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sabato 29 giugno 2013

PIKES PEAK: LOEB TOCCA IL CIELO CON… UNA PEUGEOT (E POI CON UNA CITROEN)


(29/6/2013) – Che tempi per Sebastien Loeb: domani si accinge a vivere - manco a dirlo, da protagonista - la prima esperienza alla 91^ Pikes Peak e già si profila all’orizzonte il debutto, l’anno prossimo, nel Mondiale Turismo! Per il campionissimo dei rallies è tutto un fiorire di nuove proposte e lui, alle soglie dei 40 anni, è pronto ed entusiasta. Cominciamo dalla salitona americana, antica e terribile, ambitissima da piloti e Case. Loeb, verso le 17.30 ora italiana, salirà ai 4.301 metri del traguardo – non per niente la gara è detta anche la “Corsa delle nuvole”- nella classe Unlimited al volante della Peugeot 208 T16 da 875 cavalli, ma sarà tutta una scoperta. “La Pikes Peak – dice infatti - è una esperienza del tutto nuova per me e, anche se abbiamo fatto qualche prova, non so cosa aspettarmi domenica. Abbiamo a disposizione un unico tentativo, senza una seconda chance! Fortunatamente, finora, la macchina è stata fantastica”. Ultimissime: rischio pioggia! (diretta web su peugeot-sport.com e redbull.tv). Poi, sotto con la nuova carriera: dopo il rodaggio in Fia GT, dal 2014 Loeb sarà impegnato ancora in pista nel WTCC con la Citroen che ha annunciato la clamorosa decisione (ma continuerà anche nel mondiale rally). Il felice connubio proverà dunque a sbaragliare la concorrenza anche negli autodromi dopo i 9 titoli nel Campionato del Mondo rally con la Xsara, la C4 e la DS3. “E’ un po’ un sogno pensare che siamo tutti insieme per scrivere un nuovo capitolo della nostra storia. Non vedo l'ora di effettuare i miei primi giri al volante della vettura. Ho usato questo anno di transizione per aumentare l'esperienza e aggiornare la mia guida circuito. Non pretendo di vincere a titolo definitivo, ma ho intenzione di farlo un giorno”. Tutti avvisati, dunque.

venerdì 28 giugno 2013

LEWIS HAMILTON BARONE ROSSO

(28/6/2013) – Prima di calarsi nell’abitacolo della Mercedes per tentare di far suo il GP di casa, Lewis Hamilton ha pensato bene di darsi un’ultima “scaldatina” – viste anche le temperature non certo estive – a bordo di un aereo della RAF. Il pilota inglese è stato infatti protagonista di una esibizione-spettacolo con le Red Arrows, il Royal Air Force Aerobatic Team (le nostre frecce azzurre) presso la base RAF di Scampton nel Lincolnshire. Le evoluzioni sono state riprese dalla BBC – ecco spiegata la contemporanea presenza del suo commentatore David Coulthard – che ne faranno una gustosa clip da mettere in onda prima del Gran Premio di Silverstone. 


Hamilton è salito a bordo di uno degli aerei per una mezz’oretta (per lui una serie di loop emozionanti) assumendone temporaneamente anche i controlli e poi si è misurato con loro guidando la sua F.1, ma è stata l’occasione per tutti i rappresentanti del team di Brackley di osservare e valutare tutto il lavoro di precisione della squadra aerea.  “Siamo abituati a grandi carichi G laterali in Formula Uno, ma vivere il G verticale negativo è un'altra cosa”, ha commentato un trafelato Lewis alla fine forse sognando tanta potenza quanto quella delle Red Arrows!


SILVERSTONE, PIRELLI HARD E MEDIUM


(28/6/2013) - Alonso mette in chiaro la situazione in quel di Silverstone: "A farla da padrone in questa stagione è il comportamento degli pneumatici, con alcuni tracciati adatti ad alcune vetture, e altre piste ad altre monoposto. Se si fanno lavorare bene le gomme, e le si fanno durare il giusto, si ha una maggiore possibilità di vittoria. Sicuramente nei prossimi due appuntamenti bisognerà migliorare in termini di preparazione degli pneumatici per il sabato e la domenica". E allora vediamo il menu che la Pirelli ha preparato per la spesso bagnata gara inglese (di fatto, la seconda gara di casa per Pirelli che a Didcot, a meno di un'ora dal circuito, ha il proprio hub logistico): a disposizione i P Zero Orange hard e P Zero White medium. Paul Hembery spiega la scelta: "Silverstone, con le sue altissime velocità e curve scorrevoli, è in netto contrasto con il circuito canadese, di tipo stop and start, anche se, come questo, impegna molto le gomme. Per questo motivo, abbiamo scelto le due mescole più dure per il Gp di Gran Bretagna, con un nuovo collante che lega il battistrada alla cintura in acciaio, progettato per eliminare gli isolati casi di delaminazione visti a inizio stagione. L'effettiva costruzione del pneumatico non cambia, in quanto non è stata raggiunta l’unanimità delle squadre su questo punto: teniamo, però, quest’ipotesi in stand-by, nel caso dovesse rendersi necessaria in futuro. Nel corso delle prove libere di Silverstone forniremo ai piloti lo stesso pneumatico prototipale duro provato il venerdì in Spagna, che presenta una durata maggiore rispetto all’attuale hard, al fine di dare ai team l’opportunità di testare questa nuova soluzione su un circuito diverso e raccogliere così più dati”. Interviene anche l’uomo immagine della Pirelli, Jean Alesi: "Uno dei fattori più importanti a Silverstone è il meteo: imprevedibile. E' un circuito molto impegnativo per le gomme, non tanto per trazione o frenata, quanto per gli elevati livelli di carico aerodinamico, risultato delle alte velocità. Questa è una delle principali cause dell’usura delle gomme, quindi la combinazione hard-medium è ideale qui. Da pilota, sono salito molte volte sul podio di Silverstone e mi sono sempre divertito su questo circuito, dove ho corso con layout diversi. L’ultimo intervento, quello che ha portato al nuovo complesso dei box, è stato un investimento importante, anche se è un peccato aver eliminato la curva Bridge. Ad ogni modo, Silverstone resta un circuito eccezionale: assisteremo a una bella gara, con meno politica e più strategie”. Speriamo.

MASSA PENSA AL SUO FUTURO: IDEA DTM



(28/6/2013) – L’annuncio del ritiro dalla F.1 di Mark Webber e del suo passaggio alle ruote coperte nel programma Le Mans della Porsche, come prevedibile ha dato la stura a tutta una serie di movimenti e considerazioni. Vediamo in casa Ferrari come è stata presa la decisione dell’australiano che sconvolgerà il mercato piloti. Alonso prese il posto proprio di Webber alla Minardi, nel 2002: “Mark ha scelto il momento giusto. – dice l’asturiano – Questa è una buona occasione per lui: andare a correre per una prestigiosa casa automobilistica e correre nella gara più famosa al mondo insieme alla F.1. Continuerà a divertirsi al volante ma avrà forse a che fare con meno stress una volta sceso dall’abitacolo”. Ma è più interessante la posizione di Felipe Massa che ha il contratto in scadenza: “Un pilota dovrebbe fare quello che si sente di fare e rispetto in pieno la sua decisione. Mark sente che è il momento di fare qualcosa di leggermente diverso. Penso sempre che nel nostro mestiere ci siano due vite: la prima in F.1, dopodiché inizia una nuova vita con una nuova carriera. Tutti noi dovremo affrontare tale situazione a un certo punto”. Inevitabile il riferimento alla sua condizione in vista dell’eventuale rinnovo per il 2014: “Non credo che ci vorrà molto tempo, forse quando la prima parte di questa stagione sarà completata. Penso di avere una buona possibilità di rimanere qui. Dobbiamo lavorare e fare buoni risultati, perché alla fine sono i tuoi risultati in gara quelli che contano di più. Non so cosa farò quando smetterò di correre in F.1, ma vorrò correre. Non sono sicuro sul campionato che include Le Mans perché scendono in pista diversi tipi di vetture e ci potrebbero essere differenze sul giro di 20”. Forse preferirei gare più corte, dove si può lottare dall’inizio alla fine, come il DTM. Ma non ho idea di quando smetterò di correre”. 

giovedì 27 giugno 2013

WEBBER VA ALLA PORSCHE, TORNA IN F.1 KUBICA?


(27/6/2013) – Mark Webber aveva detto che le decisioni solitamente le prende ad agosto. Invece la notizia, ufficiale, è già arrivata: l’australiano lascerà a fine stagione la Red Bull per vivere gli spiccioli di carriera alla grande, alla Porsche che lo ha voluto con determinazione nel suo programma LMP 1 per Le Mans. Integrerà un dream team che già vede sotto le insegne di Stoccarda Timo Bernhard, Romain Dumas e lo svizzero Neel Jani. A 37 anni, il compagno di squadra di Vettel dice basta alla F.1 pur essendo alla guida della monoposto al top. Troppo pesanti, evidentemente, i condizionamenti ai quali è sottoposto a Milton Keynes e i fatti di Sepang (Vettel ignorò l’ordine del muretto e sverniciò Webber che, tranquillo, aveva già ridotto la potenza del motore) ma soprattutto troppo ghiotta l’occasione di scrivere delle pagine importanti nelle gare di durata (che ha già frequentato, tra l’altro). Definito questo, la F.1 vede spalancarsi  canali di nuova allocazione per diversi piloti. Il posto lasciato vuoto da Webber non potrà che essere assorbito da uno di questi tre: Raikkonen, Ricciardo o Vergne. Se toccherà al finlandese, che non disdegna affatto l’ipotesi, la Lotus avrà la fila alle sue porte. Speriamo entri Valsecchi ma nel caso il team diretto da Bouiller, tra l’altro rafforzato dall’ingresso societario della Infinity Racing, cercherebbe un altro pilota di nome e di esperienza. Magari Kubica (sempre più allenato) al gran rientro?

IL BARHAIN CONTINUA A PUNTARE SUI MOTORI

(26/6/2013) – Il Gran Premio del Barhain di F.1 vive da tre anni momenti di tensione: la primavera araba, lì si fa ancora sentire contro i regnanti e la sorte della gara ogni volta sembra a rischio. Comunque, dopo l’annullamento del 2011, la ripresa nel 2012 (con doppia gara per la GP2) e  poi quest’anno,  da quelle parti si punta ancora sui motori. Sarà il Viva Karting Track di Sakhir, infatti, a ospitare la prova finale del Campionato del Mondo CIK-FIA per le categorie KF e KF Junior, in calendario dal 21 al 23 novembre prossimi, per la prima volta nel Regno del Bahrain.  La manifestazione, che sarà la degna conclusione della stagione internazionale 2013, è stata presentata ad Aragon, in Spagna, a team e piloti delle due categorie, nel corso della prova d’apertura dell’Europeo CIK-FIA KF e KFJ. Il tracciato, che sorge nei pressi di Sakhir ed è parte della grande struttura che sul circuito automobilistico adiacente ospita il GP di Formula 1,  è versatile per diversi utilizzi nelle sue 10 differenti configurazioni – la versione adottata sarà quella da 1.414 metri di lunghezza - e predisposto con impianto di illuminazione che consente lo svolgimento delle gare in notturna. Una opportunità, questa, che sarà utilizzata nel Mondiale di novembre, che quindi si svolgerà nelle ore serali. 

mercoledì 26 giugno 2013

PARLA ECCLESTONE: MONZA A RISCHIO!

(26/6/2013) – In un’intervista che pubblicherà il settimanale Panorama domani in edicola, Bernie Ecclestone mette in fibrillazione l’unico gran premio italiano della F.1: Monza! Secondo quanto afferma il Padrino del Circus, “Presto il calendario delle gare di Formula 1 subirà cambiamenti che potrebbero far perdere un paio di corse all'Europa”. Nell’anticipazione dell’intervista Ecclestone precisa che "se dovessimo rinunciare a Monza, e dico se, perché nessuna decisione è stata presa, sarebbe solo per motivi economici. Certo la qualità del circuito e l'organizzazione potrebbero essere migliori ma, ripeto, non è quello il punto cruciale". Ricordiamo che Monza, ultimamente, non sta rendendo dolci le notti di Mister E. In occasione del rinvio a giudizio per l'ex direttore dell'autodromo Enrico Ferrari, accusato di corruzione, falso, usura e turbativa d'asta in merito alla maxi inchiesta su presunti illeciti all'interno della gestione dell'autodromo, Ecclestone aveva detto alla “Gazzetta dello Sport. “Adesso il futuro di Monza con la Formula 1 si fa molto, molto più complicato”. Più recente il caso,  per il quale la procura di Monza ha inviato una rogatoria internazionale all’autorità giudiziaria del Regno Unito, relativo a fatture per un totale di 1,6 milioni intercorse tra la Sias, società che organizza il GP di F.1, e alcune società inglesi, tra cui alcune proprio di Bernie Ecclestone. Una cosa è certa: alle porte della F.1 ci sono i GP di Russia e del New Jersey, certi per il 2014, mentre bussano con forza la Thailandia e ancora gli Stati Uniti (costa occidentale). Qualcuno dovrà far loro posto… (i GP europei superstiti attualmente sono: Spagna, Montecarlo, GB, Germania, Ungheria, Belgio e… Italia).



ROSSI RICORRE ALLE CURE DELLA BELLA LINDA. Sabato nuovo esame ad Assen


(26/6/2013) – Arriva Assen. Per Valentino Rossi ogni maledetta domenica  – vedi film omonimo - sta diventando un esame (ma in Olanda si corre sabato!). Anche un tormentone: arriva al nuovo appuntamento dopo una prestazione al di sotto delle aspettative, trova motivi per essere ottimista e poi… Dopo il copione di Barcellona, è stato sincero: “Per ora quei tre sono più forti, hanno più ritmo, io non ce la faccio….”. 

Non era questo quel che si aspettava dopo il divorzio dalla Ducati e il ritorno alla amata Yamaha. La prestazione “alla Rossi” del Qatar – grande rimonta, secondo posto dietro Lorenzo - ha illuso, la realtà si sta prospettando alquanto difficile. Se poi ci si mette anche l’amico Jeremy Burgess a dire di lui: “Quando sei giovane hai un coraggio e un modo di affrontare i rischi in gara che con gli anni non hai più. Valentino deve accettare il passare del tempo”, beh non è proprio un’iniezione di fiducia. Ma cosa succede? 
Il feeling con la M1 non c’è: “Può fare cose che ancora io non riesco a fargli fare. Poi queste gomme sono molto differenti da guidare rispetto a qualche tempo fa”. Gli ultimi test di Aragon sembrano però aver migliorato la situazione: “I setting che abbiamo provato hanno avuto riscontri molto positivi e adesso ho decisamente più feeling con la moto, soprattutto in frenata. Vedremo se servirà a stare al passo con i primi”. per concludere, realisticamente: "Questa per me non sarà la gara della svolta, ma sarà comunque importante". Insomma, niente voli pindarici. Allora, via con il banco di prova di Assen dove The Doctor ha primeggiato cinque volte dal 2002 ad ora. 

Intanto, il marchigiano è stato spaparazzato a bordo del suo yacht 18 metri Titilla II con la sua ultima fiamma Linda Morselli
Modella 24enne della scuderia Fashion Model, brianzola di Giussano, ha partecipato a Miss Italia nel 2006. Dati per i precisini: alta 1,77, seno 84, vita 62, fianchi 92, scarpe 40. occhi marrone, capelli castani. Sembra una storia seria (sono in comune anche su Facebook, ad opera dei fan) e magari la bella Linda gli darà un overboost di entusiasmo: ne ha bisogno.

CUERVO Y SOBRINOS CUP: STRADE, MONTAGNE Y PASSION!


(26/6/2013) - Si accenderanno domani, fino al 30 giugno, i motori del della Cuervo y Sobrinos Cup, il Grande Evento a calendario CSAI, organizzato dalla Scuderia Tricolore di Reggio Emilia e riservato a 60 auto storiche costruite dal 1919 al 1969. Si tratta di una prima edizione, ma fa già parlare di sé per l’elevata dose di competizione, con 40 prove a cronometro e una sfidante prova di media sui tornanti dello Stelvio con tre rilevamenti segreti, ma anche per gli spettacolari 540 i km di strada da percorrere nel cuore di tre nazioni. Un percorso ricco di ogni tipo di paesaggio montano nel cuore delle più belle Alpi tra Italia, Austria e Svizzera. Eleganza e charme, lusso e relax intervallati da tornanti impegnativi, curve veloci e paesaggi mozzafiato, con un equilibrio perfetto tra i cronometri e le antiche Terme conosciute fin dal tempo dei Romani, questa è la Cuervo y Sobrinos Cup 2013. Un week-end imperdibile per gli appassionati di auto storiche, ma anche per gli amanti del “tiempo lento” e del lusso, della ricercatezza come stile di vita, come ama dire Marzio Villa, grande appassionato di auto storiche, Patron dell’evento e Presidente della Cuervo y Sobrinos SA, prestigiosa marca di orologeria di alta gamma: “Siamo una marca riconosciuta per la sua artigianale produzione svizzera e il suo nome latino che evoca una storia di esclusività e lusso culturale perfettamente in linea con la tradizione e la bellezza delle auto d’epoca.” (SEGUE CLASSIFICA ASSOLUTA)

martedì 25 giugno 2013

RALPH DE PALMA, IL PILOTA DI BICCARI CHE INCANTO’ L’AMERICA


(25/6/2013) – Onore al Comune di Biccari, in provincia di Foggia. Passando dai progetti ai fatti è promotore del neo costituito Comitato – del quale fanno parte anche i Sindaci dei Comuni di Foggia e Troia, Provincia di Foggia, esponenti della Regione Puglia, l’Associazione “Pugliesi nel mondo”, Camera di Commercio, Promodaunia, Coni e Aci – che ha lo scopo di valorizzare le gesta e la figura di Raffaele Ralph De Palma. Se qualcuno si sta chiedendo chi sia, è il segno di quanto poco, da noi, si tiene a tutelare la memoria di autentiche glorie sportive, in questo caso del mondo dei motori. Subito un dato che rende palpabile la sua caratura: è il vincitore, nel 1915, su Mercedes, della celeberrima 500 Miglia di Indianapolis, unico pilota italiano ad essere riuscito nell’impresa (altro di tricolore, negli albi di questa gara, c’è solo la Maserati vincitrice nel 1939 e 1940 ma guidata da Wilbur Shaw). Ebbene, Ralph De Palma nacque proprio a Biccari il 19 dicembre del 1882 e lì vi risiedette fino all’età di 10 anni, fino a che - sorte toccata a tante famiglie del derelitto Sud di fine ‘800 – dovette abbandonare la terra natìa e attraversare  a bordo di una nave l’Oceano Atlantico, verso New York, alla ricerca di migliori condizioni di vita. Un’esperienza che ricorda molto quella toccata ad un altro italiano emigrato negli Stati Uniti che ha sfondato nella vita e nell’automobilismo: Mario Andretti. La differenza, e questo spiega in parte il deficit di notorietà, è che il campione di Montona (allora Istria italiana) ha poi fortissimamente voluto conquistare anche il titolo mondiale di Formula 1 e vi è riuscito imponendosi così all’attenzione della totalità dei media. Ma non è mai troppo tardi per rendere onore e merito ad un talento che può solo dare lustro alla Puglia e all’Italia tutta se adeguatamente riscoperto. Perché De Palma in America compì meraviglie, con quella determinazione "folle" che forse solo un essere che veniva dall'altra parte del mondo per ricostruire da zero una vita poteva avere. Era veloce, molto veloce. Altre due volte, a Indianapolis, partì in pole position (1920 e 1921); nel 1912 e nel 1914 si laureò campione nazionale nella serie che possiamo paragonare all’attuale IndyCar e in quegli stessi anni vinse la prestigiosa Coppa Vanderbilt. Si impose anche nel campionato canadese. 
Divenne famosissimo e, in particolare, l’idolo degli appassionati di origine italiana e degli emigranti in genere. Diciamo grazie al giornalista foggiano Maurizio De Tullio, autore dell’unica biografia sul pilota: “Ralph De Palma. Storia dell’uomo più veloce del mondo che veniva da Foggia” (Edizioni Agorà), che ha intrapreso una vera e propria battaglia votata alla celebrazione perpetua del “foggiano volante”. Nel libro si dipana la formidabile leggenda del pilota-emigrante.  Nella sua carriera, tra il 1908 e il 1934, prese parte a 2.887 corse vincendone 2.557; da segnalare anche il record mondiale di velocità fatto segnare nel 1919 sulla spiaggia di Daytona alla media di 241 km/h. Leggendarie anche le sue sfide con gli aerei. Si spense a Pasadena, in California, il 31 marzo del 1956, all’età di 73 anni. La macchina celebrativa, finalmente, si è messa in moto e una serie di iniziative condurranno alla giusta apoteosi del Centenario (1915 – 2015) della indimenticabile, incredibile, fantastica vittoria a Indianapolis.

lunedì 24 giugno 2013

MARCO SIMONCELLI ABITA ANCHE A L'AQUILA


(24/6/2013) – Da sabato, Marco Simoncelli abita anche a L’Aquila.  Nel capoluogo abruzzese, località Fonte Cerreto, è stato infatti inaugurato Piazzale Marco Simoncelli, prima iniziativa del genere dedicata al centauro romagnolo prematuramente scomparso nel 2011 a Sepang. Alla cerimonia erano presenti Paolo e Rossella, i genitori, ancora una volta colpiti e commossi dall’affetto che continua a circondare Marco. Ad organizzare il tutto, l’Associazione Motociclisti Aquilani con la collaborazione del Comune di L’Aquila che, ancora tramortito dal terremoto, si distingue anche così per sensibilità e nobiltà. Dove parte la Funivia del Gran sasso erano in un migliaio a tributare l’ennesimo sincero applauso alla memoria mai sopita del campione romagnolo di sport e di simpatia. 
Moltissimi i bikers che, tra l’altro, battono spesso quelle strade nei loro raid. Per accomunare ulteriormente tutti gli appassionati delle due ruote a motore, è stata inaugurata anche una stele per ”ricordare tutti i centauri morti sulla strada”. Come noto, dopo la tragedia ha preso vita la Fondazione Marco Simoncelli 58, dedita ad opere di beneficienza, e papà Paolo ha fondato il Team “Sic 58”, animato da piccoli campioncini, per continuare ad onorare la passione per il motociclismo che condivideva con l’amatissimo figlio. 

TUTTO IL BRUTTO DELLA F.1


(24/6/2013) – Non si è salvato un solo aspetto dell’attuale F.1. La sentenza del Tribunale Internazionale della FIA, che sul caso neppure troppo controverso del test pneumatici richiesto dalla Pirelli e condotto dalla Mercedes con la monoposto 2013 (e piloti titolari in pista opportunamente dotati di caschi neri), sembra fatta apposta per far storcere il naso ai “puristi” o legalisti che dir si voglia della F.1, tifosi o partecipanti che siano, e far venire a galla tutte le contraddizioni che ne minano la regolarità. La “reprimenda” alla Pirelli, certo meno esposta a duri provvedimenti, e lo scappellotto a quei birbantelli della Mercedes che, per compensare la marachella, non potranno partecipare ai rookies-test di Silverstone (17-19 luglio) appaiono in tutta evidenza una decisione minima se non pilatesca a fronte dell’articolo 22 del regolamento che, come non leggerlo correttamente?, vieta qualsiasi test con la monoposto in uso nel corrente campionato. Gli avvocati hanno fatto il loro lavoro ma, tanto per capire il fair play che vige tra i firmatari del cosiddetto Patto della Concordia, non è piaciuto il tentativo perpetrato fino all’ultimo di tirare in ballo anche la Ferrari, “rea” di aver anch’essa effettuato un test-pneumatici ma con la monoposto del 2010. Del tutto legale, per quanto non pubblicizzato. E’ sembrata l’applicazione, da manuale, dell’arringa “tutti colpevoli, nessun colpevole”. Niente di peggio in un contesto così A Maranello masticano amaro (la Ferrari fu tutto sommato magnanima con altri team al tempo della spy story), la Red Bull inizialmente polemica si bea solo della propria superiorità e a Stoccarda Toto Wolff ha già voltato pagina: “Ora saremo ancora più forti”. Bandiera a scacchi. 

L'AMARO TRIBUTO DI LE MANS


(24/6/2013) – Dopo la morte di Allen Simonsen, il 34enne pilota danese della Aston Martin classe GTE Am, andato a schiantarsi sulle barriere della curva Tertre Rouge al terzo giro della 24 Ore di Le Mans, i giornali hanno rivangato l’ultimo decesso nel corso della maratona francese – Sebastien Enjolras nel 1997 – e addirittura il terribile incidente della Mercedes di Levegh nel 1955 che falciò anche 83 spettatori. Resta il dato inconfutabile della pericolosità delle corse, pur con tutte le migliorìe in tema di sicurezza che sicuramente hanno ridotto il triste conteggio. Resta la pericolosità di una corsa su un circuito così lungo, dove le vie di fuga non abbondano e i robusti guard-rails, per lunghi tratti, sono troppo ravvicinati al bordo pista. Un errore, un guasto, potrebbero non essere perdonati. Dindo Capello, uno degli eroi di questa gara, passata una certa età ha coraggiosamente deciso di dire basta. Dalle camera-car della vettura che seguiva Simonsen si nota la deviazione improvvisa verso sinistra. 
Ricorda quanto accaduto al povero Senna. Poi l’impatto, violento e fatale. Il portacolori dell’Aston Martin non è morto sul colpo ma non c’è stato niente da fare: è spirato poco dopo essere stato trasportato nel centro medico del circuito. La corsa è continuata, poi le solite polemiche sull’opportunità o meno di fermare tutto, il podio che non poteva essere festoso, le dediche postume. In 90 anni di storia Le Mans ha chiesto il suo alto e  amaro tributo. Ora si dovrà capire cosa sia successo, metabolizzare l’accaduto, escogitare nuove soluzioni che salvaguardino la vita umana. Jean Todt, a nome della Fia, nel suo messaggio di cordoglio, ha scritto: "Per molti nelle gare di durata, Allan era soprattutto un buon amico che ha mostrato la sua passione per le corse su pista e fuori".

sabato 22 giugno 2013

MASSA FOR PRESIDENT

Massa con Dani Alves calciatore del Brasile
(22/6/2013) - Dopo il Massa “politico”, ecco il Massa tifoso. Gli scontri tra manifestanti che gridano “più ospedali e meno stadi di calcio” e forze dell’ordine, esplosi in molte città del Brasile, non hanno lasciato indifferente il pilota della Ferrari che si è espresso al riguardo appoggiando la protesta respingendo però ogni forma di violenza. Guardo con favore – ha detto - a questo movimento perché penso che da noi ci siano tante cose che devono migliorare, soprattutto per il popolo. Speriamo che queste manifestazioni servano da stimolo ai politici per fare le scelte giuste: il Brasile è un paese enorme, che ha fatto passi da gigante in certi settori ma che deve ancora crescere tantissimo in altri”. Fin qui il Massa “politico”, ma oggi si gioca la partitissima della Confederations Cup tra Brasile e Italia e il suo cuore batte per i verde-oro. “E’ una sfida speciale anche per chi ha il doppio passaporto e ha legato la sua carriera sportiva all’altra squadra sportiva italiana per eccellenza, la Ferrari. La mia famiglia è di origine italiana ed è per questo che quando non gioca la Selecao tifo per gli azzurri. L’Italia è il secondo Paese al mondo dove mi piace stare, ovviamente dopo il Brasile”. Detto questo, Felipe entra anche nelle vesti di CT: “Abbiamo un bel gruppo, giovane e in crescita. Il mio preferito è Neymar: credo stia arrivando il suo momento”. Poi qualche ricordo: era troppo piccolo (aveva 1 anno) ai tempi del Mundial del 1982 quando Rossi castigò il Brasile di Falcao ma è ancora fresca la memoria del Mondiale USA 94. “Mi ricordo benissimo la finale, quel giorno Roberto Baggio ci dette una grossa mano…”. Oggi, tra gli Azzurri, apprezza senza tentennamenti Pirlo. Balotelli? “Anche lui è un grande talento ma sul fronte offensivo sono contento di quelli che abbiamo”. Da stasera niente pallone, si pensa a Silverstone.

venerdì 21 giugno 2013

BRUNO SENNA IN POLE A LE MANS! Nella categoria GTE Pro

(21/6/2013)Bruno Senna si frega le mani: il distacco dall’amata Formula 1 non sembra avergli portato male e domani, a bordo della Aston Martin Vantage, partirà in pole position - nella classe GTE pro -  alla 24 Ore di Le Mans! Il tempo l’ha staccato il compagno di volante Makowiecki (il terzo copilota è Bell), ma in gare come questa è l’unione che fa la forza. La terza prova del Mondiale Endurance non è per Bruno solo un nuovo e impoprtante banco di prova sulle ruote coperte ma significa partecipare, a questo punto con molta responsabilità, ad una delle gare più titolate della storia delle corse. Passata la F.1, per lui è del tutto accettabile rimanere in un simile ghota dell’automobilismo. Era stato a Le Mans quattro anni fa ma ha dovuto riscoprire in tutto e per tutto  - ed accumulare chilometri preziosi - il lungo tracciato francese, e questo nonostante le tante interruzioni nei giorni di prova dovute ad uscite di pista. “Ho molta fiducia ma sarà una gara difficile – dice – perché le auto sono molto vicine ma le differenze sono ridicole tenuto conto che si tratta di una corsa così lunga”.  Il primo turno di guida toccherà a Bell e Bruno già pensa alla strategia: “Meglio risparmiare le gomme”, rileva. 

Domani mattina (h. 9 – 9.45) l’ultimo warm up, poi alle 15 il via alla maratona. Nell'anno che celebra il suo centenario, il marchio inglese ha come principale obiettivo la conquista di Le Mans. Il secondo tempo di classe è sempre appannaggio della Aston Martin (Dumbreck-Mucke.-Turner), terzo tempo per la Porsche di Lieb-Lietz-Dumas e quarto per la temibile Ferrari 458 della AF Corse affidata al trio Bruni-Fisichella-Malucelli: sono loro gli avversari. “Siamo venuti qui con l’obiettivo di qualificarci in pole – dice John Gaw, Team principal Aston Martinquindi siamo lieti di aver cominciato in modo positivo. Sappiamo tutti, però, che in una gara di 24 ore, le posizioni di partenza non sono troppo importanti. Dobbiamo continuare a garantire l’affidabilità che abbiamo dimostrato a Silverstone e a Spa per portare tutte le nostre auto alla fine della gara in modo sicuro e senza problemi”.

IL SALONE DI BUENOS AIRES TRA SUPER SPORT E VECCHIE CONOSCENZE

La Super Sport in carbonio disegnata da Bucci e costruita in Argentina
(21/6/2013) - Sono 54, tra auto e camion, le anteprime assolute per il mercato locale che caratterizzeranno il 6° Salone Internazionale dell'Automobile di Buenos Aires che ha aperto ieri i battenti e in programma fino al prossimo 30 giugno. Mercato importante, quello sudamericano, per le Case costruttrici alla perenne ricerca di sbocchi positivi al di fuori dell’asfittica Europa. La manifestazione prevede esibizioni su pista fuoristrada, educazione stradale, esposizione di auto d’epoca, F1 e vetture Turismo carretera, Hot Rods e altre attrazioni con omaggio all’ex pilota argentino di F1 Clemar Bucci. Per la prima volta, i visitatori potranno ammirare la Super Sport progettata proprio da Bucci all’età di 87 anni e interamente costruita in carbonio in Argentina. Il Salone di Buenos Aires è organizzato da AMC Promozioni Argentina e dall’Associazione dei Costruttori di Automobili (ADEFA), presieduta da Cristiano Rattazzi? Chi è Cristiano Rattazzi? E’ il terzo figlio di Susanna Agnelli e Urbano Rattazzi ed è grande amico del Presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Uniti dalla passione per le corse (e dalla frequentazione dei luoghi “in” del mondo) i due si dilettavano - con impegno e sotto gli pseudonimi Nerone e Virgilio (a casa non dovevano sapere di tale “insana” propensione al rischio) - nei rally inizialmente sulla famosa 500 Giannini tante volte evocata con nostalgia da grande capo di Maranello. Fu Rattazzi ad introdurre l’amico Luca alla corte degli Agnelli ed è noto come è andata a finire.

mercoledì 19 giugno 2013

FORMULA AVVOCATI. Mercedes e Pirelli domani mattina davanti ai giudici Fia

(19/6/2013) - Domani mattina alle 9.30 in punto, presso la Salle du Comité della Fia a Place de la Concorde a Parigi, Mercedes e Pirelli saranno “alla sbarra” davanti ad una giuria del Tribunale internazionale. Nei loro confronti un procedimento disciplinare a seguito del test-pneumatici del 15, 16 e 17 maggio a Barcellona durante il quale la Scuderia tedesca ha utilizzato la monoposto iscritta al corrente campionato. Cosa espressamente vietata dai regolamenti. Mercedes (ci sarà Ross Brawn) e Pirelli hanno nei giorni scorsi preparato ponderose argomentazioni a difesa del loro operato e l’esito della querelle – sostenuta fin da Monaco da Ferrari e Red Bull, con sfumature via via differenti – resta davvero incognita. 


Penalizzazione punti alla Mercedes? Forte sanzione pecuniaria? A rischio la vittoria di Rosberg a Montecarlo? Ammonizione (umiliante) alla Pirelli? Si vedrà: la Fia fa sapere che la decisione verrà pubblicata “al più presto possibile dopo l’udienza”. Certo è che, ancora una volta, certi risultati della pista e certi comportamenti di alcuni partecipanti al Mondiale devono passare al vaglio dei Giudici e non solo a quello della pista. A Parigi, chi lo scorda, chiese giustizia Ayrton Senna nel 1989 dopo i fattacci con Prost a Suzuka. A Parigi finì l’odiosa Spy-story che vide coinvolta la Mc Laren ai danni della Ferrari. A Parigi venne giudicato (e allontanato dal bel mondo della F.1, poi riabilitato) Flavio Briatore per la famosa uscita di strada di Nelson Piquet jr a Singapore per favorire la vittoria di Alonso su Renault. Insomma, ci risiamo, e le conseguenze potrebbero essere gravi se si pensa che la Pirelli è in scadenza di contratto  triennale per la fornitura esclusiva degli pneumatici e la Mercedes ha sempre a che fare con pressioni interne che la vorrebbero fuori dal Circus. 

MICHELA CERRUTI: UN 2013 A PANE E MOTORI. Domenica corre anche nel Megane Trophy


(19/6/2013) – Dopo l’ultimo impegno nel campionato GT Italia, Michela Cerruti aveva dato appuntamento a tutti per fine mese, sempre al volante della BMW Z4 del Roal Motorsport di Roberto Ravaglia, alla terza tappa del campionato Blancpain Endurance che si terrà sul circuito francese di Le Castellet. E invece no: la veloce e simpatica romana sarà questo fine settimana a Mosca per debuttare nella Eurocup Megane Trophy con l’Oregon Team. Notizia dentro la notizia è che farà coppia con un’altra lady delle quattro ruote, Margot Laffite, figlia dell’ex fantino francese della F.1, Jacques. Michela sta letteralmente volando sulle ali dell’entusiasmo: lo scorso week end sul veloce Red Bull Ring di Spielberg ha prima stampato una sfolgorante pole position e poi si è conquistata un buon quarto posto in Gara 2 ed era ottima seconda in Gara 1 prima del ritiro all’ultimo giro. La 27enne Michela quest’anno praticamente vive a pane e motori: è impegnata anche nel campionato europeo Fia F3 sulla Dallara Mercedes del Team Romeo Ferraris. Ora, come detto, si accinge a domare anche i 400 cavalli della Megane! Dopo essere stata la prima ed unica “pilotessa” a conquistare il gradino più alto del podio nella storia della Superstars Series nel 2011 e dopo essere stata la prima donna a vincere una gara nella storia del Campionato Italiano GT l’anno scorso al Mugello, con tanta carne al fuoco, ci aspettiamo da lei un altro acuto!

lunedì 17 giugno 2013

TUTTI CON ALESSIA POLITA. Facciamo il tifo per la motociclista gravemente infortunatasi a Misano


(17/6/2013) – Uniamoci tutti ad Alessia Polita, la pilota motociclistica rimasta vittima di un brutto incidente sabato scorso a Misano durante le qualifiche della Superstock 600 nell’ambito del Campionato Italiano Velocità. Perso il controllo della sua Yamaha R6, la caduta all’imbocco dell’ultima curva prima del rettilineo di arrivo è stata rovinosa. Sottoposta subito ad operazione chirurgica all’Ospedale Bufalini di Cesena, le notizie non sono buone: la frattura della dodicesima vertebra con lesione del midollo spinale ha purtroppo inciso sulla mobilità degli arti inferiori. Ancora una volta la giovane jesina – 27 anni – deve fare appello a tutta la sua grinta e determinazione per superare anche questo momento difficile con la certezza, quanto meno, di avere dalla sua un granitico popolo di amici e simpatizzanti che continua a fare il tifo per lei! Ecco come nel suo sito (aggiornato al 2011) descrive la sua passione. “Sono nel mondo delle corse da quando ero nel pancione della mia mamma, prima con mio babbo, poi con mio fratello, ma i miei genitori mi hanno fatto salire sulla moto, dopo tante insistenze, solo nel 2000. Avevo da poco compiuto 15 anni e mio babbo decise di farmi provare il 250 SP di mio fratello a Misano... ero eccitatissima. Siamo arrivati in pista, le mani cominciavano a sudarmi e l'adrenalina era salita alle stelle. Mi infilo la tuta di mio fratello e gli stivali di mio babbo, taglia 44. Ci navigo dentro, dato che porto il 38, ma non ci faccio caso. Salgo ed entro in pista: una giornata davvero indimenticabile”.

ANNIVERSARY / 17 GIUGNO 1923. LA PRIMA VITTORIA DI ENZO FERRARI PILOTA


(17/6/2013) – Un anniversario che “si perde” nella notte dei tempi ma che non perde il suo valore: il 17 giugno di 90 anni fa un giovane e caparbio pilota di 25 anni vinceva la sua prima gara al Circuito del Savio. Si chiamava Enzo Ferrari. La sua storia è patrimonio collettivo: la visione folgorante, da bambino, di Felice Nazzaro e Vincenzo Lancia al Circuito di Bologna, il lavoro a Milano di collaudatore per la CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali), l’amicizia con Ugo Sivocci che lo introdusse nell’ambiente sportivo. Quel ragazzo, con dei numeri, ma soprattutto molto determinato a farsi un nome nel mondo delle corse, si era già fatto notare: nel 1919 quarto – nella classe 3 litri - all’esordio su CMN alla salita Poggio – Berceto e nel 1920 secondo assoluto alla Targa Florio su Alfa Romeo, l’auto dei suoi sogni. Poi diversi piazzamenti ma anche ritiri per rotture varie,  fino alla storica prima vittoria su una RL TF, con giro più veloce e i complimenti dei vari Ascari, Campari e Materassi. Seguirono altri successi (Chilometro lanciato di Ginevra, ancora Circuito del Savio e Circuito del Polesine (dove conobbe Nuvolari) ma soprattutto nel 1924 la famosa Coppa Acerbo di Pescara, battendo le Mercedes. Sembrava solo l’inizio di una promettente carriera che conobbe successivamente altre affermazioni ma nel 1931 disputò invece l’ultima gara, la Bobbio Monte Penice. Si era reso conto che la vocazione non era più cosi forte e che altri piloti salivano prepotentemente alla ribalta, capaci di sfruttare al 100% le auto mentre lui era pilota troppo rispettoso della meccanica e dalla guida pulita. Non da ultimo era in arrivo un figlio, Dino, e poi Ferrari aveva già da tempo spostato la sua attenzione verso l’aspetto organizzativo nel mondo delle competizioni, ammaliato da figure di rilievo dell’epoca come Vincenzo Florio e Renzo Castagneto.  Seguendo questo istinto, già nel 1929, durante una cena a Bologna, si materializzò l’idea di costituire con altri soci una Scuderia. Un’idea meravigliosa: la Scuderia Ferrari.

sabato 15 giugno 2013

MORTO FROILAN GONZALES, CON LUI LA PRIMA VITTORIA DI UNA FERRARI IN F.1


(15/6/2013) – Dall’Argentina suo Paese natale giunge la notizia: è morto Josè Froilan Gonzales. Era nato ad Arrecifes il 5 ottobre 1922: aveva dunque 90 anni ed era malato da tempo. Il 14 luglio del 1951, al Gran Premio di Inghilterra a Silverstone, fu il pilota (da poco sbarcato in Europa, tra l’altro) che per primo portò in Formula 1 una Ferrari – modello 375 – davanti a tutti sotto alla bandiera a scacchi. “Oggi ho ucciso mia madre”, fu la celebre frase con la quale il Drake accolse l’evento che diede scacco matto alle amate –odiate-fortissime Alfa Romeo e che diede la stura ad una serie di vittorie Rosse che si perpetuano ancor oggi.  “El cabezon”, così soprannominato per la notevole circonferenza della sua testa, non ha vinto un Mondiale e solo due gare in 26 Gp disputati ma per quel successo la sua leggenda e la sua bravura, peraltro confermata in tante altre gare in diverse categorie, non scolorirà mai. 
Mi resi conto di che cosa voleva davvero dire aver vinto quella corsa  - ricordò Gonzales - soltanto il mercoledì successivo, quando incontrai a Maranello Don Enzo: nel suo ufficio c’era una grande foto della vittoria messa dietro la scrivania!  Mi chiese di firmarla e di raccontargli ogni minimo dettaglio della corsa e poi mi regalò un orologio d’oro con il Cavallino Rampante nel quadrante. Solo tre giorni dopo capii davvero che era stato una vittoria particolare. Ferrari è il massimo nell’automobilismo. Per me è sempre stato un motivo d’orgoglio essere riuscito a conquistare quella prima vittoria, soprattutto considerando quello che la Marca è riuscita a fare in questi sessant’anni in tutto il mondo”. Il Presidente Montezemolo ha appreso la notizia a Maranello: La notizia della scomparsa di Gonzalez mi ha molto rattristato. Ci eravamo sentiti soltanto poco tempo fa e avevamo parlato di vetture e di corse, l’argomento che più lo entusiasmava. E’ sempre rimasto molto affezionato alla Ferrari in tutti questi anni ed era un pilota e un uomo che faceva parte integrante della nostra storia. Con lui abbiamo perso un vero amico”. L’ultimo incontro fra “El Cabezon” e la squadra cui ha legato maggiormente la sua carriera sportiva avvenne idealmente il 10 luglio di due anni fa a Silverstone. Quel giorno...

ANCHE LARINI (49 ANNI) IN SUPERSTARS!

(15/6/2013) - Un altro ex F1 è pronto ad entrare nella Superstars World: a Zolder, il prossimo fine settimana, Nicola Larini scenderà in pista al volante di una Porsche Panamera S sotto i colori del Team Petri Corse.  Sarà sicuramente un’esperienza interessante quella che vivrò in Superstars. – dice il toscano - Mercoledì proverò la Panamera in una sessione di test dove dovrò prendere subito confidenza con la vettura. Sono contentissimo di tornare a correre al fianco di “Piedone” Giovanardi, siamo molto amici e penso che insieme potremo fare bene con un marchio importante come quello della Porsche. Nel 2010 a Vallelunga la Superstars mi aveva colpito molto e negli anni ha continuato ad affermarsi sempre di più. Anche quest’anno la serie sta mostrando, nonostante la crisi globale del motorsport di andare avanti grazie ad un buon lavoro fatto negli anni. Adesso sono concentrato su Zolder, un circuito molto tecnico che impegnerà molto le coperture, penso che l’Audi sarà l’avversario da battere”. Larini vanta un palmares invidiabile nel mondo delle quattro ruote in cui figurano ben 75 Gran Premi in Formula 1 con Coloni, Osella, Ligier, Modena Team, Ferrari (ultimo pilota italiano che ha portato la Rossa di Maranello sul podio di un GP di F1 - Imola 1994) e Sauber. Oltre alla massima categoria si è laureato campione nel Campionato Italiano Superturismo al volante dell’Alfa Romeo 155 GTA turbo nel 1992 e nel Campionato Tedesco Turismo DTM sempre con un’Alfa Romeo l’anno successivo. Una lunga parentesi anche nel WTCC con la Chevrolet ha visto il pilota di Camaiore ottenere risultati altrettanto importanti. E’ un piacere tornare a correre insieme a Nicola - sono le parole di Fabrizio Giovanardi - Proprio lo scorso anno abbiamo messo a segno l’ultimo successo vincendo la classe XP1 nella 24 Ore del Nürburgring. Stiamo dando il massimo per fare bene anche in Superstars, nonostante il poco tempo a disposizione per provare la vettura tra una gara e l’altra. Non mi sento di fare pronostici per il Belgio, sarà la pista ad emettere il verdetto”.
Sono fiero di avere due piloti importanti come Larini e Giovanardi - ha esordito Simone Petri (Team Manager Petri Corse) - Li ho sempre seguiti con ammirazione sin dai tempi del Superturismo, ed oggi averli nella mia squadra testimonia il grande impegno che stiamo riversando in questo campionato. A Zolder vogliamo essere tra i protagonisti

PROVACI ANCORA MOLLY


(15/6/2013) - Molly Taylor, affiancata come al solito da Seb Marshall, torna in Europa dopo la positiva esperienza in Australia allo Scouts Rally SA, terza prova del Campionato Australiano Rally. La pilotessa affronterà le impegnative prove speciali del GEKO Ypres Rally  al volante della Citroën DS3 R3 nell’inconfondibile livrea United Business. L’australiana continua quindi, come da programma, il Campionato Europeo Rally 2013, nel quale debuttò proprio nell’edizione 2012 della gara belga. Fu un debutto in salita: “L’anno scorso ad Ypres ho avuto un avvio difficile, e non posso negare che quanto successe allora nelle prime prove speciali fu un utile esperienza. Ora affronto questa gara che è un ”must” del rallysmo internazionale, consapevole dei miei mezzi, il team sia alle Azzorre che in Corsica è stato fantastico, tutto lo staff messo a punto dalla società che cura il management sportivo, la United Business, lavora in perfetta armonia e con grande professionalità - afferma Molly Taylor – rally dopo rally accumulo sempre più esperienza. Finalmente non affronto un rally per la prima volta, questo sarà un piccolo vantaggio, io e Seb siamo fiduciosi, anche in terra belga l’obbiettivo sarà arrivare alla fine del rally con il miglior piazzamento possibile per consolidare e se possibile migliorare la posizione in classifica nel 2 Ruote motrici e nel Ladies Trophy. Il ritiro alle Azzorre non ci voleva, ma il secondo posto al Tour de Corse è stato un ottimo risultato sia per la classifica che per il morale. Ad Ypres parteciperò anche al Citroen Racing Trophy in Europe, questo sarà un ulteriore stimolo ed un ulteriore traguardo da raggiungere. Vivere la magica atmosfera del parco assistenza di Ypres è sempre bellissimo, questo rally dove tutti i team sono all’ombra della cattedrale è qualcosa di unico, per la seconda volta sarò al via, questo mi rende felicissima”.

venerdì 14 giugno 2013

FERRARI PROTAGONISTA AL "JERUSALEM PEACE ROAD SHOW"


(14/6/2013) -  La Ferrari è stata la prima squadra di Formula 1, ieri e oggi, a far rombare una sua monoposto sulle strade di GerusalemmeIl Jerusalem Peace Road Show, l’evento organizzato sotto l’egida del Comune di Gerusalemme e con il supporto di Kaspersky Lab, uno dei più importanti partner della Scuderia Ferrari, ha raccolto questa mattina, giornata festiva e prefestiva per la gran parte della popolazione della storica città, più di 180.000  spettatori che si sono radunati lungo i 2800 metri del percorso. Una folla entusiasta e festosa, che ha interpretato nella maniera migliore lo spirito che era alla base del progetto della manifestazione: portare una serie di simboli dell’automobilismo sportivo a due e quattro ruote vicino agli appassionati e alla gente comune che abita in un Paese dove le competizioni motoristiche erano addirittura vietate fino a due anni fa. Ebrei, Cristiani, Mussulmani, turisti stranieri: tutti insieme erano oggi a guardare con i loro occhi questo evento che, non a caso, ha la parola “Pace” nel nome ufficiale. A guidare la F60 per una dozzina di giri è stato Giancarlo Fisichella che il 22 sarà impegnato a Le Mans: “Per me è stato un onore essere qui e voglio ringraziare la Ferrari, Kaspersky Lab e la municipalità per aver reso possibile questo evento” - ha detto in diretta, attraverso la radio di bordo, alla televisione israeliana che trasmetteva l’esibizione – “Spero davvero di poter tornare qui l’anno prossimo! Non ricordo di aver mai visto un’atmosfera così speciale come qui a Gerusalemme. Sono state giornate storiche e per me indimenticabili”. L’evento ha visto esibirsi anche altre vetture, fra cui quattro Ferrari normalmente protagoniste del Ferrari Challenge (tre 430 e una 458 Challenge), affidate fra gli altri alla giovane promessa della Ferrari Driver Academy Antonio Fuoco.









VILLENEUVE CUP, TUTTO RIMANDATO A NOVEMBRE

(14/6/2013) - La Villeneuve Cup, prima edizione della gara di regolarità classica con 70 tratti cronometrati tra Viareggio e Montecarlo, riservata auto di ieri e le supercars di oggi con uno sguardo al futuro, unite per rendere un tributo a Gilles Villeneuve, rimanda tutti a novembre. Gli organizzatori hanno fatto sapere che londata di maltempo che ha caratterizzato i primi mesi dell’anno, ha causato il danneggiamento del manto stradale di molti tratti interessati dal percorso della prima tappa, tanto da sconsigliarne, se non impedirne, il transito alle particolari vetture iscritte. Al fine di individuare valide alternative al percorso, è stata presa la decisione di rimandare la manifestazione al prossimo 1-2-3 novembre. Ricordiamo che la Villeneuve Cup è aperta a tutte le auto d’epoca prodotte fino al 31 dicembre 1972, alle vetture prodotte dal 1977 al 2000 con potenza superiore a 250 cv (183,87 kw) ed alle vetture costruite dal 2001 ad oggi con potenza superiore ai 500 cv (367,74 kw).

IL NUOVO PRESIDENTE DEL CLUB MECCANICI VETERANI F.1. Anselmo Menabue si racconta

(14/6/2013) – Da circa un  mese Anselmo Menabue è il nuovo Presidente del Club Meccanici Veterani F.1. Succede a Giulio Borsari – recentemente scomparso – ma non è stato difficile trovare la nuova guida del sodalizio (a fine maggio si è tenuta la cena del 25°) delle ex tute blu: era lui l’erede designato dallo stesso Borsari. Proprio quest’anno Menabue “festeggia” i 50 anni della sua entrata in Ferrari, alla organizzazione telai: “Nato, cresciuto e infine uscito dalla Gestione Sportiva!”, riassume orgogliosamente. Era giovanissimo nei box di Monza nel 1964: “Praticamente la mascotte”, ricorda. Con la Ferrari e per la Ferrari si partiva spesso per l’America e ben presto il Commendatore lo volle con il passaporto tanto da mandarlo ad espletare la pratica direttamente all’Ambasciata americana. Dopo i telai, i motori dal Maestro Borsari. “Quanta gavetta, lavai tante ma tante teste!”. E notti insonni: si correva in F1, Sport, Can-Am, Coppa Tasmania con Amon e il materiale da preparare era tanto. Anni fantastici, comunque. Ormai formato, ecco arrivare l’occasione al montaggio motori per il dopo Bussi, l’ingegnere poi rapito e mai più ritrovato. Il Drake, ormai, si fidava ciecamente di lui che a fine anni ’70 divenne il diretto riferimento di reparto. “Aveva un stima particolare di me e io gli ho sempre detto come andavano realmente le cose”. Piloti: Menabue ne ha visti tanti da vicino. “Avevo un ottimo rapporto con Bandini, un vero pilota. Lo ricordo con la sua 850 Abarth a Siracusa e poi trasferirsi da lì direttamente alla Targa Florio. Poi Scarfiotti, un gentleman, bravo sui Prototipi. E Ickx, seguito da Borsari”. A interrompere il digiuno mondiale che durava dal 1964 con Surtees  ci pensò Niki Lauda. “Tutti lo odiavano e tutti lo amavano per la sua severità teutonica. Era preciso, voleva controllare tutto. Ma durante i suoi anni arrivarono gli sponsors e il miglioramento si notò”. Dopo la scomparsa del Drake, lo smarrimento fu naturale e la “discesa in campo” della Fiat assestò all’ambiente vere e proprie scosse telluriche. “L’organizzazione Fiat prese possesso della situazione – ricorda Menabue – e questo pesò parecchio soprattutto ai livelli alti più che per noi operativi. Molti tecnici erano tecnicamente a digiuno di competizioni e molti, il venerdì, ripartivano già per Torino. L’eccezione fu Cesare Fiorio, che dava anche una certa immagine. Peccato per Forghieri che fu progressivamente messo da parte”. Un’altra eccezione Menabue la fa per...

giovedì 13 giugno 2013

L’ALFA ROMEO SCENDE IN CAMPO CON L’EINTRACHT FRANCOFORTE


(13/6/2013) - Il marchio Alfa Romeo affiancherà l'aquila sulle nuove maglie dell'Eintracht Francoforte nella prossima stagione della Bundesliga 2013/2014. Oggi a Francoforte, presso il Flagshipstore di Alfa Romeo, Sebastian Jung  dell'Eintracht  e Daniel Dejanovic, della squadra giovanile Under 13, hanno presentato per la prima volta al pubblico le due magliette di gioco. Con il motto "senza cuore saremmo solo macchine", anche Alfa Romeo appare sul lato interno della maglietta. Il rapporto non si ferma qui: in futuro saranno le vetture Alfa Romeo a vestire il simbolo dell'Eintracht e sono in via di sviluppo proposte di prodotto che celebrino questa collaborazione. Non solo il calcio e le squadre giovanili, ma anche numerosi altri sport del centro sportivo Eintracht Francoforte, saranno supportati da Fiat Group Automobiles Germany AG (FGA), il nuovo Main Sponsor per i prossimi tre anni. Diversi i punti in comune dei due partner: la sede tedesca di Fiat Group Automobiles Germany AG (FGA) si trova tra la Commerzbank-Arena, la sede dell'Eintracht Frankfurt Fußball AG, e il centro sportivo di Riederwald che ospita l'Eintracht Frankfurt e.V. Ulteriore punto in comune è Milano: la città che ha dato i natali alla Casa del Biscione è infatti gemellata con Francoforte sul Meno. Con questa sponsorizzazione Alfa Romeo conferma l'impegno e l'attenzione verso molte discipline sportive, anche non  automobilistiche, praticate a qualunque livello, dal calcio al Campionato mondiale Superbike. 

JAMES HUNT, CRESCE IL MITO. Sabato è il 20° anniversario della scomparsa del pilota inglese campione del mondo 1976 di F.1

Una foto che dice tutto di Hunt: donne e motori
(13/6/2013) – Se ancora oggi un pilota di primo piano come Raikkonen ne fa un idolo e ama identificarsi in lui indossando spesso un casco identico o se Hollywood punta sulla sua figura per sbancare il botteghino, quel qualcuno deve aver lasciato davvero un segno. Quel qualcuno è James Simon Wallis Hunt, di Epson, Surrey, campione del mondo di Formula 1 nel 1976. Venti anni fa (il 15 giugno 1993), nella sua casa di Wimbledon, un arresto cardiaco pose fine, all’età di 45 anni, alla sua esistenza. E che esistenza. Alto 1,81. Misura scarpe: 46, tanto che doveva tagliarne la punta per stare comodo nell’abitacolo. Le corse, le donne. Fumava e beveva. Giocatore incallito di squash. Aveva paura di morire in gara e lo dichiarava apertamente. Attacca-brighe: litigi e scazzottate con i commissari di percorso a Montecarlo e con i giornalisti brasiliani a Interlagos. Senza mezze misure. Scanzonato. Refrattario alle regole. Il campionato conquistato all’ultima gara in Giappone, strappato per un solo punto al redivivo - dopo l’incidente del Nurburgring - ma timoroso Lauda, fu l’apice di una carriera e forse della sua vita che raccontiamo anche attraverso le sue parole.

“Le corse, per me, sono la cosa più importante”

Figlio di un agente di cambio e destinato alla professione medica, arrivò presto alle corse.

“La mia è una famiglia fuori da certi schemi obbligati. Quando i miei genitori seppero che volevo dedicarmi alle corse furono contenti e in casa mia non ci furono neppure una di quelle tragedie che hanno accompagnato gli esordi di tanti miei colleghi”

La prima gara l’effettuò nel 1967 su una Mini. Era veloce, voleva bruciare le tappe e per questo non risparmiò molti telai delle sue monoposto. In Inghilterra non era molto considerato, tanto da essere ribattezzato “Hunt the shunt” (Hunt lo schianto).

“Hanno detto di me molte bugie. Forse quando correvo in Formula 3 avrò fatto qualche sorpasso azzardato ma se non si riusciva a mettersi in buona posizione in gare con 50 concorrenti era perfettamente inutile arrivare al traguardo. Essere un pilota non è affare per uomini pavidi o per ragionieri del volante”

Nonostante tutto, va avanti e arriva in Formula 1 grazie ad un mentore: Lord Alexander Hesketh. Il paffuto, ricchissimo connazionale è ammaliato dalla massima formula automobilistica e ha in testa una meravigliosa idea fissa: diventare l'emblema della supremazia motoristica inglese. Prima gli finanzia alcune gare del 1973 su una March 731 G (il debutto al GP di Francia) e nel 1974 arrivano tre podi (tre terzi posti). Nel frattempo, si sposa con la modella Susy Miller, ma dura poco. Lei si rifà una vita con l’attore Richard Burton, lui diventa il playboy della F.1. Verrà accreditato di 5000 flirt.

“Non è Burton la causa del fallimento del mio matrimonio. Da parecchio tempo, ormai, mia moglie era nervosa, insofferente, non sopportava più l’ambiente delle corse. Probabilmente è proprio perché rischi la pelle che mi ha piantato e ha preferito vivere con Burton. Meno paure e più feste da ballo, vacanze. L’automobilismo non è uno sport per padri di famiglia, almeno per capire questo il mio matrimonio mi è servito. Adesso sono solo e posso dare tutto in corsa senza pensare a nessuno”

Hunt su Hesketh precede Lauda al GP di Olanda 1975