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martedì 25 giugno 2013

RALPH DE PALMA, IL PILOTA DI BICCARI CHE INCANTO’ L’AMERICA


(25/6/2013) – Onore al Comune di Biccari, in provincia di Foggia. Passando dai progetti ai fatti è promotore del neo costituito Comitato – del quale fanno parte anche i Sindaci dei Comuni di Foggia e Troia, Provincia di Foggia, esponenti della Regione Puglia, l’Associazione “Pugliesi nel mondo”, Camera di Commercio, Promodaunia, Coni e Aci – che ha lo scopo di valorizzare le gesta e la figura di Raffaele Ralph De Palma. Se qualcuno si sta chiedendo chi sia, è il segno di quanto poco, da noi, si tiene a tutelare la memoria di autentiche glorie sportive, in questo caso del mondo dei motori. Subito un dato che rende palpabile la sua caratura: è il vincitore, nel 1915, su Mercedes, della celeberrima 500 Miglia di Indianapolis, unico pilota italiano ad essere riuscito nell’impresa (altro di tricolore, negli albi di questa gara, c’è solo la Maserati vincitrice nel 1939 e 1940 ma guidata da Wilbur Shaw). Ebbene, Ralph De Palma nacque proprio a Biccari il 19 dicembre del 1882 e lì vi risiedette fino all’età di 10 anni, fino a che - sorte toccata a tante famiglie del derelitto Sud di fine ‘800 – dovette abbandonare la terra natìa e attraversare  a bordo di una nave l’Oceano Atlantico, verso New York, alla ricerca di migliori condizioni di vita. Un’esperienza che ricorda molto quella toccata ad un altro italiano emigrato negli Stati Uniti che ha sfondato nella vita e nell’automobilismo: Mario Andretti. La differenza, e questo spiega in parte il deficit di notorietà, è che il campione di Montona (allora Istria italiana) ha poi fortissimamente voluto conquistare anche il titolo mondiale di Formula 1 e vi è riuscito imponendosi così all’attenzione della totalità dei media. Ma non è mai troppo tardi per rendere onore e merito ad un talento che può solo dare lustro alla Puglia e all’Italia tutta se adeguatamente riscoperto. Perché De Palma in America compì meraviglie, con quella determinazione "folle" che forse solo un essere che veniva dall'altra parte del mondo per ricostruire da zero una vita poteva avere. Era veloce, molto veloce. Altre due volte, a Indianapolis, partì in pole position (1920 e 1921); nel 1912 e nel 1914 si laureò campione nazionale nella serie che possiamo paragonare all’attuale IndyCar e in quegli stessi anni vinse la prestigiosa Coppa Vanderbilt. Si impose anche nel campionato canadese. 
Divenne famosissimo e, in particolare, l’idolo degli appassionati di origine italiana e degli emigranti in genere. Diciamo grazie al giornalista foggiano Maurizio De Tullio, autore dell’unica biografia sul pilota: “Ralph De Palma. Storia dell’uomo più veloce del mondo che veniva da Foggia” (Edizioni Agorà), che ha intrapreso una vera e propria battaglia votata alla celebrazione perpetua del “foggiano volante”. Nel libro si dipana la formidabile leggenda del pilota-emigrante.  Nella sua carriera, tra il 1908 e il 1934, prese parte a 2.887 corse vincendone 2.557; da segnalare anche il record mondiale di velocità fatto segnare nel 1919 sulla spiaggia di Daytona alla media di 241 km/h. Leggendarie anche le sue sfide con gli aerei. Si spense a Pasadena, in California, il 31 marzo del 1956, all’età di 73 anni. La macchina celebrativa, finalmente, si è messa in moto e una serie di iniziative condurranno alla giusta apoteosi del Centenario (1915 – 2015) della indimenticabile, incredibile, fantastica vittoria a Indianapolis.

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