spettro di gara per gli altri piloti più attendisti. Checo invece dal Barhain ha deciso di sopperire alle manchevolezze della sua Mc Laren con una condotta aggressiva e senza troppi calcoli. Bello il sorpasso al compagno Button – lo ha proprio sorpreso – e decisa anche l’azione ai danni di Alonso che ha tagliato la chicane per evitare guai (ma ha dovuto cedere la posizione). Più controverso il tentato sorpasso all’iceberg Raikkonen. Forse Perez è partito troppo tardi mentre il pilota della Lotus ha a sua volta sapientemente chiuso la porta. 
"Avevo fatto una grande gara ma a mio parere Kimi non mi ha lasciato abbastanza spazio quando ho provato a passarlo appena usciti dal tunnel e come risultato ho sbattuto. Ho preso un colpo ai condotti dei freni anteriori che si sono surriscaldati.  E 'particolarmente frustrante ritirarsi da un Gran Premio in cui hai guidato duro e veloce, specialmente quando sei così vicino al traguardo. Quindi, tutto sommato, sono estremamente deluso per la squadra, quanto per me stesso". Raikkonen, da parte sua, parla di “manovra stupida” di Perez: “E’ entrato in curva troppo veloce. Mi ha colpito da dietro e questo è tutto. Se lui pensa che sia colpa mia non sa quello che dice. Non è la prima volta che urta qualcuno e non può aspettarsi che gli altri stiano sempre a pensare a quello che combina lui".
Ricordate il libro di Enzo Ferrari? Piloti, che gente…

CAOS GOMME: FERRARI E RED BULL NON CI STANNO



(27/5/2013) – Sulla rete impazza l’indignazione dei tifosi – soprattutto Ferrari – per la paradossale situazione venuta alla luce solo in pieno week end di Montecarlo. Subito dopo lo scorso Gp di Spagna, la Mercedes ha effettuato, su richiesta Pirelli e autorizzazione FIA, circa 1000 km di test-gomme sullo stesso circuito di Barcellona (dove nonostante tutta la prima fila, aveva denotato i soliti guai di usura precoce alle coperture). Ieri, le frecce d’argento hanno vinto (trionfato) con Rosberg ed Hamilton si è classificato quarto: entrambi senza alcun problema di gomme. Ferrari e Red Bull hanno chiesto “un chiarimento” doveroso alla FIA, ma il risultato di Montecarlo non cambierà. Le regole parlano chiaro: non è possibile effettuare test durante la stagione. Ieri, alla trasmissione “Parco Chiuso” su Rai Sport 2, Jean Alesi – uomo immagine Pirelli – ha spiegato che tutto si è svolto in “assoluta trasparenza”: sfruttando la norma secondo la quale la Casa milanese  può in caso di bisogno effettuare sperimentazione e sviluppo delle coperture (come noto dal Canada si cambia), si è arrivati al test. Pirelli ha quindi chiesto, sempre secondo Alesi, a tutti i team la disponibilità alla quale hanno risposto solo in due. E’ stato poi la Mercedes a scendere in pista a Barcellona, ma con le vetture di quest’anno, il che tradirebbe lo spirito del regolamento e da qui il risentimento, per ora, di Ferrari e Red Bull che, per dirla con Domenicali, quanto meno vorrebbero sfruttare anche loro un’analoga possibilità. La “trasparenza”, va detto, non è stata poi così piena: perché non si è saputo nulla fino alla vigilia del Gp di Montecarlo? Perché, se tutto era così trasparente, non è stato emesso nessun comunicato stampa da parte di Pirelli e Mercedes, per non parlare della Fia?

sabato 25 maggio 2013

MERCATO PILOTI: EFFETTO DOMINO SE WEBBER SALUTA LA RED BULL



(25/5/2013) – Storicamente la tappa di Montecarlo, oltre a rappresentare l’appuntamento glamour della stagione, è un punto di svolta importante del mercato piloti e ora anche motori. Nel Principato, che anticipa al giovedì le prime libere, si approfitta della pausa per ritrovarsi più o meno segretamente negli alberghi, sui mega yacht attraccati, in qualche altra località della Costa Azzurra o addirittura negli appartamenti di molti protagonisti del Circus che risiedono a Montecarlo per i primi contatti o addirittura per la firma di opzioni e pre-contratti. Cosa si prospetta per il 2014, l’anno Primo della seconda era turbo? L’effetto domino sarà avviato dalla quasi certa decisione di Mark Webber di lasciare la Red Bull per condividere il programma Le Mans della Porsche: c’è chi dice abbia già firmato ma lui ha fatto sapere che deciderà ad agosto. Accanto a Vettel – che rimarrà almeno un altro anno (e poi Ferrari?) – Helmut Marko ha pubblicamente alzato le quotazioni dei due Tori Rossi, Ricciardo e Vergne. E se parla Marko c’è del vero ma a Milton Keynes la linea è aperta anche per Raikkonen che sulla questione fa il misterioso e tiene sulle spine la Lotus (dove Valsecchi trepida per avere un’occasione). Il finlandese vuole vincere le gare, non solo essere genericamente in lizza per il mondiale. Si vedrà più avanti. Salvo eventi oggi imponderabili, Alonso e Massa resteranno alla Ferrari così come Rosberg e Hamilton alla Mercedes, anche se Nico non dimentica lo “sgarbo” di Sepang, e Button e Perez alla Mc Laren. Dopotutto sono questi top team e altrove c’è da arrancare. Rischiano il posto Maldonado e Gutierrez mentre busseranno alle porte della F.1 il vincitore della GP2 e in F. Renault 3.5 è molto quotato il belga Steffel Vandoorne. Il resto lo faranno, come al solito, le valige piene di dollari degli sponsor, le politiche di marketing e i nuovi accordi sulla fornitura di motori (Renault alla Toro Rosso, Mercedes alla Williams, Ferrari alla Marussia) in attesa del ritorno della Honda nel 2015 (e della Toyota?).

LA 24 ORE DI LE MANS, 90 ANNI LEGGENDARI



(25/5/2013) - La 24 Ore di Le Mans è il sogno ben riposto in un angolo della testa di ogni pilota. La maratona francese deve questa importanza anche alla sua inossidabilità: la prima edizione ebbe luogo ben 90 anni fa che si celebrano domani! Ideata verso la fine del 1922 su iniziativa dell’Automobil Club de l’Ouest, la prima gara si disputò tra il 26 e il 27 maggio del 1923 sul circuito permanente della Sarthe, che nella sua prima configurazione misurava 17,262 km. Si impose - veri pionieri - l’equipaggio composto da Lagache – Leonard su Chenard Walcker dopo 2209,536 chilometri percorsi alla media di 92,064. Il giro più veloce lo fece segnare Clement su Bentley alla media di 107,328. Quest’anno la leggendaria gara prenderà il via il 22 giugno.

venerdì 24 maggio 2013

AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DI "MOTOR GALLERY". A ModenaFiera auto e moto d'epoca solo italiane


(24/5/2013) - Debutta domani a Modena Fieresu 28.000 mq espositivi, con 300 espositori - "Motor Gallery", la prima mostra-mercato di auto e moto d'epoca italiane patrocinata dall'A.S.I., Automotoclub Storico Italiano. Due e quattro ruote rigorosamente dal passato e tutte italiane al 100%: Ferrari, Maserati, Lamborghini, moto Morini, Bugatti, De Tomaso, Ducati, Lancia, Alfa Romeo oltre alle più importanti collezioni di privati come quelle di Mario Righini, Panini, Stanguellini. Poi Club privati e scuderie, oggettistica, stampe, quadri, modellismo, gadget, automobilia, auto modelli, giocattoli d’epoca, memorabilia, abbigliamento e cimeli, registri d’auto, ricambistica di auto e moto, e ancora spazi dedicati ai singoli per vendita ed esposizione. In contemporanea, sempre a ModenaFiere, si svolge il “Mercatino vendo-scambio” dove collezionisti e compratori possono fare affari su un’area a loro dedicata, con oltre 100 espositori di ricambi; ma anche i privati possono mettere in vendita le loro auto e moto d’epoca. All'interno di Motor Gallery è possibile ammirare la grande mostra “SS9, Via Emilia, la Strada dei Motori” dedicata alla Motor Valley dell’Emilia Romagna. Una lunga galleria di 1000 mq ci conduce in un viaggio attraverso i motori, con una carrellata di auto e moto realizzate in Emilia Romagna esposte per la prima volta tutte insieme.  Da non perdere poi la Ferrari realizzata per Gianni Agnelli, l’Alfa Romeo di Rita Hayworth, l’unica moto Harley Davidson italiana e poi due grandi mostre collaterali, con pezzi che hanno fatto la storia dell'automobilismo italiano: 

EREDE DI ALONSO CERCASI. Carlos Sainz Jr gioca le sue carte nella WS 3.5 a Montecarlo



(24/5/2013) – Tra le strade del Principato, in questo fine settimana, gioca la sua partita anche Carlos Sainz Junior, figlio del – al momento – più noto omonimo ex campionissimo dei rallies ora consulente Volkswagen. Impegnato quest’anno in GP3, nel team MW Arden di Chris Horner e Mark Webber, lo spagnolo, 19 anni, ha raggiunto un accordo per disputare la prestigiosa gara nella Formula Renault 3.5 con la Zeta Corse – è il suo debutto a Montecarlo, ieri quinto nelle libere – e non è detto che non gli venga offerta qualche altra possibilità. Carlos fa parte del Red Bull Junior Team ed è affidato alle cure di Helmut Marko: per lui le prospettive sembrano molto rosee ed infatti negli ultimi tempi si è vociferato di un avvicinamento al dorato mondo della F1 dove, tra l'altro, l'unico spagnolo è Fernando Alonso. E’ già sulla strada buona, quella che ha portato nella massima formula piloti come Buemi e Alguersuari e ora Ricciardo e Vergne. Con i movimenti che si annunciano dalle parti di Red Bulle Toro Rosso, il 2014 potrebbe essere per lui un anno importante. L’esordio nella World Series è un passo per bruciare le tappe. Come tanti, Carlos ha cominciato a frequentare la velocità con i kart, dall’età di sette anni, e lo ha fatto nel kartodromo indoor del padre a Las Rozas. Ma le cose diventarono più serie a 10 anni e fino al 2009, anche per la Tony Kart Junior Team, il figlio d’arte ha impazzato in giro per il mondo. Nel 2010, dopo diversi test, l’ingresso nel programma Red Bull Junior Team e il superamento della BMW Scholarship. Correrà nel monomarca tedesco riportando anche una corroborante vittoria nella gara di Macao. Nel 2011 è la volta della F. Renault, Europeo e anche NEC che vince. L’anno scorso è nella F.3: britannica e European Fia con, rispettivamente, quattro vittorie e il trionfo a Spa. Erede di Alonso cercasi.


giovedì 23 maggio 2013

IVAN CAPELLI, DOMANI 50 ANNI E...UN RAMMARICO

(23/5/2013) – Prepariamoci a fare gli auguri ad Ivan Capelli: l’attuale commentatore della F.1 per la Rai domani compie 50 anni. Una carriera tra luci e ombre per il milanese che mise in evidenza il suo grande talento vincendo prima il titolo italiano e poi quello europeo di F.3, compreso il prestigioso Gran Premio di Montecarlo sotto gli occhi di tutti i grandi capi della F.1. E lì non tardò ad approdare grazie ad una chance accordatagli dalla Tyrrell Renault con la quale debuttò a stagione 1985 inoltrata nel GP d’Europa a Brands Hatch. Di nuovo in pista ad Adelaide, un bel quarto posto gli conferì i primi punti iridati ma non il sedile della monoposto inglese. Nel 1986 fece suo il Campionato Europeo di F.3000 e trovò sporadico posto alla AGS Motori Moderni, ma con scarsi risultati. Le prime soddisfazioni arrivarono grazie all’esperienza alla March nel 1986 motorizzata Cosworth (sesto a Montecarlo) e nel 1988 Judd (due podi: terzo in Portogallo, anche se per la squalifica delle due Benetton, e secondo in Portogallo). Un anno buio nel 1989 e poi di nuovo luci della ribalta alla Leyton House (nel ’90 motorizzata Judd e nel ‘91 Illmor) con la quale si ricorda il fantastico secondo posto – con le migliorìe di un certo Adrian Newey - al Paul Ricard dietro solo la Ferrari 641 di Prost. Poi l’esperienza Ferrari nel 1992, primo anno pieno del ritorno di Montezemolo (non fu lui a sceglierlo ma il predecessore). Doveva rinverdire l’epopea dei grandi milanesi alla corte del Cavallino (Ascari, Alboreto), fu invece un flop clamoroso. La F92, quella a doppio fondo di Migeot (c’era anche Postletwhait), risultò sbagliata




KART, CHE WEEK END TRA JESOLO E POMPOSA


(23/5/2013) – Nel fine settimana sono in programma due appuntamenti artistici di richiamo. Dal 24 al 26 maggio, dopo il grande successo dello scorso anno, sulla storica Pista Azzurra di Jesolo è in programma l’ASI Go Kart Show, la seconda rievocazione della Coppa dei Campioni. Da tutta Italia – e da tutto il mondo – affluiranno kartisti e campioni di fama internazionale (l’anno scorso c’era anche Stefano Modena) per partecipare a questo evento vintage con i kart di un tempo sui quali cominciarono la loro avventura generazioni di piloti poi affermatisi ai massimi livelli. Poco lontano, sul circuito ferrarese di Pomposa, tra il 25 e il 26 maggio, si correrà invece la seconda edizione della 24 Ore di Pomposa (partenza ore 14.00): il vincitore si garantirà la partecipazione gratuita alla 24 Ore delle canarie, a dicembre. Il Programma della gara prevede 2 ore di prove libere dalle 10.00 alle 12.00 e 15 minuti di prove cronometrate dalle 12.15 alle 12.30. In pista i nuovi Kart francesi Sodì RT-8 motorizzati Honda 270 cc. (in Continua a leggere la cronaca e 3 foto)




mercoledì 22 maggio 2013

CASCO D'ORO PER ALONSO A MONTECARLO



(22/5/2013) - E’ un casco speciale quello che Fernando Alonso sfoggerà in occasione del Gran Premio di Monte Carlo, sesta prova del Campionato del Mondo di Formula 1 in scena nel prossimo fine settimana sulle strette strade del circuito cittadino più famoso al mondo. Un’edizione i cui colori dominanti sono il bianco e l’oro e che vuole celebrare le trentadue vittorie del pilota asturiano, - la prima in Ungheria nel 2003 - raffigurate come tessere di un grande puzzle. I due titoli mondiali conquistati nel 2005 e nel 2006 sono rappresentati dai semi di cuori e quadri delle carte da gioco posti sul retro del casco, mentre nella parte superiore una mappa raffigurante il globo terrestre scopre in un angolo un complicato sistema di ingranaggi, a simboleggiare il delicato funzionamento di una mente robotica, perfetto come deve essere quello – per l’appunto – di un pilota di Formula 1. Svelata in anteprima su twitter dallo stesso Alonso, anche quest’anno la speciale versione verrà destinata ad un'asta benefica in favore dei progetti dedicati alla diffusione della sicurezza stradale fra i bambini ideati dalla Fondazione a lui intitolata.

ANNIVERSARY / 22 MAGGIO 1983. TEO FABI, FORMIDABILE QUELLA POLE A INDIANAPOLIS


(22/5/2013) - Teo Fabi nel 1983 aveva già alle spalle una stagione di Formula 1 più ombre che luci alla Toleman. Per questo era tornato in America dove nel 1981 aveva già fatto parlare di sé mancando per poco il titolo Can-Am nonostante quattro vittorie per la Scuderia di Paul Newman (di mezzo anche un brutto incidente a Elkhart Lake). Questa volta aveva trovato un volante in F. Indy, quello della bianco-verde March Cosworth della Forsythe Racing. Fu una buona stagione: quattro successi, sette volte sul podio e sei pole positions. La ciliegina sulla torta fu però indubbiamente la spettacolare pole position a Indianapolis.  L’allora 27enne pilota milanese – laureato in ingegneria elettronica, un passato da sciatore – divenne il secondo rookie della storia del mitico catino dell’Indiana a piazzarsi davanti a tutti in qualifica. E segnò i nuovo record che appartenevano all’idolo yankee Ricky Mears: 207.395 Km/h sui quattro giri e 208.049 sul one-lap time. Fu un’impresa. Al via scattò in testa e la mantenne per 23 giri, costretto a ritirarsi al 47 giro per guai all’alimentazione. Le doti velocistiche pure di Teo trovarono eco in tutto il mondo: Indianapolis era e resta una delle gare più importanti e ambite del motor sport.

MARCO ANDRETTI, CHE NE PENSI DI VINCERE A INDIANAPOLIS? Domenica parte in prima fila alla 500 Miglia



(22/5/2013) - Marco Andretti, su Dallara RC Cola Chevrolet, domenica partirà all’esterno della prima fila alla 500 Miglia di Indianapolis. Terzo tempo di qualifica per lui, dietro Ed Carpenter e il compagno di squadra alla Andretti Autosport, il sorprendente rookie Carlos Munoz (nel 2013 Indianapolis sarà l’unica gara per lui!). Per il 26enne figlio di Michael e nipote del grande Mario, campione del mondo di F.1 nel 1978 e vincitore nel leggendario speedway dell’Indiana nel 1969, è l’occasione buona per conseguire un grande risultato. Le sensazioni sono positive: “Sono decisamente soddisfatto: è un onore incredibile essere in prima fila ad Indianapolis e sono orgoglioso per il Team che ha cinque suoi piloti nei primi nove”. 
Al suo ottavo anno in IndyCar, questo è il miglior inizio di stagione ed è attualmente secondo in classifica a sole cinque lunghezze dalla testa. Marco sa che il suo curriculum, dal 2006 ad oggi, annovera solo una vittoria e due pole positions. Troppo poco per un Andretti. Probabilmente tramontato il “sogno” di Mario di vederlo in F.1 – ricordate il test senza esito con la Honda nel 2006? – per il rampollo di cotanta famiglia è ora di puntare al bersaglio grosso e di centrarlo. Certo, i giri sono 200 e i piloti in lizza sono 33 con due mastini come Franchitti e Castroneves che ambiscono alla quarta vittoria per raggiungere in questo olimpo numerico mostri sacri come Ricky Mears, A.J. Foyt e Al Unser. Ma per lui è ora di dimostrare di che pasta è veramente fatto.  

martedì 21 maggio 2013

ANNIVERSARY / 21 MAGGIO 2003. ALEJANDRO DE TOMASO, UNA STORIA CHE NON MUORE

1970: Alejandro De Tomaso "assiste" la sua F.1 con Courage alla guida

(21/5/2013) - Dieci anni dalla scomparsa di Alejandro De Tomaso. E’ spontaneo e triste pensare in questo anniversario alla recente sentenza del Tribunale di Livorno che ha dichiarato fallita l’azienda rilevata dall’imprenditore Rossignolo, addirittura finito agli arresti. I programmi industriali erano ben altri (a regime, 8.000 vetture divise in 3 modelli: 3.000 crossover, 3.000 limousine e 2.000 coupè) ma dopo la presentazione al Salone di Ginevra 2011 della Deauville, la situazione è evidentemente e ingloriosamente precipitata. Qualche anno prima era arrivato un altro fulmine a ciel sereno con la prima messa liquidazione dell’azienda storicamente allocata a Modena – oggi lo stabilimento nei pressi della Fiera è in abbandono – mentre sembrava possibile un rilancio grazie ad una joint-venture con la russa Uaz. De Tomaso, facoltoso argentino, uomo scaltro e appassionato, resta nella storia dell’automobile. Sbarcato in Italia a metà anni ’50 e soggiogato dalla fama del connazionale Fangio, abbracciò la “causa” del motorismo. Corse per Maserati e Osca ma il piglio imprenditoriale lo portò ben presto a voler costruire da sé le auto: fondò nella capitale dei motori, Modena, l’omonima azienda. Nacquero la Vallelunga (motorizzata Ford), la Mangusta (disegnata da Giugiaro), la mitica Pantera. Ma l’ardore delle competizioni non lo aveva abbandonato. Nel 1970, la De Tomaso sbarcò in Formula 1, affidata all’ingegno di Gian Paolo Dallara e alla sagacia manageriale di Frank Williams ma l’incidente mortale (il 21 giugno a Zandvoort) del pilota Piers Courage abortì il lodevole intento. De Tomaso è stato proprietario delle carrozzerie Ghia e Vignale e poi di Benelli, Moto Guzzi, Innocenti e Maserati. L’ictus che lo colpì nel 1993 costituì il deciso colpo di freno alla proverbiale imprevedibilità dell’imprenditore. Da lì, il lento declino.

LA FERRARI FA GLI SCONGIURI. Non vince a Montecarlo da 11 anni



(21/5/2013) - La Ferrari fa gli scongiuri e punta decisamente al ritorno sul gradino più alto del Gran Premio di Monaco che a Maranello non esitano a definire “anacronistico” ma che, proprio per questo, “non perde il suo fascino”. La vittoria si attendere: l’ultimo successo della Rossa nel risale al 2001, quando fu addirittura doppietta con Michael Schumacher e Rubens Barrichello. “Da allora in avanti mai una Ferrari è riuscita a passare per prima sotto la bandiera a scacchi, neanche negli anni in cui la superiorità tecnica sembrava essere indiscutibile, come nel 2002 e nel 2004, ricordano testualmente da Maranello. Certo, nelle undici edizioni successive sono arrivati i piazzamenti sul podio (due volte il secondo posto, sei volte il terzo) ma quando tutto sembrava fare da preludio ad un nuovo  trionfo il diavolo ci ha messo lo zampino. E’ il caso, per esempio, dell’incidente occorso ad Alonso nelle libere del sabato mattina nel 2010. Lo spagnolo, che ammise il suo errore, finì contro le barriere all’inizio della sessione e il telaio ne risultò irrimediabilmente danneggiato. Fernando dovette rinunciare alle qualifiche ma in gara fu protagonista di una clamorosa rimonta che lo portò dalla pit-lane al sesto posto. Un’impresa simile, con un risultato finale migliore di una posizione, la compì Michael Schumacher nel 2006. Anche il tedesco partì dai box dopo la retrocessione all’ultimo posto delle qualifiche in seguito al famoso episodio della Rascasse (Schumi si piantò lì ma fu accusato di aver sbagliato apposta la curva per bloccare i concorrenti e ne pagò le clamorose conseguenze) e riuscì a risalire fino alla quinta posizione. La pole a Monaco è praticamente tutto: per ben 26 volte su 59 edizioni della gara del Principato chi è partito al palo ha poi vinto. Dal 2004 al 2012 soltanto in un’occasione un pilota in detta condizione non è riuscito ad imporsi: Felipe Massa (!), in pole nel 2008. La partenza avvenne sul bagnato e alla fine vinse l’inglese Hamilton con Felipe terzo. Sono rimaste quindi otto le vittorie della Scuderia nel Gran Premio di Monaco. Ad eccezione della prima, conquistata da Maurice Trintignant nel 1955, tutte le altre sono raggruppate in due cicli storici ben definiti. Dal 1975 al 1981 la Ferrari vinse quattro volte: due con Niki Lauda (1975 e 1976), una ciascuno con Jody Scheckter (1979) e Gilles Villeneuve (1981). Dovettero passare 16 anni per rivedere una Rossa trionfare nel Principato: nel 1997 Schumacher ottenne il primo dei suoi tre successi a Monaco da ferrarista (nel 1996 esagerò sulla pista bagnata e andò a sbattere), seguito dalle doppiette del 1999 con Irvine e del 2001. Curiosamente, di queste otto vittorie solo una, la seconda di Lauda, è stata ottenuta in un anno pari. Sempre a Maranello concludono allora così: “Visto che siamo nel 2013 forse è il caso di incrociare le dita!

lunedì 20 maggio 2013

GRAN PREMIO DI BARI, LA FESTA DEI MOTORI

(20/5/2013) - Le foto parlano da sole e raccontano, per questa terza edizione della rievocazione del Gran Premio di Bari 2013,  gara di regolarità titolata ASI, l'ennesimo bagno di folla che ha accompagnato le sgasate e le brucianti accelerazioni delle 54 meravigliose auto storiche protagoniste. Per la cronaca, la vittoria è andata all'equipaggio Giansante - Toro su Ermini 1100 Sport del 1946, seguiti da Fausto Bardelli su Siata Gran Sport del 1937 e da Giuseppe Fasciolo su Fiat Ortolani del 1949. La classifica dei primi dieci prosegue con, nell'ordine: Luciano Rupolo (Mardal 750 Sport del 1951), La penna - Onori (Siata 500 Sport del 1937), Paolo Saporetti (Fiat 8 V del 1952), Biondetti - Bini (Fiat ES Pininfarina del 1949),  Antonio Rossi (Elva MK 1B del 1955), Francesco D. D'Agostino (Stanguellini Sport del 1949) e Tonino Camilli (Fiat Ala d'Oro del 1947). (In continua a leggere le foto di altre regine del paddock)


I vincitori: Giansante - Toro (foto Flavia D'Alessandro - viaflavia77@yahoo.it)

(foto Flavia D'Alessandro)

(foto Flavia D'Alessandro)



La Bandini F. Junior guidata da Michele Orsi Bandini

LA MARATONA DEI RISPARMIOSI. Alla 25 Ore di Magione è prima la Fiat 500 1.3 Multijet ufficiale Continental

(20/5/2013) - La 25 ORE di Magione Energy Saving Race Circuit and Road, gara di durata e consumo per auto di serie, organizzata da AMUB Magione s.p.a. e Automobile Club Perugia, ha emesso il suo verdetto. Prendendo il via dall'Autodromo dell'Umbria e arrivando nel centro storico di Perugia, i concorrenti in lizza per fregiarsi del titolo di vettura più ecocompatibile tra un lotto di auto a benzina, diesel, bifuel, ibride, elettriche hanno percorso le prime 12 ore di gara sulle panoramiche strade che costeggiano il lago Trasimeno e le restanti 13, nella tradizionale ed impegnativa full-immersion notturna all'interno dell'Autodromo dell'Umbria. Una prima tappa costituita da un percorso stradale in montagna da ripetersi otto volte per un totale di quasi 450 chilometri, seguita da una lunga notte tutta in pista di altri 640 chilometri. Dopo 25 ore passate a centellinare il carburante e ad accarezzare l’acceleratore per cavarne prestazioni velocistiche senza infierire sul contenuto del serbatoio o sull’energia delle batterie, la lancetta dei serbatoi ha premiato la Fiat 500 1.3 Mjet ufficiale di Continental. La vettura ha segnato una prestazione media in termini di percorrenza chilometrica di 31,83 km con un solo litro di carburante, un vero record, il tutto ad una velocità media di quasi 55 km/h, rilevata fifty-fifty sul massacrante percorso saliscendi montano e sull’uniforme superficie dell’autodromo Borzacchini. Il merito? Da un lato la bravura e la preparazione dell’equipaggio, costituito da Alberto Bergamaschi, uomo di comunicazione di Continental nonché esperto pilota già vincitore dell’edizione 2008 della 25 Ore, e dagli ingegneri e tecnici della Sperimentazione di Fiat Auto Giancarlo Coia, Nicola Montecchio, Alberto Galante, Filippo Fiora e Marco Leonardo; dall’altro l’elasticità e la versatilità della motorizzazione multijet 1.3 diesel della Fiat 500; dall’altro ancora la qualità e le eccellenti prestazioni dei pneumatici Continental montati sulla vettura. Il successo della casa di Hannover è stato completato dal secondo posto assoluto della Peugeot 208 Diesel dell’equipaggio dei giornalisti di Panoramauto/ACI Mondadori, anch’essa equipaggiata con i ContiEcoContact 5, che ad una velocità media di 54,49 km/h hanno percorso 29,85 chilometri con un litro di gasolio, con un valore di emissioni di CO2 di 93,00 Kg/litro. Alberto Bergamaschi, capoteam dell’equipaggio Continental. “Il fatto che all’alba, verso fine gara, sia venuto pure a piovere abbondantemente ci ha offerto la possibilità di dimostrare che un pneumatico a bassissima resistenza al rotolamento, se ben progettato, riesce a garantire eccellenti performances di tenuta di strada e di frenata anche sul terreno bagnato. Le varie classifiche hanno determinato la migliore prestazione energetica risultante dall'applicazione della formula matematica A x B x C : D dove i fattori sono: A) peso vettura – B) velocità media tenuta durante la gara – C) consumi in chilometri litro – D) energia kilowatt espressa dal carburante consumato. Gli equipaggi saranno composti da un minimo di 2 ad un massimo di 6 conduttori che potranno gestire autonomamente i cambi pilota ed i rifornimenti.

sabato 18 maggio 2013

ANNIVERSARY / 20 MAGGIO 1973. LA MORTE DI RENZO PASOLINI E JARNO SAARINEN



(18/5/2013) – 20 maggio 1973: sono passati quarant’anni dalla morte in pista, a Monza, di Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, due grandi e amati campioni del motociclismo. Era in corso il Gran Premio delle Nazioni, classe 250 – nella quale il finlandese si era laureato campione del mondo l’anno prima e a Monza, su Yamaha,  partiva in pole (Pasolini secondo) – quando si è consumò la tragedia. Al Curvone, ad altissima velocità, al primo giro, la Aermacchi HD (Harley Davidson) di Pasolini scivolò (una chiazza d’olio? problema meccanico?) andando a sbattere violentemente contro le allora ravvicinatissime protezioni che non gli lasciarono scampo. 

La sua moto impazzita rimbalzò andando a colpire Saarinen che ebbe appena il tempo di rendersi conto di quel che stava per accadergli e fu poi investito da altri centauri – ne rimasero coinvolti in 12 - riportando ferite mortali. Pasolini, riminese, aveva 35 anni; Saarinen solo 27.





venerdì 17 maggio 2013

A IMOLA APPUNTAMENTO DOC CON L'ELMS

(17/5/2013) – Per tutti gli appassionati da segnalare l'appuntamento doc, al via già da oggi, all'Autodromo di Imola: è di scena la seconda prova  dell’European Le Mans Series,  unica tappa italiana del campionato. Alla 3 Orestart domani alle 16 – sono iscritte 28 vetture appartenenti alle quattro categorie, LMP2 in primis. Nella gara inaugurale di Silverstone la vittoria è andata all'equipaggio del team Jota Sport, composto da Simon Dolan e Oliver Turvey, al volante di una Zytek Z11SN – Nissan. Sul circuito del Santerno, di nuovo in pista a battagliare  vetture come Oreca, Zytek, Lola, Alpine e Morgan e piloti di primo piano. Detto di Brandon Hartley su Oreca Nissan 03 e di Nelson Panciatici su Alpine-Nissan, gioca in casa il team AF Corse che schiera su Ferrari 458 un equipaggio francese composto da Yannick Mallegol e Jean-Marc Bachelier, e uno italiano, con i ben noti Piergiuseppe Perazzini e Marco Cioci. Ma attenzione ad Andrea Bertolini anche lui su Ferrari 458 ma del JMW Motorsport che corre in coppia con lo svizzero Camathiel. Storico connubio di Roda con la Porsche, la 911 GT3 RSR del team Proton Competition. Sempre l'AF corse sugli scudi nella GTC con la Ferrari F458 Italia GT3 affidata  ad Andrea Rizzoli, Stefano Gai e Lorenzo Casé. Vecchia conoscenza in pista è Maurizio Mediani. Un week end duqnue tutto da vivere arricchito dalla gara del Campionato Francese GT (in pista Porsche 911 GT3, BMW Z4, McLaren MP/4, Ferrari 458 Italia, Audi R8 LM, Nissan GT-R),  la Peugeot RCZ Racing Cup, e le categorie storiche, con la XL Formula (GP2, F3000, F1 ’92 Benetton, Indy Car) e infine la F3 Classic, con ben 39 piloti iscritti e vetture di F3 che hanno fatto la storia delle competizioni. Il prezzo del biglietto paddock è di 10 euro per ognuna delle tre giornate, con la possibilità di acquistare un biglietto abbonamento valido per i tre giorni al costo di 15 euro. L’accesso alle tribune è gratis, con possibilità di assistere alla 3 Ore di Imola dalla Tribuna Centrale e da quella situata alla Curva delle Acque Minerali.


GRAN PREMIO DI BARI, CI SIAMO. Il programma del week end


(17/5/2013) - Ci siamo: il Gran Premio di Bari 2013 prende ufficialmente il via già da stasera con il posizionamento in Piazza Libertà delle 54 vetture protagoniste della terza edizione della rievocazione storica e ora gara di regolarità organizzata dall'Old Cars Club. Ci sarà anche l'unico esemplare di Formula Junior Bandini a ruote indipendenti utilizzata personalmente da “Ilario Bandini” sul circuito di Cesenatico nel 1961 e attualmente esposta nel Museo Bandini di Forlì. Ma in gara ci saranno tanti altri gioielli: F.1, F.2, Ferrari, Alfa Romeo, Taraschi, Maserati (è della casa del tridente la più datata: 1929), Monachi, Apache, Stanguellini e Lancia. Tra gli "eredi" di leggendari piloti del passato sarà a Bari anche il nipote di Clemente Biondetti che fu vincitore di un Gp di Bari. Il vagone storico restaurato (risale al 1913) delle Ferrovie Appulo Lucane posizionato davanti alla Prefettura ospita da oggi alle 14.00 una mostra di fotografie e cimeli del GP che fu. Domani, sabato 18 maggio, un gustoso prologo: alle 20.00 le macchine partiranno dal paddock di Piazza Libertà per effettuare una sfilata fino a Pane e Pomodoro e ritorno. Sei vetture si fermeranno in Piazza Diaz (Largo Giannelli) ad impreziosire il concerto di Simona Molinari ne "La Felicità in Tour". La cantante protagonista quest'anno a Sanremo è la madrina dell'edizione 2013 e domenica prenderà posto (pilota, copilota?) su una vettura in gara. Il clou, ovviamente domenica 19 maggio: a partire dalle ore 9.00 tre manches da 4'20" e sei giri ciascuno lungo il tracciato che gira intorno al Borgo antico con partenza e arrivo in Corso Vittorio Emanuele.Per gli spettatori, si rende noto che funzionerà una navetta dal park and Ride "Ferrovia" del Lungomare Fiera in prossimità di Via Brigata Regina. Termine gara intorno alle 13 e premiazione alle 14.00 nel Salone Consiliare della Provincia.

giovedì 16 maggio 2013

HONDA SU HONDA. Torna in F1 ma è già in Indycar con un turbo V6 2200cc


Takanobu Ito AD e Presidente Honda Motor
(16/5/2013) – Per la Formula 1 (e per la Mc Laren in particolare) lannunciato ritorno dal 2015 della Honda in qualità di motorista è un bel colpo. Le grandi Case tornano a riconsiderare la presenza nella massima formula – ricordata la fuga precipitosa della stessa Honda, Bmw, Toyota – e già girano voci analoghe che riguardano la Toyota. Le nuove regole, in vigore dallanno prossimo, stanno smuovendo le acque. Se poi anche la gestione degli pneumatici verrà resa meno caotica arriveranno sicuramente altri annunci, anche più clamorosi di questo. Takanobu Ito, amministratore delegato e presidente della Honda Motor, è stato chiaro: “La Honda ha una lunga storia legata all'avanzamento tecnologico ed i nuovi regolamenti della Formula 1, con il loro focus sulle tecnologie verdi, ci permetterà di fare degli importanti passi avanti da questo punto di vista e questo è stato fondamentale per convincerci a partecipare". Poi un “monito” che deve cominciare a far preoccupare i concorrenti: “Segneremo un nuovo inizio della nostra storia in Formula 1”. La tecnologia motoristica Honda non si discute (anche sulle vetture di serie) e anzi i fans avrebbero voluto uno sbarco immediato nel Circus, già dall’anno prossimo. Tenuto presente, tra l’altro, che Honda è presente nella IndyCar proprio con un motore turbo (l’altro fornitore di propulsori nella categoria è la Chevrolet) che però è 2200 di cilindrata, mentre in F.1 sarà un 1600 cc. Per il 2013 è il V6 denominato HI3RT, iniezione diretta
Il motore Honda turbo V6 utilizzato in Indycar
Honda sottolinea orgogliosamente di aver conseguito nel 2012 quattro vittorie e la nona consecutiva alla 500 Miglia di Indianapolis. Insomma: tremate, tremate sono tornati quelli della Honda! Ecco di seguito le interessanti caratteristiche tecniche del motore turbo per la Indycar:

SCELTE SHELL


(16/5/2013) – Vi sottopongo due decisioni della Shell che, a suo modo, affronta la crisi che comporta uninevitabile contrazione dei consumi. In Italia, la compagnia petrolifera anglo-olandese sta valutando la cessione della rete distributori di benzina (sono 870) ma non solo. Il ragionamento comprende anche i punti rifornimento negli aeroporti. La potenziale cessione – viene precisato – è in linea con la strategia Shell volta a concentrare le attività globali del business downstream dove queste possono essere più competitive. Poi un più tranquillizzante: L’Italia continua ad essere un Paese importante per Shell”. In Germania ha invece ha cominciato a far pagare – in 100 delle sue 2200 stazioni di servizio – il gonfiaggio delle gomme, dicono per evitare il furto delle relative apparecchiature. Mah! Un euro, il servizio. Questa estate si deciderà se estendere il provvedimento a tutta la rete ma l'Adac, l’Automobil Club tedesco, storce il naso: cè il rischio che si viaggi con gli pneumatici sgonfi per risparmiare anche quelleuro… (prepariamoci in Italia).

mercoledì 15 maggio 2013

DUCATI, A LE MANS OCCORRE CAMBIARE PASSO. I responsi dei test di Jerez e al Mugello


(15/5/2013)La Ducati fa rotta verso Le Mans. Dovizioso lo ritiene un circuito favorevole alla Ducati e a lui. Certo, si era detto che il 2013 sarebbe stato un anno di transizione ma il piatto piange davvero: il romagnolo e Hayden finora non sono stati mai protagonisti, costretti, abbastanza mogi, ad assistere da lontano alle spettacolari acrobazie di Marquez, Pedrosa e Lorenzo. Ma vediamo come il team ha preparato il prosieguo del campionato. Dopo Jerez, i test ufficiali IRTA sullo stesso circuito hanno fornito ai due titolari l’occasione per provare la Desmosedici GP13 "laboratorio" che il collaudatore Pirro – in Francia sarà ancora della partita visto il perdurare dei guai che affliggono Spiess - aveva per la prima volta svezzato in gara. “Abbiamo potuto fare il confronto con la mia moto abituale- ha rilevato Dovizioso -  e il tempo sul giro non è stato affatto male. Inoltre il problema d’inserimento è un po’ migliorato, soprattutto nelle curve veloci. Questo è il primo cambiamento vero di quest'anno e, anche se non è grande come speravo, va nella direzione giusta". Buone sensazioni anche per il “ragazzo del Kentucky: “Lo sviluppo sta procedendo nella direzione giusta. L’inserimento in curva è più facile, e questo aiuta anche a migliorare la percorrenza. Spero che i dati raccolti oggi siano utili per continuare a migliorare la nostra moto". Parola infine al Direttore Generale Ducati Corse, Bernhard Gobmeier: 

1000 MIGLIA 2013, CI SONO COULTHARD E WENDLINGER (e un premio Oscar)

(15/5/2013) - Parte domani (stasera cena di gala), come sempre da Brescia, la 31^ edizione della Mille Miglia storica. Attraverserà 198 comuni – venerdì 17 maggio a Roma con ingresso in città dalla via Flaminia nuova, controllo orario in viale Tor di Quinto e sfilata davanti Castel Sant'Angelo - e dopo 1600 km, domenica 19 maggio, si concluderà di nuovo nella città lombarda con i festeggiamenti e le premiazioni. L’accurata selezione porta quest’anno al via 410 splendide vetture, per un totale di 31 paesi rappresentati (Italia in primis con 136 conducenti, seguita da tedeschi, inglesi, svizzeri e americani). Le marche più rappresentate sono Mercedes e Alfa Romeo con 35 auto, seguite da Fiat con 26, Lancia con 25, Ferrari con 24, Aston Martin, Jaguar e Porsche con 20 vetture ciascuno, Bugatti con 17, Maserati 16 e Bmw 15. Ma come sempre la rievocazione riserva pagine di glamour e anche quest’anno non mancano protagonisti ben noti provenienti da vari mondi. Ci sono ex piloti di F.1 come David Coulthard e Karl Wendlinger schierati dalla Mercedes e Hans-Joachim Stuck con una Porsche; il golfista Colin Montgomerie con l'ex rallysta Christian Geistdoerfer si cimenteranno invece sotto le insegne della Bmw. Un colpaccio dell’organizzazione è  il tre volte premio oscar Daniel Day Lewis (l’Abramo Lincoln) che sarà copilota su una Jaguar del 1953.  La Ferrari rende un simbolico omaggio alla storica corsa che tanto ha contribuito al consolidamento della sua leggendaria storia e la prima auto della manifestazione sarà preceduta un'ora e mezzo prima dell'arrivo nelle varie località dalle 75 Ferrari del Ferrari Tribute. Nella notte dell'arrivo della Mille Miglia 2012, un forte terremoto colpì la parte sudorientale della Pianura Padana. Fu immediatamente deciso che l’edizione 2013 avrebbe reso omaggio a quelle terre e alle persone, così vicine al percorso e alla storia della gara, che erano state colpite. Per questo la testimonial sarà Jessica Rossi, emiliana che ben conosce gli effetti del terremoto, vincitrice dell’oro al tiro al piattello alle Olimpiadi di Londra.