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martedì 29 aprile 2014

IMOLA 1994. IL VENTENNALE DI BARRICHELLO E RATZENBERGER

(29/4/2014) – Anche Rubens Barrichello e Roland Ratzenberger hanno il loro ventennale. Il 29 aprile del 1994 a Imola, il brasiliano allora alla guida della Jordan fu suo malgrado protagonista del venerdì all’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Alla variante prima dei box, la sua monoposto decollò inspiegabilmente come un missile andando a schiantarsi rovinosamente sulle barriere e quindi cappottandosi. Per fortuna se la cavò con qualche contusione e un grandissimo spavento ma non prese parte al Gran Premio. Nessuno poteva prevederlo, ma fu più di un campanello d’allarme: l’incidente, cruento, costituì solo il prologo del terribile week end imolese. Il giorno dopo, 30 aprile, fu infatti la volta di Ratzenberger. La derelitta Simtek dell’austriaco perse un appendice alare in piena velocità e la macchina, incontrollabile, andò a sbattere con violenza contro il muretto della curva Villeneuve. 

Per Roland non ci fu nulla da fare. Aveva debuttato in Brasile senza qualificarsi per poi classificarsi undicesimo ad Aida. A Imola, come testimoniato nel film “Senna” ce la stava mettendo tutta: “Sto facendo cose., diceva consapevole di stare rischiando più del dovuto per tirare fuori qualcosa di buono dalla macchina inglese. I giornali hanno intervistato i suoi anziani genitori nella casa di Salisburgo che aveva acquistato con i primi soldi. Vivono nel suo ricordo ma quella, ribadiscono, era la sua unica, grande passione. Nel cimitero cittadino di Maxglan dove riposa, sulla sua tomba campeggia un epitaffio: “Ha vissuto il suo sogno”.

La morte di Senna e di Roland, gli eventi di quel week end, le figure di questi campioni, saranno ricordati durante il "Senna Tribute" in programma dall'1 al 4 maggio proprio all'Autodromo di Imola. Programma e info su http://www.f1passion.it/ayrton-senna-tribute/

lunedì 28 aprile 2014

L'AVENTADOR NAZIONALE. Lamborghini patriottica

(28/4/2014) - Al Salone Internazionale dell’Automobile di Pechino 2014 Lamborghini ha esibito in anteprima mondiale un’altra vettura esclusiva: la Aventador LP 700-4 nella speciale configurazione Nazionale, realizzata grazie a Lamborghini Ad Personam, il programma di personalizzazione che consente ad ogni cliente di creare la propria Lamborghini su misura. Stephan Winkelmann, Presidente e AD di Automobili Lamborghini, ha affermato: ‘‘Siamo entrati in Cina nel 2005 e oggi questo paese rappresenta per noi il secondo mercato mondiale in termini di vendite”. Nell’occasione è stato annunciato l’inizio della terza stagione in Asia del nostro campionato monomarca Lamborghini Blancpain Super Trofeo. 

L’Aventador in configurazione Nazionale viene proposta in versione coupé con una livrea dedicata, che all'esterno combina colori chiari al tricolore della bandiera italiana, mentre negli interni presenta un particolare allestimento Ad Personam. Come suggerito dal nome Nazionale, questo modello sottolinea il carattere italiano del marchio Lamborghini e per questo presenta sulla propria livrea una bandiera italiana, che corre dal cofano anteriore all'alettone posteriore, passando per il tetto e per alcune parti del cofano motore. Il Tricolore è presente anche nell'abitacolo, con una striscia in pelle che attraversa la parte centrale del rivestimento del tetto e nel rivestimento interno del divisorio vano motore. Le parti in fibra di carbonio sia all'esterno sia all’interno dell’abitacolo portano l'estetica della Nazionale a sfiorare la perfezione. Di serie su questo modello sono anche il cofano motore trasparente, i cerchi forgiati Dione da 20 e 21 pollici nel colore opaco Titanium e le pinze rosse dell'impianto frenante. Il motore? Un V12 aspirato da 6,5 litri, capace di erogare 700 CV. Questo permette all’Aventador di raggiungere una velocità massima di 350 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 2,9 secondi. 

ANNIVERSARY / 28 APRILE 1974. LAUDA, PRIMA VITTORIA CON LA FERRARI

(28/4/2014) – Ci era già andato vicino: secondo in Argentina, in pole in Sudafrica e quindi primo nel Gp di Spagna. Il 28 aprile di quarant’anni fa Niki Lauda conquistò al Jarama la prima vittoria con la Ferrari che coincise anche con il cinquantesimo successo di una Rossa in F1. Era la prima gara europea della stagione 1974 e la B3 di Mauro Forghieri si confermò finalmente la monoposto del riscatto, dopo anni veramente avari di soddisfazioni. Quell’anno, a Maranello si cambiò pagina: tutto concentrato sulla F.1, via Ickx e Merzario per far posto a Regazzoni – un gradito ritorno - e lo sconosciuto austriaco Lauda, il giovane Luca Cordero di Montezemolo alla prima stagione piena al muretto box, e uno nuovo sponsor tecnico: l’Agip. In Spagna, Lauda fu perfetto: pole, giro più veloce e vittoria davanti al compagno di squadra Clay con il quale cominciava ad intravedersi la lotta per la supremazia interna al team. Lo svizzero, in quel frangente, deve essersi morso la lingua pensando al consiglio positivo su Lauda che aveva dato al Drake in cerca di qualche promessa da lanciare. A quel successo è anche legato l’episodio più volte raccontato da Montezemolo che, ovviamente, non stava nella pelle aspettando che la bandiera a scacchi salutasse quella che era anche la sua prima vittoria. Lauda, come abituerà a fare, nei giri finali rallentò metodicamente per salvaguardare la meccanica dell’auto ma non aveva fatto i conti con l’ansioso DS. L’attuale presidente marcò molto da vicino il marchese de Villapadierno, incaricato di sventolare la bandiera di fine gara: “Butta giù esta bandiera, fai finta che ti sei sbagliato”, lo implorò! Tutto finì bene: il giorno dopo la squadra era a cena all’Hotel Canalgrande di Modena (dove allora risiedevano i piloti) e il mito del pilota-computer, che quell’anno vinse anche a Zandvoort, esplose anche nella sua fino a quel momento distaccata Austria. 

giovedì 24 aprile 2014

SENNA, RICORDO VIVO. Il dott. Misley intervenne sul pilota

Il dott. Misley recentemente al Panathlon di Modena
(24/4/2014) – La morte di Ayrton Senna, 20 anni fa, non si dimentica. Per la notorietà dello sportivo, per lo spessore della sua personalità, per le modalità cruente e fatalistiche dell’incidente. Quel 1 maggio 1994, tra i primi ad intervenire per soccorrere l’asso brasiliano c’era il dottor Alessandro Misley di Castelvetro, in provincia di Modena, che ebbi modo di avvicinare nel 2005 per raccogliere i suoi ricordi. Misley, responsabile del Reparto anestesia e rianimazione all’Ospedale di Pavullo nonché direttore sanitario dell’elisoccorso, all’epoca faceva parte del gruppo di medici e infermieri volontari dell’Autodromo di Imola. Gli eventi di quei giorni restano spaventosamente impressi nella sua memoria.  “Facevo parte dell’equipe di destricazione – mi disse - che comprendeva un anestesista, un ortopedico, un infermiere e tre commissari. La zona di nostra competenza era quella della curva del Tamburello. Quando ricevemmo l’allarme incidente via radio non sapevamo chi ne fosse coinvolto. In tre minuti fummo sul posto e, con grande stupore, scoprimmo che si trattava di Senna”. 
Ancora molto commosso, continuò: “L’impatto emotivo fu forte ma cercammo subito di intervenire. Le sue condizioni, però, apparvero subito disperate: riscontrammo la frattura della base cranica e un’imponente emorragia anche se sussisteva ancora un’attività respiratoria e cardiaca. Lo stabilizzammo e poi arrivò l’elicottero. Io lo seguii fino all’ospedale Maggiore di Bologna e durante il volo procedemmo alla tracheotomia perché la perdita di sangue era gravissima e non ci consentiva di intubarlo correttamente per dargli ventilazione. A Bologna era stata allertata l’equipe di rianimazione e furono subito eseguite lastre e la Tac. Purtroppo dopo circa due ore avvenne il decesso”. Il braccetto della sospensione anteriore destra era purtroppo penetrato attraverso la visiera del casco assestando ad Ayrton il colpo mortale. “La lesione più importante fu dovuta alla rottura della base cranica”, mi confermò Misley. Come noto, si trattò di un fine settimana da tregenda. “Intervenni anche dopo l’incidente di Barrichello alla Variante Bassa poi ci furono la morte di Ratzenberger e un pneumatico piombato sulla folla alla partenza. Non ho mai visto una cosa del genere: un week end maledetto”. Dieci anni dopo, in occasione del Gp del 2004 il dottor Misley prestava servizio nella stessa posizione. “Ho vissuto quel giorno con un po’ tensione, 10 anni dopo”, concluse.

9° ECORALLY, QUEST'ANNO ANCHE VEICOLI ELETTRICI

(24/4/2014) - Fino al 5 maggio sono aperte le iscrizioni al 9° Ecorally San Marino – Città del Vaticano e 6° Ecorally Press, competizione internazionale di regolarità dedicata alle auto più ecologiche, in programma dal 9 all'11 maggio. Come di consueto la gara è aperta a tutti gli automobilisti: piloti professionisti della regolarità, famiglie, amanti dell’ecoturismo e dell’auto ecologica, giornalisti e ambientalisti. Unica condizione per potersi iscrivere: partecipare alla guida di un mezzo a basso impatto ambientale. L’Ecorally, nato nel 2006 e organizzato dalla SMRO San Marino Racing Organization, è regolamentata dalla Fia - Federazione Internazionale dell’Automobile, e ha quale obiettivo la promozione e lo sviluppo dei veicoli a energie alternative e a basso impatto ambientale, con l’intento di dimostrare al pubblico le performance e l’adattabilità all’uso quotidiano. I veicoli ammessi – che devono essere prodotti in serie oppure prototipi regolarmente immatricolati e omologati alla circolazione su strade ed autostrade - sono quelli appartenenti alla Categoria FIA VII&VIII - ibridi elettrici e altri veicoli ad energie alternative, quali mono e bifuel gassosi (GPL, metano e biometano), biocarburanti (biodiesel) e idrogeno – e alla Categoria IIIA, ovvero ai veicoli esclusivamente elettrici, per i quali è stato approntato un percorso ad hoc con un chilometraggio più contenuto adatto alle attuali autonomie realizzabili da questo tipo di mezzi. Nel contesto della gara, viene stilata una particolare classifica riservata agli operatori dell’informazione che partecipano alla manifestazione e gareggiano nel 6° Ecorally Press, realizzato in collaborazione con Assogasliquidi-Federchimica e Consorzio Ecogas, aggiudicandosi, oltre al posizionamento nella classifica generale, il Trofeo Nello Rosi, messo a disposizione da Unione Gas Auto, Gas Auto Sud ed Ecomobile. Gli equipaggi femminili concorrono anche per la Coppa delle Dame, mentre ai più giovani – vale l'età media – il Premio Città di Milano del Milano Auto Show. (segue: PROGRAMMA & INFO)

BRIDGESTONE E ROSSI = CLUB 46

(24/4/2014) - Bridgestone e Valentino Rossi: la loro partnership prosegue (vedi post del 10 gennaio 2013. http://motor-chicche.blogspot.it/2013/01/valentino-consulente-bridgestone.html) e viene celebrata con un filmato che conduce gli spettatori in un viaggio che unisce storia e attualità, evidenziando valori e successi comuni alla Casa giapponese e al campione di Tavullia, dalle umili origini fino a diventare entrambi due importanti attori nel mondo del Motorsport. Durante le riprese Valentino si è divertito ad interagire con il suo io più giovane mettendo in luce il carattere giocoso che lo ha aiutato a diventare un’icona mondiale: il video di novanta secondi combina riprese in movimento, effetti speciali, animazione 3D e una colonna sonora accattivante. Ma non è tutto: al filmato è legato Club46, il nuovo concorso volto a rafforzare ulteriormente il legame tra Bridgestone e il nove volte Campione del mondo. Fino al 28 luglio, visitando la pagina dedicata a Club46 e rispondendo ad una semplice domanda, due fortunati fan avranno la possibilità di incontrare di persona Valentino. In palio oltre al memorabile incontro ci sono anche 46 premi, tra cui merchandising autografato e magliette della linea VR46. 

FERRARI, SI CAMBIA. Montezemolo a muso duro

(24/4/2014) – Come fanno sapere dalla factory rossa, “fervono i lavori nell’apparente quiete di Maranello” perché il Presidente Montezemolo ha riconosciuto la necessità di dare “una marcia in più alle attività della Gestione SportivaLo “choc” della scarsa competitività della F14-T, tempi stretti tra un gran premio e l’altro, il fulmine delle dimissioni di Domenicali, la nomina a suo successore di Marco Mattiacci. Alla Ferrari non c’era stato il tempo per un’adeguata ponderazione della situazione complessiva. Nell’intercapedine corposa tra il GP di Cina e quello prossimo di Spagna (11 maggio) ecco inserirsi il tempo delle decisioni. "Il presidente Montezemolo – continua il comunicato di Maranello - coinvolto in prima persona nelle attività quotidiane e sempre molto vicino alla squadra ha chiesto un’immediata revisione per snellire le procedure interne, eliminando le fasi intermedie e le pratiche burocratiche al fine di garantire maggiore flessibilità e processi decisionali sempre più efficaci. In parallelo, è in atto una.....

mercoledì 23 aprile 2014

FRANCO GOZZI, PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA

(23/4/2014) – “1° Anniversario. Ti ricordiamo sempre con tanto affetto. La tua famiglia”. Ad un anno esatto dalla scomparsa di Franco Gozzi, con questo annuncio e una foto sui quotidiani della sua città, Modena, la famiglia onora la memoria di Franco Gozzi, storico uomo-ombra di Enzo Ferrari. L’ex Direttore Sportivo, portavoce, capo ufficio stampa, venne a mancare il 23 aprile del 2013 nella sua casa, all’età di 81 anni. Ecco il post dedicatogli quel giorno su Motor Chicche http://motor-chicche.blogspot.com/2013/04/addio-franco-gozzi.html. La Ferrari va avanti ma, certo, c’è nostalgia per i tempi di Gozzi, pur abilissimo a depistare i giornalisti. Un’altra F.1. Il libro “L’ê andéda acsé”, dimostra il grande amore per Modena (una volta mi disse “che pomposamente viene definita 'capitale dei motori'). In quell’excursus tra bielle, telai e buon vivere si erge un altro protagonista degli anni ruggenti come lui: Sergio Scaglietti. I fidatissimi del Drake.

Sì, BIAGI E' IN PORSCHE SUPERCUP! E la Grid Gp cresce

(23/4/2014) – La stagione di Thomas Biagi comincia l’11 maggio a Barcellona! Il pilota bolognese, 3 volte campione FIA GT e campione italiano Superstars e GT, si è conquistato un volante nel team MOMO-Megatron (licenza americana) per disputare la Porsche Mobil 1 Supercup 2014, lo stellare monomarca della casa di Stoccarda, dopo i positivi test tenuti nelle scorse settimane a Barcellona e Hockenheim. Thomas farà quindi parte del grande paddock motoristico che accompagnerà le tappe europee della Formula 1 e la sua Porsche 911 GT3 Cup Type 991 avrà il numero 23, lo stesso che lo accompagnò nel 2003 nel FIA GT dove vinse all'esordio proprio a Barcellona per poi dominare la stagione fino alla conquista del titolo. Thomas, nonostante la grande esperienza, resta cauto: "La Porsche Mobil 1 Supercup è un campionato di altissimo livello, dove ho molto da imparare. La macchina mi è piaciuta fin dall'inizio, anche se devo ancora familiarizzare completamente con il motore posteriore a sbalzo: la 991 ha un grande appeal sia esteticamente che alla guida, e direi che è stato davvero amore a prima vista. Ci sarà però molto lavoro da fare per me e mi aspetto di affrontare qualche difficoltà soprattutto nelle prime gare; questa sarà la mia prima esperienza in un campionato monomarca, dove ritroverò la partenza da fermo, molto diversa da quella lanciata su cui mi ero concentrato negli ultimi anni.  I primi appuntamenti saranno probabilmente di apprendistato, utili per gettare le basi per un progressivo aumento della competitività che ci auguriamo possa portarci più avanti alla vittoria”. 
L'ing. Luigi Mazzola e Biagi: è la Grid Gp
Del progetto farà parte anche Mario Marasca, uno degli allievi più promettenti della scuola piloti "Grid Gp", messa in piedi alle porte di Bologna da Biagi e dall’ingegner Luigi Mazzola, ex Test Manager Ferrari (20 anni a Maranello, 8 titoli Costruttori e 6 piloti). A disposizione dei piloti, oltre la consulenza di due mega esperti di settore come loro, un simulatore hi-tech con 150 canali di telemetria per analizzare ogni singolo aspetto della guida.  “Sono contento che abbia seguito il mio consiglio accettando il salto dalle monoposto alle ruote coperte. Mi dividerò contemporaneamente tra il ruolo di pilota e quello di suo coach in due grandi sfide, entrambe da vincere", conclude Thomas.

martedì 22 aprile 2014

COULTHARD PUNGE RAIKKONEN

(22/4/2014) David Coulthard non deve amare molto Raikkonen. Certo, il ruolo dello scozzese è ora quello di commentatore per la BBC ma le prestazioni dell’ex compagno di squadra in Mc Laren paiono stuzzicarlo molto, in negativo. Dopo l’ennesimo risultato non eclatante in Cina, è andato giù abbastanza duro, paragonando, tanto per cominciare, il momento del finlandese “al primo periodo in Ferrari, quando non era impressionante”. Piccolo particolare: poi ha vinto il mondiale, ma per Coulthard non è tutto oro. Sentite un pò: “Ok, ha vinto il titolo, ma soprattutto perché i piloti McLaren si sono pestati i piedi tra di loro. E Raikkonen ha avuto bisogno che Massa gli regalasse la vittoria all’ultima gara della stagione per conquistarlo. Anche i buoni risultati in Lotus non sembrano convincerlo molto.”Ha fatto molto bene in Lotus negli ultimi due anni, ma quello era un gran pacchetto e in più Romain Grosjean non è poi così forte? O era tutto lavoro di Kimi? È molto difficile giudicare”. Poi guarda più avanti e aggiunge: Sarà interessante vedere come Raikkonen affronterà il resto della stagione, perché al momento non sembra uno che avrà una carriera a lungo termine in Ferrari. Non sto cercando di screditare Raikkonen, perché è chiaramente un pilota di grande talento. Ma quando le cose non vanno bene è allora che pare mancargli un’etica del lavoro se paragonato a gente come Alonso”. Come detto, i due, probabilmente, non si amano.  Nell'aprile del 2009, proprio Coulthard si espresse negativamente circa le capacità di guidare lo sviluppo della macchina da parte di Raikkonen arrivando a “consigliare” Maranello di ingaggiare al suo posto Alonso (cosa che poi avvenne). Kimi, non meno caustico, ribattè così: “Non conosco nessun pilota che sviluppi una macchina. Trovo divertente sentire commenti di questo tipo da persone che non hanno mai effettivamente vinto niente”. Ora ci risiamo.

LE MASERATI CENTENNIAL EDITION


(22/4/2014) - Saloni di New York e di Pechino sotto il segno del Centenario per la Maserati che ha presentato la  GranTurismo MC Stradale Centennial Edition e la GranCabrio MC Centennial Edition, riportando l’attenzione sul vero spirito sportivo di Maserati. I due modelli sono caratterizzati esternamente da una gamma di tre nuove colorazioni speciali tristrato e da quattro colorazioni già disponibili nella gamma MC Stradale. Particolare anche l’offerta dei cerchi che comprende quattro finiture speciali su base dei modelli MC e Trofeo design. Al  centro dei cerchi spicca il logo a medaglione del Centenario che sarà offerto in due differenti finiture, grigio Matt Smoke e grigio Charcoal in base alla tipologia e alla colorazione del cerchio. 


La GranTurismo MC Stradale Special Edition for Maserati Centennial è spinta dal motore V8 aspirato da 4.7 litri e 460 cavalli che ha debuttato sulla GranTurismo Sport.  Abbinato a un cambio robotizzato MC Race Shift a 6 rapporti, garantisce grandi prestazioni – velocità massima di 303 km/h. La sicurezza della vettura è garantita dai dischi freno carbo-ceramici Brembo. In ottemperanza ai principi Maserati, la nuova GranTurismo MC Stradale fa tesoro del lavoro svolto sul precedente modello in termini di riduzione dei consumi ed emissioni. 
Molto vasta anche l’offerta degli interni dedicata alle Edizioni Speciali  per celebrare il Centenario. Ad ognuno dei sette colori esterni è abbinato un interno con una specifica configurazione. Particolarmente aggressivo è....

TERRE DI CANOSSA, IL FASCINO DEL CLASSICO. Dal 24 al 27 aprile

(22/4/2014) – Sport, arte, cultura e gusto: questo è il Terre di Canossa International Classic Cars Challenge, evento CSAI dal 24 al 27 aprile, organizzato dalla Scuderia Tricolore per gli appassionati delle auto storiche e delle gare di regolarità. Tante le novità per l’edizione 2014, la quarta, che attraverserà le province di Reggio (via il 25 aprile alle 9.30 da Reggio Emilia), Lucca, Pisa, Massa e La Spezia (dai Castelli dei Canossa, ai più suggestivi passi appenninici, ai borghi emiliani e toscani, alle città d’arte più suggestive come Pisa, Lucca e Pietrasanta, fino a giungere al mare della Versilia e di La Spezia). La gara sarà un omaggio ai 100 anni del Comune di Forte dei Marmi e della Maserati, main sponsor dell’evento, che festeggerà anche così il Centenario, e ai 500 anni delle mura di Lucca. La competizione: 550 km e prove a cronometro che aumentano a 75 alle quali si aggiungono 2 prove di media (con classifica a parte), pensate per chi vuole approfittare della gara per un valido allenamento alla 1000 Miglia. Confermato il Trofeo Eberhard, main sponsor dell’evento, che metterà in palio quattro splendidi orologi. Grande numero di stranieri iscritti all’evento, secondo solo alla 1000 Miglia, provenienti da tutta Europa e oltre: Russia, Giappone, Inghilterra, Olanda, Francia, Germania, Svizzera, Montecarlo. Di grande pregio inoltre le auto partecipanti.....

venerdì 18 aprile 2014

UNA MUSTANG SULL'EMPIRE STATE BUILDING DI NEW YORK


(18/4/2014) – Detto, fatto. Per celebrare i 50 anni della Mustang, l’iconica  ‘muscle-car’ della Ford, presentata per la prima volta il 16 aprile del 1964, la Casa ha portato un esemplare del nuovo modello 2015 in cima a un’altra icona, l’Empire State Building di New York. L’evento ha rievocato una delle storiche presentazioni della prima Mustang, che nel 1965 fu esposta proprio all’ultimo piano dell’Empire State Building dopo aver debuttato alla Fiera Mondiale di New York. Portare la Mustang all’86esimo piano non è stato ovviamente un gioco da ragazzi. Nessuna gru poteva essere in grado di raggiungere altezze così elevate e le antenne che sovrastano l’osservatorio dell’ultimo piano rendevano impossibile trasportarla in elicottero. 
Misurato ogni centimetro della Mustang e degli ascensori del grattacielo, Ford si è allora affidata alla competenza e alla qualità di Romulus, una piccola azienda del Michigan che collabora con l’Ovale Blu da quasi 60 anni e che conta tra le sue maestranze artigiani le cui mani esperte hanno saputo eseguire il delicato compito preservando sia i pannelli dell’auto, appena verniciati, che le antiche decorazioni in legno e ottone degli ascensori. Nel 1965 il prototipo della prima Mustang fu diviso in tre sezioni e trasportato all’ultimo piano, dove venne ricomposto ed esposto al pubblico. Per riuscire nell’impresa 50 anni dopo, Ford ha donato al team 2 esemplari pre-produzione della  Mustang 2015. Il primo è stato utilizzato per i test e la creazione del controtelaio d’acciaio,  smontabile, necessario a ricomporre solidamente l’auto una volta raggiunto il tetto. Il secondo è stato accuratamente sezionato e riverniciato nel colore Triple Yellow, per essere poi riassemblato ed esposto. Il trasferimento è avvenuto di notte, e i tecnici hanno avuto a disposizione solo.....

LA FERRARI IN MANO A DUE ROMANI: Mattiacci e Coletta


(18/4/2014) Comincia in Cina l’avventura Ferrari F1 per Marco Mattiacci, il neo Team Principal del Cavallino  chiamato in fretta e furia dagli Stati Uniti per prendere il posto del dimissionario Domenicali. La foto che vedete lo ritrae, abbastanza corrucciato, all’arrivo nel paddock insieme ad Antonello Coletta, anche lui da poco promosso (era il 17 febbraio) alla neo costituita Direzione Attività Sportive dove sono confluite sia le attività sportive in ambito F1 che quelle relative a Corse Clienti (Ferrari Challenge, competizioni GT, F1 Clienti e programmi XX). E’ previsto che inizialmente Coletta affianchi Mattiacci, che le corse finora le ha solo guardate. Un fattore caratterizza i due: sono entrambi romani. In questo momento la testa della Gestione Sportiva Ferrari è romana. Se un tempo a Maranello si sentiva solo il dialetto modenese e si beveva lambrusco, ora è tempo di pasta all'amatriciana e di bianco dei colli laziali.
ROMA 1 - Mattiacci è nato nella capitale l’8 dicembre 1970, laureato in Scienze Economiche presso l’Università la Sapienza di Roma, è approdato in Ferrari nell’ottobre del 1999 nel ruolo di Area Sales Manager Nord e Sud America e Medio Oriente. Dal 2002 al 2006 è stato Direttore Marketing di Ferrari e Maserati Nord America e da Luglio 2007 Amministratore Delegato di Ferrari Asia Pacifico. Da gennaio 2010 ricopriva la carica di Presidente e Amministratore Delegato di Ferrari Nord America. Vive con Farah e i loro tre figli. Nel tempo libero ama leggere e praticare attività sportive come il tennis, lo sci e il paddle board.
ROMA 2 - Coletta è nato a Roma il 27 febbraio del 1967, ha studiato Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza (Roma) e debuttato nel mondo del motorsport nel 1991 come Direttore Sportivo per il team Forti Corse, allora impegnata in Formula 3 e Formula 3000. Sempre in veste di Direttore Sportivo, Coletta è passato nel 1993 in Peugeot Italia e nel 1995 in Alfa Romeo. Giunto in Ferrari nel 1997, ha ricoperto il ruolo di coordinatore del Ferrari Challenge fino al 2003, anno in cui è divenuto responsabile del dipartimento Ferrari Corse Clienti. Quando non è a Maranello, Antonello vive a Roma con la moglie Maria Luisa e le figlie Susanna e Camilla. Dedica il suo tempo libero alla lettura ed ama seguire altri sport, in particolare il calcio ed il motociclismo.

giovedì 17 aprile 2014

FERRARI 333 Sp, EPOPEA DI UN’ALTRA ROSSA

(17/4/2014) – Primo Jay Cochran, secondi Moretti – Salazar. Esattamente 20 anni fa questo fu l’ordine di arrivo della prima gara stagionale del campionato IMSA a Road Atlanta. Entrambe le barchette erano delle Ferrari 333 Sp (e altre due ne vennero schierate). Non potè cominciare meglio la fantastica avventura dell’altra Rossa di Maranello, nata da un’idea di Piero Ferrari su richiesta del grande Momo Moretti che, per la verità, aveva bussato a motore per coronare il suo sogno americano. Invece l’erede del Drake, amante dei bei tempi a ruote coperte, partì lancia in resta: il progetto fu affidato ad un altro cavaliere della F1 eroica, Tony Southgate, il motore era il 12 cilindri a V di 65° della F50 e i primi collaudi furono affidati a Mauro Baldi. Bella, curata aerodinamicamente, potente e facile da guidare sbaragliò subito il campo. Nella stagione d’esordio, il 1994, oltre la gara inaugurale portò alla vittoria in altre cinque prove (su un totale di sette). Fu solo l’inizio, perché la 333 Sp spopolò. Arrivarono infatti magiche vittorie alla 12 Ore di Sebring nel 1995 con Velez-Evans-Van de Poele, nel 1997 con Evans-Velez-Dalmas-Johansson e nel 1998; alla 6 Ore di Watkins Glen con Moretti-Papis nel 1996 e poi anche nel 1998; la 24 Ore di Daytona con Moretti-Baldi-Theys-Luyendyk; la Petit Le Mans sempre nel 1998 con Taylor-Collard-Van de Poele. 

Arrivarono titoli Costruttori e piloti. Nel 1997 fu sesta a Le Mans. A quel tempo, in Formula 1 la Ferrari cercava disperatamente di risollevarsi e nel 1996 arrivò Schumi che “non è costato un tozzo di pane” (Agnelli dixit). Il titolo doveva assolutamente tornare a Maranello. La Casa non assicurò più il necessario sviluppo e la 333 Sp perse progressivamente smalto, anche se nel 1999 si impose a Lime Rock e nel 2001 fu ancora in grado di portare per l’ultima volta alla vittoria il trio Theys-Balsi-Lienhard a Road America (Grand Am) ma con un motore Judd installato dalla Lista-Doran. Fu Michelotto, lo storico preparatore legato alla Ferrari, a riprendere la costruzione dei telai ma la sorte era ormai segnata. Ultimo sigillo, la vittoria di Marco Zadra (Scuderia Italia) nel campionato FIA Vetture Sport del 2001. 


PATRESE OGGI 60 ANNI, MA RESTA UN EVER GREEN

(17/4/2014) – E auguri di buon compleanno anche a Riccardo Patrese che oggi compie 60 anni. A dispetto dei capelli grigi, il padovano resta sempre atletico e l’indole sportiva che è in lui non pare affievolirsi! Diciassette sono anche le stagioni ininterrotte che ha trascorso in Formula 1 dove approdò a 23 anni – debutto al GP di Montecarlo del 1977 su Shadow – per poi appendere il casco al chiodo a fine 1993, dietro solo a Barrichello e Michael Schumacher quanto a gare disputate (256). Compagno di scuola e di piscina della concittadina Novella Calligaris, sportivo a tutto tondo (vedi anche Nazionale Piloti), un tempo amante dei trenini elettrici, fu folgorato dalle quattro ruote grazie alla “spinta” di due appassionati veraci come papà Mario e zio Alberto (mamma Elena prima fans). Poi ci ha messo del suo: campione del mondo kart nel 1974, in F. Italia nel 1975 con la Scuderia Nettuno di Bologna, campione europeo e italiano di F3 nel 1976, in F2 nel 1977 (campione italiano) e sempre quell’anno e nel ‘78 primo al Gp di Macao di F3 e…infine subito la chiamata in F1 alla Shadow, sponsorizzata dal finanziere napoletano 
GP di esordio: Monaco 1977
Ambrosio, complice la drammatica morte di Tom Pryce al GP del Sudafrica. Poi ha guidato: Arrows (4 anni), Brabham (4 anni), Alfa Romeo by Euroracing (2 anni), Williams (5 anni) e un anno la Benetton con un certo Schumacher. Sei vittorie, 8 pole positions (la prima a Long Beach nel 1981 con la sorprendente Arrows marchiata Ragno), 13 giri più veloci, secondo in classifica finale nel 1992, l’anno delle imbattibili Williams a sospensioni attive. 

Su Arrows
La domanda è: ha raccolto il giusto o meno di quanto ci si poteva aspettare da lui? Con Alboreto, resta comunque l’ultimo italiano ad aver lottato per la conquista del titolo.
CHANCE E RISULTATI. Beh, il giusto, anzi forse più del dovuto l’ha raccolto agli esordi prima con la Shadow e quindi con la Arrows dove ha veramente impressionato. 
Prima vittoria: Monaco 1982
Naturale il suo passaggio a team di più alto rango ma prima alla Brabham ha impattato nello spigoloso Piquet (ma almeno nel 1982 ha colto la prima vittoria a Montecarlo) o nel progetto sbagliato 1986 (l'anno della morte del compagno di squadra De Angelis) e poi alla Williams finalmente super competitiva è stato schiacciato dalla irruenza di Mansell. Con quest’ultima monoposto ha certamente avuto la chance più grande di vincere il mondiale ma in un team britannico, seppur meno grintoso di Nigel, Riccardo ha patito la chiara propensione a favorire il pilota connazionale. Questo va detto. Da dimenticare le esperienze con l’Euro Alfa Romeo in difficile convivenza con Cheever e alla Benetton con Briatore che stravedeva solo per Schumi.






GLI INCIDENTI. In tanti anni di F.1 è quasi impossibile non incappare in incidenti e Patrese non ne è stato immune....

mercoledì 16 aprile 2014

FUOCO DI PASQUA. Antonio debutta nel Fia F3 European

(16/4/2014) – Week end di Fuoco, è proprio il caso di dire. Antonio, pilota Ferrari Driver Academy, fresco vincitore della F. Renault Alps, debutta infatti a Silverstone nella serie FIA Formula 3 European. Lo fa nel team dei sogni, la Prema che lo scorso anno ha lanciato Raffaele Marciello ora approdato in GP2. Ma la sfida è difficilissima: tutto sta nella freddezza che questo ragazzino di Cosenza - 18 anni il prossimo 20 maggio - deve dimostrare di nuovo, questa volta a fronte di una muta di altrettanti 30 giovani talenti pretendenti al titolo. Il punto della situazione lo fa in questa intervista rilasciata al sito ferrari.com
Quali sono gli obiettivi della prima metà del campionato?
“Seguendo da spettatore le ultime edizioni ho capito che la costanza di rendimento è fondamentale per poter puntare alle zone alte della classifica. Credo che per un esordiente sia importante ogni chilometro percorso, quindi nelle prime gare l’imperativo è non commettere errori e arrivare sempre al traguardo. Poi dopo le prime due o tre tappe farò un bilancio con la squadra e insieme ci porremmo degli obiettivi reali”.


L’edizione 2014 del campionato vede al via solo sette esordienti su un totale di trenta piloti. Confermi che sarà un confronto impegnativo?
“Nei test ho avuto modo di constatare l’importanza del fattore esperienza. Mi dovrò confrontare con piloti che militano in questo campionato da tre o quattro stagioni, mentre io e gli altri “rookie” abbiamo alle spalle solo quattro giorni di test. Certamente questo non è un alibi e grazie all’esperienza del team Prema cercherò di fare il massimo per accelerare i tempi di apprendimento”.
Cosa è emerso nei test pre-campionato?
“Le simulazioni di gara....

GREEN HYBRID CUP: GHIONE SFIDA MERZARIO


(16/4/2014) – Partirà nel week end del 3-4 maggio, da Vallelunga, la nuova stagione del Green Hybrid Cup, il Campionato Italiano Energie Alternative & Serie Internazionale ideato e organizzato da BRC gas equipment con la collaborazione di Kia Motors Italia. Balza subito all’occhio la sfida tra  i due piloti speciali: Jimmy Ghione, l’inviato di Striscia la  Notizia, e Arturo Merzario, pilastro del motorismo italiano, ex F1, che a 71 anni (!) continua a dare filo da torcere in pista. Della partita, tra conferme e new entry, saranno anche Alberto Biraghi, Aldo Del Monte, Andrea Portatadino, Dario Bertorello, Francesco Fontanella, Fulvio Maria Ballabio, Gabriele Torelli, Giuseppe Gulizia, Jacopo Lombardelli, Mladen Lalusic, Paolo Gnemmi e Paolo Palanti. Le auto? Anche quest’anno protagoniste saranno le Kia Venga 1.6 dotate di un sistema di alimentazione a GPL con due propulsori elettrici sull’assale posteriore, ma la novità tecnica è la presenza di un mini-compressore volumetrico che permetterà di aumentare le prestazioni ed il divertimento in pista. 

Tutte le novità 2014 sono state introdotte dal Presidente di BRC gas equipment, Mariano Costamagna, dall’AD Kia Giuseppe Bitti, e dai componenti del BRC Racing Team, nel corso della presentazione ufficiale tenutasi a Cherasco, in provincia di Cuneo, le cui autorità comunali, colto l’ occasione per insignire Ghione della Cittadinanza Onoraria. Dopo la tappa inizialeil Campionato, la cui copertura mediatica sarà garantita da Dinamica Channel, proseguirà così: 24/25 maggio – Poznan (Polonia); 28/29 giugno – Imola; 1/2 agosto – Nürburgring (Germania); 6/7 settembre – Varano de’ Melegari; 27/28 settembre – Pergusa.

martedì 15 aprile 2014

LA MORTE DI CASSANI E TANTI PERCHE'

(15/4/2014) – E’ successo ancora, ancora a Misano. L’incidente mortale di cui domenica è rimasto vittima Emanuele Cassani ha scosso nuovamente l’ambiente. L’anno scorso gli incidenti di Alessia Polita, del fidanzato Eddi La Marra, quelli mortali di Roberto Antonelli e di Doriano Romboni. Ma che succede? Ai microfoni di Sky Marco Lucchinelli ha detto che sulle due ruote i pericoli maggiori vengono ormai dalla possibilità di essere investiti e le morti di Tomizawa nel 2010, Simoncelli, Antonelli, Romboni e dello stesso Cassani lo confermano. Certo, poi c’è la componente fatalità. Ma cos’è la fatalità? Non dite ad Alessia Polita che “questo è il motociclismo”. Su Facebook, la giovane motociclista oggi paralizzata alle gambe rigetta questa banalizzazione: “Sì, lo dicevo anch’io quando ero ‘inconsapevole’, quando le cose non mi toccavano da vicino, quando realmente la tragedia non sfiorava i miei pensieri e dicevo ‘sì dai non toccherà proprio a me”. Ora mi viene un po’ difficile utilizzare frasi così con tanta leggerezza. .. Io semplicemente direi... Questa e’ la vita! Fatta di sogni, felicità ma anche di passioni e tragedie. Le moto non sono una fabbrica di gente compianta, è la vita, è il percorso che abbiamo ognuno di noi... C’e’ chi muore in moto,chi in macchina, chi d’infarto, chi di malattie... Esprimere quella frase lì sembra quasi ‘o muori o vivi’ sopra una moto. Se si vive, si muore anche”. Emanuele Cassani, 25 anni, iscritto al Motoclub Nuove Frontiere di Imola, viveva il suo sogno al quale non voleva rinunciare. La velocità, la competizione, il week end di gara insieme a papà Moreno che gli aveva trasmesso la passione e alla fidanzata: uno sportivo puro, un buon ragazzo semplice. 

MICK SCHUMACHER, UN PODIO PER PAPA' MICHAEL

Mick Schumacher sul secondo gradino del podio
(15/4/2014) – Chissà se sarà possibile far sapere a Michael Schumacher che il figlio Mick ha colto il primo podio della sua carriera automobilistica. Al termine della seconda prova della WSK Super Master Series, al circuito Internazionale 7 Laghi di Castelletto di Branduzzo, in provincia di Pavia, domenica scorsa il quindicenne erede del mitico sette volte campione del mondo ha infatti potuto finalmente alzare una coppa. E dedicare il risultato al papà dal 29 dicembre scorso in coma, dopo la caduta sulle nevi di Meribel. Mick, che corre per i colori della Tony Kart (Vortex-Vega) – casa italiana alla quale Michael è legato - con il cognome della madre (Betsch) per garantirgli una relativa riservatezza, è impegnato quest’anno nella KF Junior e aveva a che fare con un lotto di pretendenti niente male: dal bresciano Leonardo Lorandi (Tony Kart-TM-Vega), al tedesco David Beckmann (Tony Kart-Vortex-Vega), il venezuelano Mauricio Baiz (Exprit-Vortex-Vega), il russo Alexander Vartanyan (Tony Kart-Vortex-Vega) e l’americano Logan Sargeant (FA Kart-Vortex-Vega). 
Il casco del figlio di Schumacher
A prevalere in finale è stato Baiz: partito in pole position si è subito portato in testa, incrementando il vantaggio fino a non essere più raggiungibile è ora è in vetta alla classifica KFJ. Una rincorsa simile è stata compiuta da Mick Junior che ha poi mantenuto una distanza di sicurezza sugli inseguitori, tale da consentirgli di chiudere comodamente al secondo posto.  Alle sue spalle, duello tra Lorandi e il veneto il Davide Lombardo (Exprit-Vortex-Vega). Questi campioni del futuro saranno chiamati alla verifica finale tra due settimane, quando si tornerà in Puglia, al Circuito Internazionale La Conca, per disputare la terza e conclusiva prova di stagione.

lunedì 14 aprile 2014

CHI E' MARCO MATTIACCI, DA CHANEL A SHELL

(14/4/2014) – E ora quale beneficio trarrà la Ferrari dalla repentina “dipartita” di Stefano Domenicali, dopo 6 anni al timone della Gestione Sportiva e 23 complessivi a Maranello? Visto il successore, Marco Mattiacci, 42 anni, a digiuno di corse, dalle prime note e dichiarazioni par di capire che più che altro, almeno all’inizio, ci si aspetta una scossa, nuove motivazioni. Un po’ come nel calcio, quando si cambia l’allenatore ben sapendo che è la squadra in campo a non rendere. Il Presidente Montezemolo augura buon lavoro al neo TP, “un manager di valore che conosce bene l’azienda e che ha accettato con entusiasmo questa sfida”. Ne avrà bisogno, ma proprio l’entusiasmo contraddistingue il nuovo personaggio che impareremo a conoscere col tempo. Attuale presidente e CEO di Ferrari North America (lavora alla Ferrari dal 1999, una prima esperienza nel mondo dell’automobile alla Jaguar nel 1989), è un manager indubbiamente capace ed efficace a tutto tondo. 


Non per niente, si occupa dal 2010, dopo varie esperienze, di quella parte del mondo importantissima per la Ferrari e subito prima era stato a capo di Ferrari Asia Pacific. Laureato in Economia alla Sapienza di Roma, nel 2011 ha frequentato la Business School della Columbia University, a New York. Un tratto della sua formazione che ricorda quello del giovane Montezemolo poi chiamato a fine 1973 da Enzo Ferrari in persona a ricoprire lo stesso ruolo ora di Mattiacci! Viene da un mondo dove ha fatto sicuramente bene ma senza odore di benzina quanto più che altro di Chanel (quante scintillanti presentazioni in America e che frequentazioni di alta società). Dovrà studiare e imparare in fretta.




E' CRISI: SI E' DIMESSO DOMENICALI!

(14/4/2014) – Clamoroso alla Ferrari: si è dimesso Stefano Domenicali. Il Team principal di Maranello ha rimesso l’incarico nelle mani del Presidente Montezemolo. Al suo posto pare in arrivo Marco Mattiacci, responsabile della divisione Ferrari Nord America. Il pessimo avvìo di stagione delle Rosse, i dubbi sull’efficacia del progetto della nuova F138 e infine lo stop anticipato dei test in Barhain con il telaio che si è scoperto rotto hanno prodotto la pesante caduta della prima testa a fronte di tante insuperabili difficoltà ed anche di troppi errori. Già lo scorso anno Domenicali era finito sulbanco degli accusati ma l’erede di Jean Todt aveva ribattuto piccato “Non sono io il problema”. Certo, alla vigilia dell’atteso GP di Cina, dove sono annunciate novità, questo è un brutto colpo per l’ambiente della Scuderia né Mattiacci pare avere esperienza in fatto di gestione sportiva. A breve si saprà di più. Domenicali paga con la dignità che lo contraddistingue colpe anche sue ma ultimamente aveva battuto sul lavoro degli ingegneri. E’ da lì che non sono più venute buone nuove. Cosa ne pensate?

ALFA ROMEO DA SOGNO A BARI. 3° Raduno d'epoca by Old Cars Club

(14/4/2014) – Tra sole cocente e scrosci di pioggia, il 3° Raduno Alfa Romeo d’epoca, a cura dell’encomiabile Old Cars Club di Bari, ha confermato, se ce ne fosse bisogno, l’amore e l’ammirazione che le auto del Biscione suscitano a dispetto dell’atteso, pieno rilancio della storica Casa automobilistica. Piazza Mercantile, nella città vecchia di Bari, ha raccolto – prima del trasferimento a Conversano per il pranzo sociale - numerose vetture storiche per la gioia di appassionati, passanti e crocieristi stranieri che questa domenica hanno avuto un soggetto formidabile in più da immortalare con le loro macchine fotografiche. Dalla ultima, bellissima 4C color avorio alla sempre affascinante Montreal, dalla Duetto di cinematografica memoria (film “Il sorpasso”), alla SZ, alla Giulietta. Insomma, un tripudio di stile  e di potenza. Da ripetere. (A SEGUIRE FOTOGALLERY)

La splendida Alfa Romeo Montreal 2600 del 1971

L'intramontabile Duetto

La Giulia Sprint Speciale del 1964

Alfa Romeo SZ

venerdì 11 aprile 2014

LA TUTA DELLA TERZA ETA'

(11/4/2014) - Una volta indossata permette di simulare il deterioramento dei sensi e della capacità di movimento ipotizzabile in futuro, fino a 30 anni dopo. E’ la tuta della terza età presentata da Ford alla Sapri BridgeOriental Design Week 2014. La tuta è stata creata per permettere agli specialisti di ergonomia di progettare le automobili Ford in funzione anche delle esigenze legate a questa fase della vita dei consumatori, ma è utilizzata altresì nel campo della progettazione abitativa. “Quando si è giovani, si crede che i propri progetti siano adatti a tutti, tuttavia a volte è difficile capire a fondo tutte le persone e le rispettive limitazioni”, spiega Vivek Bhise, esperto di ergonomia e accessibilità di Ford. La tuta è composta da un busto che irrigidisce la parte superiore del corpo, in particolare la zona del bacino, e ha una serie di caratteristiche che riducono significativamente sia i sensi che le capacità motorie. Attraverso un tutore vengono.....

MITJET ANCHE IN ITALIA

(11/4/2014) – Se ne è cominciato a parlare a Vallelunga, in occasione del recente Roma Festival of Speed, quando la Mitjet è stata presentata ad un pubblico di addetti ai lavori e a migliaia di appassionati. In Italia arrivano grazie alla Motorquality S.p.A., in qualità di importatore ufficiale, e alla AS Sport Service, nel ruolo di organizzatore. Di cosa si tratta? E’ una nuova categoria automobilistica, già in grande spolvero in Francia, Spagna e Russia, basata su un pacchetto tecnico “di assoluto interesse e un imbattibile rapporto costi/prestazioni” – illustrano i referenti tricolori – ma “la caratteristica più importante della Mitjet, come auto da corsa, è quella di mettere al centro il piacere assoluto di guida grazie ad un grande equilibrio dinamico e sincerità nei comportamenti”.  Ma come sono fatte le silhouette francesi? La Mitjet nasce nei reparti R&D della Tork Engineering reparto Racing della multinazionale francese Poclain Hydraulics leader nelle trasmissioni di potenza idrauliche. Trai tanti progetti realizzati nel corso degli ultimi decenni troviamo La Mini e la Dacia Duster della Pikes Peak, le Mégane Trophy, gran parte delle auto del Trophée Andros (Francia) ed ancora i telai WRC della 206 e della 307. La Tork è anche specializzata nella realizzazione di prototipi per le case automobilistiche come....

giovedì 10 aprile 2014

CHEEVER JUNIOR TORNA A VINCERE

(10/4/2014) – Complimenti a Eddie Cheever III che a Monza ha esordito col botto nella neonata Euro V8 Series 8 (il campionato post-Superstars, per intenderci). Come ben sintetizza lui su Twitter: “Week end perfetto pole e vittoria nelle due gare”. E sì, il ventenne figlio di Eddie, ex F.1 e vincitore di una 500 Miglia di Indianapolis, dimostra di voler fare sul serio sulle auto a ruote coperte. In questo caso, su una Mercedes C63 della Roma Racing Team. Viene da un anno difficile nel FIA F3 Europa e, precedentemente, dal campionato italiano di F3 brillantemente conteso fino alle “carte bollate” a Riccardo Agostini. Prima ancora kart, corso federale CSAI, F. Abarth, F. Renault: insomma il percorso che ti aspetti dall’erede di Eddie Senior, naturalmente votato alle monoposto e al sogno massimo della F1. La realtà, evidentemente, è diventata impermeabile al rango ma il giovane Eddie ha dalla sua proprio l’età, ancora verdissima. E indubbiamente la voglia di vincere. Guai se non fosse così. L’Euro V8 Series può e deve costituire per lui un trampolino di lancio verso categorie forse prima non considerate ma oggi sicuramente appetibili e foriere di soddisfazioni. vedi anche ultima scelta di Valsecchi e non per niente, lo scorso novembre Eddie ha partecipato ad una due giorni di test a La Fertè Gaucher sulle vetture NASCAR che animeranno la Whelen Euro Series. Si vedrà. Eddie, lo sai: in questo sport contano solo le vittorie. Il 2014, allora, è cominciato bene.