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venerdì 26 febbraio 2016

BRITISH DRIVERS, LA DIFFICILE EREDITA’ DI LEWIS HAMILTON

(26/2/2016)BRITISH DRIVERS AFTER HAMILTON. Lewis Hamilton si avvìa ad recitare anche in questa stagione il ruolo di protagonista. Il quarto titolo mondiale, come Prost, è senza dubbio un obiettivo…a portata di Mercedes. In ogni caso, grazie al pilota inglese la scuola britannica si sta riaffermando al più alto livello dopo i più recenti titoli mondiali che risalgono a Jenson Button (2009), Damon Hill (1996), Nigel Mansell (1992). Solo altri sei piloti hanno sventolato da campioni del mondo il vessillo dell’Union Jack: Hunt (1976), Stewart (’71 e ’73), Clark (’63 e ’65), Surtees (1964), Graham Hill (’62 e ’68) e Hawthorn (1958). Stirling Moss e Peter Collins hanno solo sfiorato l’affermazione massima ma sono leggende. Il problema è, a ben guardare, il dopo Hamilton: ci sono piloti britannici pronti a raccogliere il testimone? C’è spazio per loro?

PILOTI BRITANNICI TOWARDS F1 - La scalata alla Formula 1 non sembra profilarsi agevole per i suoi epigoni moderni né in passato per molti altri la “fortuna” è stata altrettanto benevola. Lewis fin da piccolo ebbe, oltre al talento, la perspicacia di “prenotarsi” un posto alla Mc Laren direttamente da patron Ron Dennis. Oggi questo sembra appartenere al mondo delle favole e ne sanno qualcosa Will Stevens, Max Chilton, Paul Di Resta, Anthony Davidson, Allan Mc Nish ultimi fuoriusciti dal Circus senza aver lasciato segno. Nel 2016 ci prova il campione GP2 Jolyion Palmer, rampollo dell’ex Johnatan, ritrovatosi quasi per caso al volante della Renault con la quale ha un’occasione d’oro per dare un seguito alla rinnovata supremazia britannica. Tanti auguri. Alle porte della massima formula premono poi Oliver Rowland, fresco campione World Series, e Alex Lynn, nel 2015 riserva Williams, entrambi quest’anno in GP2 come pure Jordan King. In GP3 c’è Jake Dennis, ma sarà dura per tutti. Si sono riciclati bene tra Formula E e WEC Sam Bird, James Calado, Nick Tandy, eccezionale vincitore a Le Mans.

Stephan South
PILOTI BRITANNICI LOST IN F1 - Insomma, nonostante l’appartenenza alla patria dei motori, nella quale un tempo si faceva di tutto per approdarvi  e diventare professionisti (vedi per esempio il nostro Giacomelli), sono davvero tanti i piloti indigeni che si sono persi (Adrian Quaiff-Hobbs, where is?) o che una volta in Formula 1 non hanno particolarmente brillato. Per molti di loro resta l’interrogativo sulle effettive qualità. Molti buoni acuti ma poca costanza da parte di Coulthard, Herbert, Warwick, Brundle. Effimeri Blundell, Dumfries, Bailey, Keegan. Vinsero tanto nelle formule cadette piloti tosti come Stephen South, Geoff Lees, Brian Henton ma le loro carriere si sono arenate troppo presto. 
Geoff Lees

La malasorte è stata invece spietata con talenti come Tony Brise, Tom Pryce, Mike Hailwood, Piers Courage. Da citare anche i piloti del ceppo irlandese che si sono distinti come Irvine e Watson o che hanno fatto da comprimari come Daly e Donnely. Dimentico certamente qualcuno ma il senso è chiaro: uno su mille ce la fa, anche se viene dalla terra dei baronetti del motore.

giovedì 25 febbraio 2016

JOYEUX ANNIVERSAIRE / JEAN TODT 70 ANNI, LUCI (E OMBRE) DI UN VINCENTE

(25/2/2016)Buon compleanno a Jean Todt, oggi 70 anni! Il rotondo anniversario del francese di Pierrefort è stato un po’ rovinato dalle ultime dichiarazioni di Bernie Ecclestone che addita l’attuale Presidente della FIA come l’affossatore della popolarità della Formula 1: "Todt, sfortunatamente, è diventato un diplomatico, vuole che tutti siano felici, ma non funziona così. Sta facendo un ottimo lavoro sulla sicurezza stradale ma dovrebbe cedere la responsabilità relativa alla Formula Uno a qualche un altro e gliene parlerò”. Troveranno una soluzione (è subito nata l’idea delle qualifiche ad eliminazione progressiva) ma per il cosiddetto Napoleone oggi è un giorno di festa, sicuramente da trascorrere insieme alla signora malese Michelle Yoha con la quale fa coppia fissa da qualche tempo, e magari anche un momento di riflessione sul trionfale ma ispido cammino fin qui percorso. Figlio di un medico condotto, appassionato di auto fin da giovane, grande organizzatore, pignolo, testardo, astemio, amante di arte moderna, refrattario al confronto con i giornalisti, vincente: questo è Jean Todt. Ecco tre periodi della sua vita tutta dedicata all’auto, tanto da avere, in Francia, una via già intitolata a suo nome.

TODT E LE CORSE. Era Jim Clark il suo idolo da ragazzino. Dopo gli studi in Economia, Business e marketing alla Ecole des Cadres di Parigi, provò ad emulare le gesta dello scozzese nei rally ma con scarso successo. Non esitò, allora, a prendere posto al fianco del pilota. E divenne fidato navigatore di 18 campioni del volante, da Nicolas a Mikkola, a Frequelin. Esaurita con grande successo la vena agonistica puntò decisamente verso il ruolo oggi definito di Team Principal approdando, via Talbot, alla Direzione della Gestione Sportiva della Peugeot. Felice connubio: due mondiali rally, quattro Parigi-Dakar, due 24 Ore di Le Mans, una Pikes Peak, campionati Sport Prototipi. Tra metà anni ’80 e inizio anni ’90, Todt divenne un personaggio di spicco del motorsport.
TODT E LA FERRARI. Il Cavallino era nella testa di Todt. Nel 1985 diede alle stampe la sua autobiografia e indovinate a chi ebbe “l’ardire” di chiederne la prefazione? A Enzo Ferrari. Che accettò! Fu proprio Bernie Ecclestone, nel 1992, a suggerire quel francese risoluto all’allora Presidente Montezemolo che cercava di mettere ordine alla scombinata GES di allora. Ricorda: “Si presentò al primo incontro a Bologna a bordo di una Mercedes. Cominciamo bene, pensai! Ma mi piacque: mi aveva dato l’impressione di un uomo solido, competente, con i piedi per terra”. Volle onorare il contratto con la Peugeot e vincere l’ultima 24 Ore di Le Mans, poi dal 1° luglio 1993 cominciò la sua ricca avventura a Maranello, quella stagione con Berger e Alesi, dove il titolo mancava da 14 anni. Primi anni difficili, il resto è storia: 6 titoli piloti (5 con l’amatissimo Schumacher e 1 con Raikkonen) e 8 Costruttori; 98 vittorie in totale. Per riuscirci: dedizione totale alla causa, attenzione maniacale al particolare (arrivò a far serigrafare sulla carrozzeria l’emblema dello sponsor principale per risparmiare peso), sapiente costruzione del magic team. 
Viveva in un casolare a Colombaro, ai piedi dell’Appennino modenese, dove rincasava sempre molto tardi. Non si contano i pranzi e le cene al Montana di Fiorano al mitico ristorante Il Cavallino, appartato a confabulare con Montezemolo (ma quanti panini in ufficio, anche). Qualche appunto? Fu criticato, nel 1999 a Silverstone, per aver abbandonato il muretto e quindi l’altro pilota Irvine, dopo l’incidente di Schumacher. Sempre quell’anno offrì le sue dimissioni dopo la vicenda dei deflettori irregolari scoperti in prima istanza a Sepang. “Qualcuno ha fatto la spia”, affermò incautamente. Nel 2002 a Zeltweg l’ordine a Barrichello di cedere la vittoria a Schumacher fu indigeribile. Dal 2000 la striscia vincente che gli valse, nel 2004, la nomina a Direttore Generale della Ferrari e, nel 2006, di Amministratore Delegato. Vinto tutto, ritirato Schumi, nel marzo del 2008, improvvisamente, disse stop. Il ciclo si era chiuso, gli successe Stefano Domenicali. “Todt resterà per sempre nella storia della Ferrari”, fu il giusto commiato di Montezemolo.
TODT E LA FIA. Dopo gli anni ferraristi non poteva, e lo disse chiaro,....

martedì 23 febbraio 2016

DOMENICALI COME FORGHIERI: ALLA LAMBORGHINI! F1 COMPRESA?

(23/2/2016) – Dal 15 marzo prossimo Stefano Domenicali assumerà l’incarico di Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini. Stephan Winkelmann lascia la guida della Casa di Sant’Agata Bolognese per divenire invece AD di quattro GmbH, il ramo sportivo di AUDI AG. Quasi trent’anni dopo l’ingegnere Forghieri, era il 1987, ecco dunque un altro ferrarista doc che varca i cancelli del Toro. E con i più alti gradi! Per il cinquantenne ex DS Ferrari, già Responsabile della Commissione Monoposto della FIA, si chiude così nel migliore dei modi il nuovo cerchio professionale dopo la traumatica chiusura del rapporto con Maranello nel bel mezzo della drammatica stagione sportiva 2014. E se quando passò all’Audi tutti immaginarono un suo coinvolgimento nella pianificazione dello sbarco della Casa di Ingolstadt in Formula 1, ora è naturale pensare a uno stesso ruolo data la vocazione sportiva del marchio.  
Sarà lui, intanto, a fare gli onori di casa per gli eventi che segneranno il prossimo Centenario della nascita del fondatore Ferruccio Lamborghini (28 aprile). “Raccolgo con grande entusiasmo - dice - questa importante eredità, con l’impegno di dare continuità ai successi ottenuti da Lamborghini sotto la guida del mio predecessore, Stephan Winkelmann”. Il tedesco di Roma infatti lascia numeri pesanti: dal 2004 al 2015 le vendite sono raddoppiate e il fatturato è aumentato di oltre tre volte; recente è l’annuncio della produzione dal 2018 del SUV Urus, in grado di proiettare la Casa verso nuovi orizzonti. Anche il settore Motorsport, capitanato da Giorgio Sanna, ha assunto nuovo vigore grazie al campionato monomarca Lamborghini Blancpain Super Trofeo, il campionato GT3 e i corsi di guida di Accademia ed Esperienza. La domanda è: si vorrà fare di più? Sarà Lamborghini il marchio con il quale finalmente del Gruppo Volkswagen sbarcherà in Formula 1? Le competenze ora ci sono tutte.

lunedì 22 febbraio 2016

ECCO IL PRIMO SUV MASERATI: LEVANTE. Le foto

(22/2/2016) – Del SUV Maserati se ne parla da anni ma proiezioni e concept vari lasciano ora e finalmente spazio alla realtà. Ecco in anteprima le prime foto delle forme esterne del Levante, il primo SUV nella storia ultracentenaria della Casa del Tridente. Vi piace? Va a completare la ricca offerta composta dai modelli Quattroporte, Ghibli, GranTurismo e GranCabrio. Maserati Levante, dotato di propulsori benzina e diesel, tutti Euro6, viene prodotto presso l’impianto torinese di Mirafiori; la commercializzazione, in Europa, è prevista a partire dalla prossima primavera e a seguire nel resto del mondo.
Design e caratteristiche tecniche sono destinate a lasciare il segno nei possibili acquirenti. Il frontale aggressivo, introduce affilati proiettori scomposti in due elementi, con il gruppo fari superiore collegato alla calandra. Sulla fiancata sono ben visibili gli stilemi del Tridente: le tre iconiche uscite aria sul parafango anteriore, il montante C trapezoidale con il logo "saetta" e l’ampia vetratura a giorno. Al posteriore spicca il lunotto molto inclinato e dalla forma rastremata, elementi tipici di una vettura sportiva e ad alte prestazioni.
A livello tecnico il telaio del Levante è stato concepito per abbinare: alte performance stradali, tipiche di ogni Maserati, dinamica di guida anche su fondi a scarsissima aderenza e un ottimale livello di prestazioni e comfort in fuori strada. Viene infine rimarcato un assoluto punto di forza del nuovo SUV Maserati riguarda i contenuti standard di cui tutte le versioni sono dotate: sofisticate sospensioni elettroniche a smorzamento controllato con molle ad aria regolabili su più livelli, sistema a trazione integrale intelligente “Q4” e cambio automatico a 8 velocità con tarature specifiche sviluppate per il nuovo SUV del Tridente. Appuntamento visivo a Ginevra.

venerdì 19 febbraio 2016

SI CHIAMA SF 16-H, LA NUOVA FERRARI F1. Le prime foto


(19/2/2016) - Finalmente svelata la nuova Ferrari che, come da "diktat" del presidente Marchionne, dovrà contendere fin da Melbourne il titolo mondiale alle Mercedes. Una splendida giornata di sole ha fatto da riflettore a Maranello per la presentazione dell'attesa nuova monoposto battezzata SF 16-H, dove la lettera sta per Hybrid. Muso stile Williams, posteriore finalmente rastremato, sospensioni anteriori ora non più pull-rod ma push-rod e tanti componenti interni riallocati, oltre a numerose e innovative soluzioni tecniche che la squadra tecnica di Allison ha certamente introdotto e che saranno chiare più in là. In più, come anticipato, è tornato il colore bianco sulla carrozzeria, tutto intorno al cockpit e sulla presa d'aria del motore, come sulla T del 1975. Presenti alla diretta streaming Maurizio Arrivabene e i piloti Vettel e Raikkonen, tutti ansiosi di misurare subito in pista i progressi ottenuti al banco. La macchina è già in partenza per Barcellona dove da lunedì mattina sono in programma i primi test collettivi della stagione 2016. Auguri, Ferrari!






giovedì 18 febbraio 2016

ANNIVERSARY / 18 FEBBRAIO 2001. MORTE DI DALE EARNHARDT, THE INTIMIDATOR DELLA NASCAR

(18/2/2016) DALE EARNHARDT DEATH, 15 YEARS AGO. Mancava solo un giro alla conclusione della 500 Daytona Nascar del 18 febbraio 2001 e Dale Earnhardt, detto The Intimidator, l’Ayrton Senna della categoria, dopo aver condotto a lungo, difendeva la terza piazza. All’improvviso, l’incidente fatale con la sua Chevrolet Montecarlo V8 nera numero 3 da 725 cavalli centrata dalla vettura lanciata di Ken Schrader e il crash con il muretto, a circa 280 chilometri orari. Così, 15 anni fa, la morte di uno degli sportivi più vincenti, amati e celebri degli Stati Uniti. La notizia del suo decesso produsse la stessa costernazione procurata dalla morte, che dire, di Elvis Presley. Frattura della base cranica: Dale non indossava il collare Hans, non obbligatorio. 
L’allora presidente George W. Bush telefonò personalmente alla famiglia: la moglie Teresa, i figli Dale jr e Kerry (sulle orme paterne), le figlie Kelley e Taylor Nicole. Il Presidente della Nascar, Bill France, affranto, sentenziò: “Abbiamo perduto il più grande pilota della storia di questo sport”. Questo tanto per capire. Baffoni, atteggiamento da duro, perennemente con occhiali scuri o a specchio, Dale Earnhardt aveva 49 anni ed era di Kannapolis, North Carolina. Aveva vinto sette Nascar Winston Cup - solo l’altro mito Richard Petty gli era pari - e in 27 anni di carriera (esordio nel 1975, 76 vittorie, 676 gare disputate) è stato calcolato all’epoca che avesse guadagnato oltre 49 milioni di dollari. Un Re Mida della Nascar, un mito, una leggenda.

BUON COMPLEANNO / TAMARA VIDALI 50 ANNI, DONNA VELOCITA'

(18/2/2016)Tamara Vidali condivide la data di nascita niente meno che con Enzo Ferrari e, diciamo nel suo piccolo, è stata una protagonista nel mondo dei motori. Oggi è il compleanno dei 50 anni, auguri a questa donna pilota certamente tra le più veloci, che nel periodo 1992/1997, con un’appendice finale negli anni 2005/2006, ha dato sfoggio delle sue qualità sulle piste di mezzo mondo. Veneta di Motta di Livenza, oggi è lontana dalle corse – si è prima data alla politica divenendo consigliere comunale del Comune di Chiarano e ora è architetto nel campo dei restauri storici nella sua città - ma non dimentica e non viene dimenticata (l’anno scorso era presente al Salone Auto e moto d’epoca di Padova).  Alfa Romeo e soprattutto Audi (per la Casa degli anelli anche in coppia con Dindo Capello) sono state le “sue” auto, con le quali si è davvero divertita e ha lasciato dietro parecchi “maschietti”! Il curriculum? Prima nel Campionato Italiano Turismo 1992 (Alfa), vice campione Superstars nel 2006 (Audi) e poi tanti chilometri ben guidati nel Superturismo Italiano (‘93/’94), nel CIVT  e  nel Turismo tedesco (’95/’96), nel Turismo spagnolo (’96), ancora in Germania (‘96/’97), una puntata agli antipodi per il Bathurst Super Touring Races. 
Pausa e poi di nuovo in gara: nel Ferrari Challenge – Trofeo Pirelli (2005) in coppia con Maria De Villota, nella Russian Touring Cup (2006) e nel Superstars italiano, che come detto l’ha vista arrivare sul secondo gradino finale del podio. Brava davvero, anche perché agli albori della carriera superò con coraggio il trauma dello spettacolare incidente alla curva Villeneuve a Imola nel 1993 con tanto di botto pauroso e principio di incendio prontamente domato dai commissari che evitarono così conseguenze serie (https://www.youtube.com/watch?v=YmeVU688maQ).

martedì 16 febbraio 2016

BUON COMPLEANNO / ROSSI 37 ANNI, UN FUTURO ROSSO FERRARI (O ALFA ROMEO)

Gli auguri di Uccio su twitter
(16/2/2016) – Oggi è il compleanno di Valentino Rossi, che compie 37 anni, ma è certo che, subito dopo gli auguri, a Phillip Island dove si trova per i secondi test collettivi della MotoGp, ci sarà solo una domanda: cosa farà nel 2017? Un anno tinto di rosso Ferrari? O Alfa Romeo? Andiamo con ordine. Il campione di Tavullia, quest’anno in scadenza di contratto, ha già risposto di recente: “Dopo le prime cinque/sei gare deciderò. Se continuo sarà per altre due stagioni”. Cioè fino a 39 anni? Non impossibile, ma improbabile, anche per un eterno Peter Pan come lui. Ma teniamo fede alle sue parole: se dopo la prima manciata di gare, Rossi si renderà conto di non poter lottare per il titolo, l’agognata “decima”, solo allora comincerà a pensare alle alternative. Che, statene sicuri, non mancheranno.
Rossi su Ferrari - Mugello 2008
ROSSI – FERRARI. E’ un binomio da sogno. Soprattutto per gli strateghi del marketing e per lo sponsor tabaccaio. Il Presidente Ferrari Marchionne punta moltissimo sul marketing e stravede per Valentino. Non per niente ha sponsorizzato la sua Yamaha – anche qui, che trovata! – prima con il marchio Fiat (2007) e ora con quello Abarth. Ritorno assicurato. Rossi vuole correre con le auto, l’ha sempre detto. E ha rivelato di essere stato vicinissimo al passaggio in Formula 1 con la Ferrari nel 2006, quando effettuò dei test per la verità non proprio esaltanti a Valencia. Poi desistette e se ne riparlò dopo nuovi test al Mugello nel 2008, anche in questa occasione senza esito. Ecclestone sintetizzò la situazione mirabilmente: “Ha fatto bene: nella moto era al top come valore e guadagni, da noi doveva ricominciare tutto da capo”. Estremamente scettico fu allora Franco Gozzi che, da me interpellato sulla reale fattibilità dell’operazione, così rispose: “Rossi ha effettuato i test e fatto parlare molto, esaurendo così il suo compito…”. Vabbè, opinioni. In Ferrari ora è difficile ma attenzione agli scenari in cambiamento: Marchionne sta pensando, e lo ha dichiarato, al rilancio nelle corse sia di Alfa Romeo (addirittura in F1) che di Maserati. Quale migliore occasione per mettere al volante una celebrità (tra l’altro un italiano su un’italiana, finalmente) capace comunque di non sfigurare e di coagulare enorme entusiasmo? Fanta-motori? Meno di quello che si può pensare. Papà Graziano Rossi ha già detto di vedere bene l’amato figlio alla 24 Ore di Le Mans… (e Marchionne ha detto di vedere bene la Maserati per questa gara leggendaria!). Insomma, c’è carne da cuocere.
ROSSI – RALLY. Il grande amore di Vale Rossi sono i rally e Marchionne e il Gruppo FCA dovranno essere rapidi nel fargli una proposta se non vorranno farselo sfuggire. Sì perché, altre Case hanno già avuto a che fare con il campione delle due ruote e sono all’erta. Rossi ha corso gare del mondiale rally con una Peugeot 206 (2002), una Subaru Impreza (2006) e una Ford Focus RS (2008). Su vetture Ford, inoltre, ha spopolato al Monza Rally Show. Difficile che non gli giunga una proposta da una di queste o altre Case. Ma i rallies sono una brutta bestia: sia lui, nelle prove citate, che altri campioni delle quattro ruote come Raikkonen e attualmente Kubica hanno faticato ad imporsi. Ci vuole tempo, forse troppo tempo. Magari, allora, una Dakar? E’ sempre papà Graziano che lo dice. Tutte possibilità.
ROSSI – VR46. Ma la Dorna vorrà farsi sfuggire così facilmente il campione e il personaggio che secondo recenti stime movimenta circa 100 milioni a stagione? Ovviamente...

lunedì 15 febbraio 2016

TERRE DI CANOSSA 2016, IL MEGLIO E’…REGOLARE !

René Photo
(16/2/2016) – Tra due mesi, dal 14 al 17 aprile, parte la sesta edizione dell’International Classic Car Challenge “Terre di Canossa”: max cento vetture in un mix, scusate il gioco di parole, di sport, passione, paesaggi, cultura e serate all’insegna del buon vivere. La gara si svolgerà su un percorso di circa 650 km tra Emilia, Liguria e Toscana e prevede ben 80 impegnative prove a cronometro; prevista anche una prova di media, con un premio speciale, separato dalla classifica principale. E ci sono novità! Intanto l’edizione 2016 è in particolare dedicata al 70° Anniversario della Repubblica Italiana e al 970° Anniversario della nascita di Matilde di Canossa, Regina d’Italia nel XII Secolo e “madrina dell’evento”. Quest’anno, poi, la partenza avverrà per la prima volta da Parma, il 15 aprile, con tanto di serata di Gala firmata dallo chef stellato Massimo Spigaroli e da un concerto esclusivo di musiche verdiane. Quindi, via verso l’Autodromo di Varano de’ Melegari, Borgotaro “capitale” del fungo porcino e, attraverso il Passo di Cento Croci, al Golfo della Spezia. Dopo una sosta ristoratrice all’Arsenale della Marina Militare, il percorso si svolgerà lungo tutta la costa della Provincia di La Spezia, attraverso le Cinque Terre per terminare con un piacevole aperitivo al cospetto del Castello di Lerici e con la cena Bocca di Magra al noto ristorante Capannina da Ciccio. Il sabato si arriverà in Toscana: passaggio nel centro di Pisa, sfilata sulle antiche mura di Lucca, arrivo di tappa davanti al Duomo di Pietrasanta. In serata, Beach Party con musica dal vivo sulla spiaggia del Bambaissa, per una notte indimenticabile. Domenica 17 infine i partecipanti sfideranno le impegnative strade delle Alpi Apuane e i tornanti del Passo delle Radici, per giungere a pranzo al Castello di Montefiorino, quindi all’arrivo finale in Piazza del Duomo a Reggio Emilia, dove l’evocativa Sala del Tricolore ospiterà come da tradizione le premiazioni.Confermate per questa sesta edizione alcune delle proposte più gradite delle edizioni passate:

venerdì 12 febbraio 2016

RED BULL TAG HEUER: STORIA, RACING E TOP MARKETING

(12/2/2016)Red Bull e Tag Heuer:  la nuova collaborazione è da “copertina”, in ogni caso. Tag Heuer  ha scelto di avviare questa partnership con il Team di Milton Keynes – come noto “marchierà” col proprio nome il motore Renault - in quanto, spiegano, folgorati “dall’approccio poco ortodosso a questo sport e perfettamente in linea con nuova strategia di marketing del marchio di orologi svizzero”. E allora che marketing, sia, intanto!
RED BULL - Red Bull presenterà il 17 febbraio alle ore 16.00 la sua nuova livrea in una location ancora top secret di Londra e invita i fans a partecipare al primo atto della stagione. Come? Semplice: utilizzando l’hashtag #FasterTogether per inviare “la migliore, più creativa ed emotiva” chiamata a raccolta! Insomma occorre dare sfogo alla propria passione, anche con un video, anche via mail all’indirizzo social@redbullracing.com, senza dimenticare l’hashtagh #FasterTogether.Termine ultimo è sabato 13 febbraio alle 03:00 (GMT): saranno scelti due fortunati vincitori – che potranno portare un ospite -  destinati a vivere una giornata indimenticabile con tutti i protagonisti del Team, fino all’after party. Ma attenzione, i meno fortunati hanno un’altra chance. Lo sponsor Puma organizza “un evento-sorella” presso il loro negozio in Carnaby Street, sempre a Londra, sempre mercoledì 17 febbraio. Entrate e lì un altro paio di fortunati saranno invitati a partecipare ad un incontro di saluto con David Coulthard!
TAG HEUER – Nel proprio stand allestito al prossimo Salone di Ginevra (3-13 marzo) farà subito bella mostra la nuova Red Rull Racing RB12. Per gli svizzeri sarà l’occasione per rimarcare il loro storico legame con il mondo delle corse automobilistiche. Il 2 marzo (press day) sarà presente, quale special guest, l’ambasciatore del marchio nonché attore e pilota Patrick Dempsey, insieme Jack Heuer, Presidente onorario di TAG Heuer, e Maurice Turrettini, presidente del Salone. In esposizione ci saranno la Porsche 911 RSR con la quale Dempsey si è classificato secondo alla 24 Ore di Le Mans 2015 nella classe LM GTE-Am e vincitrice a Suzuka, la March 701 che Porsche mise a disposizione del compianto Jo Siffert per la stagione 1970 pur di bloccare l’accordo con la Ferrari, una Formula E e infine una Abarth 595 Competizione by Tag Heuer, sviluppata da Garage Italia Customs di Lapo Elkann e prodotta in soli 30 esemplari. 
Lo stand sarà caratterizzato, tra l’altro, da 5 simulatori di corsa e un circuito in miniatura con le auto elettriche; sarà inoltre disponibile la riedizione del leggendario orologio Monaco, con il suo famoso quadrante blu piazza con una corona a sinistra, il cui originale è stato indossato da Steve McQueen, leggendaria "icona" del marchio insieme ad Ayrton Senna, durante le riprese del film Le Mans nel 1971.

giovedì 11 febbraio 2016

NUOVA FERRARI GTC4 LUSSO, PER OGNI TIPO DI STRADA


(11/2/2016) – Intanto c'è già una Ferrari senza veli ed è una prima volta: la nuova GTC4Lusso, che sarà presentata in anteprima mondiale al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra a marzo, ma è già visibile su www.ferrari.com, dispone delle ruote posteriori sterzanti integrate con le quattro ruote motrici. Come l’innovativa precedente FF,  il nuovo modello “quattro posti con” sfornato a Maranello consentirà alla clientela di ampliare le possibilità di utilizzo oltre che far progredire il concetto di vettura sportiva Gran Turismo. Senza dimenticare l’eredità: già nel nome la vettura richiama illustri predecessori come la 330 GTC o la sua versione 2+2 tanto cara a Enzo Ferrari, e la 250 GT Berlinetta Lusso, mentre il numero 4 fa invece riferimento ai quattro comodi posti dell’abitacolo. Ecco nel dettaglio la scheda:
MOTORE - Con i suoi 690 cv di potenza massima a 8000 giri il motore 12 cilindri offre un’erogazione sempre crescente. Il rapporto peso potenza è da record per la categoria con 2,6 kg/cv così come quello di compressione a 13,5:1. La coppia massima è di 697 Nm a 5.750 giri/min con l’80% della coppia già disponibile a 1.750 giri/min per garantire una grande prontezza anche a bassi regimi. Il suono è perfettamente intonato ai diversi caratteri della vettura: potente e sontuoso nella guida sportiva, armonico e avvolgente nella guida cittadina.
DINAMICA - La vasta fruibilità della GTC4Lusso su ogni tipo di strada e aderenza è garantita dall’evoluzione del sistema a quattro ruote motrici 4RM Evo, brevetto Ferrari, per la prima volta integrato anche con le ruote posteriori sterzanti. Nasce così il sistema di controllo 4RM-S (quattro ruote motrici e sterzanti), brevettato da Ferrari, che, basandosi sull’evoluzione del Slip Side Control, anch’esso brevettato e giunto alla versione 4.0, include ora anche il controllo del differenziale elettronico (E-Diff) e dello smorzamento delle sospensioni (SCM-E). 
Tutti questi sistemi, così integrati e gestiti da software proprietari, consentono a chi è al volante della GTC4Lusso di poter sfruttare la straordinaria coppia anche su strade innevate, bagnate o comunque con bassa aderenza per una stabilità costante con un’aumentata sensazione di controllo e sicurezza che si traduce in prestazioni più elevate. Le sospensioni a smorzamento SCM-E di ultima generazione contribuiscono a massimizzare le prestazioni anche su fondi stradali sconnessi per un comfort eccellente. Alle elevate performance della GTC4Lusso concorrono anche una serie di soluzioni aerodinamiche che garantiscono una sostanziale riduzione di resistenza di Cx rispetto alla FF. Tra questi la nuova calandra, che integra le prese d’aria per migliorare l’efficienza delle masse radianti, lo sfogo d’aria laterale con louvre a tre lamelle, richiamo del motivo sul parafango della 330 GTC, lo spoiler posteriore integrato al lunotto e il nuovo diffusore posteriore.
STILE E INTERNI - Disegnata da Ferrari Design, la GTC4Lusso esalta il tema del coupé shooting brake reinterpretandolo con un volume estremamente slanciato e rastremato che lo avvicina di più a una silhouette di tipo fastback. La sua anima sportiva è esaltata nelle forme e la definizione del posteriore abbassa la curva del tetto mantenendo....

NUOVA FERRARI PIU' BIANCA: PRESENTAZIONE IL 18 FEBBRAIO?

(11/2/2016)SU TWITTER/SCUDERIA FERRARI IL SOUND DELLA NUOVA POWER UNIT! https://twitter.com/scuderiaferrari?lang=it. Cresce l’attesa per la data di presentazione della nuova Ferrari F1 progetto 667 che dovrà contendere il titolo all’armata Mercedes (fiat voluntas Marchionne…) e che si annuncia...più bianca! Il momento, in diretta streaming, sarà la settimana prossima (18 febbraio, anniversario della nascita del Drake?): la monoposto, dopo aver superato i crash test, ha emesso i primi vagiti nel nuovo avveniristico Reparto Corse di Maranello. Il 21 febbraio sarà la volta i primi chilometri in pista a Barcellona per il filming day, dal giorno seguente via ai test collettivi e primo confronto con gli avversari. Bocche cucite sulle soluzioni d’avanguardia by Allison & C. ma sembra proprio che al colore rosso della macchina tornerà ad affiancarsi il bianco. Lo vedremo: le ultime SF15-T e F14T hanno piuttosto aumentato il nero. Non è comunque una novità per le monoposto del Cavallino per quanto negli ultimi anni quel poco di bianco è servito solo per avere uno sfondo che conferisse più visibilità ai loghi degli sponsors (Marlboro, Vodafone, Shell, Santander) sul cupolino motore, sui deviatori e sulle ali anteriori e posteriori. Ma vediamo quali Rosse, negli ultimi tempi, hanno maggiormente abbondato col bianco.
FERRARI F93A – E’ la monoposto progettata da Barnard, post disastro 1992 (quella che costò addirittura il posto a Ivan Capelli). Finalmente con le sospensioni anteriori e posteriori a controllo elettronico e un super motore da 700 cavalli non consentì però al duo Alesi e Berger (cavallo di ritorno) e al neo DS Jean Todt di assicurare risultati di rilievo per la scarsa affidabilità. Un’ampia fascia bianca mediana partiva dal cofano fino all’inizio del musetto, appena davanti al cockpit. Fu l’anno della Williams di Prost, che poi lasciò le corse.
FERRARI T3 E FERRARI T – In quegli anni le Ferrari presentavano larghi spazi bianchi. La T3 del 1978 (la prima del dopo Lauda) affidata a Reutemann e Villeneuve addirittura aveva tutto il muso a punta bianco, oltre a parte del cofano motore e bande laterali. Anche in quel caso, per la cronaca, niente da fare contro lo strapotere Lotus ad effetto suolo. La Ferrari T del 1975 e la sua naturale evoluzione, la T2 del 1976, avevano ugualmente molto bianco a disposizione, particolarmente esaltato nella T dall’airscope alto dove spiccava anche il tricolore. Una Ferrari rimasta nella memoria anche per questo bellissimo aspetto cromatico.

FERRARI 158 – Qui siamo all’apoteosi del bianco, ma solo per le due ultime gare del mondiale e per un motivo davvero…extra. Questa Ferrari, che consentì nel 1964 a John Surtees di vincere il mondiale battendo Graham Hill e diventare nel contempo il primo (e tuttora unico) campione delle due ruote passato con successo alle quattro ruote, si presentò nel rush finale di campionato (al Glen e in Messico) con i colori bianco-blu del Team americano Nart (North American Racing Team) di Luigi Chinetti che iscrisse le vetture. Fu il modo, clamoroso, con il quale Enzo Ferrari, che aveva nel frattempo restituito la licenza di Costruttore, reagì contro la Federazione dell’Automobile rea di aver negato la omologazione di una sua creatura per Le Mans. 

mercoledì 10 febbraio 2016

PASCAL WEHRLEIN ALLA MANOR: LA F1 PARLA SEMPRE PIU' TEDESCO

(10/2/2016) – E così Pascal Wehrlein ce l’ha fatta a coronare il suo sogno “da quando avevo 6 anni”: è finalmente in Formula 1 come nuovo pilota della Manor e diventa il quarto tedesco del Circus, dopo Vettel, Rosberg e Hulkenberg. Wehrlein, padre tedesco e madre mauritiana, nato a Sigmaringen il 18 ottobre 1994, ha solo 21 anni ed è appassionato di calcio, snowboard e tennis tavolo. Oltre al Turismo tedesco, si è disimpegnato in pista anche con la F.3 europea (Mucke Motorsport). Il percorso di avvicinamento alla F1 è avvenuto grazie alla posizione di tester Mercedes e Force India che gli consentirà di non essere del tutto a digiuno di potenze e parametri con i quali dovrà confrontarsi a tempo pieno fin dai test collettivi del 22 febbraio a Barcellona. “Manor Racing è un grande posto dove iniziare la mia carriera in F1. Grazie per l’incredibile sostegno fornitomi per raggiungere il mio sogno”, ha twittato. Decisivo per questo salto di carriera l’intervento della Mercedes e di Toto Wolff, sempre più “patron” del paddock, che ha così premiato come meglio non  poteva Pascal per la vittoria del campionato tedesco DTM – è stato il più giovane vincitore della categoria - e dimostrato, aggiungo io, che attraverso la fornitura del motore  si possono accampare certi diritti, non sfruttati da altri... 
Ora la Germania è rappresentata in F1 da una Scuderia, quattro piloti, quattro motori e...la Safety Car!! Per Wehrlein si tratta di un’occasione unica: la Manor, cenerentola 2015, ha fatto grande campagna acquisti mettendo sotto contratto tecnici di valore come gli ex ferraristi Tombazis e Pat Fry, senza dimenticare il motorone Mercedes che prende il posto del Ferrari. Certo, non sarà facile risalire la china ma ci sono gli ingredienti giusti per fare bene. 

martedì 9 febbraio 2016

LIGIER, OSELLA, WOLF: F1? NO, ITALIANO PROTOTIPI

Osella
(9/2/2016)Ligier, Osella, Wolf e mettiamoci anche i motori Alfa Romeo e Honda. No, non è la F1, sia pure di tempi andati, ma il parco auto e propulsori del Campionato Italiano Sport Prototipi 2016, – poi ci sono altri sopraffini costruttori come Lucchini e Norma - la serie tricolore riservata alle sempre affascinanti Sportscar, che prenderà il via nel weekend del 10 aprile prossimo nell'autodromo di Misano Marco Simoncelli. Nei sei appuntamenti previsti - tutti su doppia gara da 25 minuti + 1 giro – oltre a godere di gare sempre piuttosto vivaci, in qualche modo si potranno rivivere, perché no, i fasti di marchi tanto gloriosi legati alla Formula 1. Tra quelli citati, Osella è prossima alla presentazione della nuova biposto PA21 Junior, la prima della Casa che nel 1980 esordì in F1, equipaggiata con motore di derivazione motociclistica. I riflettori si accenderanno venerdì prossimo nel corso della manifestazione “Automotoracing” in programma al Lingotto di Torino dall’11 al 14 febbraio (c’è anche “AutoMotoRetro”). 
Wolf
Quello che si sa è che la Osella PA21 Junior B si caratterizzerà per medesima cura telaistica della versione di CN2, peso da "superleggera" e motore BMW 1.000 cc in grado di offrire lunghe percorrenze e sicuramente, aggiungo, di interessare schiere di piloti. I team “aficionados” del CIP sono LP Racing, Best Lap, Ubaldi Corse, Progetto Corse, Eurointernational e il calendario prevede prestigiosi abbinamenti: 10 aprile Misano (Blancpain GT Series); 1 maggio Monza (Campionato Italiano GT e altri); 29 maggio Imola (Campionato Italiano GT e altri); 3 luglio Magione (Campionato Italiano Turismo e altri); 4 settembre Vallelunga (Campionato Italiano Turismo e altri); 16 ottobre Mugello (Campionato Italiano GT e altri). Buon divertimento!

sabato 6 febbraio 2016

HAPPY BIRTHDAY / GASLY 20 ANNI E UN SOLO OBIETTIVO: ESSERE IN F1 NEL 2017

(6/2/2016) – E’ sicuramente uno dei piloti da tenere d’occhio in questa stagione: Pierre Gasly, il francesino di Rouen, in Normandia, domani 7 febbraio compie appena 20 anni - joyeux anniversaire! -  ma la sua carriera è già a buon punto. Come pilota titolare del Team Prema Power Sport in GP2 e pilota di riserva della Red Bull F1 (dal 2014 fa parte del programma Junior Red Bull) ha tutte le carte in regola per presentarsi nel 2017 alla porta di ingresso della Formula 1. Veloce, sbarazzino e ambizioso è lì che vuole arrivare al più presto: “Corro ogni volta solo per vincere e il mio obiettivo è diventare campione del mondi di F1”. Non per niente ha già calcolato e fatto presente che l’anno prossimo almeno uno dei due sedili della Toro Rosso è destinato a liberarsi… Solo dieci anni fa esordiva sui kart e oggi è già ad un passo dal sogno. Per arrivarci ha corso in F.4 francese, vinto l’Eurocup F. Renault nel 2013 (il più giovane in assoluto), saggiato nel 2014 potenze superiori nella World Series 3.5 by Renault (da allora con i colori Red Bull) classificandosi secondo assoluto, e infine l’anno scorso ha accumulato esperienza in GP2 giungendo ottavo nella classifica generale, con tre pole e tre podi. Non gli manca il debutto con la F1: Red Bull lo ha utilizzato l’anno scorso nei test collettivi post GP di Spagna (anche per la Toro Rosso) e post GP di Austria e in questi giorni ha lavorato intensamente al simulatore di Milton Keynes.  Lo attende dunque una stagione importante ma c’è un piccolo particolare: si ritrova in casa Prema un altro fior di pilota in rampa di lancio, Antonio Giovinazzi. Intanto dovrà fare meglio di lui. 


venerdì 5 febbraio 2016

ACISPORT, LA FESTA DEI CAMPIONI 2015 E' A TAORMINA.L'elenco dei premiati

Un momento della cerimonia dello scorso anno
(5/2/2016) – Tutto pronto a Taormina dove domani, alle ore 19.30, presso l’Hotel “Villa Diodoro” avrà luogo la Festa dei Campioni del Volante 2015, organizzata dall’Automobile Club d’Italia che invita piloti, team ed appassionati in Sicilia per l’unico evento di premiazione Nazionale  dei vincitori dei titoli tricolori 2015 dell’automobilismo. L’appuntamento culminerà con l’assegnazione dei Volanti d’Oro, d’Argento e di Bronzo e uno speciale riconoscimento ai vincitori dei Trofei Macaluso ed Alboreto.

Tra i presenti già confermati: Dindo Capello, che riceverà il Premio alla Carriera; Ninni Vaccarella, al quale andrà un trofeo particolare; i rappresentanti della Scuderia Ferrari; Giancarlo Fisichella; i giovani piloti di ACI Team Italia. I protagonisti della serata - che alternerà alla cerimonia di premiazione momenti di spettacolo - saranno i Campioni Italiani delle varie discipline automobilistiche che ritireranno i riconoscimenti per le loro imprese sportive nel 2015. In programma anche la celebrazione dei 100 anni della Targa Florio. Ma ecco la lista di tutti i premiati:

HAPPY BIRTHDAY / HECTOR REBAQUE 60 ANNI, IL COSTRUTTORE MESSICANO

(5/2/2016) – Que viva Mexico: in principio furono i fratelli Rodrigues, Pedro e Ricardo, oggi tocca a Sergio Perez ed Esteban Gutierrez e per domani già si prenota Alfonso Celis Jr. In mezzo ci fu Hector Rebaque che oggi compie 60 anni. Buon compleanno, Feliz compleaños! Hector non è stato un pilota all’altezza dei nomi citati prima ma può dire di essere l’unico Costruttore di F1 del grande paese sudamericano. Potere dei dollari, certamente: di famiglia più che benestante, non gli mancavano. E infatti dopo il debutto senza acuti nel 1977 con una Hesketh, intanto pensò bene di mettersi in proprio. Fondò il Team Rebaque e comprò una Lotus 78 (un solo punto conquistato…) e l’anno successivo comprò un’altra Lotus, la fenomenale 79 (zero punti conquistati…). Frustrante, non c’è che dire. Ma aveva capito che il privilegio di ottenere gli pneumatici più performanti, e quindi la possibilità di ben figurare, toccava ai Costruttori. 
Perché non tentare allora il tutto e per tutto?  Con la supervisione della Penske, a metà campionato Rebaque fece modificare abbastanza radicalmente la macchina battezzata HR100. Non si modificarono però i risultati, se possibile ancora peggiori. Ebbe un ultima chance nel 1980, quando si accasò alla Brabham al posto di Zunino. Compagno di squadra era Nelson Piquet: un termine di paragone troppo grande, che divenne campione del mondo nell’81 mentre il buon Hector raccattava punti qua e là. Fine della storia. Nel 1982 riuscì a vincere, ma nella CART americana, a Elkhart Lake. Un brutto incidente in Michigan ne spense ogni residua velleità. Oggi Rebaque è un facoltoso signore con interessi nel mondo dell’architettura e dello sviluppo immobiliare ma segue la Formula 1,  ha promozionato il ritorno del Gran Premio del Messico e apprezza la nouvelle vague mexicana. “Oggi – ha detto - ci sono le condizioni per avere di nuovo una squadra messicana in F1 ma occorre unire gli sforzi”. Forse lui ci sta.

giovedì 4 febbraio 2016

L'ACI PREMIA VACCARELLA, EROICO "PRESIDE VOLANTE"

Vaccarella-Bandini, vincitori Targa Florio 1965
(4/2/2016) –Un trofeo particolare, nella sua Sicilia, per Ninni Vaccarella, 83 anni a marzo. Sarà un momento emozionante quando, durante la Festa dei Campioni del Volante 2015, organizzata dall’Automobile Club d’Italia sabato 6 febbraio alle ore 19.30 presso l’Hotel “Villa Diodoro” a Taormina, il grande pilota di Palermo riceverà l’ennesimo riconoscimento intitolato “Al "Preside Volante" - campione nella vita e nello sport”. Sì, perché Vaccarella ha incarnato il sogno di tanti giovani: quello di arrivare ai massimi traguardi nello sport automobilistico, oltre tutto partendo dal Sud Italia, animato solo da legittima ambizione e smisurata fiducia nelle proprie capacità. Tutto condito da una condotta sportiva e di vita esemplare e leale. I risultati hanno confermato che aveva le carte per puntare in alto ed infatti è stato uno dei piloti più affidabili sulle ruote coperte, arrivando a trionfare alla 24 Ore di Le Mans del 1964 su Ferrari, oltre che alla 1000 Km del Nurburgring 1964 e alla 12 Ore di Sebring del 1970. Il Drake aveva grande rispetto per questo preside dedito alla velocità. Ma la vittoria più bella rimane quella del 9 maggio del 1965: Ninni Vaccarella in equipaggio con Lorenzo Bandini vinse la Targa Florio su Ferrari 275 P2. Per il “preside volante” fu l’apoteosi, divenne vero idolo delle folle: la sua fama si propagò in tutta l’isola di cui divenne vieppiù emblema ed orgoglio. L’affermazione nella classica che richiamava nell’isola tutto il gotha dell’automobilismo internazionale – era l’edizione numero 49 – lo consegnò infatti alla leggenda del motorsport. E Vaccarella profuse tutte le sue notevoli capacità per riuscirci fronteggiando gli squadroni Porsche e Ford. La partenza, Vaccarella alla guida, fu fulminante:.....

mercoledì 3 febbraio 2016

ET VOILA', LA RENAULT F1 E' NERA!

(3/2/2016)RENAULT IS BACK (AND BLACK)! La nuova Renault F1 resta nera! Solo pochi inserti (il deviatore di flusso, le paratie interne degli alettoni) saranno gialli. Il CEO Carlos Ghosn, fautore della svolta, ha svelato oggi nuova livrea e organizzazione per il ritorno della Casa francese in quella Formula 1 di cui stava diventando un corpo estraneo, malato. Nonostante tanti trionfi! Tanta innovazione! Ma è già acqua passata, si guarda avanti, sportivamente e commercialmente.  Sì, perché cambia molto. Renault Sport avrà un controllo doppio.



NASCONO RENAULT SPORT RACING E RENAULT SPORT CARS. La prima, dalle sedi operative di Viry Chatillon e di Enstone, si occuperà di tutte le attività “corse” della Regiè, e sono tante: F1, Formula E (e.dams), F. Renault 2.0, 01 RS Trophy oltre i programmi clienti pista e rally. Renault Sport (ramo della divisione Sport Technologies) baderà invece allo sviluppo e alla commercializzazione delle vetture di serie Renault Sport. La sinergia sarà massima ed è stata annunciata una prima dimostrazione già al Gp di Monaco. Renault Sport Racing sarà presieduta da Jérôme Stoll, con il supporto di Cyril Abitboul nel ruolo di Amministratore Delegato. Frederic Vasseur (ex ART Grand Prix) sarà agli ordini di questi ultimi come Direttore di pista, responsabile delle attività sportive e questioni tecniche. Renault Sport Cars sarà diretta da Patrice Ratti, quale Direttore generale, mentre Guillaume Boisseau, direttore dei marchi del Gruppo Renault, sarà responsabile del marketing.

FORMULA 1 – La nuova monoposto, denominata RS16, sarà assemblata ad Enstone, mente i motori continueranno ad essere sviluppati a Viry-Châtillon. Bob Bell diventa Direttore tecnico F1 e avrà sotto la sua responsabilità Nick Chester, direttore tecnico del telaio, e Rémi Taffin, Direttore Tecnico Motori. Kevin Magnussen (23 anni) e Jolyon Palmer (25 anni) sono i piloti; Esteban Ocon, entra nel team come terzo pilota e riserva. Infiniti abbandona le pance della Red Bull ma continua con Renault occupandosi dello sviluppo della  seconda generazione di sistemi di recupero dell'energia (ERS) per il gruppo propulsore di F1.



RENAULT SPORT ACADEMY – Torna anche la “scuola” Renault per individuare giovani talenti da lanciare in F1 e offrire nel contempo la possibilità di svolgere un ruolo attivo nei diversi mercati Renault attraverso la promozione e il sostegno dei loro piloti locali.

martedì 2 febbraio 2016

RENAULT AVANTI CON ILMOR

(2/2/2016) Renault, che domani, al Technocentre di Guyancourt presenterà l’organigramma che gestirà il gran ritorno in F1se non altro sta conferendo vivacità all’ambiente della F1. Il clamoroso divorzio dalla Red Bull, l’acquisto del Team Lotus e il ritorno in veste di costruttore, l’ingaggio di Magnussen – la “scuola” World Series non finisce di dare frutti… - al posto di Maldonado (vedremo che ne sarà di Palmer) sono tutti elementi  che tra poche ore troveranno il loro ordine. Il CEO Carlos Ghosn in persona ha voluto la svolta e Frederic Vasseur salirà sul ponte di comando dopo le annate 1977/1985 e 2002/2011 ricche di titoli e di tanta innovazione. Il motore, pardon la power unit, resta l’incognita sul rilancio della Losanga nella massima formula. 
Rémi Taffin
L’unità 2016 è allo studio già da metà della scorsa stagione e nelle ultime gare 2015 la specifica D è stata testata in pista. “E’ stato un passo indietro in alcune aree e il guadagno non è stato significativo. Ma era indispensabile per andare avanti”, ammette Rémi Taffin, Direttore Operazioni. Quello che è certo, è che prosegue la collaborazione con la Ilmor, quasi imposta dagli uomini Red Bull, furenti per l’impasse nella quale si era precipitati ma ora rivalutata. “Hanno messo nuove idee sul tavolo – continua Taffin - come una camera di combustione diversa. Continueremo questa collaborazione nel 2016, pur continuando a sviluppare un sacco di cose internamente. Con un partner di livello come Illmor siamo in grado di influire su uno spettro più ampio e di godere della loro ricca esperienza. Non abbiamo visto il beneficio completo di questo lavoro nel 2015 per diversi motivi. Ora che le cose sono sotto controllo, seguiamo la rotta impostata. Questo sarà nel 2016 e oltre“. Quindi si punta decisamente sui primi test collettivi di fine febbraio a Barcellona ma la mente è già rivolta a Melbourne e non manca un moderato ottimismo: “La specifica per la prima gara è stata fissata e sembra affidabile dopo molte migliaia di chilometri al banco. Naturalmente, ci sono ancora dettagli da regolare. Ma si tratta di messa a punto e siamo davvero in una situazione migliore rispetto allo scorso anno in questo periodo”.