Translate

giovedì 30 giugno 2016

ANNIVERSARY / 30 GIUGNO 1956. DINO FERRARI, A 60 ANNI DALLA MORTE VIVONO LE SUE INTUIZIONI

(30/6/2016) DINO FERRARI DIED 60 YEARS AGO. Del figlio del Drake, l’amatissimo Alfredo, Dino Ferrari, si è detto e scritto tutto. Oggi ricorrono 60 anni dalla sua morte, avvenuta il 30 giugno 1956, all’età di 24 anni, alla fine della lunga battaglia contro la distrofia muscolare progressiva di cui era affetto. Un avversario implacabile, anche per il coriaceo padre che, impotente, pensò di farla finita insieme a lui un giorno di giugno sul bastione di San Marino. Cosa sarebbe diventato quel figlio così portato per la meccanica e appassionato di corse? Oggi avrebbe avuto 84 anni e, chissà, piace immaginarlo ancora alla testa dell’Azienda fondata dal padre. Era assai competente: si diplomò perito industriale all’Istituto Corni di Modena e Ingegnere in Svizzera; frequentò anche il primo anno della Facoltà di Economia a Bologna. 
Le sue intuizioni sull’architettura dei motori si rivelarono giuste, vedi il celebre 6 cilindri a V di 65° a doppio albero a camme in testa di 1500 cc per la F2. Nel 1957 fu realizzata la Dino 156 che Luigi Musso portò al debutto al GP di Napoli con un buon terzo posto e vinse a Reims con al volante Maurice Trintignant. Quel motore,, evoluto (2500 cc), equipaggiò poi la 246 F1 in lizza nel mondiale di F1 1958 e, ulteriormente rivisto, le Sport.
La breve esistenza del giovane Ferrari continua a meritare effetti ed affetti. Oggi si riparla di un nuovo modello stradale Dino, una sorta di “entry level”, in fase di studio a Maranello che rievochi lo storico esemplare realizzato tra il 1969 e il 1973 (ci fu anche un coupè Fiat). 
Come noto, l’autodromo di Imola è intitolato “Enzo e Dino Ferrari” e c’è anche un kartodromo, quello di Fermo, che rende omaggio alla sua memoria. Ma sono gli studi sulla malattia degenerativa che l’ha portato via a non avere fine. Già nel 1972, il Drake promosse l’interessamento di una equipe di ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano e nel 1978 fondò, insieme al prof. Guglielmo Scarlato, il “Centro Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano che dal 1984 si avvale dell’aiuto dell’Associazione Amici del Centro Dino Ferrari. L’impegno sulla ricerca e il sostegno delle persone colpite dal male è perseguito ora da Piero Ferrari.

ANNIVERSARY / 30 GIUGNO 1966. NINO FARINA, 50 ANNI FA LA MORTE DEL PRIMO CAMPIONE DEL MONDO DI F1

(30/6/2016) 50 YEARS AGO DIED NINO FARINA, THE FIRST F.1 WORLD CHAMPION. Sono passati 50 anni dalla morte di Giuseppe Emilio "Nino" Farina, il 30 giugno 1966, pilota automobilistico di un’altra epoca, ma il suo nome non verrà mai dimenticato. Lo ricordano costantemente gli Albi d’Oro, gli storici dell’auto, i telecronisti più inclini a raccontare la F1. Farina è stato infatti il primo campione del mondo della neo costituita Formula 1: 66 anni fa, nel 1950 con l’Alfa Romeo 158, in classifica finale si piazzò davanti a Fangio e Fagioli (le 3 formidabili “F”). Vinse anche la prima gara titolata, a Silverstone, facendo segnare inoltre la pole position e il giro più veloce. Dati sportivi e statistici che lo proiettano negli anni quale magnifico precursore delle gesta dei successivi pionieri del rischio su quattro ruote, fino ai Vettel ed Hamilton di oggi. Ma, per i più giovani, che tipo di pilota e di uomo era Nino Farina? Nato a Torino nel 1906, il padre Giovanni era il patron di una delle più antiche ed importanti carrozzerie automobilistiche dell'epoca, gli “Stabilimenti Farina”, lo zio era il mitico Pinin Farina. Lui, dopo la laurea in legge, sembrava destinato alla carriera legale. Nulla di più sbagliato: era un esuberante sportivo e dopo il ciclismo, l’equitazione e lo sci rimase folgorato dai motori. 
Prima gara nel 1930, la salita Aosta – Gran San Bernardo, e già dal 1936 al 1939 si laureò consecutivamente campione italiano assoluto di velocità. In breve tempo divenne uno dei massimi alfieri dell’Alfa Romeo. Accettava spavaldamente il rischio ma si abbandonava edonisticamente ai piaceri della vita, donne in testa (e un sigaro cubano mentre era ala guida!). Dopo il ritiro dell’Alfa Romeo, nel periodo tra il 1952 e il 1955, passò alla Ferrari con la quale aveva già corso regalando nel 1949 al Drake la prima vittoria all’estero del Cavallino, il Gran Premio di Rosario, in Argentina. Con la Rossa si affermò anche alle 1000 Km del Nurburgring (1953) e di Buenos Aires (1954); nel 1956 organizzò una spedizione alla 500 Miglia di Indianapolis con una monoposto frutto di un complicato assemblaggio Bardhal-Ferrari-Osca che però non diede frutti (mancata qualificazione). Enzo Ferrari così lo dipinse nel suo “Piloti che gente”: Era l'uomo dal coraggio che rasentava l'inverosimile. Un grandissimo pilota, ma per il quale bisognava stare sempre in apprensione, soprattutto alla partenza e quando....

mercoledì 29 giugno 2016

QUINTARELLI, FROM JAPAN WITH LOVE

(29/6/2016)Ronnie Quintarelli è in Giappone dai primi anni 2000. Una scelta difficile ma che ha pagato: oggi è stimato e vincente pilota ufficiale Nissan e ora anche “Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia”, onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e consegnata dall’Ambasciatore italiano in Giappone Domenico Giorgi. Motivo? Il veneto di Negrar rientra tra “coloro che, italiani all'estero o stranieri, hanno acquisito particolari benemerenze in diversi settori e aree, inclusa la promozione dei rapporti di amicizia e collaborazione tra l'Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l'Italia”. Niente male per uno sportivo puro di 36 anni (è nato ad agosto 1979) al quale l’appassionato papà Roberto diede il nome del grande pilota svedese Peterson – morto a Monza nel 1978 – e che dopo essere diventato campione europeo kart, vice campione F.2000 (dietro a Felipe Massa) e tester Midland F1 capì prima di altri che per le vele degli italiani non c’era vento. 
C’era, invece, la possibilità di una carriera professionistica di alto livello dall’altra parte del mondo, prima con Toyota e, dal 2008, in qualità di portacolori Nissan (dal 2013 nel Team ufficiale NISMO). Fiducia ripagata: nel 2015 si è laureato pilota più vincente nella storia della serie Super GT, conquistando insieme a NISMO e al compagno di scuderia Tsugio Matsuda il suo quarto titolo in cinque anni. Ma a favore di Quintarelli non ci sono solo meriti sportivi. L’italiano si è distinto anche per l’encomiabile impegno civile profuso quale volontario, insieme all’associazione Italians For Tohoku”, a seguito del tremendo terremoto che ha colpito nel 2011 il nord del Giappone. Quintarelli ha scoperto un nuovo mondo - nel quale si è perfettamente integrato - fatto di rispetto, lealtà di passione. “Spero vivamente che l’impegno sportivo di Ronnie in qualità di campione italiano in Giappone possa rafforzare ancor di più il legame tra le nostre due nazioni”, ha detto Takao Katagiri, CEO di Nissan Motorsports International.

lunedì 27 giugno 2016

FLASHBACK / GP SPAGNA 1981. JARAMA, IL CAPOLAVORO DI VILLENEUVE

(27/6/2016) – Era fine giugno, quando nel 1981 si disputò il Gran Premio di Spagna sul circuito di Jarama: il teatro di una delle gare e delle vittorie più belle ed entusiasmanti di Gilles Villeneuve. Il pilota della Ferrari era reduce dall’inaspettato trionfo di Montecarlo, ma non era tra i favoriti della gara iberica: la sua monoposto Turbo necessitava ancora di molti affinamenti né il telaio garantiva quella tenuta di strada necessaria per tenere a bada i molti cavalli sprigionati dal valido propulsore. In qualifica, Gilles fu infatti solo settimo mentre la pole fu segnata da Jacques Laffite su Talbot Matra. La gara ebbe tuttavia uno svolgimento del tutto inaspettato: Jacquot sbagliò partenza e Alan Jones, su Williams campione del mondo, s’involò decisamente al comando con Villeneuve subito molto aggressivo. Primo colpo di scena, l’uscita di pista dell’australiano che spianò la strada proprio al canadese. Da questo momento, pagine di storia: Gilles, nonostante una vettura visibilmente in difficoltà sul tratto misto, tenne a bada una muta di avversari incollati gli uni agli altri negli scarichi. Laffite, Watson (Mc Laren), Reutemann (Williams) e De Angelis (Lotus) formarono per  molti e interminabili giri un incredibile trenino ma sempre a traino della Ferrari numero 27 che sfruttava la potenza del motore sul lungo rettilineo e l’abilità del pilota nelle curve più lente nonostante gli assalti continui in particolare di Laffite. Ma era il giorno del canadese che regolò tutti – entro 1”24’ -  fino alla bandiera a scacchi e quel giorno disse: “Forse oggi ho vinto più io che la macchina…”. Nessuno poteva immaginarlo ma quella sarebbe stata l’ultima vittoria di Gilles Villenueve. 

venerdì 24 giugno 2016

FELIZ CUMPLEANOS / PIETRO FITTIPALDI 20 ANNI CON IL SOGNO DELLA F1

(24/6/2016)HAPPY BIRTHDAY PIETRO FITTIPALDI. Gli anni passano veloci per Pietro Fittipaldi da Cruz, nipote del grande Emerson: domani 25 giugno compie 20 anni – il compleanno lo festeggia in pista a Le Castellet - e la Formula 1 rimane sempre il suo obiettivo. Un Fittipaldi di nuovo nella massima formula è suggestivo. Ma dopo l’exploit di Verstappen, Pietro deve affrettare i tempi perché l’età per “arrivare” si è abbassata notevolmente e la concorrenza dei figli e nipoti d'arte è fortissima Insomma, è il momento di imporsi perché in Europa il ruolino di marcia del giovane rampollo nato a Miami ((http://motor-chicche.blogspot.it/2014/06/pietro-fittipaldi-orgoglio-di-nonno_5.html). ma di sangue brasiliano non è stato ancora tale da impressionare indelebilmente i team principal. Il talento c’è: sui kart (dall’età di sette anni) ha brillato, poi si è imposto all’attenzione generale diventando campione Nascar All American Series, categoria Limited Late Models, a soli 15 anni! 
Come il suo illustre nonno, nel 2013 è quindi sbarcato in Inghilterra per disputare la F. Renault BARC (un podio) e la F4 BRDC (una vittoria e 4 podi) e dominare l’anno successivo la categoria Protyre Formula Renault britannica, oltre a svezzarsi anche in F. Renault 2.0 Eurocup e con i test della F. Renault World Series 3.5. L’anno scorso, si è cimentato nel FIA F3 Europe, conquistando da rookie tre podi. Tra l’autunno e l’inverno ha partecipato al Challenge MRF in Asia laureandosi campione con una gara di anticipo. Ora l’ultimo tassello: la Formula V8 3.5 che corre per la Fortec Motorsport. Al momento ha vissuto dei fine settimana difficil ed è indietro in classifica al contrario del compagno di squadra Deletraz. Serve uno scatto, è un Fittipaldi!

HISTORIC MINARDI DAY A IMOLA: LA FESTA, IL PROGRAMMA


(24/6/2016) – Nel trentennale dell’esordio in Formula 1, sabato 25 giugno è in programma l’Historic Minardi Day all’Autodromo di Imola. Un “fenomeno” davvero unico quello della scuderia di Faenza, mai vittoriosa o a podio, ma sempre rispettata e amata da addetti ai lavori e appassionati. Sarà una festa dei motori con ben 17 monoposto di F1 in pista (10 Minardi, la Tecno 1972, la Williams FW07 Campione del Mondo 1980 e le Ferrari di Alain Prost, Jean Alesi e Ivan Capelli) e l’allegro ritrovo dei tifosi, dai Minardi Club di San Francisco, Lauria e Paullo a tanti Scuderia Ferrari Club. Ma è solo l’antipasto perché il menu proporrà giri in pista, simulatori (il più abile potrà poi girare in pista su una Lamborghini Huracan a fianco di un pilota professionista), mostre, pit-stop, area Street food, dj-set, ecc.: tutto dalle ore 9.00 (biglietto 10€, gratis per gli under 12, accesso alle tribune libero). 
Naturalmente ci saranno tanti piloti ai quali Minardi ha dato la possibilità di esordire e mettersi in mostra: dall’argentino Miguel Angel Guerra, primo pilota che ha corso sotto i colori del Minardi Team in Formula 2, agli italiani Paolo Barilla, Giancarlo Fisichella, Giovanni Lavaggi, Pier Luigi Martini, Gianni Morbidelli, Alessandro Nannini, Jarno Trulli, il brasiliano Tarso Marques, gli spagnoli Adrian Campos e Sala Luis Perez, il portoghese Pedro Lamy e test-driver come Davide Rigon, Gabriele Lancieri, Matteo Bobbi, Thomas Biagi. E ci saranno tante vetture da ammirare: oltre le 31 monoposto faentine, a cominciare dalla M185 dell’esordio al GP del Brasile 1985 e alla STR10 di Verstappen e Sainz jr, saranno esposte la piccola FIAT 500 del 1972, con cui Gian Carlo Minardi vinse il primo Campionato Italiano in qualità di Direttore Sportivo della Scuderia del Passatore, la Minardi F2 del 1982 e la Ferrari F2001. In totale, oltre 70 le vetture presenti tra pista e paddock, con 50 esemplari di monoposto che hanno scritto le pagine più importanti del Mondiale di F1, insieme alle Formula 2, Formula 3 (la Chevron-Toyota B38 con cui Elio De Angelis vinse la gara di Montecarlo ed il Campionato Italiano nel 1977), F.Italia, F3000 e Gran Turismo. Lo spettacolo andrà avanti fino alle 18.30 e si concluderà con il saluto davanti alla tribuna principale. Sul portale ufficiale dell’evento, www.minardiday.it, è disponibile l’intero programma dell’evento e tutti i dettagli della giornata all’Autodromo di Imola.

giovedì 23 giugno 2016

VETTEL FERRARISTA PER SEMPRE

(23/6/2016) - VETTEL AT THE NEW FERRARI FOR EVER - MUSEUM EXHIBITION. Resterà aperta per un anno la nuova mostra del Museo Ferrari di Maranello intitolata “Ferraristi per Sempre” inaugurata ieri alla presenza di Sebastian Vettel, del Team Principal Maurizio Arrivabene e di Luca Fuso, Chief Brand Officer di Ferrari. E’ stato il pilota tedesco, già ospite al FIA Motorsport Conference di Torino, a tagliare il nastro dell’esposizione che rende omaggio a tutti i piloti che hanno contribuito alla leggenda del Cavallino. Sebastian ha passato in rassegna le cinque sale su cui è disposta la mostra, a cominciare da quella dedicata ai campioni del mondo dove si trovano esposte due vetture di Michael Schumacher, una 500 di Alberto Ascari, la 312 T4 del 1979 e la F2007 con cui divenne iridato il suo attuale compagno di squadra Kimi Raikkonen. 
Al primo piano, ha poi osservato i totem interattivi pensati per offrire ai visitatori una percezione ancora più completa delle sfide che ogni pilota automobilistico deve fronteggiare ogni volta che scende in pista. Per Vettel un vero bagno di folla e una full immersion nei suoi ricordi, in particolare quando ha posato accanto alla 126 CK di Gilles Villeneuve: “Ero con la famiglia alla comunione di mia cugina – ha detto – e mio padre mi portò in una sala del ristorante in cui c’era una tv: guardammo insieme il GP di Monaco che Gilles vinse da dominatore. La passione per la Ferrari nasce da bambini e per lavorare in Ferrari questo sentimento deve continuare a crescere sempre”. 
Vettel accanto alla prima Ferrari, la 125 S
Nel contempo è stata presentata l’altra nuova mostra al piano terra: “Esclusività e Tecnologia, le Serie Speciali Limitate”, dedicata ai modelli costruiti in pochissimi esemplari e che hanno segnato la storia per le innovazioni e la tecnologia che hanno introdotto. In mostra dalla 288 GTO del 1984 a vetture simbolo come F40 ed Enzo, fino alle ultime serie limitate costruite, come LaFerrari, F12tdf ed FXX K, fresca della vittoria nel premio Compasso d’Oro.

JOYEUX ANNIVERSAIRE / MICHELE MOUTON, I 65 ANNI DELLA REGINA DEI RALLY

Michelle Mouton oggi
(23/6/2016) - BIRTHDAY MOUTON, 65 YEARS OLD. Non ci sono dubbi: Michèle Mouton, francese di Grasse, che oggi compie 65 anni, è stata il pilota donna – i rally il suo regno - più forte di tutti i tempi. Nel motorsport contano le vittorie e lei può vantare un palmares eccezionale, invidiabile per tanti colleghi uomini rimasti perennemente nell’anonimato.  Tutto cominciò a soli 22 anni, quando un amico le propose di farle da co-equipier in un rally locale. Fu il colpo di fulmine: le piacque, poi prese il volante e cominciò ad andare veloce, molto veloce. Già campionessa femminile rally in Francia e vincitrice di classe su Moynet LM alla 24 Ore di Le Mans 1975, in equipaggio con Christine Dacremont e Marianne Hoepfner, si fece definitivamente conoscere e apprezzare grazie a grandi prove al Tour de Corse, in particolare su Fiat Abarth 131. 
E’ stata quindi la prima donna a vincere una tappa di campionato mondiale, al Rally di Sanremo 1981, sulla Audi quattro. Successo replicato l’anno dopo in Portogallo, Acropoli e Brasile: un anno magnifico, il 1982, che la vide seconda in classifica finale dietro solo un mostro sacro come Walter Rohrl. Storico, poi, il suo doppio successo alla Pikes Peak International Hill Climb del 1984 e 1985, prima in coppia con l’inseparabile navigatrice Fabrizia Pons e poi da sola al volante, sempre dell’Audi.  Da segnalare anche l’affermazione, nel 1986, nel campionato tedesco rally questa volta su Peugeot 205 Turbo. E’ l’anno delle morti di patron Thierry Sabin alla Parigi-Dakar (lei c’era) e di Henry Toivonen: la FIA decise di sopprimere il Gruppo B e Michele decise di concludere la sua esperienza. Dal 2010, Jean Todt le ha affidato il ruolo di Presidente della Commissione Donne della FIA. Alla fine, solo un decennio di gare ma talmente intenso e soddisfacente da lasciarle, tuttora intatto, il “titolo” di Regina dei rally.



martedì 21 giugno 2016

LE MANS 2016 / 2. TOYOTA E MAZDA, DRAMMA E VITTORIA

(21/6/2016) Toyota e Mazda a Le Mans: dalla crudele delusione di domenica scorsa al 25° anniversario della grande vittoria del motore rotativo nel 1991. Onore, in entrambi i casi, alla tecnologia (e anche alla filosofia) giapponese applicata al mondo endurance motorsport. La Toyota TS050 - motore turbo 2.4 litri, sistema ibrido 8MJ e nuovo telaio - avrebbe meritato la vittoria (entrambe le biposto sono state al comando) e il drammatico stop ad un giro dalla fine di Kazui Nakajima (in equipaggio con Davidson e Buemi) è stato davvero un colpo basso per gli uomini della Gazoo Racing. “Non ho parole per descrivere le nostre emozioni. E' semplicemente straziante ma torneremo nel 2017 più forti e più determinati a vincere”, ha detto Toshio Sato, presidente della squadra. Non sarà una improvvisa perdita di alimentazione a fiaccare l’impegno verso l’obiettivo principe della Toyota che era e resta quello di vincere a Le Mans. “Questa esperienza è piuttosto difficile da accettare, ma ci renderà più forti”, conferma Anthony Davidson. Porsche e Audi sono avvisate. 
MAZDA 1991 -  Il 23 giugno 1991 sul traguardo della 24 Ore di Le Mans transitò per prima una vettura dalla appariscente livrea arancione e verde e con un'inconfondibile rombo del suo motore, quello ormai mitico dotato di quattro rotori. Circa 21 ore dall’inizio della gara, dopo una lunga battaglia contro le favorite Mercedes-Benz e Jaguar, la Mazda 787B prese il comando della gara per la prima volta e non lo abbandonò più fino alla fine della corsa. Fu Johnny Herbert a vedere per primo la bandiera a scacchi dopo 362 giri (3.065 miglia) a una velocità media di 205 Km/h. Ad oggi, si tratta dell’unico trionfo registrato da una casa produttrice asiatica alla più antica gara di resistenza al mondo e l’unica vittoria registrata da un’automobile da corsa dotata di motore rotativo. Più impressionante rispetto alle semplici specifiche del motore rotativo R26B della  787B – che era caratterizzato da un esclusivo sistema di iniezione e tre candele per rotore, producendo la bellezza di 522kW / 710CV a 9,000rpm – era il fatto di quanto il motore stesso potesse essere affidabile ed allo stesso tempo di quanto l’auto fosse veloce nelle mani di un trio d'eccezione formato da Herbert, Volker Weidler e Bertrand Gachot. Le tre Mazda che parteciparono alla competizione - due nuove  787B e una 787 dell’anno precedente - completarono la gara, posizionandosi prima, sesta e ottava nella classifica generale. Dopo  le normali ispezioni di routine al termine della corsa, gli ingegneri Mazda affermarono che l’R26B era talmente in buone condizioni che avrebbe potuto correre un'altra 24 ore!

LE MANS 2016 / 1. FORD E FERRARI, LA BATTAGLIA CONTINUA


(21/6/2016)Emozione, orgoglio, determinazione, storia: domenica scorsa come 50 anni fa. La Ford è tornata a Le Mans ed ha vinto, passando in testa per l’ultima volta al 20° giro, e battendo la Ferrari. La storica rivalità tra il Cavallino e l’Ovale Blu è tornata (anche nei successivi reclami…). La splendida GT numero 68 alla cui guida si sono alternati Sébastien Bourdais, Joey Hand e Dirk Müller si è imposta nella categoria LM GTE a soli 395 giorni dal primo giro in pista, il 20 maggio 2015, al Calabogie Motorsports Park in Canada. Gli sforzi del team Chip Ganassi, prescelto per l’operazione, hanno dunque avuto successo in poco più di un anno.
FORD - "Questo è un momento storico per la Ford Motor Company", ha detto Bill Ford, Presidente Esecutivo di Ford Motor Company. "Abbiamo osato sognare di tornare a Le Mans, 50 anni dopo l'incredibile vittoria del 1966, e competere nella sfida più dura al mondo. L'orgoglio che abbiamo provato quando la Ford GT ha tagliato il traguardo è indescrivibile. Il team Ford Chip Ganassi Racing ha dimostrato lo spirito di Ford, fondato su innovazione, determinazione e lavoro di squadra. Abbiamo a cuore il nostro patrimonio storico, ma oggi abbiamo fatto ancora una volta la storia e non potrei essere più fiero". I piloti, forse, sono ancora frastornati: “Ci hanno consegnato un’auto da corsa che abbiamo potuto spingere al massimo. Abbiamo guidato come se fosse una gara sprint, per 24 ore”, ha detto Hand. Prima vittoria a Le Mans, dopo 10 tentativi, per il francese Bourdais nato nei pressi di Tertre Rouge: "C'è tanta fatica, ma anche tanta commozione nel vincere il trofeo per la famiglia Ford. Per noi tutto torna: la storia, il duello Ford-Ferrari, 50 anni dall’epico trionfo e la famiglia Ford qui con noi. Riuscire a ottenere tutto ciò è una sensazione incredibile". 
La Ford GT n° 69, alla cui guida si sono alternati Ryan Briscoe, Scott Dixon e Richard Westbrook, ha completato il podio con il terzo posto. Alla fine delle estenuanti 24 ore di gara, l’Ovale Blu ha portato al traguardo tutte e quattro le Ford GT, raggiungendo la quarta e la nona posizione. La n° 66, guidata da Billy Johnson, Stefan Mücke e Olivier Pla, è stata in lizza per un buon risultato nella fase iniziale della corsa, ma ha pagato un problema elettrico. La n° 67, guidata da Marino Franchitti, Andy Priaulx e Harry Tincknell, ha sofferto di un problema al cambio all’inizio della gara, dovendo così inseguire per tutte le 24 ore. Note positive, infine, anche  per il  team Chip Ganassi che con la sua 175a vittoria diventa l'unico nella storia a vincere la 500 Miglia di Indianapolis, la 500 Miglia di Daytona, la 400 Miglia di Brickyard, la 24 Ore di Daytona, la 12 Ore di Sebring e la 24 Ore di Le Mans.

FERRARI – La Ferrari ha lottato come un leone per respingere l'offensiva Ford ma il secondo posto con la 488 GTE numero 82 del team Risi Competizione guidata da Giancarlo Fisichella, Toni Vilander e Matteo Malucelli è amaro. Ritirate le altre due 488 GTE del team AF Corse. Ma come andata, vista da Maranello? Dopo quasi un’ora di safety car, causa pioggia, la gara è finalmente iniziata, con le due Ford del Team USA davanti e la Ferrari 488 numero 51 di AF Corse guidata da James Calado subito dietro. La 71, con Sam Bird, e la 82 con Giancarlo Fisichella, sono risalite al quinto e al sesto posto grazie alla partenza dai box della Ford Team UK 67. Tutte le Ferrari hanno messo in atto un triplo stint che................

lunedì 20 giugno 2016

FIA, TORINO CAPITALE DEL MOTORSPORT

(20/6/2016) - La quarta edizione del FIA Sport Conference, il più importante momento di confronto internazionale per il motorsport, aprirà domani 21 giugno alle ore 11.30 al Lingotto di Torino con la conferenza stampa di presentazione alla quale parteciperanno il Presidente della FIA, Jean Todt, e il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani. Fino al 23 giugno, 400 delegati provenienti da tutto il mondo - in rappresentanza di 100 Automobile Club e delle Federazioni sportive di 140 Paesi - si confronteranno sul tema: “Passione e innovazione: passato, presente e futuro del motorsport”. negli scorsi anni, l’evento si è tenuto a Goodwood, Monaco di Baviera e a Città del Messico. Al Centro Congressi torinese, in parallelo, si svolgerà FIA Sport MotorEx, l’esposizione - sempre all’interno del Lingotto - che accende i riflettori su prodotti e servizi innovativi per il motorsport. “La scelta di svolgere la FIA Sport Conference nel nostro Paese e in particolare a Torino è stata fortemente voluta da Jean Todt - dichiara il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani - a sottolineare l’importanza del capoluogo piemontese, tanto nella storia quanto nel futuro dell’automobilismo e a conferma del fatto che l’Italia rappresenta un punto di riferimento strategico per il mercato mondiale”.

PEREZ ALLA FERRARI ASPETTA IL SI' ANCHE DI VETTEL

Nico Rosberg twitter
(20/6/2016)PEREZ NEXT FERRARI DRIVER?Sergio Perez può davvero diventare pilota Ferrari? Presto Marchionne e Arrivabene decideranno sulla conferma di Raikkonen ma per il messicano le cose sembrano mettersi bene. Il secondo podio stagionale a Baku esalta la sua posizione di principale outsider e la raggiunta maturità: dopo il crash nella free practice 3, Checo si è guardato bene dal tenere una condotta troppo spavalda nei primi giri. In seguito, ha battagliato bene anche con Hamilton e sfruttato a dovere strategia e monoposto, fino al sorpasso finale proprio a quel Raikkonen che vorrebbe tanto sostituire al volante della Rossa. Perez, che continua dunque a surclassare il quotato compagno di squadra Hulkenberg, a fine gara ha ricevuto via twitter i complimenti di Vijai Mallya e del suo mentore Carlos Slim. Il ricchissimo magnate messicano è la chiave di volta per permettere il grande salto verso Maranello: è già munifico sponsor della Ferrari (e potrebbe aumentare il supporto…) e siede inoltre nel CdA della Philips Morris, come Arrivabene. La multinazionale del tabacco, a sua volta, è anch’essa ormai storico sponsor ferrarista..: il puzzle, alla fine, ha i colori messicani. Altro indizio: come noto, Perez è già stato componente della Ferrari Driver Academy – fu Montezemolo a non puntare su di lui mentre Massa deludeva - e quindi conosce già l’ambiente e diversi personaggi che gravitano a Maranello. In più, ha affermato, “messicani e italiani sono simili”. Perez sa che entro l’estate si gioca il suo futuro: a 26 anni è il momento di cogliere l’occasione della vita. Avete visto, prima di salire sul podio di Baku, quanto abbia "gigioneggiato" con Vettel. Per arrivare alla Ferrari sa che deve guadagnarsi anche il sì del tedesco.

venerdì 17 giugno 2016

HAPPY BIRTHDAY / GORDON MURRAY 70 ANNI, L'INGEGNERE DEI GRANDI SUCCESSI BRABHAM E MC LAREN

Gordon Murray oggi
(17/6/2016)BIRTHDAY, 70 YEARS OLDGordon Murray nella Formula 1 odierna sarebbe impossibile. Il geniale ingegnere sudafricano ex Brabham e Mc Laren di Durban compie domani 18 giugno 70 anni e taglia anche lui il traguardo già conseguito quest’anno dai colleghi John Barnard e Patrick Head. Stiamo parlando di un’altra epoca, quella dei “puristi”, magari capelloni. L’epoca in cui libertà di progettazione significava monoposto diverse l’una dall’altra, apoteosi dell’inventiva, continuo  e prepotente stimolo alla creatività. Per rimanere fedele a questi valori, oggi è a capo della Gordon Murray Design, società di ingegneria nel campo automotive con sede a Shalford, nel Surrey. Cosa ne pensa della F1 attuale? Troppe regole, competizione imbrigliata, tecnologia da Mondiale Endurance. 
In linea con il pensiero di Bernie Ecclestone che a metà anni ’70 puntò decisamente su di lui, ex allievo di Ron Tauranac, per risollevare le sorti della Brabham. Ricordo allora la bellissima BT 45 del 1977 motorizzata Alfa Romeo – croce e delizia del baffuto tecnico – oppure la BT 46 del 1978 per Lauda, inizialmente con le rivoluzionarie superfici radianti a sfioramento e al GP di Svezia con la soluzione vincente del “ventilatore” posteriore però subito bandito. 
Il mondiale arriverà con Piquet nel 1981 grazie al progetto BT 49 tutto linee pulite, deportanza, fibra di carbonio, motore Cosworth e poi nel 1983 con la BT52 a freccia e motore BMW, prima affermazione iridata per un turbo. La tragedia De Angelis, nel 1986, alla guida della speciale ma difficile “sogliola” BT 55 segnerà la fine dell’esperienza Brabham. Non fu la fine dei successi, anzi: passato alla Mc Laren-Honda di Senna e Prost fu dominio assoluto. Con Ron Dennis rimase fino al 2004 in maniera sempre più sfumata, dando spazio ad Adrian Newey, strappato alla Williams, e occupandosi anche di auto stradali e Gt Racing. 

Nel 1995, con la Mc Laren F1 GTR sbaragliò il campo (Ferrari e Porsche…), unico costruttore ad imporsi all’esordio! Gli ultimi frutti della sua genialità? La nuova tecnologia di produzione a marchio iStream da cui le city car T25 e la versione elettrica T27, innovative soluzioni per la mobilità urbana.
GALLERY GORDON MURRAY CARS:


CONTINUA....

DONNE A LE MANS, CI PROVA CRISTINA NIELSEN

(17/6/2016) - WOMEN AT LE MANS. Tra i 24 piloti impegnati alla 24 Ore di Le Mans c’è anche una ragazza, in gara nella classe GTE-Am con la 458 Italia GTE numero 60 del team Formula Racing: è la danese Cristina Nielsen. Per lei sarà la prima volta ma la figlia d’arte - papà Lars-Erik corse 5 volte la classica francese -  ha già ottenuto grandi risultati in America. Nel 2015 è stata vicecampione della classe GT-Daytona del campionato Imsa SCC e in questa stagione è al comando della classifica al volante della 488 GT3 della Scuderia Corsa con la quale ha regalato la prima vittoria alla nuovissima Ferrari turbo imponendosi nella 12 Ore di Sebring. Con Formula Racing, invece, gareggia nella European Le Mans Series. Christina sarà la 58^ donna a prendere il via nella corsa più difficile del mondo (la 57^ era stata la giapponese Keiko Ihara nel 2014).
DONNE A LE MANS - Le prime, nell’edizione 1930, furono le francesi Odette Siko e Marguerite Mareuse che si schierarono al via su una Bugatti Type 40 ottenendo il settimo posto assoluto e il secondo nella categoria 1,5 litri. La Siko nel 1932 divenne poi la prima donna a vincere la 24 Ore di Le Mans: l’impresa le riuscì al volante di un’Alfa Romeo 6C 1750 iscritta personalmente e guidata insieme a Louis Charaval nella classe 2 litri. L’equipaggio giunse al quarto posto assoluto. Per tutti gli anni Trenta furono diverse le signore del volante che si cimentarono a Le Mans: tra queste la francese Suzanne Largeot, capace di vincere nella classe 1,1 litri nel 1937 al volante di una Simca a motore Fiat condivisa con Just-Emile Vernet. La prima ragazza in gara con una Ferrari fu invece la francese Yvonne Simon che partecipò alle edizioni 1950 e 1951 al volante di una 166 MM Coupé iscritta da Luigi Chinetti condivisa prima con Michel Casse e poi con la britannica Betty Haig. Le donne sparirono dalle entry list di Le Mans a metà degli anni Cinquanta per ricomparire circa 15 anni più tardi con ottime rappresentanti come la francese Marie-Claude Charmasson, capace di due vittorie di categoria, oppure il trio composto dalle belghe Christine Beckers e Yvette Fontaine e dalla francese Marie Laurent capace di imporsi nella classe Sport 2 litri nel 1974. Le ultime donne vincenti a Le Mans sono state le francesi Christine Dacremont, Marianne Hoepfner e la grande rallysta Michele Mouton, al volante di una Moynet LM75: correva l’anno 1976. 

LE MANS, SFIDA FERRARI - FORD COME NEL 1966

(17/6/2016)Ferrari – Ford, ci risiamo. Alla 24 Ore di Le Mans 2016 nella categoria GT Pro si profila la riedizione della mitica sfida tecnica e sportiva degli anni '60 tra la Casa italiana e quella americana per la supremazia nella leggendaria maratona motoristica francese. Nel 1966 la Ford, con la Mark II guidata da Bruce Mc Laren e Chris Amon, arrestò la striscia vincente della Ferrari che vinceva ininterrottamente dal 1960 per poi prevalere fino al 1969 (nel ’68 e ’69 con la GT 40). 
A distanza di 50 anni, rieccole in pista. La Ferrari schiera i seguenti equipaggi: Bruni-Calado-Pier Guidi (Ferrari 488) - AF Corse; Rigon-Bird-Bertolini (Ferrari 488) - AF Corse; Vilander-Fisichella-Malucelli (Ferrari 488) – Risi Competition. Per la Ford: Priaulx-Franchitti-Tincknell (Ford GT) - Ford Ganassi; Pla-Mücke-Johnson (Ford GT) - Ford Ganassi; Hand-Müller-Bourdais (Ford GT) - Ford Ganassi; Westbrook-Briscoe-Dixon (Ford GT) - Ford Ganassi. Le due Ford GT che corrono nel WEC manterranno i numeri 66 e 67 mentre le due vetture impegnate nel campionato IMSA Weathertech con gli stessi numeri assumeranno in questa occasione il 68 e il 69 (sono le annate dei successi Ford a Le Mans…). 
C’è emozione ed eccitazione per questo ritorno: "Ancora una volta, come 50 anni fa, tutti gli occhi saranno puntati su questa leggendaria gara e Ford vuole tornare ad essere la migliore nelle gare di durata”, ha detto Bill Ford, presidente esecutivo di Ford Motor Company. La versione da gara della Ford GT è basata sulla versione di produzione della nuova supercar dell’Ovale Blu, caratterizzata da un innovativo trattamento aerodinamico delle superfici, dall’utilizzo estensivo di materiali ultraleggeri come la fibra di carbonio e per il potente motore EcoBoost. Dopo la vittoria di Laguna Seca e il secondo posto di Spa, Chip Ganassi non si nasconde: “Ci aspettiamo di essere forti a Le Mans”. Ferrari, Corvette, Porsche e Aston Martin sono avvisate. (Oggi: Qualifyng 2 h. 19 - 21; Qualifyng 3 h. 22 – 00).

giovedì 16 giugno 2016

A MARANELLO PER LA NOTTE ROSSA

(16/6/2016)MARANELLO, THE RED NIGHT 2016. Torna sabato 18 giugno la “Notte Rossa” di Maranello con un ricco programma: dalle ore 18 show, eventi, musica, animazioni, street food per celebrare il mito Ferrari e l’anima di una comunità. E’ la festa del Cavallino e dei suoi tifosi, ma anche di tutti gli appassionati di motori. Il Museo Ferrari osserverà apertura straordinaria fino alle ore 24.00, con biglietto d’ingresso ridotto a 11 euro a partire dalle ore 19 e visite guidate gratuite con partenza alle ore 19.30, 21.00, 22.30. Per tutti i residenti del Comune di Maranello l’ingresso è omaggio (portare un documento di riconoscimento valido) come pure per coloro che avranno completato il passaporto della Notte Rossa; seguendo il percorso rosso dal museo al Ferrari Store di via Abetone è inoltre prevista una gradita sorpresa. Da non mancare: dalle 18 alle 20, all’Auditorium Enzo Ferrari, Experis Motorsport porterà  i protagonisti del mondo dei motori con un evento annunciato come “senza precedenti”!
Ma tutta la città sarà pienamente coinvolta, con le vetrine dei negozi addobbati rigorosamente di rosso. Via Nazionale, Via Claudia, Via Dino Ferrari costituiranno un fiume rosso grazie al Ferrari Cars Exposition; in Via Nazionale (Area Piazza Libertà) sarà possibile diventare “meccanico per un giorno” con Ferrari Pit Stop Experience. Il cuore pulsante della festa sarà in  Piazza Libertà dove terrà banco il Maranello Main Stage: dj set, danza acrobatica, i Drumatical Theatre. A mezzanotte l’incredibile.......

TOPOLINO, LA FESTA DEGLI 80 ANNI

(16/6/2016) – La Topolino compie 80 anni e da oggi al 19 giugno a Torino andrà in scena, a cura  del comitato "Ling80, un grande evento internazionale per celebrare l'iconica vettura il cui restyling è nei pensieri di Marchionne. Prodotta fino al 1955, la Fiat 500 "Topolino" si è ritagliata un ruolo nella storia della motorizzazione italiana e non poiché è stata la prima vettura economica di Fiat dell'anteguerra e indiscussa protagonista nel processo di ricostruzione del Paese. Attraverso questo ambizioso progetto, l'ingegner Dante Giacosa intendeva rendere l'automobile accessibile a una fetta più ampia della popolazione.  
Le celebrazioni dell’anniversario inizieranno oggi al Lingotto: oltre 200 esemplari della Topolino saliranno lungo la famosa rampa ellittica e sosteranno sulla pista di collaudo posta sul tetto della storica fabbrica dove, nel 1936, iniziò la produzione della vettura. Successivamente, le Topolino sfileranno dal Lingotto al Castello di Pralormo. Ad aprire la carovana, un esemplare appartenuto allo stesso Dante Giacosa, ora in mostra al Centro Storico Fiat. Nelle diverse giornate dell'evento, verranno poi toccati la Palazzina di Caccia di Stupinigi, il Castello di Racconigi, Moncalieri e tanti luoghi simbolo di Torino: piazza Vittorio Veneto, lo Juventus Stadium, il Mirafiori Motor Village e il Museo dell'Automobile. Qui, oggi alle 18.30, si terrà un incontro sul patrimonio delle auto storiche dal titolo "Back to the future", a cura di Roberto Giolito, Head of Heritage FCA Italy: partendo dal concetto di come la Topolino sia stata l'espressione del genio automobilistico a tutto tondo perché presentava motore, telaio, sospensioni e concetto di abitabilità innovativi, Giolito illustrerà la preziosa eredità di questa vettura rivoluzionaria e la sua influenza concettuale e tecnica su molti modelli successivi, oltre ad aver rappresentato una rivoluzione anche nella percezione culturale dell'automobile diventata oggetto di mobilità personale e di grande libertà.

mercoledì 15 giugno 2016

BOTTURA - MASERATI: CONNUBIO D'ECCELLENZA

(15/6/2016) – Modena terra di motori e…di sapori. E’ di ieri la notizia del premio all’Osteria Francescana di Modena quale miglior ristorante al mondo attribuito in occasione dell’annuale evento gastronomico mondiale “The World’s 50 Best Restaurants 2016” svoltosi presso il ristorante Cipriani Wall Street di New York. Ebbene, Maserati non poteva esimersi dal ricordare la collaborazione iniziata a maggio 2015 tra la Casa del Tridente e lo Chef 3 stelle Michelin nonchè patron del noto ristorante Massimo Bottura, che per l’appunto è Brand Ambassador di Maserati. 
“Il connubio tra l’eccellenza automobilistica e quella gastronomica – sottolineano da Viale Ciro Menotti -  e l’Osteria Francescana è un punto di riferimento mondiale per sperimentare la combinazione geniale degli ingredienti della cucina tradizionale italiana”. Bottura gravita spesso intorno al mondo dei motori: ricordo che fu chiamato anche ad allietare i palati dei presenti alla grande mostra organizzata nel 2011 a Modena per omaggiare Mauro Forghieri. Dopo aver ricevuto a gennaio il premio come miglior chef europeo, Bottura si conferma oggi come uno dei migliori chef al mondo e il primo in Italia a ricevere tale riconoscimento.

ALONSO, MASSA, BUTTON, RAIKKONEN: ANCORA IN F1 NEL 2017?

(15/6/2016) – In Formula 1 c’è l’entusiasmo della prossima novità che si chiama Baku, ma ci sono anche piloti che l’entusiasmo lo stanno perdendo. Il mercato è entrato nel vivo: Alonso, Massa, Button, Raikkonen correranno ancora nel 2017? Tre campioni del mondo e un quasi campione nel 2008 (Felipe) che hanno detto o fatto capire di non divertirsi più. Un po’ stanchi dopo tanti anni “a girare in tondo” (Lauda 1979 docet) ma soprattutto “traditi” dai rispettivi team e auto. I top team sono pochi e gli anni passano: la voglia di andare avanti ci sarebbe ma la prospettiva di vittoria per piloti del loro calibro non può continuare a mancare. I risultati conseguiti in Canada non aiutano.

Fernando Alonso, nonostante il persistente gap Honda, ha chiarito di voler “assaggiare” anche le monoposto 2017, figlie del nuovo regolamento in vigore dall’anno prossimo, prima di decidere il suo futuro. La fine del sistema a gettoni per l’aggiornamento del propulsore potrebbe dargli una mano, tenuto conto che il telaio Mc Laren sembra ok. Ma gli avversari, in ogni caso, sono molto avanti. Pare che la Renault non attenda che un suo cenno per affidargli una monoposto e Toto Wolff non fa mistero di tenerlo sempre in grande considerazione. Nel contempo, per l’ex ferrarista aumentano le “sirene”: la 24 Ore di Le Mans e la 500 Miglia di Indianapolis sono per Alonso obiettivi di grande fascino. Il team manager americano Chip Ganassi, impegnato in entrambe le serie (in Francia con la Ford) non ha perso tempo: “Dategli il mio numero di telefono!”.

Felipe Massa sta trattando il non scontato rinnovo del contratto alla Williams. Forse ha più interesse il team a trattenere il pilota di San Paolo che, invece, lega la sua permanenza al clima di reciproca soddisfazione. In parole povere, Felipe non si accontenta ma pretende competitività altrimenti “non  avrei problemi a decidere di fermarmi e di fare qualcosa di diverso”, ha esplicitamente detto. Quali alternative, nel caso? Il brasiliano guarda in primis e con molto interesse verso la Formula E ma ha affermato di non disdegnare il Mondiale Endurance (WEC) e più indietro nel tempo il DTM. Insomma, contesti di alto livello dove mettere a frutto la sua enorme esperienza e affermare la sua intatta passione.

Kimi Raikkonen, come al solito, in  poche parole ha chiarito il suo pensiero:  “Io vorrei continuare con la Ferrari ma la decisione non spetta a me”. Il contratto scade a fine anno e le ultime indiscrezioni non lo danno per spacciato anche se il Team Principal non manca di far presente che sono le prestazioni a far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Il finlandese pare un po’ meglio rispetto allo scorso anno ma non è l’attuale rendimento che a Maranello si aspettano da lui. Le alternative o sono sfumate (Verstappen, Ricciardo) o appaiono troppo azzardate (Sainz, Perez) o dubbiose (Grosjean). L’impressione, però, è che molto a breve arriverà il verdetto.

Jenson Button sta sfogliando la margherita. E’ il pilota con più anzianità di servizio e può permettersi di dire, come ha fatto, che ogni decisione sarà solo sua e sarà presa nel giro di pochi mesi. Gli anni magri alla Mc Laren hanno lasciato il segno ma anche se siamo sicuri che un “divo” come lui non avrebbe problemi a trovare un’occupazione la passione per le corse non è del tutto tramontata e d’altronde la Williams si sarebbe già fatta avanti per offrirgli un sedile. La sua esperienza è un valore enorme. Tanti anni in pista, la perdita del padre, il divorzio da Jessica: se Button continuerà sarà solo per amore: “Devo essere sicuro di amare ancora questo sport”. La riflessione continua.

martedì 14 giugno 2016

SENNA E IL GRAND PRIX DEL MESSICO, STORIA DI INCIDENTI

L'incidente del 1991
(14/6/2016) Senna e il Gran premio del Messico: c’era qualcosa che non andava. Durante le prove libere del venerdì di 25 anni fa, il 14 giugno del 1991, l’allora campione del mondo in carica fu protagonista dell’incidente fino ad allora più grave della sua carriera. Più spettacolare che grave. La sua Mc Laren perse aderenza e si intraversò alla curva ad alta velocità Peraltada dirigendosi verso l’esterno pista (https://www.youtube.com/watchv=OzP6nFYdXkE): il terreno ondulato posto per frenare le monoposto in realtà funzionò come trampolino verso gli pneumatici di protezione a bordo pista. Risultato: vettura ribaltata e Senna, fortunatamente incolume anche se acciaccato, costretto a tirarsi fuori da solo e in fretta dall’abitacolo. Un po’ come Alonso quest’anno a Melbourne. Le immagini fanno parte del docu-film Senna. Per la cronaca, il campione brasiliano fu poi terzo in qualifica e terzo in gara dietro le due imprendibili Williams di Patrese (nonostante fosse debilitato dalla “vendetta di Montezouma”) e Mansell. 
L'incidente del 1992
L’anno dopo, nel 1992, Williams sempre più lepri e Senna autore di un nuovo incidente in prova . Quella volta la Mc Laren Honda sbattè violentemente con il muso contro il guard-rail facendo temere qualche conseguenza più seria per Senna che si dimenava dolorante nell’abitacolo. Tirato fuori con un collare e condotto nuovamente al Centro medico, si ristabilì ma fu solo sesto in prova e addirittura ritirato al 12° giro in gara. Era l’anno di Mansell, l’anno in cui Senna cominciò a pensare seriamente di lasciare Ron Dennis & C. e di puntare alla monoposto più competitiva: la Williams (https://www.youtube.com/watch?v=-nHBFL3ce3Q).

lunedì 13 giugno 2016

STRATEGIA FERRARI SOTTO ACCUSA

(13/6/2016) - FERRARI STANDS INDICTED FOR HIS STRATEGY. Il giorno dopo, l'opinione unanime degli addetti ai lavori è che la strategia scelta dalla Ferrari al Grand Prix del Canada è stata sbagliata. Non la pensa così Maurizio Arrivabene che dopo una notte di riflessione si è convinto di aver adottato la migliore soluzione possibile per battere la Mercedes. E' proprio così? "Abbiamo cercato di sfruttare la Virtual Safety car, che è durata molto meno del previsto. Avrebbe potuto essere una mossa molto valida - continua il Team Principal - tenendo conto del degrado stimato sulle gomme Ultrasoft, che però non si è verificato". La Ferrari, quindi, ha scommesso su due variabili che però non hanno pagato, condannando Vettel ad una rincorsa continua e al secondo posto nonostante una partenza-monstre. Un nuovo tentativo di approccio aggressivo, dunque, per sopperire al gap con le frecce d'argento. Non va biasimato ma forse, bisogna dire, il circuito Gilles Villeneuve non era il posto migliore dove tentare di applicare questa strategia: il fatto di essere in testa, le basse temperature e la sempre alta possibilità di entrata della Safety Car potevano consigliare di "fare" la corsa. Con gli ultimi step evolutivi di motore e altro, la Rossa si è molto avvicinata alla Mercedes e quello che occorre è: calm and pressing! Mantenere la calma e fare pressione perchè Hamilton e Rosberg non sono al top in quanto ad affidabilità. Ieri, una strategia con un solo cambio gomme avrebbe potuto regalare un verdetto migliore agli uomini di Maranello. Quello che comunque deve rinfrancare il Cavallino è la giornata di sabato, quando tutte le novità hanno consentito a Vettel - un pò meno a Raikkonen... - di essere agevolmente in scia alle Mercedes e nuovamente davanti alle Red Bull. "Credo che sabato tutti abbiamo vissuto la sensazione di poter realizzare qualcosa di grande", la frase rivelatrice di Vettel che saggiamente aggiunge "non è il caso di agitarsi troppo per le strategie". A Baku, tra sei giorni.