Translate

martedì 31 marzo 2015

DECISO: TOP GEAR NEL 2016 SENZA JEREMY CLARKSON

(31/3/2015) – Niente da fare: il dissidio tra Jeremy Clarkson e la BBC non si è ricomposto e la popolare trasmissione televisiva sui motori Top Gear perde uno dei suoi celebri conduttori-animatori. Il direttore generale della BBC, Tony Hall, ha infatti confermato che il contratto di Clarkson non verrà rinnovato. E’ il risultato dell’indagine interna aperta dopo che il conduttore inglese aveva aggredito verbalmente e fisicamente il produttore Oisin Tymon colpevole, a quanto pare, di non avergli procurato un pasto caldo al termine di una giornata di registrazione. “Ciò che è accaduto ha passato un limite; non è possibile accettare violenza fisica e abusi verbali” ha dichiarato Hall, pur riconoscendo lo “straordinario contributo” dato da Clarkson nella conduzione di Top Gear. Cosa succederà ora? Intanto, Hall ha dichiarato di aver chiesto al controller del BBC Two, il canale televisivo sui cui Top Gear andava in onda ogni settimana, di trasmettere gli ultimi tre episodi della serie e di avviare quella che viene definita la “grande sfida” di un rinnovamento del programma per il 2016. Tra i protagonisti, indubbiamente, è subentrato sconcerto. Il produttore esecutivo di Top Gear, Andy Wilman, fa sapere di rimanere al suo posto ma non è chiaro se gli altri noti conduttori, James May e Richard Hammond, il cui contratto ugualmente è in scadenza, continueranno a condurre o meno lo show sui motori più seguito del mondo. Con un messaggio sul sito, Top Gear.com allontana per ora decisamente il dubbio: si va avanti. “Questo non significa sottovalutare il contributo incalcolabile di JC per aver reso Top Gear ciò che è. Lui è un grande, grande vuoto da colmare” e si aggiunge che solo nei prossimi mesi “si capirà esattamente come fare”. 

lunedì 30 marzo 2015

IN & OUT / GP LONG BEACH 30 MARZO1980. Piquet prima vittoria, Regazzoni incidente da ko

(30/3/2015) – Giusto 35 anni fa, il gran premio degli Usa Ovest a Long Beach riservò due grandi e contrastanti emozioni. Quel giorno Nelson Piquet vinse il suo primo Gran Premio, ma nella stessa occasione Clay Ragazzoni fu protagonista di uno spaventoso incidente che pose fine alla sua carriera e alla sua vita abituale. Il brasiliano, allora 27 anni, confermando quanto di buono fece vedere già l’anno prima quale compagno di squadra dell’esperto Niki Lauda, sfruttò a meraviglia l’ottima Brabham BT49 B Cosworth e al quarto appuntamento stagionale conquistò pole position, giro più veloce e gara, in testa dall’inizio alla fine. Vincerà altre due gare (Olanda e Monza) e solo una grande Williams permise ad Alan Jones di vincere la volata per il titolo mondiale. 
Mentre Nelson s’involava verso la vittoria, al 50° giro su 80, Regazzoni, allora 40 anni (il più anziano del lotto), sulla mediocre Ensign, era quarto grazie a numerosi ritiri, nonostante fosse partito in ultima fila. Ma mentre affrontava a 250 Km/h la parte più veloce del tracciato cittadino californiano, il dramma: rottura dei freni. In una frazione di secondo, lo svizzero tolse i contatti del motore, tentò di scalare marce (ma il cambio si bloccò in folle), cercò di intraversare la macchina finchè rimbalzò violentemente contro la Brabham di Zunino incidentata, rimasta colpevolmente nella via di fuga, per arrestare infine la sua folle corsa contro un muretto approssimativamente protetto da pile di pneumatici. L’ex ferrarista uscì vivo dal terribile impatto ma i traumi alla colonna vertebrale (rottura della 12^ vertebra) lo costringeranno per sempre alla sedia a rotelle e a terminare, dopo 132 gran premi e 5 vittorie, la sua luminosa carriera in Formula 1. 

VITTORIA FERRARI: MERITO DI CHI? Marchionne e Montezemolo mettono il cappello


(30/3/2015) – L’inaspettato, almeno così presto, ritorno al successo della Ferrari in Malesia con Sebastian Vettel ha dato la stura ad una serie di rivendicazioni sulla paternità tecnica e morale di questa inebriante vittoria. La Rossa non tagliava per prima il traguardo dal Gran Premio di Spagna del 2013, quando Alonso mandò in visibilio i propri tifosi. Inutile ricordare il flop del 2014 e la conseguente palingenesi che ha cambiato volto alla struttura di Maranello, a partire dalle "spinto-dimissioni" del monarca Montezemolo
Proprio quest’ultimo ha commentato così il lieto evento: “Sono molto felice. Non mi aspettavo così presto una vittoria che è un premio a un duro lavoro cominciato a Maranello nel febbraio 2014 e perfezionato da chi ha preso le redini dopo. Una vittoria di tutti gli uomini in rosso”. Dunque, secondo l’attuale presidente Alitalia c’è anche il suo zampino in questo exploit. Il suo successore, Sergio Marchionne, sembra non pensarla esattamente così poiché, a sua volta, ha dichiarato quanto segue: “Quello che abbiamo visto oggi è il risultato dell’incredibile duro lavoro degli ultimi mesi, un lavoro fatto in silenzio e con umiltà come fa una grande squadra”. 
Il Presidente parla di ultimi mesi mentre Montezemolo data l’inizio della riscossa addirittura a febbraio 2014, quando era appena scesa in pista la poi deludente F14-T della sua gestione. Infine, c’è anche il Team Principal Arrivabene, che dice: “La vettura va bene e non ha solo due o tre padri, ma mille e trecento. Tutti gli uomini che lavorano in fabbrica, grazie anche a loro". Insomma, chi ha ragione? Di chi il merito? 

venerdì 27 marzo 2015

HAPPY BIRTHDAY / GREGOR FOITEK 50 ANNI, LO SVIZZERO DA F1

(27/3/2015)Gregor Foitek compie oggi 50 anni. Buon compleanno al pilota svizzero, ha militato in Formula 1 per due anni, tra il 1989 e il 1990, senza grossi risultati. Una carriera tra divieti e idoli, quella di Gregor. Ecco perché. Nacque dieci anni dopo il divieto assoluto della Svizzera di organizzare gare automobilistiche sul proprio territorio, decisione assunta dopo lo spaventoso incidente di Le Mans che falcidiò decine di spettatori. Quando era ragazzino, c’era il ticinese Regazzoni alla Ferrari che accendeva la passione dei connazionali e che sfiorò addirittura il titolo nel 1974. Quando cominciò a correre era invece l’altro svizzero, Marc Surer, a tenere alto il vessillo racing del Paese, anche se si ritirò da lì a poco nel 1986. In più aveva lo stimolo e l’esempio di papà Karl che aveva corso a buon livello e dopo aveva aperto una concessionaria Alfa Romeo, Jaguar, Lamborghini, Maserati e Ferrari. 
L’esordio fu promettente: Gregor vinse il campionato di F3 svizzero nel 1986 e successivamente, nel 1988, vinse anche una gara di F.3000 (categoria nella quale fu coinvolto nel terrificante incidente di Herbert a Brands Hatch). C’era qualcosa di svizzero anche all’esordio in F1 con la EuroBrun, team frutto della partnership tra Walter Brun e l’italiano Pavanello. Come detto, i risultati però non arrivarono, nemmeno con i team che seguirono: Rial, Brabham e infine, nel 1990, Onyx. Quest’ultima fu partecipata al 25% dal padre che pensò bene di ritirare i finanziamenti per la scarsa competitività. 
Gregor oggi
Si ritirò anche Gregor, dedicandosi alle ruote coperte: 24 Ore di Le Mans e Sport Prototipi con appendice finale nella F. Cart nel team Foyt. Preferì però non correre alla 500 Miglia di Indianapolis: troppo rischiosa. Oggi, insieme ai fratelli Reto e Frank, prosegue l’attività paterna con una concessionaria ad Altendorf.

giovedì 26 marzo 2015

ASPETTANDO RALPH DE PALMA

(26/3/2015) Il 31 maggio del 1915 – arriva dunque il Centenario - il pilota Ralph De Palma vinse la 500 Miglia di Indianapolis, primo e tuttora unico italiano a conquistare la leggendaria corsa. A poco più di due mesi dalla ricorrenza, a Biccari, in provincia di Foggia, fervono i preparativi per celebrare degnamente l’impresa di uno dei suoi figli più illustri. Motor Chicche si è già occupato della storia di questo personaggio (http://motor-chicche.blogspot.it/2013/06/ralph-de-palma-il-pilota-di-biccari.html) che, emigrato bambino dalla Capitanata oltre Oceano con tutta la famiglia, scoprì la sua straordinaria inclinazione per la velocità, centrando successi e record d’eccezione. Affidandosi al suo talento e al suo infinito coraggio, “il foggiano volante” divenne vero e proprio idolo degli appassionati americani e non, oltre che simbolo degli italiani capaci di emergere e diventare vincenti. Come detto, una simile avventura umana e sportiva non poteva non meritare il tributo della sua terra natìa e di chi lo ha, diciamo così, riscoperto. Già da tempo il Comitato Promotore, nato da un'idea di Mauro De Tullio, e il Comune di Biccari hanno avviato e realizzato diverse iniziative a suo ricordo come per esempio la mostra dedicata itinerante, un busto e un'opera pittorica, il concorso riservato agli studenti delle scuole superiori della provincia e dell'Accademia di Belle Arti, un libro di Maurizio De Tullio sulla sua storia. 

In occasione del Centenario sono ora in programma altre celebrazioni, anche se forzatamente posticipate a giugno per la concomitanza, il 31 maggio prossimo, con l’importante election day. Il clou sabato 20 giugno quando, insieme al Centro studi Diomede Associazione Onlus di Castelluccio dei Sauri, si terrà.....

martedì 24 marzo 2015

CINA, DOPO LA PIRELLI LA F1!

(24/3/2015)Pirelli diventa cinese. Dobbiamo farci la precisa idea che, presto, la Cina avrà un ruolo di primissimo piano nel mondo dell’auto e anche del motorsport e della Formula 1. Il grande paese asiatico, a colpi di acquisizioni e di soluzioni di partnership, sta diventando un player di tutto rispetto. L’ultimo esempio, come detto, è l’accordo che fa della ChemChina il primo azionista di Pirelli. Una notizia di enorme rilevanza, pari a quella, nel 2010,  assegnava la proprietà della Volvo – che apparteneva alla Ford - alla cinese Geely dell’allora sconosciuto Mister Li Shu Fu. 
La Casa svedese, bisogna dire, è stata gestita con oculatezza e riserva grandi piani di espansione soprattutto in America. Anche la Qoros, che al recente Salone di Ginevra ha presentato la Sport 3 Utility City, si sta ritagliando un proprio spazio ben definito, ma ci sono altre case molto dinamiche come Great Wall, Brillance, SAIC che detiene il marchio Rover, Chery di cui si parlò in merito all’acquisizione dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese, ecc. Pari ambizioni si stanno trasferendo piano piano anche nel campo delle competizioni. Questo blog se ne è già occupato, vedi http://motor-chicche.blogspot.it/2014/04/ombre-cinesi-sulla-ferrari.html oppure http://motor-chicche.blogspot.it/2013/03/gli-anni-del-dragone-piloti-scuderie.html
L’ultima notizia riguarda Adderly Fong, 25 anni, che la Lotus F1 ha appena annunciato quale nuovo driver di sviluppo, ma alla massima formula puntano il rinomato Ho Pin Tung e il giovane Guanyu Zhou che fa parte del Ferrari Driver Academy e ha esperienza Ma Qing Hua oggi nel Wtcc. Da ricordare che dal 2013, la Weichai, uno dei maggiori produttori di veicoli e parti di automobili, è sponsor Ferrari. Il solco, insomma, è scavato.

lunedì 23 marzo 2015

UNA DE TOMASO IN FORMULA E?

La Louts E23 Hybrid
(23/3/2015) – Il nuovo capitolo della storia De Tomaso potrebbe riportare alle corse la celebre Casa fondata da don Alejandro. Con l’apertura delle buste davanti al tribunale fallimentare di Torino, la De Tomaso, dichiarata fallita nel 2012, è andata ad una cordata svizzero-lussemburghese costituita da L3 Holding e dalla Genii Capital, la società lussemburghese di cui è socio fondatore Gerard Lopez e che, tra le altre partecipazioni, ha anche quella nella proprietà della Lotus F1 Team. Le prime dichiarazioni si riferiscono ad intenti industriali che prevedono la produzione annua di 4500 auto sportive di alta gamma a due posti, con telaio in carbonio, grazie a nuovi investimenti nella zona di Torino e l'assunzione, entro il 2022, di 360 lavoratori. 
L'ultima De Tomaso, la Deauville
Ma torna alla mente che, già nel 2013, proprio un fondo lussemburghese e la Genii Capital avevano già manifestato interesse per la De Tomaso potendo avvalersi della controllata Ruf Automobile, preparatore tedesco con esperienza Porsche, capace di progettare una Gran Turismo innovativa da “pubblicizzare”, questa l’idea di fondo molto probabilmente ancora viva, attraverso le corse, nel DNA De Tomaso. Già, ma in quale categoria? Nella Formula E, che continua ad attrarre investitori grazie al suo format che coniuga sport, eco-sostenibilità e tecnologia da sfoggiare nei circuiti cittadini delle più grandi capitali del mondo. Si sa che la Renault, in rotta con la Red Bull, sta cercando un team della massima formula da rilevare e si sa che valuta anche il Lotus F1 Team, del quale, tra l’altro, è stata parte integrante attraverso la fornitura di motori e una partecipazione azionaria. Alla Genii Capital farebbero certamente comodo capitali freschi da reinvestire nella nuova avventura industriale e sportiva da affrontare con un nome così altisonante e carico di suggestione. 

TAMBAY PER UN GIORNO DI NUOVO FERRARISTA

(23/3/2015) – Poco prima del Gran Premio di Australia Patrick Tambay è stato ospite della Ferrari a Maranello. Erano 30 anni che l’ex pilota francese, 65 anni, molto amato dai ferraristi, non tornava dove è stato di casa tra il 1982 e il 1983, quando gli fu affidato il volante della Rossa all’indomani della tragedia Villeneuve – tra l’altro suo buon amico – e l’anno seguente, a far coppia con l’altro francese Rene Arnoux. Patrick, dopo aver incontrato il Vicepresidente Piero Ferrari , ha visitato alcuni reparti dell’azienda, le linee di produzione degli otto cilindri, il simulatore e la nuova sede della Gestione Sportiva. 
In Atelier, infine, ha potuto vedere da vicino prima LaFerrari e poi l’ultima nata, la 488 GTB. Al riguardo ha detto: “LaFerrari sembra nata solo per la pista, è qualcosa di incredibile e anche le prestazioni sono all’altezza della bellezza estetica. La 488 GTB ha una linea che conquista al primo sguardo. Guardandola, specie di profilo, si intuisce che nella sua progettazione si è tenuto conto anche del fatto che sarà chiamata a battersi con le vetture degli altri costruttori sulle piste di tutto il mondo”. E il nuovo corso ferrista? Ottimista: “Vettel che sa come fare squadra ma è anche estremamente veloce. Il target che il team si è dato è la vittoria in almeno una gara: io sono convinto che Seb possa riuscire a centrare l’obiettivo”. Tambay oggi è commentatore dei Gran Premi di Formula 1 alla radio francese e ha un figlio, Adrien di 24 anni, attualmente nel DTM, che cerca di ripercorrere le sue orme. Chissà se un giorno….



venerdì 20 marzo 2015

AUTO D'EPOCA CHE PASSIONE. Da Milano a Verona, a Padova

(20/3/2015) – Il trend pare davvero inarrestabile: l’auto d’epoca tira e, contrariamente a qualche salone delle quattro ruote contemporanee, assicura folle di appassionati e cultori del genere. L’ultima prova è la quarta edizione di "Milano Auto Classica", da oggi fino al 22 marzo presso Fiera Milano Rho, dove sono presenti oltre 10 tra le più importanti case automobilistiche al mondo, alcune provenienti direttamente dal Salone di Ginevra. Ma è solo l’antipasto. Ieri è stato presentato "Verona Legend Cars", l’appuntamento tra l’8 e il 10 maggio alla Fiera di Verona che, come dicono gli organizzatori,non distingue tra auto storiche e recenti ma che si rivolge ad un mondo unico: quello della passione per l’auto”. Qui le grandi Case affiancheranno le auto più preziose dei loro registri storici alla possibilità di provare in test drive gli ultimi modelli, grazie anche all’alleanza con il Museo Nicolis di Villafranca da dove partirà la due giorni di appuntamenti dedicata alle Mille Miglia organizzata da Aci Verona. “Aspettando la Mille Miglia” porterà gli iscritti alla gara più bella del mondo in centro a Verona, al concerto all’Arena e sulle colline della Valpolicella, per le prove di regolarità che si concluderanno, per la prima volta in Italia all’interno di un contesto fieristico, a Verona Legend Cars Sabato 9 Maggio. Ad ottobre, infine, l’evento che ha rilanciato questo genere di esposizione e che macina record: "Auto e Moto d’Epoca" presso Fiera Padova. Perché tanto interesse? “Il motivo è semplice: in un periodo di crescente omologazione – hanno spiegato l’anno scorso - il settore automobilistico ha bisogno di ritrovare le radici della sua identità. Quelle radici sono i modelli che hanno fatto la storia dell’automobile attraverso i quali ribadire l’individualità e la tradizione dei prodotti attuali. Il passato diviene garanzia di qualità”. 

giovedì 19 marzo 2015

LAMBORGHINI, LA FIBRA DI CARBONIO IN ESPOSIZIONE ALL'EPO DI MONACO

La presentazione all'EPO di Monaco di Baviera
(19/3/2015) - Lamborghini è in posizione di avanguardia nella tecnologia dei materiali compositi in fibra di carbonio e, a testimonianza di ciò e della pluriennale attività tra la Casa di Sant’Agata Bolognese e lo European Patent Office (EPO), oggi a Monaco di Baviera ha consegnato in esposizione a quest’ultima, il rolling chassis della monoscocca in fibra di carbonio della Lamborghini Aventador LP 700-4. All’evento era presente Luciano de Oto, Head of Advanced Composite Research Center di Automobili Lamborghini. L’EPO è un organizzazione intergovernativa europea attraverso la quale Automobili Lamborghini ha depositato numerosi brevetti, tra cui quelli relativi ai processi di realizzazione dei materiali basati sul carbonio come il Forged Composite®, il CarbonSkin® e il CarbonFlex® e le altre tecnologie innovative sull’Aventador LP 700-4. La monoscocca della supersportiva Lamborghini è del tipo "integrale". A differenza di altre soluzioni, riunisce in un'unica struttura la cellula-abitacolo, il pianale ed il tetto della vettura, assicurando una altissima rigidezza torsionale e quindi massime prestazioni in termini di comportamento dinamico e di sicurezza passiva. Il modulo monoscocca pesa solo 147,5 chilogrammi. Automobili Lamborghini, precisano dalla Casa, è l'unico costruttore automobilistico che attraverso un modernissimo processo industriale di eccellente livello qualitativo gestisce in proprio l'intero processo di lavorazione della fibra di carbonio: dalla progettazione 3D alla simulazione computerizzata, produzione, collaudo e controllo qualità e riparazione attraverso l’impiego di Flying Doctors.

mercoledì 18 marzo 2015

STOCK CAR BRASIL, I CAMPIONI DI GOIANIA

(18/3/2015) – Se la Formula 1 2015 vi annoia, e il risultato di Melbourne lo fa temere, forse ci si potrebbe lustrare un po’ gli occhi con la Stock Car Brasil. Domenica 22 marzo è in programma a Goiania la Corrida de Duplas, appuntamento d’esordio del campionato sempre più in auge, vinto lo scorso anno da un certo Rubens Barrichello. Alla gara prenderanno parte infatti moltissimi campioni che per l’occasione condivideranno il volante con i protagonisti seriali. Primi tra tutti, Bruno Senna e Nicolas Prost! I due eredi dei grandi contendenti, l’uno nipote di Ayrton, l’altro figlio di Alain, recente vincitore dell’e-prix di Miami, faranno parte del Team uruguaiano Prati – Donaduzzi che utilizza una Peugeot 408. Ma Bruno farà coppia con un’altra vecchia conoscenza della F1, il connazionale Antonio Pizzonia, mentre il francese, per la prima volta su queste auto, farà coppia con Julio Campos. Altri nomi in lizza? Intanto un’altra coppia con odore di F1: Jaime Alguersuari con Luciano Burti su Chevrolet Sonic del team RZ Motorsport. Non è finita: ci saranno Jacques Villeneuve e Nelsinho Piquet, l’altro ex F1 fine anni ‘70 Ingo Hoffman (che affiancherà Barrichello), Ricardo Zonta e Antonio Felix da Costa insieme ad Allam Khodair per il Full Time Sport! Dalla Nascar messicana arriva l’idolo locale Antonio Perez mentre il quotato Alvaro Parente farà coppia d’oro con la rivelazione Felipe Fraga alla Voxx Racing per la quale correrà anche Mark Winterbottom. La stella Caca Bueno accoglierà il campione in carica del WTCC, Jose Maria Lopez mentre Daniel Serra correrà con papà Chico, altra vecchia conoscenza del Circus. Insomma, lo spettacolo è annunciato.

martedì 17 marzo 2015

FELIPE NASR, IL BRASILIANO CHE MANCAVA

(17/3/2015) – E’ il momento di Felipe Nasr: l’ottimo quinto posto al debutto in F1 nel Gp di Australia con la Sauber ha fatto schizzare ai massimi la sua popolarità. I contatti sui social network dove è presente sono aumentati in modo vertiginoso – lui ringrazia – e già grande è l’attesa per vedere se riuscirà a confermarsi in Malesia. E’ stato calcolato che nessun pilota brasiliano, al debutto, ha mai fatto meglio: né Emerson Fittipaldi, né Ayrton senna, né Felipe Massa. Il migliore, Wilson Fittipaldi, nel 1972, si era classificato settimo al GP di Spagna. In effetti la sua condotta di gara è stata matura e determinata. Nato a Brasilia, ha solo 22 anni ma già un notevole excursus alle spalle: qualcuno azzarda per lui un futuro radioso, sulle orme dei più grandi suoi connazionali.  In Brasile la “torcida” aspetta finalmente di tifare un pilota carioca in lizza per il mondiale. L’ultimo titolo lo conquistò  Senna nel 1991 e Massa lo sfiorò, letteralmente, nel 2008. Ce la farà Luis Felipe de Oliveira Nasr che ha un casco simile a quello di Piquet, ama la pesca, Bob Dylan e la pista di Spa? Per ora potrà farsi notare perché la C34 elvetica è nata bene ma non è certo in grado di lottare per il vertice. 

Ha vinto la F. Bmw Europa nel 2009 e la British F3 nel 2011. Era sbarcato a 16 anni in Italia (conosce la lingua e apprezza molto il cibo italiano) e poi in Inghilterra si era affidato al team RRR di Raikkonen e Robertson  anche se ha vinto con Carlin. Vanta un terzo posto alla 24 Ore di Daytona  e un secondo posto alla gara di F3 a Macao, entrambi nel 2012, ma non è riuscito ad imporsi nei tre anni in GP2 dove, nel 2012, era compagno alla Dams del vincitore Davide Valsecchi. Ha dovuto rintuzzare spesso gli strali negativi di altri piloti che gli imputano di avere sempre avuto vita facile e la “valigia”. E’ così: il padre, di origine libanese, è il titolare insieme al fratello del team sudamericano di F3 Samir Nasr Racing  che ha lanciato tanti piloti e il Banco do Brasil campeggia sule fiancate della Sauber. Felipe pensava al calcio, ma una volta salito su un kart le cose sono cambiate. Lui comunque non si scompone e trova normale l’appoggio di uno sponsor che crede nelle qualità di un pilota. I risultati in pista potrebbero dargli ragione.

lunedì 16 marzo 2015

CARMEN JORDA' VIVE IL SUO SOGNO (E SI FA NOTARE)

(16/3/2015) – Difficilmente si vedrà in pista ma Carmen Jordá intanto comincia ad essere ripresa spesso e volentieri dalle telecamere al box Lotus, internazionalizzando così la sua figura. Come noto, la spagnola di Alcoy, 26 anni, è stata ingaggiata dalla Scuderia di Enstone in qualità di driver di sviluppo. Parteciperà a tutte le trasferte ma il suo compito è di lavorare al nuovo simulatore a disposizione della squadra e, forse, nel finale di stagione avrà modo di girare con la E23 durante le prove libere. Il terzo pilota, infatti, è Jolyon Palmer. Per lei, che scende in pista dall’età di 10 anni, va benissimo così ma non rinuncia a priori a qualcosa di più esaltante : “E’ un’opportunità fantastica ed è come un sogno che si avvera. - ha detto la spagnola figlia dell’ex pilota Jose Miguel Jorda - Lavorerò per migliorarmi come pilota ma essere parte di una squadra con una storia così è già un vero onore che porterà a cose più grandi e migliori”. 

Dovrà concentrarsi molto: Matthew Carter, CEO della squadra, si attende un contributo fattivo: “L’aiuteremo a progredire e a centrare i suoi obiettivi oltre a beneficiare delle sue intuizioni per lo sviluppo della Hybrid E23”. Quanto servirà l’esperienza maturata in F3, Indy light, ELMS e GP3? I risultati, a dire il vero, non sono stati eclatanti (qualche podio nella F3 spagnola e anche nella Open F3) e costanti ma quando si è dentro ad un sogno, bisogna sognare! E poi presto verrà il momento in cui la F1 sdoganerà nuovamente un pilota donna. in lizza Suzie Wolff, Danica Patrick, Michela Cerruti e lei.










VETTEL: PODIO, SORRISI E SCHWARZENEGGER

(16/3/2015) – In Australia Vettel ha riportato la Ferrari sul podio ma soprattutto Vettel ha calma ed entusiasmo: quello che ci voleva a Maranello. Nei giorni scorsi il presidente Marchionne lo aveva definito “ferrarista sfegatato” e in effetti il tedesco sta dimostrando per la Rossa un attaccamento, se non proprio una gioia, davvero encomiabili. Lo avete sentito, nel giro di raffreddamento dopo la bandiera a scacchi: in un italiano ancora un po’ stentato ma chiaro ha semplicemente detto “Forza Ferrari”, dopo aver incoraggiato e ringraziato “i ragazzi”. E sul podio, insieme ad Arnold Schwarzenegger, tanti sorrisi. “Da tanto tempo sognavo di correre per la Ferrari – ha detto poi -  e questo è arrivato al momento giusto. Ho bevuto lo champagne sul podio e ne ho tenuto un po’ per i ragazzi del team, perché mi hanno detto che a loro piace molto…”. 

Certo, la Mercedes è molto, molto lontana (il distacco è stato di 25”523) ma, visto dove si era, questo è un buon inizio. “Sul podio non è suonato l’inno italiano, ma possiamo essere molto contenti di questo week end. La cosa più importante è che abbiamo una buona vettura, una piattaforma valida su cui continuare a lavorare. Il via non è stato eccezionale, le gomme hanno pattinato troppo e quando ho cercato di tenere la traiettoria interna erano ancora troppo fredde. In gara abbiamo adottato una grande strategia, che ci ha permesso di scavalcare la Williams – che aveva una buona velocità di punta – con il nostro unico pit-stop. Ora dobbiamo confermarci nelle prossime gare e poi, un passo alla volta, speriamo di iniziare ad avvicinarci alle Mercedes. Il distacco è ancora grande, ma fra tutte le squadre credo che la nostra sia quella che è cresciuta di più durante l’inverno”. 

venerdì 13 marzo 2015

ANNIVERSARY / 13 MARZO 1965. IL SUICIDIO DI VITTORIO JANO, padre delle grandi Alfa Romeo e amico del Drake

Ferrari con Jano e la sua famiglia
(13/3/2015) – Ad alimentare il mito di Enzo Ferrari ha senz’altro contribuito anche Vittorio Jano, torinese, classe 1891, di cui ricorre oggi il cinquantesimo anniversario della scomparsa. Il prolifico ingegnere torinese, padre delle migliori Alfa Romeo da corsa, si tolse la vita con un colpo di pistola, a 73 anni, minato da un male incurabile. Enzo Ferrari ha avuto pochi veri amici e Jano è stato tra questi. Fu il Drake in persona – è storia dell’automobilismo – a strapparlo alla Fiat nel settembre del 1923. All’epoca Enzo Ferrari era pilota Alfa Romeo dove poteva permettersi di fornire preziosi e ascoltati consigli all’ingegner Giorgio Rimini, responsabile commerciale e sportivo della Casa del Portello. Occorreva sviluppare la P1 e a tal fine Ferrari fece prima arrivare, sempre dalla Fiat, Luigi Bazzi che diventerà uomo fedelissimo e imprescindibile della futura Scuderia del Cavallino. Dopo la morte di Sivocci a Monza, mentre collaudava la macchina, su suggerimento di Bazzi, si decise di puntare a Vittorio Jano, uomo d’oro della Fiat corse. Ferrari si recò dunque personalmente in Via San Massimo a Torino, salì al terzo piano e si presentò alla moglie Rosina che aprì la porta. Alle intenzioni brevemente declinate, lei rispose: “Dubito che mio marito voglia lasciare Torino”. Destino o quant’altro volle invece che Jano non solo accettò di trasferirsi con tutta la famiglia a Milano, ma che....

giovedì 12 marzo 2015

HAPPY BIRTHDAY / BONANOMI 30 ANNI, AUDI SPORT CREDE IN LUI

(12/3/2015) – Sarà un compleanno sereno, quello di oggi, per Marco Bonanomi che compie 30 anni. Il pilota di Lecco, infatti, ha appena ottenuto la conferma come driver ufficiale nella premiata e gloriosa squadra Audi Sport e quest’anno parteciperà ancora alla 24 Ore di Le Mans e anche alla 6 Ore di Spa. Galeotto fu il GT Italiano! Sì, perché grazie alle ottime prestazioni con la Audi R8 LMS italiana (campione GT3 nel 2011) si è fatto notare dai grandi capi di Ingolstadt che lo invitarono ad un test con la R15 TDI già nel 2010. Nel 2013 il debutto a Spa e l’avvìo della carriera nella squadra dei quattro anelli. Aveva cominciato e sperato con le monoposto: F.3, F.3000, World Series by Renault e GP Asia ma non è scoccata la scintilla nonostante tante buone qualità. Non si è perso ed è uno dei piloti italiani attualmente a più alto livello nel panorama internazionale del motorsport. Come detto, ci riproverà a Le Mans (al debutto, nel 2012, salì sul podio: terzo), dove lo scorso anno è uscito prematuramente dalla contesa per un incidente che lo ha coinvolto in maniera del tutto incolpevole.  Sulla R18 e-tron quattro sarà in equipaggio con Filipe Albuquerque e René Rast. Ma la maratona francese non sarà certo l’unico impegno: sulla R8 LMS del tream ISR Racing disputerà sia il Blancpain GT Sprint (debutto nel week end di Pasqua) che Endurance. Appuntamento per Marco il 27 e 28 marzo prossimi ai primi test WEC a Le Castellet, ma per oggi…torta e spumante! Auguri!

mercoledì 11 marzo 2015

L'IMPRESA DI PIERLUIGI MARTINI: 25 ANNI FA IN PRIMA FILA A PHOENIX

(11/3/2015)Pierluigi Martini avrebbe sicuramente meritato una brillante carriera in Formula 1 ma nella sua storia rimane la soddisfazione della partenza in prima fila regalata a se stesso e alla Minardi proprio 25 anni fa, al Gran Premio degli Stati Uniti a Phoenix, gara inaugurale della stagione 1990. La corsa, tanto per fare mente locale, che offrì al pubblico lo splendido duello tra Senna e un giovane e irriverente Jean Alesi su Tyrrell. Certo, il romagnolo fu beneficiato dalle bizze del tempo che resero del tutto irrilevanti le qualifiche ufficiali del sabato valorizzando i tempi del giorno prima che, tra l’altro avevano messo in evidenza le performances degli pneumatici Pirelli che anche la Minardi calzava. 
Il risultato fu uno scoppiettante rimescolamento delle “carte”. In pole c’era Berger, compagno di senna su Mc Laren Honda (1.28.664), e affianco a lui per l’appunto Martini (1.28.731). Solo 67 decimi lo separarono da una pole che avrebbe mandato in visibilio lui, la sua Lavizzola e Giancarlo Minardi. A seguire, De Cesaris (Scuderia Italia) e Alesi e quindi Senna e Piquet (Benetton Ford). Pierluigi non partì bene e fu subito sopravanzato da Alesi e poi dagli altri. Macchine nettamente superiori alla sua pur buona Minardi M190 che, alla fine, portò ad un dignitoso settimo posto a un giro. Nonostante l’exploit iniziale, il campionato fu avaro di soddisfazioni per Martini: mai in zona punti. Nel 1991, invece, la sua migliore stagione: con la Minardi motorizzata Ferrari due quarti posti, a Imola e in Portogallo. Rimase in F1 fino al 1995.

martedì 10 marzo 2015

BOOKS / VETTEL, IL LIBRO

(10/3/2015) – Pochi giorni ormai al via della stagione 2015 di Formula 1: Vettel è certamente uno dei piloti più attesi alla prova e puntualmente arriva in libreria un corposo libro dedicato al tedesco della Ferrari. Titolo, semplicemente: “Sebastian Vettel” (in Italia Mondadori, 307 pagine, 17,90 euro, prefazione di Giorgio Teruzzi). L’autrice è Karin Sturm, giornalista tedesca di Motorsport-Magazin, fin dal 1982 nei paddock di tutto il mondo, già ottima biografa di Ayrton Senna e Michael Schumacher. Alla vigilia della nuova e avvincente sfida del quattro volte campione del mondo, che ha deciso di lasciare la Red Bull per coronare il sogno da bambino ma anche per scrivere nuove pagine di successo, viene ripercorsa la sua carriera “impressionante”, come la definisce il connazionale ed ex F1 Christian Danner. Che, nella presentazione, continua così: “E riuscito a portare sempre più in alto il livello delle sue prestazioni, senza mai abbandonare lo stile che gli è proprio, semplice e naturale, senza ostentazioni....
Karin Sturm
Sarà molto interessante osservare come Vettel riuscirà ad ambientarsi dopo il trasferimento alla Ferrari. Finora è sempre cresciuto con intelligenza, talento e una buona dose di sano equilibrio, e al momento giusto ha sempre saputo inventarsi qualche magia. Che in questo momento, da "adulto" e pluripremiato campione del mondo, si trovi a uscire dall'ambiente che gli è familiare per affrontare una nuova, grandissima sfida, lo trovo personalmente fantastico!". Non resta che vedere come andrà a finire, fin da domenica prossima!

lunedì 9 marzo 2015

FIAT 600 COMPIE 60 ANNI. ANCHE SCHUMACHER LA CELEBRO'

(9/3/2015) – Oggi ricorrono i 60 anni della Fiat 600. Un simbolo dell’Italia del Dopoguerra. Anni dopo, perfino Michael Schumacher fu chiamato a celebrarla. Ma andiamo con ordine: chiamata semplicemente così, perché tanti erano i suo cc, fu presentata al Salone di Ginevra, costava 590mila lire (non poco, allora), viaggiava fino a circa 80 Km/h e, in sostanza, può essere considerata l’avvìo della motorizzazione di massa degli italiani (nel 1955 la benzina costava 70 centesimi di oggi). Prima c’era la Topolino, dopo arriverà la 1100. Tra l’altro, la 600 fu una delle prime auto con motore posteriore, idea dell’ingegnere romano Dante Giacosa che fungerà da base per tanti fortunati propulsori di altre utilitarie made in Torino. 

Per 14 anni fu tanto desiderata quanto acquistata: 2.700.000 esemplari venduti. Un boom, anche quello, e un “mito” che – altri tempi e altre esigenze - rinacque nel 1998 quando la Fiat mise in produzione la “Seicento”. Di questo modello ci fu addirittura una versione Sporting Limited Edition firmata da uno che da un paio di anni bazzicava a Maranello: Michael Schumacher. Prodotta in tiratura limitata pari a 5.000 unità – con tanto di targhetta identificativa numerata - era caratterizzata da una spiccata connotazione sportiva (minigonne, pneumatici a sezione ribassata, ecc) e il tedesco fu protagonista di un di uno stage fotografico al Mugello. Quanto varrà oggi?


venerdì 6 marzo 2015

CONCORSO: LA LIVREA DELL'ALFA ROMEO 4C SBK PUOI CREARLA TU


(6/3/2015) – C’è tempo fino al 18 marzo per partecipare al concorso internazionale che Alfa Romeo,  in collaborazione con il Mondiale Superbike, ha riservato ai migliori studenti delle Università del Design. Come? Si potrà presentare un progetto grafico da applicare all’Alfa Romeo 4C, la Safety Car ufficiale del campionato motociclistico. Le migliori tre livree verranno utilizzate nel Mondiale SBK, ciascuna per tre week-end di gara, una vetrina dunque internazionale. Per partecipare occorre visitare il sito Alfa Romeo da dove accedere alla sezione dedicata e scaricare l’immagine della 4C per poter quindi disegnare la livrea in modo creativo e originale. Terminata la parte grafica, i disegni potranno essere inviati on line fino ad un massimo di 3 per ogni utente. Durante questo periodo, sia sul sito Alfa Romeo che sui vari canali social del brand (Facebook, Twitter, etc), sarà possibile visionare le grafiche usate in passato dalla Safety Car 4C nei vari circuiti e il Centro Stile Alfa Romeo darà dei suggerimenti per agevolare coloro che intendano partecipare al concorso.  I Paesi coinvolti, con le più prestigiose Università del Design, sono: Spagna, Olanda, Italia, Regno Unito, Portogallo, Francia, Svizzera, Germania e Belgio. Tra gli atenei che hanno già aderito ci sono: IED (Italia e Spagna), Elisava (Spagna), Royal College of Arts (UK), Marangoni (Francia, Uk, Italia, Cina) e Delf (Olanda). Oltre agli studenti degli atenei, il contest internazionale è comunque aperto a tutti coloro che vogliono cimentarsi in questa iniziativa. Dal 19 di marzo, una giuria di esperti, tra cui designer e manager del brand Alfa Romeo e del Centro Stile di FCA, valuteranno i lavori svolti e decreteranno i migliori tre. 

giovedì 5 marzo 2015

HAPPY BIRTHDAY / BURTI 40 ANNI, TESTER FERRARI IL SUO SUCCESSO

(5/3/2015) – Luciano Pucci Burti compie oggi 40 anni. Ve lo ricordate? Effettivamente non si può dire che il pilota brasiliano abbia lasciato un segno in Formula 1. Potrà però raccontare ai nipoti di aver fatto parte della Scuderia Ferrari. Ricapitolando: Burti, come tanti altri brasiliani, approdò nel 1998 in Europa per disputare il campionato inglese di F3, sulla scia delle luminose carriere dei vari Piquet e Senna. Non sfigurò e anzi il terzo posto finale gli valse l’attenzione della Stewart Grand Prix. Debutto transitorio nel 2001 proprio con la ex monoposto del Sir scozzese divenuta Jaguar e quindi passaggio pressochè immediato alla Prost. Proprio alla guida della monoposto blu si consumò il suo addio alla massima formula: nel corso del Gp del Belgio un inopinato contatto con la Jaguar di Irvine – poi duramente accusato - lo spedì a 250 km/h verso le barriere. La Prost si infilò sotto la pila di pneumatici e per Burti furono momenti di paura: restò in coma farmaceutico ma ne uscì solo con un trauma facciale. L’anno dopo, caldeggiato dall’amico Barrichello, approdò alla Ferrari come tester insieme a Badoer. Restò a Maranello fino al 2003, vivendo parte dell’epopea di Schumacher. Non appese il casco al chiodo partecipando e divertendosi alla Stock Car brasiliana. Oggi è commentatore TV di Rede Globo.

mercoledì 4 marzo 2015

MISTERO ALONSO, NO AUSTRALIA. Per l’ex pilota Barbazza fu scossa elettrica

(4/3/2015) – Davvero non poteva cominciare peggio la riedizione del glorioso binomio Mc Laren – Honda. Fernando Alonso dunque non prenderà parte alla gara di esordio del mondiale in Australia, tra 10 giorni a Melbourne. Un brutto colpo per il Circus. Dopo l’incidente di Barcellona, i medici non hanno dato il benestare per il ritorno in monoposto dello spagnolo, per evitare in via precauzionale ogni rischio di reiterazione del botto che ha causato al due volte mondiale una commozione cerebrale fortunatamente leggera. Il pilota continua ad affermare di sentirsi ok, ma si inchina alla decisione dei dottori: “Un altro impatto dopo 21 giorni NO”, fa sapere mentre lancia già il count down per la Malesia. Fatalmente, però, rinfocolano dubbi e polemiche. 
Un siluro arriva dalla pagina Facebook dell’ex pilota brianzolo Fabrizio Barbazza (Ags, Minardi) che va giù deciso sulla genesi dell’incidente di Montmelo. “Una sberla da 600 watt, con conseguenze gravi”, scrive precisando di aver avuto informazioni affidabili. Una possibile causa già venuta fuori nell’immediatezza della strana dinamica che ha portato la Mc Laren dello spagnolo, che procedeva a 150 Km/h, a schiantarsi contro un muretto, con il pilota poi inerme diversi minuti nell’abitacolo e quindi senza memoria sull’accaduto. Fernando, secondo rumors, avrebbe chiesto lumi alla Scuderia che però ha sempre decisamente smentito l’ipotesi di una scarica elettrica, avvalorando invece la tesi del colpo di vento. C’è crisi con il fumantino pilota spagnolo? A leggere i commenti dei tifosi e non in rete, si starebbe già consumando una unione nata tardi e cresciuta male. Altri tornano sul malore e sul fatto che Fernando ormai sia finito! I problemi di affidabilità della nuova MP4-30 palesati ad ogni test hanno forse fatto il resto, inquinando i rapporti e raffreddando gli entusiasmi. Credo che il responso di Melbourne, affidato a Button e Magnussen, sarà più importante e delicato che mai. 

martedì 3 marzo 2015

GIOVANI TALENTI E GRANDI VECCHI. Mick Schumacher e Pedro Piquet alla ribalta (e Nelson torna in pista!)

Mick Schumacher
(3/3/2015) – “Big news....#MickSchumacher is joining our team in ADAC #Formula4: così su Twitter il Van Amersfoort Racing annuncia l’ingaggio del figlio del grande Schumi per il campionato Tedesco di F4. Dopo i buoni trascorsi sui kart, comincia dunque la vera carriera dell’ultimo figlio d’arte, 16 anni il prossimo 25 marzo, sul quale il noto team manager nonché talent scout olandese punta parecchio dopo averlo valutato a dovere prima in occasione di un test al simulatore, in Olanda, e poi nel corso di una sessione di test a Valencia. Per Mick un’ottima scuola, se si pensa che Van Amersfoort ha già lanciato verso la F1 piloti come i due Verstappen, Max e Jos, Christijan Albers, Giedo van der Garde e Huub Rothengatter, nonché altri volenterosi come Bas Leinders, Ho Pin Tung Tim e Tom Coronel. 
Pedro Piquet

Arriva quindi una nuova ondata di enfant prodige ma nel contempo si riaffaccia un “grande vecchio”: Nelson Piquet, tre volte campione del mondo nel 1981-1983-1987, torna infatti in pista! Il brasiliano, 62 anni, nel 2013 operato al cuore, mancava dalla Mille Miglia di Interlagos nel 2006 e ora correrà nel Porsche Gt3 Cup Challenge e lo farà in equipaggio con il figlio Pedro, 17 anni già campione della F3 brasiliana, del quale si dice un gran bene. Dopo aver “lanciato” Nelsinho. ora in Formula E, Nelson è concentrato sull’ultimo della nidiata: primo appuntamento già questo fine settimana a Curitiba.