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venerdì 28 agosto 2015

MERCEDES PIGLIA TUTTO: SUO ANCHE IL TROFEO BANDINI

(28/8/2015) – Sarà Toto Wolff a ritirare domenica 30 agosto a Brisighella, nell’Anfiteatro di Via Spada, il prestigioso Trofeo Lorenzo Bandini, giunto alla 22^ edizione, assegnato alla Mercedes AMG Petronas. Già da domani, in Piazza Marconi, sarà possibile ammirare la monoposto campione del mondo 2014 e nella Galleria Comunale Espositiva sarà allestita una mostra sulle tute dei piloti di F1. Il riconoscimento, dunque, va ad un team e non a un pilota ma già in passato era stato assegnato, per esempio, a Montezemolo o Piero Ferrari. Franco Assirelli, presidente dell’associazione ‘Trofeo Lorenzo Bandini’,  ha così giustificato la decisione: “La Mercedes ha fatto vedere cose incredibili in questo ultimo anno e mezzo”. Come dargli torto. Un premio toccherà anche a Paddy Lowe, che con l’ing. Costa, forma il trio meraviglia di Stoccarda. Vedremo, a una settimana dal Gran Premio d’Italia, se Toto Wolff farà qualche dichiarazione interessante su molti temi che lo coinvolgono da vicino: la lotta Hamilton-Rosberg per il titolo 2015, la questione sicurezza dopo le esplosioni Pirelli di Spa, la fornitura del motore Mercedes alla Red Bull l’anno prossimo, i nuovi regolamenti 2017 ed eventuali deroghe al Patto della Concordia e, perché no, il futuro della compagna Suzie Wolff che l’altro giorno si è detta un po’ stufa di aspettare perennemente la sua occasione alla Williams. Gli uomini Mercedes comunque non saranno soli: altri premi sono previsti per Luca Ghiotto, leader GP3, Hermann Tilke, il progettista di piste, Gabriele Tredozi, ex ingegnere Minardi (si presenterà con una Minardi PS04), Davide Valsecchi, ora commentatore Sky, e per Franco Scandinaro, operatore tv FIA . Spazio anche ai giornalisti Sandro Jacobini, Franco Nugnes e Florian Koing. Insomma, un bell’aperitivo a base di motori prima del gran pranzo di Monza.

giovedì 27 agosto 2015

ANCHE SCHUMACHER GUIDO' UNA LIGIER

(27/8/2015) – A proposito del grande Guy Ligier recentemente scomparso e della Ligier: quanti di voi ricordano che sulla azzurra monoposto francese salì, anche se solo per un test, niente meno che Kaiser Michael Schumacher? Era fine 1994, l’anno del primo titolo conquistato dal tedesco allora alla Benetton. La scuderia diretta al muretto da Flavio Briatore l’anno seguente sarebbe passata dai propulsori Ford, ripudiati, ai Renault, gli stessi montati per l’appunto dalla Ligier. Casa che, tra l’altro, era passata proprio nelle mani di Briatore. Niente di meglio e di più semplice, allora, che cominciare a far saggiare al suo pupillo teutonico il nuovo motore montato sulla JS39b. Il test avvenne all’Estoril e destò molta curiosità, oltre certamente a fornire qualche utile indicazione al pilota che, nel 1995, si ripetè vincendo subito il secondo titolo.


HAPPY BIRTHDAY / SERGEY SIROTKIN 20 ANNI, F1 SEMPRE IN VISTA

(27/8/2015)Sergey Sirotkin oggi compie 20 anni: è un po’ ingrassato rispetto alle foto che conosciamo del 2013 ma è in forma. Due anni fa, dopo l’era Petrov, rappresentava il fronte avanzato della “scuola” piloti russa, ben decisa a presidiare lo show business della Formula 1, con i buoni uffici della SMP Racing di Boris Rotemberg (amico di Putin). L’accordo per diventare collaudatore Sauber, team ben felice di ricevere finanziamenti freschi per la propria sopravvivenza (e Sirotkin sembrava poterglieli garantire grazie ad un gruppo di aziende vicine al Cremlino), era il viatico per portarlo, a 17 anni (!) nella massima formula. Fu lui a “svezzare”, proprio sulla monoposto svizzera, il circuito di Sochi nel settembre del 2013. 
Poi la crisi Russia-Occidente ha danneggiato anche la sua rincorsa. Gli sponsor evaporarono e in Formula 1 arrivò un altro russo tramite la filiera Red Bull, quel Kvyat che ora fa faville. Ma Sirotkin non ha rinunciato al sogno ed è ripartito prima dalla World Series by Renault e quest’anno dalla GP2 dove, alla italiana Rapax dei fratelli Sovernigo e con la guida del DS Bergamini e del manager Gianpaolo  Matteucci (che lanciò Fisichella), il russo sta facendo vedere che non era solo chiacchiere e volante. A luglio ha siglato pole positions e vittoria in  Gara 1 a Silverstone e ora è terzo a pari punti con Haryanto in classifica generale. E’ progredito molto, indubbiamente, e l’obiettivo rimane il solito. “Il più grande regalo di compleanno – ha detto – sarà vincere in Formula 1”.  Ci riuscirà?

mercoledì 26 agosto 2015

DATE UN'AUTO DA CORSA A ALESSIA POLITA!

da Facebook
(26/8/2015) Oggi è il compleanno di Alessia Polita, compie 30 anni: tanti auguri! Due anni fa (era il 15 giugno) la jesina, campionessa di motociclismo, rimase vittima nel corso delle prove della Superstock 600 di una rovinosa caduta a Misano Adriatico che comportò la paralisi delle gambe. La sua forza d’animo, la grinta e l’affetto di tanti le hanno consentito di “accettare” la situazione. La sua nuova vita, in sostanza. E in due anni ne ha fatta di strada ed ha maturato una nuova visione esistenziale: attivissima sui social, promotrice di LadyPolitaonlus (vedi il sito) per sostenere in particolare progetti di ricerca e cura nel campo delle lesioni spinali, già molto indipendente per le faccende quotidiane, filosoficamente consapevole delle superiori sofferenze di molti altri. 
Insomma, Ale va avanti e recentemente si è addirittura lanciata con il paracadute insieme al fidanzato Eddi La Marra, protagonista anche lui due anni fa di un incidente per il quale finì in coma farmacologico, fortunatamente senza conseguenze permanenti. Il richiamo dei motori, poi, c’è ancora. Difficile per le moto, ma girare su un kart messo appositamente a punto per lei dal padre sulla pista La Chiusa di Agugliano (numero 51, ovviamente) ha risvegliato qualcosa. Al settimanale Motosprint ha infatti dichiarato di voler provare a correre con un auto, in pista o meglio nei rally! Quindi sarebbe bello che il regalo di compleanno sia, come da suo desiderio, che qualche Team le offra l’opportunità di provare!

martedì 25 agosto 2015

MORTE DI JUSTIN WILSON, IL PILOTA GENTILE (E SFORTUNATO)


(25/8/2015) Justin Wilson è morto nella notte al Lehigh Valley Hospital-Cedar Crest di Allentown.  Il pilota inglese di Sheffield non ha superato il trauma alla testa riportato durante il 180° giro, su 200, della gara di Pocono, penultimo appuntamento della Indycar Series 2015. La sfortuna ha voluto che un pezzo di carrozzeria della monoposto del pilota americano Sage Karam, 20 anni, di Nazareth, che conduceva la gara, dopo la sua uscita di pista abbia colpito proprio il casco di Wilson. Finito subito in coma, non si è più ripreso. Si allunga, così, la lista dei piloti della serie americana deceduti negli ultimi anni: Dan Wheldon nel 2011, Paul Dana nel 2006, Tony Renna nel 2003, Scott Brayton nel 1996. Fatalità? Rischi eccessivi? Che dire: motorsport is dangerous. Wilson, 37 anni compiuti a fine luglio, lascia la moglie Julia e le due figlie; il fratello più giovane, Stefan, ha corso in IndyCar e Indy Light. 
Sage Karam, affranto
Era a cercar miglior fortuna in America dal 2004, dopo aver perso il volante della Jaguar in F1 con la quale aveva colto un buon punto al Gran Premio degli Usa a Indianapolis. In precedenza era stata l’European Minardi ha dargli una chance ma la macchina non era competitiva. Era il pilota più alto del Circus con il suo 1,91 di altezza. Due volte secondo, nel 2006 e 2007, fu il 2012 l’anno d’oro: vittoria al Texas Motor Speedway e alla 24 Ore di Daytona. Quest’anno, entrato a far parte dell’Andretti Autosport, aveva partecipato anche all’e-prix di Mosca della Formula E. La sua vita e carriera sportiva rappresentano una storia di classe e passione senza eguali. I nostri pensieri sono con la famiglia e tutti i tifosi nel mondo”, hanno scritto gli Andretti. “È un giorno enormemente triste per la IndyCar e per l’intera comunità del motorsport. - ha invece dichiarato Mark Miles, Ceo Indycar - Il talento al volante di Justin era accompagnato dalla sua gentilezza e umiltà, e questo lo rendeva uno dei piloti più rispettati del paddock”. Infine il ricordo di Ed Carpenter: “Uno dei pochi, forse il solo, davvero amico di tutti nel  paddock”. Domenica prossima, è stato confermato, si svolgerà regolarmente l’ultima prova di campionato, a Sonoma. E questo è tutto.

FLASH BACK / GP OLANDA 1985. TRENTA ANNI FA L'ULTIMA VITTORIA DI LAUDA IN F1


(25/8/2015)Niki Lauda: oggi si gode la superiorità Mercedes, trenta anni fa esatti tagliava per l’ultima volta davanti a tutti il traguardo di un gran premio di Formula 1. Porta infatti la data del 25 agosto 1985 l’ultima vittoria dell’austriaco, a Zandvoort, undicesima prova di quel campionato. Niki veniva dal trionfo 1984, quando per solo mezzo punto nei confronti del compagno di squadra Alain Prost si aggiudicò il suo terzo mondiale che lo innalzò definitivamente nell’olimpo dei fuoriclasse. Nel 1985, invece, un’annata decisamente storta e incolore: fu appena quarto a Imola e quinto Germania, con la ciliegina consolatoria dell’affermazione in Olanda. In pole partì Nelson Piquet su Brabham ma con una condotta di gara “alla Lauda”, fu quest’ultimo a vincere davanti a Prost e Senna su Lotus. Prost, anch’egli sulla performante Mc Laren MP4/28 Tag Porsche, quell’anno fu nettamente e costantemente superiore con ben cinque vittorie e alla fine il sospirato primo titolo mondiale. La vittoria numero 25 di Lauda, invece, segnò il definitivo commiato del grande pilota di Vienna che a fine anno abbandonò a 36 anni per la seconda volta e definitivamente, dopo 13 stagioni totali,  la Formula 1 e le corse. 

lunedì 24 agosto 2015

SICUREZZA, E' DI NUOVO ALLARME ROSSO. Wilson in coma

(24/8/2015) – A Spa pneumatici che esplodono, come due anni fa. Ricordate i rischi corsi a Silverstone nel 2013? Il tema sicurezza torna purtroppo in primissimo piano e non solo in F1: gli incidenti dei quali sono stati vittima nell’ultimo week end anche Justin Wilson in F. Indy e Daniel De Jong in GP2 agitano i piloti e l’ambiente. Pirelli torna sul banco degli accusati e d’altronde i due cedimenti registrati a Spa non possono passare come se poco o nulla fosse. Rosberg, il venerdì, e Vettel la domenica hanno corso un grave pericolo a livello di incolumità personale e il tedesco della Ferrari è stato rude come mai nelle sue dichiarazioni. “Dovremo sicuramente parlarci per capire cosa sia successo e perché così all’improvviso. Al momento non c’è una spiegazione per quanto accaduto: non è stata una foratura, la gomma è esplosa”, ha detto tramite i canali di comunicazione del Cavallino. Ai microfoni aveva aggiunto “Non diciamo cavolate! Sono fortunato ad essere qui, fosse successo 200 metri prima… E’ una cosa che non sarebbe dovuta succedere, così senza preavviso. E’ inaccettabile!”. Il responsabile di Pirelli Motorsport, Paul Hembery, dovrà fornire al più presto riscontri precisi circa la natura dei cedimenti: un elemento della carrozzeria Mercedes ha tagliato lo pneumatico di Rosberg? La Ferrari ha davvero giocato d’azzardo lasciando Seb in pista per 28 giri con le medie? Forature lente? 
Justin Wilson
L’apprensione sale in vista di Monza, altro circuito da alte velocità. Intanto, si resta in febbrile attesa di notizie più confortanti relative a Justin Wilson (inglese nel 2003 pilota Minardi e poi Jaguar in F1) colpito alla testa dal musetto della Dallara di Sage Karam nel corso della gara di Pocono: è in coma e le condizioni vengono definite “critiche”. L’adozione di un cupolino protettivo è un altro tema in discussione nel motorsport. Intanto va meglio ma è stato operato ad una vertebra Daniel De Jong, olandese della MP Motorsport finito violentemente a muro dopo un contatto con Gasly in GP2. Da ricordare infine i tanti incidenti fortunatamente senza conseguenze nel Fia F3 Europe. In questi frangenti occorrono calma e sangue freddo ma la recente scomparsa di Jules Bianchi ha scoperto il nervo, venti anni dopo l’ultimo decesso, quello di Senna.

ADIEU, GUY LIGIER

(24/8/2105) Ieri è morto Guy Ligier, il costruttore francese che seppe arrivare fino al top in Formula 1 dove in venti anni ha collezionato 326 presenze, 9 vittorie e altrettante pole positions e 50 podi. Il 12 luglio scorso aveva compiuto 85 anni e, a dispetto della venerabile età e della ormai datata uscita dal Circus, restava un mito e un protagonista del motorsport, sebbene poi impegnato nella produzione di micro-cars e di fertilizzanti. A giugno scorso era nel paddock della 24 Ore di Le Mans alla presentazione della Ligier JS P3, l’ultima realizzazione della Onroak Automotive che la metterà in pista nel WEC, ELMS e Asian LMS nella LMP3, la nuova categoria concepita dall’ACO (Automobile Club de l’Ouest). Patron del Team è Jean Nicolet, imprenditore e vero appassionato, che circa due anni fa ha rilanciato, in accordo col fondatore, il marchio Ligier deciso a continuare una lunga e affascinante storia. "Il marchio Ligier ha fatto la storia della Formula 1 ed ha conquistato anche un podio a Le Mans. Ha quasi un qualcosa di magico e sono molto orgoglioso di potermi associare ad esso", spiegò Nicolet.
Guy Ligier è storia della F1. Sportivo nato, grande amico dell’ex presidente francese Mitterand, dopo essersi dedicato al motociclismo (nel ’59 corse il GP di Francia nella classe regina, la 500), passò alle quattro ruote, prototipi e monoposto, insieme al fraterno amico Jo Schlesser. Corse due anni in F1 (1966 e 1967) su Cooper Maserati e Brabham Repco. La tragica morte di Schlesser (al quale dedicherà la sigla fissa JS per le sue monoposto) determinò il passaggio definitivo di Guy nella categoria dei costruttori e fondò la Ligier. La Formula 1 era ormai molto popolare e nel 1976 ai nastri di partenza c’era anche l’azzurra monoposto francese ­– i premi di eleganza erano tutti suoi - con motore francese (il Matra 12 cilindri) guidata da Jacques Laffite. Momenti salienti? Indubbiamente la prima vittoria ad Anderstorp nel 1977, la stagione 1979 che dopo l’iniziale fantastica doppietta Argentina–Brasile di Jacquot, vide il pilota fantino antagonista delle Ferrari e di Scheckter per la conquista del titolo fino al GP di Monza. Poi l’accordo con la Talbot del 1981 che però non fu foriero di grandi risultati, quindi la fornitura motore Renault (ma monterà anche il Ford, il Judd, il Lamborghini, il Mugen Honda). Tanti, poi, i piloti cresciuti alla corte di Guy, come, tra gli altri, Laffite, Depailler, Pironi, Jarier, Cheever, De Cesaris, Boutsen, Arnoux, Comas e Panis che ha siglato l’ultima vittoria di una monoposto denominata Ligier, a Montecarlo nel 1996. La struttura fu infine rilevata da Alain Prost che ne fece la Prost Grand Prix, senza fortuna.

venerdì 21 agosto 2015

FERRARI 900 GRAND PRIX. E Vettel fa 150


(21/8/2015) – Non si sa se riuscirà ad insidiare ancora la Mercedes ma a Spa l’atmosfera nel box Ferrari è rilassata e frizzante. La Scuderia del Cavallino festeggia in Belgio il gran premio numero 900, unica ad aver preso parte a tutti i campionati del mondo di Formula 1 dal 1950 ad oggi. Per l’occasione a Maranello hanno preparato un logo speciale con tanto di hashtag apposto sui mezzi e sul muso delle Scuderia F15-T. I due piloti sono ovviamente molto orgogliosi di far parte dell’evento. Raikkonen, poi, è doppiamente contento per il fresco rinnovo del contratto, cosa che appariva prima dell’estate molto poco scontato: “E’ bello far parte di una squadra con così tanta storia, insieme abbiamo raggiunto molti traguardi”, ha detto ieri l’ultimo campione del mondo Ferrari (2007) che con il circuito belga, tra l’altro, ha un feeling speciale tanto da essere soprannominato “The King of Spa”. Altrettanta gioia esprime Sebastian Vettel, a sua volta festeggiato per il 150° gran premio della fortunata carriera già coronata da ben quattro titoli piloti. “Ho ancora grandi motivazioni – ha detto – e sono veramente felice di far parte di questa Scuderia in un momento particolare della sua storia. La Ferrari è il marchio più importante del motorsport e 900 gran premi è un numero incredibile!”. I tifosi, già ieri, hanno già tributato onori e affetto ai protagonisti attuali di questa storia, Maurizio Arrivabene compreso, impegnatissimo anche a lui, come si vede dalla foto, a rilasciare autografi.





giovedì 20 agosto 2015

FREDDIE HUNT DRIVER STAR MASERATI IN VIRGINIA

(20/872015) – Ci sarà anche Freddie Hunt, uno dei figli del campione del mondo di F1 1976 James, al quarto round stagionale del Maserati Trofeo World Series in programma con due corse venerdì 21 e sabato 22 agosto presso il circuito americano Virginia International Raceway. L’inglese salirà sulla vettura nera n. 28 con livrea speciale della rivista Autoweek, che già nel terzo round era stata occupata da Derek Hill, a sua volta figlio di un altro iridato della massima formula come Phil Hill, nel 1961 con la Ferrari. Freddie, classe 1987, ha corso nella Formula Ford inglese, ADAC Formel Masters, ADAC Cruze Cup e MRF Challenge, oltre ad essere ambasciatore per la Formula E. Non prenderà punti per la classifica, ma c’è da giurare che  tenterà di fare valere il suo pedigree a fronte della nutrita ed agguerrita schiera di  piloti del monomarca Maserati, a cominciare dai primi due in classifica, il francese Romain Monti e l’italiano Riccardo Ragazzi, in piena lotta per il titolo 2015. 
Con ambizioni di podio ci saranno anche i contendenti americani che partecipano alla sfida Maserati North America, la miniserie dedicata che, oltre ai due round a stelle e strisce del Trofeo Maserati, prevede anche una terza tappa, il 13 settembre prossimo a Laguna Seca, nel campionato Pirelli World Challenge nella classe GTS, dove le Maserati GranTurismo MC si sfideranno anche con altri marchi. Occhio dunque a Freddie Hunt: nell’ultimo appuntamento del Maserati Trofeo, sempre negli Stati Uniti ma sul circuito Road America, la stessa Maserati che guiderà lui era passata per prima sotto la bandiera a scacchi in Gara 1 con Derek Hill al volante!

lunedì 17 agosto 2015

ANNIVERSARY / 19 AGOSTO 1975. LA MORTE DI MARK DONOHUE, IL PILOTA INGEGNERE

(17/8/2015) – Il fortunato week end del GP di Austria 1975 di Vittorio Brambilla si rivelò invece tragico per Mark Donohue. Il pilota americano della Penske rimase infatti vittima postuma di un brutto incidente occorsogli durante il warm up della mattina alla Hella Kurve di Zeltweg. L’esplosione in piena velocità di uno pneumatico rese ingovernabile la monoposto n° 28 che si schiantò con violenza, finendo poi nel fossato oltre la carreggiata. Mark fu soccorso, cosciente, anche dai colleghi Fittipaldi e Stuck e trasportato d’urgenza all’ospedale di Graz. Sembrava avercela fatta ma forti dolori al capo resero necessario intervenire per bloccare un’emorragia cerebrale che, due giorni, dopo lo portò alla morte. Ci furono anche strascichi: la famiglia fece causa alla casa di pneumatici e un commissario, colpito da un pezzo della March-Penske, perì anch’egli dopo due giorni di agonia. Per la F.1, quell’anno già traumatizzata dall’incidente del Montjuich, fu un brutto colpo e per l’automobilismo americano davvero una grande perdita. 

Donohue, infatti, era un pilota quasi prestato alla F1 (nel ’75 aveva 38 anni): nel 1972 aveva vinto la 500 Miglia di Indianapolis con una Mc Laren schierata dal Team Penske ed era tra i top drivers a stelle e strisce, campione Trans-Am e CanAm. Al debutto nella massima formula, per dire delle sue qualità, salì sul podio grazie ad un bel terzo posto al GP del Canada 1971; poi fu l’amico fraterno Roger Penske ad offrigli tre anni dopo una nuova chance, ben lieto di avvalersi anche delle riconosciute capacità di collaudo di Donohue che era tra l’altro valente ingegnere laureato alla Brown University. La sua morte portò il Team a ritirarsi dalla F1 alla fine del 1976.

FLASH BACK / 17 AGOSTO 1975. UNICA VITTORIA (BAGNATA) PER BRAMBILLA IN AUSTRIA

(17/8/2015)Vittorio Brambilla ha disputato 74 gran premi di Formula 1 ed è stato un piede pesante purtroppo poco supportato dalle monoposto che ha guidato. Su pista bagnata, però, era un autentico aliscafo e l’unica vittoria della sua carriera l’ha conquistata per l’appunto sotto la pioggia, 40 anni fa, il 17 agosto del 1975: il Gran Premio d’Austria all’Osterreichring. In pole, quella domenica, c’era Lauda su Ferrari T, ormai involato verso il titolo, ma nella gara di casa non aveva fatto i conti con il maltempo. La pioggia cominciò a scendere sempre più copiosa rendendo i saliscendi di Zeltweg davvero insidiosi per le nubi e con nubi d’acqua sempre più grandi sollevate dagli pneumatici delle vetture. Dalla quarta fila, cominciò imperiosa la rimonta di Brambilla che in 15 giri riuscì ad agguantare e superare il ferrarista mettendosi quindi alla caccia di Hunt già passato in testa. Altri cinque giri e anche l’inglese, tra l’altro specialista dell’acqua, dovette soccombere all’arrembante e incontenibile italiano. Al 29° giro, la direzione gara esibì bandiera rossa per le condizioni di gara ormai divenute veramente troppo pericolose, con visibilità praticamente azzerata. Per non aver effettuato almeno il 75% della percorrenza di gara prevista (54 giri), il punteggio venne assegnato dimezzato ma la gioia di Brambilla, autore anche del giro più veloce, fu ugualmente grande. Tanto grande da alzare entrambe le braccia dopo il traguardo col risultato di finire contro un guard-rail danneggiando il musetto della sua March 751-Ford! Quel giorno Vittorione colmò una lacuna: la vittoria di un pilota italiano mancava dal 1966, dal successo di Scarfiotti a Monza!

mercoledì 12 agosto 2015

MONZA 2015 PER I TIFOSI: PIT LANE APERTA E AUTOGRAFI DEI PILOTI


(12/8/2015) – Tirato un sospiro di sollievo per l’intervento del Governo che, di fatto, consentirà al Gran Premio  d'Italia a Monza di avere le carte in regola per sopravvivere (all’Expo Milano si raccolgono ancora firme al padiglione della Lombardia, vedi foto) si lavora sodo per garantire già quest’anno belle novità. L'Autodromo Nazionale ha infatti organizzato una sessione di walk-about in pit lane e uno spazio dedicato agli autografi dei piloti. Per permettere l'accesso alla pit lane al maggior numero di appassionati, da oggi fino a martedì 18 agosto verranno scontati sul sito monzanet.it gli abbonamenti tre giorni in tribuna. Giovedì 3 settembre dalle 16 alle 18 sarà riservata ai possessori di un abbonamento tre giorni la possibilità di seguire da vicino le operazioni dei team di Formula 1 all'interno dei box e il perfetto coordinamento di ogni componente della scuderia per preparare al meglio le monoposto in vista della gara di domenica. I tifosi con abbonamento potranno infatti accedere liberamente alla pit lane e camminare a pochi metri di distanza dalle auto che tre giorni dopo saranno in pista per l'86esimo Gran Premio d'Italia. Nello stesso pomeriggio, dalle 16.30 alle 17.30, si aggiungerà un'ulteriore iniziativa che coinvolgerà gli appassionati con abbonamento. Verrà allestita un'apposita area nei pressi della pit lane dove i piloti saranno a disposizione dei tifosi per una sessione di autografi. Sarà dunque possibile per i possessori di un abbonamento tre giorni, avvicinare i propri beniamini e chiedere loro una firma. Per consentire a tutti gli interessati di acquistare un abbonamento tre giorni per partecipare al walk-about di giovedì e seguire prove libere, qualifiche e gara del Gran Premio, l'Autodromo Nazionale Monza sconterà per un'intera settimana i biglietti in abbonamento per alcune selezionate tribune. Da martedì 11 a martedì 18 agosto sarà infatti possibile acquistare sul sito monzanet.it a prezzi vantaggiosi, con sconti fino a 60 euro, gli ingressi che permettono di prendere parte alle iniziative di giovedì 3 settembre, consentono l'accesso venerdì 4 settembre a tutte le tribune (ad eccezione di quelle riservate) e poi assegnano un posto numerato per sabato 5 e domenica 6 settembre. Le tribune interessate dalla promozione sono le più amate dai tifosi. Saranno infatti incluse negli abbonamenti scontati le tribune Centrali, Laterali e Alta Velocità nei pressi del rettifilo di partenza, le esterne in Prima Variante, la tribuna della Piscina, la Parabolica e Vedano. 

ANNIVERSARY / 12 AGOSTO 1985. WINKHELOCK, MORTE D’AGOSTO

(12/8/2015) - Manfred Winkhelock era un pilota veloce e coscienzioso, nato come meccanico Sapeva che il rischio faceva parte del mestiere che si era scelto ma, come diceva lui, non era “un eroe, uno spaccone, uno spavaldo”. Nonostante ciò, quella domenica di 30 anni fa in Canada, trovò la morte durante la 1000 Km di Mosport. Correva in coppia con lo svizzero Marc Surer su una Porsche 962C del Team Kremer. Rilevato il volante dal compagno, attardato per via di un contatto, stava cercando di recuperare quando la vettura finì dritta contro le protezioni causandogli danni cerebrali immediatamente fatali (https://www.youtube.com/watch?v=nYcRIK0597w). Aveva “ripiegato” sul Campionato Endurance (aveva già vinto la 1000 Km di Monza) dopo anni di delusioni in F1 dove aveva debuttato nel 1980 su Arrows. Il 1980: quell’anno, a parte buoni risultati in F2, salì alla ribalta per l’incredibile incidente di cui fu protagonista al Nurburgring quando la sua March decollò letteralmente su un dosso al Flugplatz per poi finire rotolando nelle reti. Ne uscì scosso ma incolume, Neanche un graffio. Scriverà al settimanale Auto Motor und Sport: “Quel giorno pensai semplicemente: Ecco, ci siamo, questo è il mio ultimo istante. In momenti come quelli il coraggio serve a poco. Non ti senti forte. Tutto il contrario. Vieni sopraffatto da un sentimento di gigantesca rassegnazione. In casi come questi neanche provi a opporti al destino, visto che non ci puoi più fare niente. Da allora penso sempre e in maniera più intensa a quello che si potrebbe fare per evitare situazioni del genere”. Tornò in F1 nel 1982 sulla tedesca ATS (e nel 1984 sulla RAM-Hart) dell’irrequieto connazionale Gunter Schmidt ma neanche il motore BMW servì a migliorarne le prestazioni, soprattutto in gara. Ma quell’anno segnò ancora il carattere sensibile di Manfred, colpito dalle morti di Villeneuve, Paletti e dall’incidente di Pironi. “Dopo Zolder mi è apparso chiaro che in questo mestiere serve fortuna, sola e pura fortuna. Perché ci sono situazioni in cui è impossibile correggere e mettere a posto qualcosa”, scrisse ancora. Tre anni dopo la fortuna non fu dalla sua parte.

martedì 4 agosto 2015

IN & OUT / GP GERMANIA 1985. SUPER POLE DI TEO FABI E ULTIMA VITTORIA DI ALBORETO CON LA FERRARI

(4/8/2015) – Il Gran Premio di Germania del 4 agosto 1985 al nuovo Nurburgring riservò grosse e belle sorprese per i colori italiani, prima con Teo Fabi e poi con Michele Alboreto. La pole position fu infatti siglata da Teo Fabi che guidava la certo non troppo competitiva Toleman Hart. Una prestazione davvero super da parte del pilota milanese che confermava così le sue doti velocistiche dopo l’analogo risultato conseguito due anni prima a Indianapolis. Purtroppo fini lì: la partenza fu disastrosa e dovette poi ritirarsi per problemi all’acceleratore. Alboreto, che partiva indietro, risalì ben presto la china fino al duello finale e mozzafiato con l’avversario di tutto un campionato: Alain Prost su Mc Laren TAG Porsche , alla caccia del suo primo titolo mondiale. Michele si fece largo a spintoni anche col doppiato Rosberg ma riuscì a resistere e a trionfare. Terzo fu Laffite. 

Sembrava la prova certa della possibile scalata al mondiale in realtà fu l’ultima fiammata. L'ultima in assoluto. Quell’anno il ferrista non vinse più, minato dai guai della 156, ne riuscirà a farlo nei tre anni seguenti di permanenza a Maranello, prima dell’addio amaro, nè fino a quando rimase in F1.