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venerdì 29 aprile 2016

A MONZA PER SENNA, IL 3D E LE GARE ACISPORT

(29/4/2016)Senna continua ad attrarre. Oltre 6mila persone hanno già visitato la mostra “Ayrton Senna. L’ultima notte” in corso all’Autodromo Nazionale Monza, Museo della Velocità, fino al 24 luglio 2016. Per i tifosi, domani 30 aprile c’è un’appendice: la serata speciale “Senna. L’ultima notte insieme” ideata dai curatori dell’esposizione, il fotografo Ercole Colombo e il giornalista Giorgio Terruzzi. A partire dalle ore 21.00 i visitatori potranno assistere alla proiezione di un suggestivo filmato dedicato alla carriera del campione brasiliano, seguito da una conversazione con ospiti speciali tra i quali Jean Alesi ed Ivan Capelli che dialogheranno insieme ai curatori della mostra. Dunque una bella occasione unica per ricordare il campione di S. Paolo attraverso le testimonianze e i racconti di chi ha avuto la possibilità di conoscerlo più da vicino e di addentrarsi nella forte sensibilità dell’uomo. Il biglietto (10,00 euro) comprende l’ingresso più una consumazione offerta dallo “Speed Food Cafè”, bar ufficiale dell’Autodromo Nazionale Monza. (1,50 euro del biglietto saranno devoluti al progetto “Casa Francesco” dell’associazione “Amici Dell’Unitalsi” di Vedano al Lambro).

Sempre all’Autodromo di Monza, segnalo da oggi un'esperienza unica al mondo per un circuito, grazie alla realtà aumentata: indossando gli occhiali multimediali di ARtGlass, i visitatori potranno vedere la statua di Juan Manuel Fangio prendere vita, assisteranno in prima persona al ritiro dalle corse di Michael Schumacher, ripercorreranno in più tappe la storia del Tempio della Velocità e assisteranno all'evoluzione del design delle automobili da corsa. Un viaggio emozionante con animazioni in 3D, video storici e racconti dei protagonisti.
Non mancheranno le corse dell’Aci Racing Week End: fino a domenica pomeriggio, oltre 100 vetture di cinque campionati  - evento di cartello è il Campionato Italiano Gran Turismo - animeranno un intenso programma di prove, qualifiche e ben 13 gare. L’ingresso alla gara è gratuito a tutte le tribune e al paddock.

TYRRELL, SEI RUOTE CHE NON FUNZIONARONO

(29/4/2016)TYRRELL SIX WHEELER, GOOD IDEA, BAD RESULTS. Tra gli eventi che caratterizzarono lo splendido e drammatico campionato mondiale di F1 1976, ve ne fu uno tecnico molto rilevante: l’esordio della Tyrrell P34, monoposto a sei ruote, quattro più piccole anteriori. Il 2 maggio di quell’anno, 40 anni fa, al Gran Premio di Spagna a Jarama, la rivoluzionaria vettura progettata da Derek Gardner fu affidata al solo Depailler - Scheckter, l’altro pilota del “boscaiolo” Ken, l’avrebbe guidata dal successivo GP del Belgio – che fece segnare il terzo tempo in qualifica ma si ritirò in gara al 25 giro per un’uscita di pista. Un idea di successo? Non proprio.
Se è vero in quella stagione la macchina si rivelò competitiva, e infatti arrivarono una vittoria (Jody in Svezia), otto secondi posti e un terzo posto, con i due piloti in classifica finale dietro solo ai mattatori assoluti Hunt e Lauda, è anche vero che le problematiche emerse la resero di difficile gestione. L’intento di Gardner era di assicurare con quella trovata una più efficace direzionalità (i piloti potevano controllare le condizioni delle ruotine da una finestrella ricavata nell’abitacolo) e una vantaggiosa pulizia dei flussi d’aria, diretti verso il posteriore senza il disturbo dei grossi pneumatici anteriori. Nei fatti e alla lunga, la P34 poi P34/2 era pesante, tanto che per recuperare chili molti particolari furono realizzati in titanio, e inoltre la spiccata aderenza anteriore andava a discapito della stabilità del posteriore, difetto al quale si tentò di ovviare con parecchi interventi aerodinamici (vedi alettone e muso) e pensando subito ad una nuova sospensione per il 1977. Buon per Scheckter, a suo agio col sovrasterzo, meno per Depailler che infatti non riuscì a vincere (ma ci andò vicino a Monza, in Canada e al Fuji). Ma problema dei problemi fu il rapporto con il fornitore degli pneumatici, la Good Year. La produzione speciale e apposita per la Tyrrell divenne ben presto insostenibile, nel 1977 i risultati peggiorarono e nel ’78 si tornò alle tradizionali quattro ruote con il Project 008.

La Tyrrell 6 ruote del 1977

giovedì 28 aprile 2016

FLASHBACK / GP EUROPA 1996. JACQUES VILLENEUVE VINCE IL SUO PRIMO GP

(28/4/2016) – A Jacques Villeneuve ci vollero solo quattro corse per vincere il suo primo gran premio in Formula 1, quello d’Europa che si disputò al Nurburgring il 28 aprile del 1996, 20 anni fa. Il figlio dell’indimenticabile Gilles era stato ingaggiato dalla Williams, “spinto” da Bernie Ecclestone alla ricerca di personaggi per il suo Circus, dopo i trionfi l’anno prima in Formula Indy, compresa la 500 Miglia di Indianapolis. Sfiorò il successo già al debutto in Australia dove stupì tutti con la pole e il giro più veloce ma dovette rallentare per una perdita di olio favorendo la vittoria del compagno di squadra Damon Hill. Fu ancora secondo in Argentina e infine splendido primo al GP d’Europa dove precedette quello che diventerà il suo avversario principe, Schumacher, al primo anno in Ferrari, e Coulthard su McLaren-Mercedes. Quel giorno la FW 18 motorizzata Renault fu un orologio e il canadese fu impeccabile: effettuò la migliore partenza e  mantenne costantemente la testa senza commettere errori, a differenza di tanti altri. Vinse ancora in Gran Bretagna, Ungheria e Portogallo (stupendo sorpasso ancora ai danni di Schumi…) ma alla fine si classificò secondo dietro Hill (97 punti vs 78). Era ormai pronto per il 1997… 

mercoledì 27 aprile 2016

PROST E SHEENE, ARRIVANO I FILMS

(27/4/2016)Alain Prost e Barry Sheene: cosa hanno in comune questi due campioni del motore? Sono i protagonisti di nuovi film che faranno felici gli appassionati e i fans.
PROST, THE MOVIE - Si intitola “Prost”, sarà girato l’anno prossimo e ad impersonare il quattro volte campione del mondo di F1  oggi impegnato in Formula E con la Dams Renault sarà il connazionale Guillaume Gouix. La produzione sarà a cura della Labyrinthe Films e della Mars Films; la regia di Julien Leclerq. Si sa solo che narrerà della vita di Alain fin dall’infanzia, per arrivare all’ultimo atto della sua gloriosa carriera in pista, il titolo 1993 con la Williams, anno del suo ritiro. Ovviamente, buona parte della pellicola, alla quale l’ex pilota fornirà un contributo memoriale significativo, sarà incentrata sul prolungato duello, in pista e a parole, avuto con Ayrton Senna. Nel docu-film “Senna”, Prost risultava sostanzialmente come il pilota “scorretto” (vedi Suzuka 1989) e “politicamente” vicino all’allora presidente della FISA, Jean Marie Balestre. Una ricostruzione più volte contestata da Alain che con tutta probabilità vorrà con questo film fornire la “sua” verità dei fatti e per questo sarà molto interessante.
SHEENE, THE MOVIE – Inglese di Londra, forse può essere definito il James Hunt delle due ruote, ed un film su di lui è proprio una bella idea. Ecco il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=isb_UkeTs3g. Barry è stato campione del mondo della classe 500 nel 1976 e 1977 con la Suzuki ma fu anche campione di simpatia per il suo modo disincantato e guascone di affrontare il rischio e la vita. Mitico il numero 7 che lo contraddistingueva sulle piste di tutto il mondo e anche il papero che decorava il suo casco. Certo, il modo di correre costantemente al limite gli ha fatto pagare un prezzo altissimo: 67 fratture e tante, tante viti nelle sue ossa per tenerlo insieme, per questo fu soprannominato "Iron Man”, ed è tra gli idoli di Valentino Rossi. Terribili le cadute a Daytona (1975), Paul Ricard (1980), Silverstone (1984) alle quali reagì sempre da impavido cavaliere del motore, nonostante le raccomandazioni contrarie dei medici. Si arrese solo al cancro, il 10 marzo del 2003 in Australia, dove si era trasferito per beneficiare di un clima migliore. 

martedì 26 aprile 2016

KVYAT 22 ANNI, A SOCHI PER STUPIRE

(26/4/2016)Danil Kvyat è il pilota del giorno: perché oggi compie 22 anni, auguri, e perché è l’unico russo a correre il gran premio di casa, domenica prossima, a Sochi (Sirotkin è stato ingaggiato in extremis dalla Renault ma girerà solo nelle FP1 di venerdì). Ma ci sono altri interessanti perchè: la Red Bull sembra infatti aver ritrovato la competitività perduta e il terzo posto di Shanghai ha rilanciato le quotazioni dell’imberbe driver di Ufa che, tra l’altro, non è uscito affatto intimorito dalla diatriba (anche sul podio) con il blasonato Vettel che lo ha rimproverato di essere stato fin troppo audace alla prima curva del Gp di Cina. “Ora Vettel mi conosce meglio”, ha detto con un po’ di ironia nelle ultime ore Kvyat per niente incline alle scuse. “Così si va sul podio” aveva commentato a caldo e c’è da scommettere che la sua condotta non cambierà nemmeno sulle rive del Mar Nero. “Sopravvive solo il più forte” è il suo motto. A Milton Keynes sono molto ottimisti e parlano di Ferrari nel mirino: se così fosse ci sarebbe davvero da preoccuparsi a Maranello… L’anno scorso a Sochi Kvyat si classificò quinto ma nessuna Red Bull è mai arrivata in zona podio e il gran premio di Russia è uno dei cinque del calendario mai conquistato da Horner & C. danil è pronto e carico: “E’ magnifico poter correre davanti ai propri connazionali. La pista presenta curve simili ma non facili come potrebbe sembrare: la curva 4 è la più bella ma mi rende felice avere anche una tribuna intitolata a me!”. 

venerdì 22 aprile 2016

IMOLA DI NUOVO PRONTA PER LA F1, DIECI ANNI DOPO

(22/4/2016)IMOLA IS READY, F1 AGAIN. Quante probabilità ha il circuito di Imola di tornare ad ospitare un gran premio di Formula 1? Molte, dieci anni dopo l’ultima gara, il 23 aprile del 2006. La società Formula Imola che gestisce l’impianto – partecipata all’85% dal consorzio Con.Ami che comprende 23 comuni tra le provincie di Bologna, Ravenna e Firenze, e le Regioni Emilia Romagna e Toscana - è uscita da tempo, e in maniera trasparente, allo scoperto: con i conti a posto, l’obiettivo  principale è riportare le monoposto regine sui saliscendi della pista intitolata a Enzo e Dino Ferrari. Il Presidente della società, Uberto Selvatico Estense, ha più volte incontrato negli ultimi tempi Bernie Ecclestone prospettandogli in modo preciso e garantito intenzioni, programmi di sviluppo e disponibilità economiche. Musica, per le orecchie del Padrino che, molto seccato, è alle prese con la “telenovela” del rinnovo Monza. Imola non vuole “fare le scarpe” allo storico circuito brianzolo, né alla titolazione di Gran Premio d’Italia, ma è pronta ad ogni soluzione: alternanza, rinnovo della storica partnership con S. Marino, o anche nuova titolazione, tipo GP d’Europa ora di pertinenza del Gran Premio dell'Azerbaigian. Ecclestone è sensibile alla ricchezza di storia di Imola, al legame del circuito del Santerno con Enzo Ferrari e al desiderio del “popolo rosso” di rivedere la F1 sul circuito di casa. E una buona notizia viene proprio dalle ultime dichiarazioni del boss inglese, secondo il quale il numero dei gran premi potrebbe anche aumentare (ma più probabilmente qualche sede oggi in calendario potrebbe gettare la spugna, si parla di Cina e di non lunga vita del cittadino di Baku) spalancando così le porte a chi ha soldi e voglia di provarci (oltre Imola, Las Vegas, Kyalami e altri).  L’ultima volta che le monoposto del Circus hanno sfrecciato sul “piccolo Nurburgring” è stata giusto dieci anni fa. Quel giorno Michael Schumacher, su Ferrari, tenne a bada, per la gioia dei tifosi del Cavallino, fino alla bandiera a scacchi la Renault di Fernando Alonso, attaccato ai suoi tubi di scarico ma impossibilitato a superarlo. Un’immagine e un esito che in molti vorrebbero rivedere.

giovedì 21 aprile 2016

EVENTO VESPA, 70 ANNI E NON SENTIRLI

(21/4/2016) – C’è un compleanno speciale, con tanti eventi, il prossimo 23 aprile: nel 1946 a Firenze veniva infatti depositato il brevetto della Vespa. Compie quindi 70 anni lo scooter più conosciuto e diffuso al mondo, vera icona italiana, frutto post seconda guerra mondiale dell’intuito, della sapienza e della creatività di Enrico Piaggio, dell’ingegnere Corradino D’Ascanio e del designer Mario D’Este che diede forma ad un’idea di libertà un po’ bici, per la sua maneggevolezza, un po’ auto grazie alla sua comodità e alla completa carenatura delle parti meccaniche. Ed era anche innovativa (senza catena e sospensione a pantografo) ed elegante! Un insetto elegante che patron Piaggio, che così volle riconvertire l’azienda aeronautica di famiglia, battezzò per l’appunto Vespa. 
Qualità mai venute meno e che ne hanno sancito il successo planetario. Qualche numero? Del primo esemplare, la 98 cc, negli storici stabilimenti di Pontedera ne furono prodotti circa 2000, ma con la successiva 125 cc già si sfiorarono i 10mila; nel giro di un decennio ne furono vendute un milione. Protagonista del boom economico italiano degli anni ’60, e del film “Vacanze romane” con Gregory Peck ed Audrey Hepburn – che contribuì a renderla celebre anche negli States - oggi viene fabbricata anche in India, Brasile e Vietnam e stabilmente venduta in tutto il mondo. 
L’azienda ha conosciuto un  periodo di crisi negli anni ’90 ma dopo essere appartenuta al fondo tedesco Morgan Greenfel, l’avvento nel 2003 di Roberto Colaninno riportò sotto il tricolore e in utile tutta una storia, che ha ripreso vigore e mordente con un’ulteriore internazionalizzazione. L’anniversario verrà celebrato con una versione speciale e, tanto per innestare un’altra marcia, a Pontedera sarà inaugurato il nuovo stabilimento di verniciatura automatizzato; in programma anche la mostra dal titolo “In viaggio con la Vespa” presso il Museo Piaggio. Ma fremono soprattutto i tantissimi Vespa Club che prenderanno parte al raduno internazionale dal 23 al 25 aprile e a tante altre iniziative sparse su tutto il territorio nazionale e all’estero.

martedì 19 aprile 2016

TUTTO SULL' E-PRIX DE PARIS

(19/4/2016) – C’è grande attesa e fermento per l’e-prix di Parigi, che sabato 23 aprile porterà per la prima volta le monoposto elettriche del campionato di Formula E nella ville lumiere, su un circuito di 1,93 Km (14 curve) intorno al complesso architettonico di Les Invalides. Un vero e proprio evento, fortemente voluto dal CEO della Formula E, Alejandro Agag, e dal presidente FIA Jean Todt nonché incondizionatamente appoggiato dal sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, e dal Ministro della Città, Patrick Kanner, poiché in linea con gli intenti eco-ambientali sanciti a dicembre da Cop 21 proprio nella capitale francese. 
Lo spettacolare appuntamento, ovviamente, è particolarmente sentito da Case e piloti transalpini: oltre al fornitore unico di pneumatici Michelin e allo sponsor ufficiale EDF, la F.E conta sulla partecipazione di due team Renault DAMS e DS Virgin Racing e di quattro piloti come Nicolas Prost, Jean Eric Vergne, Loic Duval e Stephane Serrazin che probabilmente mai avrebbero pensato un giorno di correre una gara sfrecciando silenziosamente tra il Museo dell’Esercito e la tomba di Napoleone! Per l’occasione, DS si mette in mostra: domani alle ore 11 al Park Hyatt Paris-Vendome ci saranno la monoposto DSV-01 con Vergne alla guida e, al debutto dopo il Salone di Ginevra, la DS E-Tense. Da lì, si muoveranno verso l’Opera e il Louvre, lungo la riva sinistra della Senna, fino alla Torre Eiffel. Ritorno, questa volta lungo la riva destra, passando vicino al Grand Palais fino al DS World Paris, il flagship del Marchio al 33 de la rue François 1er. Previste comunque due soste: davanti alla Piramide del Louvre e la seconda al Trocadéro. Pronti? Partenza sabato alle ore 16, biglietti a partire da 20 euro.

lunedì 18 aprile 2016

AUTO-SCONTRO FERRARI, NON E' LA PRIMA VOLTA...

(18/4/2016) -  CRASHES FERRARI AT THE STARTL'incidente in partenza tra le due Ferrari ha “imbarazzato”, così ha detto, Sergio Marchionne. Ma se il Presidente del Cavallino avesse memoria storica ricorderebbe che contatti alla partenza, tra le due Rosse, non sono mai mancati! In Cina Raikkonen è quello che ha subito i peggiori danni e fortunatamente è uno che parla poco: Non ho la minima idea di quello che è successo in partenza, all’improvviso sono stato colpito e mi sono girato. Seb è venuto da me a scusarsi dopo la gara, ed è chiaro che non l’ha fatto apposta, ma per la gara purtroppo questo non cambia le cose”. Vettel, dal canto suo, da buon tedesco ha trovato del raziocinio: “Quello che è accaduto nel primo giro, dopotutto, è un incidente di gara. Da dove mi trovavo, non potevo andare da nessuna parte, stretto fra Kimi e Kvyat. E’ chiaro che sono molto dispiaciuto per quello che è successo, non è una bella cosa finire contro una macchina che ha i tuoi stessi colori. Kimi ha bloccato i freni alla curva 1, io ho cercato di passarlo all’interno. Daniil era dietro di me, ma era partito meglio e stava preparando la stessa mossa. Io volevo assolutamente passare Kimi e Daniil voleva a tutti i costi superare me. Kimi è rispuntato a sinistra, Kvyat da destra, ho cercato di tenerlo e poi di mollare il gas e frenare, ma a quel punto non c’era più nulla da fare”. 
Crash ferrari start GP Spain 1975
Incidenti e contatti alla partenza tra due Ferrari, dicevo. Ricordo, per esempio, l'auto-eliminazione di Lauda e Regazzoni allo start del Gran Premio di Spagna del 1975 al Montjiuch anche se con la “collaborazione” dell'arrembante Andretti su Parnelli. Oppure lo scontro sempre tra Lauda e Regazzoni al via del Gran Premio di Gran Bretagna a Brands Hatch nel 1976, con lo svizzero reo di una manovra troppo azzardata che a fine stagione contribuì a costargli il posto. O ancora il lieve contatto alla prima decisiva curva del Gran Premio di Long Beach 1979 tra Villeneuve e Scheckter che piegò l'alettone anteriore del sudafricano poi secondo dietro il canadese. Cose che capitano?
Crash Ferrari start GP GB 1976
Ferrari start Long Breach 1979

venerdì 15 aprile 2016

RALF SCHUMACHER, DALLA PRIMA VITTORIA IN F1 ALL'ADAC F4

(15/4/2016) Ralf Schumacher comincia questo fine settimana ad Oschersleben la sua nuova vita da team principal nel campionato ADAC F4, 15 anni dopo la sua prima vittoria in F1. Il team è quello del suo ex “principal” nel DTM, Gerhard Ungar, ribattezzato per sancire la nuova unione US Racing. Si parla molto del fatto che nello stesso campionato correrà un certo Mick Schumacher, nipote proprio di Ralf in quanto figlio del grande Michael: dunque avversari, in qualche modo come ai tempi della F1 quando il fratello minore dell’ex ferrarista tentò di farsi strada da solo prima con la Jordan (debutto nel 1997) e quindi soprattutto con la Williams e infine con la Toyota. Proprio il 15 aprile del 2001, Ralf vinse il suo primo Gran Premio, quello di San Marino. 
Guidava la Williams BMW – in squadra con lui c’era Montoya – e in quella occasione partì in seconda fila col terzo tempo. Era in giornata di grazia: scattò subito al comando che mantenne e consolidò anche dopo i pit stop, facendo segnare anche il giro più veloce. Degli avversari, solo Coulthard su Mc Laren tentò di insidiarlo ma dovette accontentarsi della piazza d’onore, come il ferrarista Barrichello del terzo posto. Attardato Hakkinen sull’altra Mc Laren e ritirato Michael Schumacher. Quell’anno vincerà anche in Canada e soprattutto in Germania, classificandosi alla fine quarto in classifica generale. Sembrava veramente potesse affermarsi, invece cominciò un lento declino. Ora vedremo se saprà guidare al successo i giovani: nel suo team c’è Louis Gachot, figlio di quel Bertrand grazie alle cui vicissitudini Michael esordì al Gp del Belgio del 1991. 

giovedì 14 aprile 2016

NUOVA FORD GT, SOLO PER 500 APPASSIONATI

(14/4/2016) – La nuova Ford GT, la supercar ad altissime prestazioni dell’Ovale Blu: desiderate possederne uno dei 500 esemplari che saranno prodotti in edizione limitata nei primi due anni? Se la risposta è sì fino al 12 maggio prossimo occorre inoltrare domanda sul sito FordGT.com, dove è possibile configurare online la ‘GT dei propri sogni’. In caso di approvazione, i potenziali acquirenti potranno quindi completare l’acquisto affiancati dal Ford GT Concierge Service, che fornirà loro - assicurano dalla Ford - un’esperienza su misura, non solo durante l’ordine e la consegna, ma anche per tutto il periodo di possesso della Ford GT. Il processo di acquisto della Ford GT è unico proprio come la nostra supercar”, commenta infatti Henry Ford III, Direttore Marketing Global di Ford Performance. “Comprendiamo che i clienti possessori della Ford GT saranno grandi ambasciatori di Ford Motor Company e quindi non vediamo l’ora di fornire loro un servizio tanto speciale quanto l’auto stessa”. Il nuovo sito dedicato alla Ford GT offre un configuratore che fornisce ai clienti una prima opportunità di allestimento  e la possibilità di condividere la loro configurazione ideale con il resto del mondo attraverso i social media. Sono disponibili 8 colori per la carrozzeria, compreso l’ambitissimo Liquid Blue, che possono essere combinati con 7 diversi colori per le strisce, e 4 allestimenti per gli interni. La GT si annuncia come la Ford più tecnologicamente avanzata di sempre, caratterizzata da un innovativo trattamento aerodinamico delle superfici, dall’utilizzo estensivo di materiali ultraleggeri, come la fibra di carbonio utilizzata per il telaio, e dal motore EcoBoost 3.5 bi-turbo da oltre 600 cavalli, che le garantirà uno dei migliori rapporti peso-potenza mai ottenuti a bordo di un’auto di produzione.

mercoledì 13 aprile 2016

HAPPY BIRTHDAY / DAN GURNEY 85 ANNI, UN MARINE IN F1

(13/4/2016) – Tanti auguri di buon compleanno al grande Dan Gurney, oggi 85 anni, un altro dei “grandi vecchi”del motorsport americano che hanno lasciato un segno del loro talento anche in Europa. Nato a Port Jefferson nel 1931, altissimo, ex Marine (in Corea), figlio di un cantante lirico e nipote dell’inventore dei cuscinetti a sfera, Daniel Sexton Gurney si mise in testa un’idea meravigliosa: affermarsi in Formula 1, lui che proveniva da una tradizione motoristica così diversa. Ci provò perché, oltre alla bruciante passione e al talento innato, sapeva di poter contare su una ferrea determinazione e su una preparazione tecnica non comune. Lo chiamavano infatti “meticoloso Dan”. La strada maestra per le sue ambizioni era costituita, ovviamente, dalla mitica Ferrari.
E Gurney ci arrivò presto grazie ai risultati e alle segnalazioni a Maranello da parte del plenipotenziario USA Luigi Chinetti e del connazionale Phil Hill. Nel 1958 debuttò su una rossa alla 24 Ore di Le Mans e l’anno dopo era in F1 dove si mise in luce in Germania (2°) e in Portogallo (3°). Ma Gurney aveva fretta di primeggiare e preferì battere altre strade: BRM (1960), Porsche (1961 e 1962) alla quale regalò il suo e il loro primo successo assoluto al Gp di Francia ’62 (e dove trovò moglie in Eva Butzi, dell’ufficio stampa), Brabham (1963/1965), fino alla decisione di diventare costruttore, realizzando attraverso la AAR – All American Racers, fondata insieme a Carol Shelby, la Eagle. Molto ben realizzata, montava inizialmente il classico Coventry-Climax per passare poi al 12 cilindri a V della Weslake, appositamente progettato. Il debutto avvenne quasi 50 anni fa, il 12 giugno del 1966 al GP del Belgio che Gurney vincerà un anno dopo, unico successo della neonata concorrente. 
L’americano concluse la sua avventura in F1 con la Brabham e infine la Mc Laren, nel 1970, per tornare in patria con un totale di 86 GP disputati, 4 vittorie e 3 pole. Ma soprattutto con il generale apprezzamento degli addetti ai lavori – diede filo da torcere a  mostri sacri come Moss, Clark, Graham Hill, Jack Brabham - che ancora oggi lo tratteggiano come un pilota ingiustamente sottovalutato.  La sua grandezza sta negli altri trionfi conseguiti: primo alla 12 Ore di Sebring del 1959 (Ferrari 250), alla 1000 Km del Nurbugring del 1960 in coppia con Moss (Maserati Tipo 61), alla 3 Ore di Daytona del 1962, alla 24 Ore di Le Mans del 1967 insieme a A.J. Foyt (Ford GT40), due volte secondo alla 500 Miglia di Indianapolis (1968 e ’69) che vincerà con....

FLASHBACK / GP SPAGNA 1986. SENNA BATTE MANSELL IN VOLATA

(13/4/2016) – Che duello tra Ayrton Senna e Nigel Mansell al Gran Premio di Spagna del 13 aprile 1986 a Jerez! Solo 14 centesimi e pochi centimetri, al termine di una gara mozza-fiato, separarono sulla linea del traguardo il vittorioso pilota brasiliano, allora al secondo anno su Lotus-Renault, e lo scatenato inglese a caccia del mondiale su Williams-Honda.  Con gli spettatori ovviamente in visibilio o incollati alla tv, sicuramente oggi ancora memori di quella contesa. Senna era partito in testa senza riuscire però a staccare un gruppetto di clienti poco docili come Piquet, Rosberg, Prost e Mansell, tutti però attenti a non sprecare troppa benzina: era infatti l’anno della “formula consumo”. Rosberg pagò presto le conseguenze della sua irruenza mentre Piquet dovette abbandonare col motore rotto e Prost, come sempre, si dimostrò fin troppo guardingo. La lotta, alla fine, rimase ristretta tra il giovane talento di San Paolo e il Leone inglese che, dopo un pit-stop per una foratura lenta, rientrò in pista staccato di circa 20 secondi. Gli pneumatici freschi e la sua veemenza gli consentirono però di recuperare quasi quattro secondi al giro, fino al corpo-a-corpo degli ultimi chilometri e al vero e proprio rush in accelerazione sul rettilineo d’arrivo che i due percorsero praticamente affiancati. Come detto, Senna la spuntò davvero per un soffio e questo fu solo il primo degli spettacolari confronti diretti tra i due campioni che questo blog cercherà di riportare alla memoria, con molta nostalgia. (https://www.youtube.com/watch?v=87g8q7ZmXAs)

lunedì 11 aprile 2016

F1, BMW RILEVA LA SAUBER? C’E’ ANCHE L’ALFA ROMEO!

(11/4/2016) – Segnatevi questa data: 30 aprile. E’ il termine entro il quale la F1 Commision dovrà mettere nero su bianco le proposte per la nuova Formula 1, in vigore dal campionato 2017. Sperando che ce la facciano – il precedente termine del 29 febbraio non è stato rispettato – potrebbe allora decidere di entrare in scena un nuovo, importante concorrente: la BMW. Difficile in pochi mesi preparare squadra ed organizzazione ex novo ma la soluzione è a portata di mano e non è neanche una novità: i tedeschi potrebbero rilevare la Sauber, come fecero tra il 2006 e il 2009, mai come adesso in seria difficoltà di sopravvivenza (attenzione però: per gli svizzeri si parla anche di operazione rientro Alfa Romeo!). 
Giancarlo Minardi, solitamente ben informato, da tempo prospetta come molto probabile il ritorno nel Circus della Casa di Monaco di Baviera e i nuovi regolamenti rappresenterebbero l’utile stargate poiché farebbe ripartire un po’ tutti da nuove basi. Come noto, in estrema sintesi, si parla di pneumatici più larghi e di dimensioni delle monoposto maggiorate, oltre che di soluzioni per il recupero di grip meccanico a scapito dell’esasperazione aerodinamica. La “famigerata” power unit ibrida resterebbe l’unica conferma ma, sul tema, la BMW è ferrata come la Mercedes e probabilmente gli studi e le prove al banco sono in corso da tempo. Proprio l’ambizione di fronteggiare il consolidato strapotere sportivo e mediatico dei connazionali di Stoccarda potrebbe costituire la definitiva spinta che porterebbe a cinque le Case ufficiali in lizza nella massima formula, dopo Mercedes, Ferrari, Renault e Mc Laren. Anticipo il toto-piloti: su almeno una delle due monoposto salirebbe un pilota tedesco. Chi? Rosberg è in scadenza di contratto e se dovesse decidere di cambiare aria sarebbe il benvenuto per la mole di preziose informazioni in suo possesso. In alternativa, ecco finalmente l’occasione d’oro per il sempre apprezzato Hulkenberg. Per il secondo volante, visto il successo dell’operazione Werhlein, la BMW pescherebbe nel bacino dei suoi piloti nel DTM. 

venerdì 8 aprile 2016

HAPPY BIRTHDAY / MARK BLUNDELL 50 ANNI E L’OCCASIONE MANCATA WILLIAMS

Mark Blundell oggi
(8/4/2016) – Ecco un altro pilota della scuola inglese che non ha trovato fortuna in Formula 1: è Mark Blundell al quale oggi vanno gli auguri di buon compleanno: 50 anni! E’ rimasto nel mondo dei motori in veste di commentatore TV e di CEO della MB Partners Sports Management Agency: lo spagnolo Roberto Mehri è tra i suoi “pupilli”. Poca fortuna, dicevo, ma buoni risultati e … un rammarico. Sì, perché dopo il motocross, la F. Ford e la F.3000 le sue qualità vennero notate dalla Williams che lo volle come tester dall’inverno del 1989. Troppo grossa, però, l’opportunità del debutto con la Brabham-Yamaha nel 1991 a Phoenix. Arrivò anche il primo punto già a Spa, ma anni dopo Mark giudicherà quella scelta frettolosa, visti i successi conseguiti dal team di Sir Frank e invece il naufragio del team che fece campione Piquet. 
Nel 1992 ebbe modo di rifarsi alla grande vincendo la 24 Ore di Le Mans insieme a Warwick e Dalmas sulla Peugeot 905. Dal 1993 ritrovò la F1, prima con la Ligier-Renault, insieme al connazionale Martin Brundle, e poi alla Tyrrell-Yamaha, cogliendo buoni terzi posti in Sudafrica e in Germania (1993) e in Spagna (1994). Nel 1995 il repentino divorzio di Mansell dalla Mc Laren gli aprì le porte del team di Ron Dennis – del quale era stato nel 1992 collaudatore - al primo anno del fortunato connubio motoristico con la Mercedes. Il miglior risultato, quarto posto al GP d’Italia, non gli garantì il posto. Tra il 1996 e il 2000 eccolo infine a cercar fortuna in America, nella serie CART: tre vittorie e un brutto incidente durante dei test per la PacWest. 

lunedì 4 aprile 2016

QUANDO LA FERRARI DELUDE NEL GIRO DI RICOGNIZIONE

(4/4/2016)WHEN FERRARI DISAPPOINTS ON FORMATION LAP. In Barhein ci ha pensato Raikkonen, buon secondo,  a tenere alto l’onore della Ferrari ma sconcerta e preoccupa il ritiro di Vettel addirittura durante il giro di ricognizione. L’affidabilità, un tempo fiore all’occhiello delle Rosse, lascia a desiderare: in Australia fu il finlandese a dover alzare bandiera bianca con un turbo in fiamme mentre a Shakir pare sia stata una valvola motore a mettere subito fine ai sogni di gloria del tedesco. Due k.o. inaspettati e pesanti, che certamente non avranno fatto piacere al Presidente Marchionne. 
Schumacher out al GP Francia 1996
La sensazione è che la SF16-H sia una buona macchina che si è molto avvicinata alla Mercedes ma le frecce d’argento appaiono nel complesso ancora superiori E in grado, soprattutto, di tirare fuori un surplus prestazionale ogni volta che serve. Senza i guai alla partenza, molto probabilmente Hamilton sarebbe arrivato davanti a Raikkonen che in classifica è al momento è il pilota del Cavallino meglio piazzato al pari di Grosjean che guida una vettura debuttante… 
Prost ritirato nel GP S. Marino 1991
Tra l’altro non è la prima volta che i tifosi del cavallino vengono raggelati già nel giro di ricognizione: al Gran Premio di Francia del 1996, a Magny Course, Michael Schumacher, allora al primo anno in rosso e nell’occasione in pole position, dovette mestamente parcheggiare a lato lasciando via libera a Damon Hill. Ancora peggio nel 1991 quando al Gran Premio di S. Marino a Imola Alain Prost perse clamorosamente il controllo della monoposto per un acquaplaning non riuscendo a ripartire e a collocarsi in griglia tra le grida di delusione della folla amica. A questo punto non resta che attendere il responso del delicato GP di Cina, il 17 aprile, per capire la reale consistenza delle ambizioni ferrariste. Le Mercedes scappano.

sabato 2 aprile 2016

ANNIVERSARY / 3 APRILE 1966. MUORE PININFARINA, IL “SARTO” PREFERITO DI FERRARI

(2/4/2016)50th DEATH OF PININFARINA, ENZO FERRARI FAVORITE TAILOR. Domani 3 aprile, ricorrono i 50 anni della morte di Battista Farina, più celebre come Pininfarina, avvenuta nel 1966 a Losanna. Creando nel maggio del 1930 (pochi mesi dopo la Scuderia Ferrari…) la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina, è stato senz’altro uno dei principali e primordiali estensori a livello internazionale del gusto, della raffinatezza e dell’eleganza italica. Applicati alle auto, delle quali era appassionatissimo. Era zio di Giuseppe Farina, primo campione del mondo di F1 ed aveva perfino gareggiato: ci teneva a ricordare che nel 1921, alla classica della montagna Aosta – Gran San Bernardo, aveva battuto niente meno che un certo Enzo Ferrari su Alfa Romeo. Proprio il rapporto con il Drake costituì un probante banco di prova per l’azienda piemontese. Il re di Maranello, già in contatto praticamente con tutti i carrozzieri, da Ghia a Vignale, da Touring a Zagato, cercava qualcuno che infondesse “personalità” alle sue creature. 
A sua volta, il già grande Pininfarina, che aveva avuto in un altro “vate” dell’auto come Vincenzo Lancia un mentore e socio, dopo tanti successi con altre marche desiderava fortemente far parte del magico mondo delle esclusive gran turismo di Maranello. Due giganti, dunque, che dovevano solo incontrarsi per regalarsi a vicenda un nuovo traguardo professionale e umano. Sì, ma dove? A Maranello o a Torino? Le cronache narrano di una prima stretta di mano in “campo neutro”, in un ristorante di Tortona, che chiarì subito l’ineluttabilità della collaborazione. L’intesa, a partire dagli allestimenti per la 342 America, fu lunga, proficua, cordiale e diede vita alle Ferrari più belle e a varie personalizzazioni, per il Principe di Svezia Bertil come per l’attrice Ingrid Bergman. Il Drake definiva Pininfarina – a proposito, già cavaliere del Lavoro, nel 1961 questo diventò il cognome ufficiale per decreto presidenziale di Giovanni Gronchi – “il primo vero sarto dell’automobile, un grande artista”. Un connubio felice che si sarebbe perpetuato egregiamente anche col figlio Sergio. Una Ferrari, la 550 Barchetta presentata a Parigi nel 2000, è stata battezzata col nome Pininfarina. Oggi l’Azienda è stata acquisita dagli indiani della Mahindra.