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giovedì 27 aprile 2017

GRAN PREMIO DI BARI 2017. 70 ANNI DOPO, TUTTO UN PROGRAMMA


(27/4/2017) - La quinta edizione della rievocazione biennale del Gran Premio di Bari, da domani 28 al 30 aprile con un ricco programma nel capoluogo pugliese, cade nel 70° anniversario del primo via di quella epica gara che si svolgeva per le strade urbane, intorno ai padiglioni della Fiera del Levante. Il 13 luglio del 1947, grazie ad un pugno di lungimiranti pionieri che seppe proporre lo sport automobilistico quale occasione di riscatto umano e sportivo dopo le rovine della Seconda Guerra mondiale, tornavano a rombare i motori e succedeva in un appuntamento di rilievo internazionale al Sud Italia. I nomi di quegli uomini: Francesco Chieco, Luigi D’Amati e Leonardo Del Rosso, senza dimenticare Carlo Maretti, Oscar Panico, Vincenzo Urbano e altri ancora. Direttore di gara, il mitico Renzo Castagneto. Per la cronaca, quella gara fu vinta da Varzi su Alfa Romeo 158 e in seguito – il gp si svolse fino al 1956 - si affermarono altri grandi campioni come Ascari, Farina, Fangio, Taruffi, Behra, Moss.

PROGRAMMA - Gli organizzatori dell’Old Cars Club (federato ASI Automotoclub Storico Italiano) hanno avviato un evento ormai atteso e apprezzato sia dal caloroso pubblico che dai partecipanti con le loro eccezionali vetture storiche. Sarà una tre giorni ricca di appuntamenti vari, a partire da oggi con il convegno “Industria/Motori 4.0” presso la sala Videoconferenze del Politecnico di Bari per parlare del rapporto tra design, ambiente, innovazione e sicurezza. Al via anche la mostra storico- documentale presso il Centro Polifunzionale dell’Università di bari in Piazza Cesare Battisti. Domani, venerdì 28 aprile, il “paddock”, come sempre in Piazza Libertà, comincerà ad animarsi con il posizionamento di  cinquanta gioielli d'epoca iscritti a questa edizione 2017. Tra le auto presenti, una Cooper Bristol, una Maserati A6GCM, una Cisitalia D46, una Ferrari del 1953 e una Giaur Record del 1956, oltre alla Taraschi Barchetta. In serata, gran gala con partecipanti, sponsor e istituzioni al Castello Svevo dove, insieme alla proiezione di video storici sul GP e ad una esposizione di abiti d’epoca, è in programma nel contempo la mostra sul musicista Tito Schipa e una fotografica di Carlo Gavazzeni Ricordi. Sabato 29 aprile alle ore 19 si terrà il giro di ricognizione in notturna del percorso in vista delle tre manches della gara di regolarità di domenica 30 aprile, con partenza alle ore 10.00 dal traguardo posto in Corso Vittorio Emanuele (presente la fanfara dell’Aeronautica). Al termine, verso le ore 15.00, nella Sala Massari del Comune di Bari avrà luogo la premiazione e il saluto della autorità ai partecipanti.

DON SERGIO MANTOVANI 90 ANNI. "DON RUSPA" E LA F1

(27/4/2017) – E’ stato per mezzo secolo anni parroco della chiesa Santa Caterina di Modena ed è lì che è “nato” il cappellano dei piloti di Formula 1: Don Sergio Mantovani compie oggi 90 anni e nel variegato Circus merita un posto. Negli anni si è guadagnato la fiducia e la stima di numerosi drivers – categoria notoriamente restia a esternare le proprie credenze – da Fangio a Bandini, da Surtees a Lauda, a De Angelis e a tanti altri, fino ai giorni nostri. Ma soprattutto, anche se i conflitti non sono mancati, era ben voluto da lui, il Drake. Con Enzo Ferrari il legame partiva da lontano: in quella chiesa il futuro grande costruttore venne battezzato e Don Sergio ha sempre avuto a che fare con la sua famiglia. 
Sentite questa, poi: al suo arrivo, la Chiesa versava in condizioni pietose e il nostro vivace parroco pensò bene, a fronte del parere negativo della Sovrintedenza, di procedere ugualmente. Come? Facendo abbattere nottetempo una pieve gotica per ricavare lo spazio destinato ad una casa di riposo per anziani! Per quella intemerata azione – riportata anche sul New York Times – venne soprannominato “Don Ruspa” ed Enzo Ferrari lo contattò per assicurargli che, se fosse finito in galera, gli avrebbe fatto recapitare da un autista in Ferrari colazione, pranzo e cena! Fu condannato a 10 mesi e 10 giorni di reclusione, oltre a 30 milioni di risarcimento, con pena sospesa. 
Oggi, grazie anche a tanti contributi di solidarietà pervenuti dal mondo dei motori, gli anziani godono del conforto della “Casa della Gioia e del Sole”, i bimbi sono alla materna e sono state realizzate una palestra e una sala polivalente. “Don Ruspa – Vita straordinaria del prete F1” è anche il titolo del libro (Giorgio Nada Editore) che Cesare De Agostini gli ha dedicato. Quante storie, quante confidenze raccolte. Un perspicace testimone dell’automobilismo che fu, quando, tra l’altro, la morte era presenza sempre molto vicina ai piloti che si sognavano la sicurezza di oggi. Il mese scorso Don Sergio ha presenziato all’Ara dei piloti, voluta per ricordare gli eroi sfortunati del volante, per celebrare i 70 anni dalla realizzazione della prima Ferrari, la 125. Un modo per confermare la sua così particolare azione pastorale! Auguri Don!


lunedì 24 aprile 2017

GRAN PREMIO SAN MARINO 1982: FELICI SOLO ALBORETO E OSELLA


(24/4/2017)SAN MARINO GRAND PRIX 1982: HAPPYNESS ONLY FOR ALBORETO AND OSELLA. Domani ricorre il 35° anniversario di una corsa storica della F1: il Gran premio di San Marino 1982 a Imola, quello del duello “fratricida” tra le Ferrari di Gilles Villeneuve e Didier Pironi. Rimane negli annali anche perché, come si ricorderà, quasi tutti i Team inglesi della FOCA si ammutinarono al culmine di una aspra disputa con i “legalisti” (Ferrari, Renault, Alfa Romeo) nata da una diversa interpretazione regolamentare del famigerato rabbocco di acqua a fine gara che, ovviamente, aveva la sua incidenza sul peso minimo delle monoposto. Ma al di là di queste note, ancora amare, quella gara fece comunque felici due persone: Michele Alboreto e Enzo Osella



Alboreto, infatti, riuscì a conquistare il primo podio della sua carriera al volante della Tyrrell. Solo un anno prima aveva debuttato sempre sul circuito del Santerno grazie alla lungimiranza di Ken Tyrrell – al quale il milanese avrebbe presto regalato altre soddisfazioni – e di qualche sponsor illuminato. Enzo Osella, invece, guadagnava finalmente i primi punti a distanza di due anni dal debutto della vettura che portava il suo nome, nel 1980 con Eddie Cheever. La buona novella gliela diede quel fior di pilota che era Jean Pierre Jarier che aveva condiviso la sfida nella massima formula del costruttore torinese (a Imola debuttò anche lo sfortunato Paletti) dopo le buone prestazioni in F2. 
Certo, condizioni irripetibili o quasi (vedi GP Indianapolis 2005) in F1 ma si tratta di “medaglie” da ricordare perchè premiano due seri protagonisti del motorsport. 

venerdì 21 aprile 2017

PARTE LA SUPER FORMULA, DA GASLY A KOBAYASHI: CHE SHOW!



(21/4/2017) Comincia questo fine settimana a Suzuka il campionato 2017 di Super Formula, a guardar bene tutto da seguire. Ci sono piloti di rango, piste storiche e impegnative, una monoposto Dallara performante e due motoristi agguerriti come Toyota e Honda. Nello specifico: c’è Pierre Gasly (Team Mugen, squadra ufficiale Honda), fresco campione GP2 sulle orme di Vandoorne che, dopo un anno di forzato ma forse proficuo passaggio nella categoria giapponese, è approdato nella promessa Mc Laren mentre per il francese c’è ad attenderlo nel 2018 un volante della Toro Rosso. Ma, e scusate se è poco, ci sono anche: il campione 2015 FIA F3 Felix Rosenqvist (Sunoco Team Le Mans), Nick Cassidy (Kondo Racing), Kamui Kobayashi (KCGM), il mitico Andre Lotterer (Vantelin Team Tom’s, squadra ufficiale Toyota), Jan Marderborough (Itochu Enex Team Impul), una vecchia conoscenza come Narain Karthikeyan (TCS Nakajina Racing) e i due figli del primo giapponese stabilmente in F1 Satoru, Kazuki (Vantelin Team Tom’s) e Daisuke Nakajima (nel team paterno). Oltre ad una schiera di giovani piloti del Sol Levante che sicuramente saranno tra i prescelti dai due motoristi nazionali per future carriere, F1 compresa.  Pare infatti che se la Sauber dovesse passare al motore Honda gratuito avrebbe come unica contropartita un sedile per un pilota giapponese. Una politica sempre praticata e che ha permesso di avvicendare nella massima formula molti piloti, ultimo quel Kobayashi ancora in lizza. Gli ultimi test Super Formula hanno mostrato l’esperto tedesco Lotterer in grande forma, seguito da Kazuki Nakajima e quindi da Gasly in continua crescita. Insomma, da vedere! 

mercoledì 19 aprile 2017

ALEX YOONG PRIMA DI GELAEL E HARYANTO

(19/4/2017) – SOUTH-EST ASIA DRIVERS: ALEX YOONG BEFORE GELAEL AND HARYANTO. Piloti del Sud-Est asiatico e la F1: nei test del Barhain ieri è sceso in pista su una Toro Rosso Sean Gelael, indonesiano di Giacarta, attualmente in GP2. L’anno scorso ci aveva provato un altro indonesiano, Ryo Haryanto, sulla poco competitiva Manor (da non dimenticare l’impegno della malese Petronas, sponsor e fornitore del prezioso carburante alla Mercedes). Tutti hanno però avuto un precursore: Alexander Charles Yoong, malese di Kuala Lampur, 40 anni. Debuttò in Formula 1 nel 2001 a Monza – aveva 25 anni - grazie alla Minardi (e al munifico sponsor Magnum Corporation…) in sostituzione di Tarso Marques e al fianco di un certo Alonso. Disputò poi i successivi due gran premi e venne confermato per la stagione 2002 che si aprì in Australia con un promettente settimo posto. Ma fu l’unico acuto nella massima formula: mancate qualificazioni e scarsi risultati - anche se resta nei suoi ricordi più belli l’aver corso davanti al suo pubblico a Sepang - segnarono la fine dell’avventura in F1. Ma non nel motorsport: è nel suo DNA. 
YOONG STORY - Il padre, un appassionato malese di origine cinese (madre inglese) era direttore dell’Autodromo di Shah Alam dove si disputarono tra il 1991 e il 1997 alcune gare del MotoMondiale. Per il giovane Yoong fu quasi naturale mettersi alla prova dal 1992, a cominciare dalle categorie minori, divenendo nel 1995 campione della Formula Asia International Championship. Quindi il trasferimento in Europa: F. Renault inglese, F.3 inglese, F.3000 italiana e inglese, F. Nippon con risultati non particolarmente eclatanti ma sufficienti per tentare il salto in F1 e, dopo quell’esperienza, correre in Champ Car, V8  Supercars e dal 2005 anche in A1 Grand Prix, naturalmente con i colori della Malesia. Il curriculum si è quindi arricchito grazie alla partecipazione a gare della Le Mans Series, GP2 Series Asia, alla vittoria nel 2014 dell’AUDI R8 LMS Cup (TEDA Racing Team). Attualmente corre in GT Series Asia ed inoltre è anche valido commentatore della F1 per il canale Fox Sports Asia.

martedì 18 aprile 2017

RAIKKONEN, COLD CASE?


(18/4/2017) – Tre gran premi e tre gare mediocri: la sorte di Kimi Raikkonen alla Ferrari è segnata? Il finlandese è già un cold case? E, nel caso, chi sarà il nuovo pilota del Cavallino? Questo copione è un classico a Maranello: uno che si afferma e gioisce e l’altro che è in difficoltà e tiene il broncio. E’ successo tra Lauda e Regazzoni, tra Schumacher e Barrichello o Irvine, tra Alonso e Massa tanto per fermarci agli ultimi anni. Ma che succede all’ultimo campione del mondo ferrarista, giusto dieci anni fa? 

Raikkonen è stato autore di un buon finale di stagione 2016 e protagonista dei test invernali di Barcellona. Marchionne e Arrivabene avevano bruciato le ambizioni di Bottas confermandolo per un’altra stagione anche in virtù dell’ottimo rapporto con lo stizzoso Vettel e della solida esperienza utile allo sviluppo delle nuove monoposto 2017. Insomma, tutto sembrava andare per il verso giusto fino, però, ai primi verdetti della pista. Ebbene, la Ferrari SF70-H c’è, Vettel vince e convince, Kimi arranca, lamenta più problemi tecnici, si dice deluso, dimostra nervosismo e appare polemico con la squadra. Così non va. Avrà indubbiamente le sue ragioni ma lo sferzante giudizio del Presidente nel post GP di Cina – “Forse Raikkonen era impegnato in altre faccende” – dove tra l’altro non riusciva a superare Ricciardo mentre Vettel, con molta grinta, se lo è “bevuto” in un giro, è più di un campanello d’allarme (anche se ha ricevuto i complimenti post Sakhir)

Il contratto è in scadenza e i pretendenti sono tanti e già in fila. I nomi? Eccoli: Giovinazzi, Ricciardo, Grosjean, Sainz, Perez e lo stesso Bottas. (Charles Leclerc ultimo incomodo).

venerdì 14 aprile 2017

TUTTO SENNA AL MUSEO LAMBORGHINI


(14/4/2017) -  AN EXHIBITION DEDICATED TO SENNA AT THE LAMBORGHINI MUSEUM. Un’idea viaggio per i prossimi giorni pasquali? La mostra dedicata ad Ayrton Senna allestita presso il Museo Lamborghini a Sant’Agata Bolognese! Dallo scorso 12 aprile fino al 9 ottobre, domeniche incluse, dalle 9.30 alle 19.00, i tifosi del grande pilota brasiliano e gli appassionati di motori hanno una bella opportunità grazie all’iniziativa che prende spunto dal test che Ayrton compì nel 1993 all’Estoril sulla Mc Laren motorizzata Lamborghini ed è riccamente completata dalla mostra fotografica “Ayrton Senna. L’ultima notte”, curata da Ercole Colombo e Giorgio Terrazzi, nonchè dalla esposizione di tutte le monoposto con cui il tre volte campione del mondo di F1 corse, dall’esordio sui kart alla sua tragica scomparsa a Imola nel 1994. Non è tutto: la mostra si inserisce all’interno della collezione permanente del Museo Lamborghini dove  per l’occasione saranno esposte anche la nuova Aventador S e la Huracán Performante, fresca detentrice del record del circuito del Nürburgring. 
Torniamo alla bianca Mc Laren MP4/8 dotata di un V12 Lamborghini esposta con la quale, nel mese di settembre del 1993, Senna effettuò un test sulla pista portoghese dell’Estoril subito dopo il GP. Il Team di Ron Dennis, dopo l’abbandono a fine 1992 da parte della Honda e un anno di purgatorio con il Ford,  era infatti alla ricerca di un motore prestazionale per la stagione successiva. Ayrton ne rimase colpito e sarebbe stato suo desiderio concludere la stagione con il propulsore del duo Forghieri - Audetto ma non fu possibile. La Mc Laren optò per il Peugeot e Senna passò alla Williams-Renault.  La mostra fotografica è prodotta da ViDi (Vidicultural, Milano) col supporto del Museo Lamborghini, che ha potuto raccogliere tutte le vetture che hanno accompagnato il pilota nella sua carriera: il suo Kart, le due Formula Ford dei trionfi inglesi ed europei, la Ralt F3 con la quale dominò, la Toleman della prima stagione in F1, la nera Lotus JPS della prima vittoria (1985), la Mc Laren dei tanti successi e la Williams della fine. All’inizio del percorso c’è la Lambo F1 progettata da Mauro Forghieri; con questa mostra, infine, si avvia anche una collaborazione permanente tra il Museo Lamborghini e Pirelli.

giovedì 13 aprile 2017

ALONSO A INDIANAPOLIS: BELLA O BRUTTA NOTIZIA?


(13/4/2017) – ALONSO AT INDIANAPOLIS: GOOD OR BAD NEWS? Alonso alla 500 Miglia di Indianapolis è una bella notizia o una cattiva notizia? Un mio amico mi ha subito ricordato gli incidenti in cui sono incappati altri campioni (del mondo e non) della F1 che ci hanno provato: Regazzoni (1977), Piquet, lo stesso Mansell che pure vinse il campionato nel 1993 (Ascari nel 1952 si ritirò). Altri, vedi Clark, Graham Hill, Mario Andretti, Emerson Fittipaldi, Jacques Villeneuve, Montoya e in ultimo mettiamoci pure Alexander Rossi, si sono però imposti e sono nella leggenda. Ma non è questo il senso della mia domanda, anche se effettivamente pochi giorni di prova subito dopo il GP di Spagna (dal 16 maggio) lasciano qualche apprensione.

La notizia è bella perchè imprime enorme vigore al mondo del motorsport per la platea di protagonisti di eccellenza coinvolti nell’operazione. Spettacolo puro. Dopo 38 anni torna a Indy la Mc Laren (sia pur by Andretti Autosport) e ci prova con un celebre due volte campione del mondo di F1. Nello stesso tempo, Alonso ritrova indubbiamente motivazioni – un peccato vederlo costantemente abbacchiato – e la Honda, che gli metterà a disposizione un turbo V6 da 2.2 litri,  rivitalizza il suo blasone offuscato. L’asturiano, anzi, già rilancia: a questo punto della carriera e alla sua età l’obiettivo è il “triplete” e quindi ha detto che non mancherà di provare a vincere anche la 24 Ore di Le Mans (Hulkenberg docet). Dunque, tanti motivi di rinnovata passione e possibilità di scrivere pagine di storia del motorismo.



La notizia è brutta per la F1, impegnata a ritrovare il massimo appeal. Per inseguire il nuovo sogno americano, Fernando rinuncia infatti al Gran Premio di Monaco, forse il più prestigioso appuntamento del calendario. Certo, a Montecarlo ha vinto due volte ma è un sacrificio che ha accettato di fare e costituisce un precedente. Partecipare all’intero campionato di F1 sta diventando per l’ex ferrarista un optional: nel 2015 ha saltato il GP inaugurale in Australia per i postumi del “misterioroso” incidente durante i test di Barcellona. L’anno scorso è stato dispensato dal correre il Gp del Barhain a seguito del rovinoso incidente di Melbourne con Gutierrez. Ovviamente la cosa sarebbe stata improponibile se Alonso avesse per le mani una Mc Laren-Honda competitiva ma anche quest’anno non è così. Dunque l’imperativo è: date una monoposto vincente a Fernando! (Toto Wolff ci sta pensando...)

mercoledì 12 aprile 2017

HAPPY BIRTHDAY / CARLOS REUTEMANN 75 ANNI: LOTE DE SALUD, LOLE!


(12/4/2017) – Un augurio particolare di buon compleanno a Carlos Reutemann che oggi compie 75 anni. L’ex pilota argentino, ex marito della mitica Mimicha Bobbio (si è risposato con Veronica Ghio), è convalescente dopo una lunga e delicata operazione a cui si è sottoposto negli Stati Uniti nel  2016 per un’affezione delle vie biliari. Lo si è appreso grazie alla figlia Mariana che ha poi postato su Instagram una foto dell’ex ferrarista  un po’ smagrito ma tornato a casa “come un campione”, ha affettuosamente precisato.  
Come noto, dopo la fine della lunga e ricca carriera automobilistica che lo aveva portato a diventare vice campione del mondo di F1 nel 1981 (il ritiro avvenne dopo due gare del 1982), Reutemann si dedicò prima ai suoi possedimenti terrieri e in seguito intraprese la carriera politica. La sua serietà e popolarità vennero premiate: è stato Governatore della provincia di Santa Fè e dal 2015 è Senatore della Nazione. Dalle sue dichiarazioni, appare più preoccupato per la crisi economica del suo Paese al quale è legato da un solido senso di appartenenza. Auguri Lole!


SATORU NAKAJIMA PRIMO PILOTA GIAPPONESE DA F1

(12/4/2017)  SATORU NAKAJIMA, THE FIRST F1 JAPANESE DRIVER. Gran Premio del Brasile 1987: per la prima volta un pilota giapponese cominciava in pianta stabile una stagione di campionato di F1. Il “primato” spetta a Satoru Nakajima che il 12 aprile di 30 anni fa diventò, con i buoni uffici del motorista Honda, compagno di squadra di Ayrton Senna alla Lotus. Per il driver di Okazaki, osannato in Patria dopo i 5 titoli conquistati nella F2 del Sol Levante, il debutto avvenne all’età di 34 anni. Fino ad allora, la presenza nipponica nella massima formula era risultata sporadica come per esempio al famoso Gran Premio del Giappone 1976 al Fuji quando furono ben tre gli indigeni a cimentarsi occasionalmente nella epica gara del duello Hunt-Lauda (Hasemi, Takahara e Hoshino).
Per Nakajima la stagione del debutto fu la migliore – 7 punti e 12° posto finale in classifica - grazie a diversi piazzamenti e in particolare al quarto posto conquistato al GP di Gran Bretagna. Si tolse la soddisfazione di andare a punti anche nel Gran Premio finale di casa, a Suzuka. Da allora, una curva discendente con qualche piazzamento ma anche mancate qualificazioni fino al 1989 sempre sulla Lotus ma passata al motore Judd. Stessa musica anche in occasione del successivo passaggio alla Tyrrell che nel 1990 montava ancora il motore Ford per poi passare nel 1991 all’Honda. Al termine di quella stagione – compagno di squadra era Stefano Modena – Satoru decise di ritirarsi per dedicarsi ad un proprio team in Formula Nippon e soprattutto alla carriera del figlio Kazuki che debuttò in F1 con la Williams Toyota a fine 2007 e oggi è apprezzato driver nel Mondiale Endurance. 

lunedì 10 aprile 2017

TERRE DI CANOSSA 2017: SPORT, PASSIONE CLASSICA, BELLA ITALIA


(10/4/2017) – Ci siamo: Terre di Canossa 2017 sta per prendere il via! Dal 20-23 aprile avrà luogo la settima edizione della gara ormai tra le più importanti nel panorama internazionale degli eventi per auto storiche. Formula che vince non si cambia e anche quest’anno il Gran Premio percorrerà le incantevoli strade di Emilia, Liguria e Toscana abbinando sport, passione, paesaggi, cultura e serate dallo charme indiscusso e indimenticabile. Massimo 100 partecipanti tra Italiani – presenti in forze i team Loro Piana e Club Orobico, oltre ai Campioni Italiani Vesco-Guerini - e stranieri, provenienti da tutta Europa e oltre. Si parte da Parma con la Serata di Gala nel cuore della città firmata da Massimo Spigaroli, chef stellato e “re” del culatello.  Il via verrà dato invece venerdì 21 aprile, quando le auto dal centro storico della Città Ducale si dirigeranno verso l’Autodromo di Varano de’ Melegari per un gruppo di prove a cronometro in circuito. Nel complesso, circa 650 km con 86 impegnative prove a cronometro; è prevista anche una prova di media, con un premio speciale, separato dalla classifica principale.
IL PERCORSO - Lungo le strade dell’Appennino, si giungerà quindi a Borgotaro, “capitale” del fungo porcino e, attraverso il Passo di Cento Croci, al Golfo della Spezia. A seguire, sosta ristoratrice nella bellissima Portovenere, per poi riprendere il percorso attraverso le Cinque Terre fino ad un piacevole aperitivo al cospetto del Castello di Lerici. Si ripartirà quindi con lo spettacolare gruppo di prove di Montemarcello, il passaggio nel territorio di Ameglia e con la cena a Bocca di Magra alla Capannina da Ciccio, ristorante ben noto ai navigatori della zona. Il percorso del sabato sarà dedicato come di consueto alla Toscana, con gli spettacolari e suggestivi passaggi in alcune delle città d’arte più famose d’Italia: nel centro di Pisa, la sfilata sulle antiche mura di Lucca, il pranzo nello storico chiostro del Real Collegio, e l’arrivo di tappa del sabato al cospetto del Duomo di Pietrasanta, la città di Botero e di altri grandi artisti. 
La serata avrà come sempre il suo culmine a partire dal tramonto al Beach Party con musica dal vivo sulla spiaggia del Bambaissa. Domenica 23 i partecipanti affronteranno le strade delle Alpi Apuane e gli impegnativi tornanti del Passo di Pradarena, per giungere al cospetto del Castello di Carpineti e proseguire verso Reggio Emilia dove, sugli spettacolari Ponti di Calatrava, si sfideranno per il Trofeo Tricolore. L’arrivo finale sarà in Piazza del Duomo a Reggio Emilia, dove l’evocativa Sala del Tricolore ospiterà come da tradizione le premiazioni.  “Siamo molto contenti della grande crescita del Terre di Canossa che già a dicembre registrava il 20% di iscrizioni in più rispetto allo scorso anno. A testimonianza di questo trend abbiamo chiuso le iscrizioni con 2 mesi di anticipo” – afferma Luigi Orlandini, presidente della Scuderia Tricolore – “Per quanto riguarda

VETTEL – HAMILTON, THE CHALLENGE 2017


(10/4/2017) – Mi sbilancio: il Gran Premio di Cina, dopo quello d’Australia, parla chiaro. Il campionato F1 2017 si avvia ad essere un challenge a due tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. D’accordo, è un pò presto per affermarlo con sicurezza granitica – e soprattutto il duo Red Bull Verstappen/Ricciardo non sarà d’accordo -  ma il buon giorno si vede dal mattino e se Ferrari e Mercedes dopo due gare risultano indubbiamente le monoposto più competitive del lotto, i loro “capitani” appaiono non solo in grande forma, ma carichi di entusiasmo e probabilmente al massimo delle loro capacità. 

Un duello così, ravvicinato e fiammante, d’altronde, sarebbe quello che ci vuole per la rinnovata F1 by Liberty Media. Il pilota tedesco sulla leggendaria vettura italiana contro l’asso inglese al volante della fenomenale monoposto tedesca. Uno rigoroso e razionale, l’altro estroso e amato dalle folle. Negli ultimo nove anni i due hanno conquistato sette titoli mondiali (4 Seb, 3 Lewis) lasciando briciole agli altri. Tra i piloti in attività sono quelli, ad oggi, con più vittorie in saccoccia (54 Hamilton, 43 Vettel), con più pole positions (63 Hamilton, 46 Vettel), con più punti iridati (Hamilton 2290, Vettel 2065) e sono superati solo da Raikkonen in fatto di giri più veloci in gara (Kimi 44, Lewis 32, Vettel 28). 

Insomma, finalmente con due monoposto che, almeno fino a Shanghai, sembrano equivalersi dobbiamo attenderci qualcosa che i tifosi si attendono e che il Circus cercava di proporre da tempo: due epici eroi della velocità e del coraggio alla sfida diretta e suprema. Chi sarà Achille e chi Ettore?

venerdì 7 aprile 2017

CARS & COFFEE ITALY, IL PRIMO EVENTO 2017


(7/4/2017) – Tutto pronto per il primo evento 2017 di Cars & Coffee Italy: domenica 9 aprile oltre 300 incredibili vetture ammesse (su 1000 richieste) attendono il pubblico sul manto erboso del al Parco Giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio, nei pressi di Peschiera sul Garda, per quello che si annuncia come il più grande evento europeo multi-marca e multi-epoca. Il “format” è quello che ha reso così popolare e partecipato Cars & Coffee: “Il nostro è un lavoro guidato dalla passione - dice il Presidente Francesco Canta - e non c’è occasione migliore per condividerla che un evento tra amici, vecchi e nuovi, nella magnifica cornice che ci ha già ospitato negli anni passati”. 
IL PROGRAMMA si divide così: nella mattinata di domenica la partecipazione sarà riservata ai soli proprietari delle vetture, ospiti di C&C Italy; dalle ore 15, nel pomeriggio, le vetture sfileranno nelle strade del circondario in un percorso che permetterà a tutti gli spettatori - biglietti in prevendita con ingresso garantito e ritiro a partire dalle ore 14.00 http://cars.coffee/en/find-events/cars-and-coffee-brescia-2017 - di apprezzarne appieno le linee, le livree e il sound dei motori. Il percorso si concluderà nel Parco Giardino Sigurtà dove le automobili potranno essere ammirate nel consueto stile dei concorsi d’eleganza. Tra queste, spiccano LaFerrari aperta, in una delle sue primissime apparizioni pubbliche, Mazzanti si presenterà con una Evantra 771 oltre a un prototipo e non mancheranno Pagani, tutti i marchi dream automotive e tante sorprese. La sfilata di accesso al Parco sarà aperta da una Ferrari tutta speciale, curata dal Presidente in persona, con una livrea ispirata alla 312T portata al trionfo da Niki Lauda nel campionato F1 del 1975 (VEDI FOTO). I visitatori potranno inoltre mettersi in gioco con 4 gaming station grazie alle quali si svolgerà una gara sul giro veloce. L’allestimento di Coolermaster e AK Informatica si completerà con la presenza della splendida Lamborghini GT 3Huracan del team Ombra. Tutti i partecipanti all'evento di Brescia avranno l'opportunità di partecipare al contest "Best Car of The Show", durante il quale Motul premierà la vettura che avrà ricevuto più apprezzamenti da parte di tutti gli iscritti

ANNIVERSARY / 7 APRILE 1947. HENRY FORD, 70 ANNI FA LA MORTE DEL GRANDE PIONIERE DELL’AUTO

(7/4/2017) – Henry Ford, uno dei grandi pionieri dell’auto, morì 70 anni fa, il 7 aprile del 1947. Una grandissima personalità, un visionario e industriale ante-litteram che non ho bisogno di lustrare più di tanto: il risultato delle sue intuizioni e della sua ferrea determinazione è oggi vivo e fecondo e la Ford è infatti uno dei colossi del panorama automobilistico mondiale. Ma se la Ford Motor Company è datata 1903, già nel 1896 questo esile signore dalle idee molto chiare e rivoluzionarie, primogenito di sei figli, aveva realizzato un’antesignana dell’automobile: un quadriciclo con motore a benzina da 32 Km/h di velocità, poi seguito da una sua evoluzione. Tempi difficili, però, per tradurre subito industrialmente questi germogli di modernità. Cosa fare nel frattempo? Ecco un’altra specialità della futura Casa dell’ovale blu: le corse. Insieme all’amico Tom Cooper, Henry Ford si dedicò alla realizzazione di due vetture da competizione: la “999” e la “Yellow Arrow”. Proprio il successo della prima nella Diamon Trophy attirò le attenzioni di alcuni investitori nel progetto industriale e, 8 giorni dopo, nacque la società che portava il suo nome, con prima sede nella Mack Avenue di Detroit. 
LA CATENA DI MONTAGGIO - Fu lì che inizio la produzione del primo modello denominato “A” e questo senza nessuna prenotazione già in portafoglio. Una novità e una vera scommessa, per quel tempo. Il primo acquisto da parte del dottor Pfennig da Chicago, rappresentò però il viatico, certo tra alti e bassi, di un’avventura straordinaria. Presentata nel 1908, nel 1910 inizia nella catena dei montaggio dell’impianto di Highland Park a Detroit, la produzione di massa del celeberrimo modello “T”. E’ il principio del “fordismo” che, sposando le teorie di Frederick Taylor, innovò radicalmente il concetto costruttivo dell’epoca, certo con tutte le implicazioni sociali che ne conseguirono. Di quel modello vennero realizzati oltre 15 milioni di esemplari per 19 anni consecutivi e da quel momento, con ai bottoni di comando anche il figlio Edsel, ebbe inizio la grande espansione dell’azienda, nonostante la Grande crisi del 1929 e la riconversione in aerei e tank durante gli anni della Seconda Guerra mondiale (l’Azienda fu ribattezzata “Arsenale della democrazia”). Due anni prima della morte, avvenuta nel 1945 a 83 anni, il mitico fondatore passò le redini al nipote (figlio di Edsel morto nel 1943) Henry Ford II. 


martedì 4 aprile 2017

IN & OUT / GP USA OVEST 1982. LAUDA TORNA A VINCERE, VILLENEUVE SQUALIFICATO

(4/4/2017) – Niki Lauda: due anni di pausa di riflessione, tre gran premi per il ritorno alla vittoria, il 4 aprile 1982 al Gran Premio USA Ovest a Long Beach. L'austriaco si era ritirato una prima volta nel bel mezzo del  week end del Gp del Canada 1979, dopo due anni infruttuosi alla Brabham mentre la Ferrari, che aveva sdegnosamente lasciato, trionfava con Scheckter. Come detto, due stagioni dedicate agli amati aerei e poi l’offerta succulenta della Mc Laren alla quale non disse no. Ebbene, fu subito terzo al GP inaugurale del Sudafrica (quello della rivolta dei piloti), ritirato in Brasile e quindi davanti a tutti a Long Beach con una gara delle sue. Secondo tempo in qualifica, scatto non proprio felino allo start, sopravanzato da Arnoux su Renault Turbo, quindi ritmo costante, regolare e risparmioso, primo sotto la bandiera a scacchi. 
Con lui, sul podio, Keke Rosberg su Williams e terzo Gilles Villeneuve su Ferrari. Ma per il canadese la soddisfazione durò poco. La scuderia di Maranello lo aveva mandato in pista sulla 126 C2 dotata di un curioso doppio alettone posteriore. La trovata-limite fu escogitata da Mauro Forghieri che volle così rispondere provocatoriamente a sospetti rifornimenti acqua di alcuni team rivali ma alla fine i commissari rilevarono come irregolare la soluzione ed esclusero il pilota del Cavallino dalla classifica facendo ereditare il podio a Riccardo Patrese su Arrows. Villeneuve, ancora a zero punti, ripose ogni velleità di cominciare a muovere la classifica e finalmente di vincere al successivo Gran Premio di San Marino, sulla pista di casa. Didier Pironi era dello stesso avviso. 


lunedì 3 aprile 2017

FLASHBACK / GP USA-OVEST 1982. A LONG BEACH L'UNICA POLE POSITION DI ANDREA DE CESARIS

(3/4/2017) Andrea De Cesaris non ha mai vinto un Gran Premio di F1 ma nel suo curriculum c’è una pole position, l’unica che il forte pilota romano conquistò il 3 aprile 1982, 35 anni fa esatti, al termine delle qualifiche del Gran Premio USA-Ovest a Long Beach. Un grande giorno per Andrea che allora guidava l’Alfa Romeo, modello 182, gommata Michelin e progettata da Ducarouge: si mise dietro Niki Lauda su Mc Laren-Ford Cosworth e le due potenti Renault Turbo di Arnoux e Prost, tutti entro l’1’27”. L’Alfa sembrava proprio rinata dopo un 1981 davvero deludente che aveva indotto al ritiro dalla F1 di Mario Andretti e che tornava in pole dopo quella al Glen 1980 dell’altro alfiere del Biscione, Bruno Giacomelli. 
L’exploit americano è da evidenziare anche per l’età: all’epoca De Cesaris aveva solo 22 anni (10 mesi e 4 giorni) e riuscì così a battere il record di Jackye Ickx che nel 1968 partì al palo al GP di Germania. Fu anche l’ultima pole di un’Alfa Romeo. In gara, Andrea scattò benissimo e inizialmente tenne dietro l’arrembante Lauda, che in prova aveva risparmiato le gomme e che poi vinse, per poi attestarsi saldamente al secondo posto seguito da Rosberg e Villeneuve. Al 33° giro, purtroppo, una perdita di olio motore gli fece perdere il controllo della monoposto e andò a schiantarsi contro un muretto. A fine campionato, contrassegnato da molti ritiri, fu solo 17° con cinque punti all’attivo.

PREMIAZIONE ACISPORT A FASANO: GIOVINAZZI CARICO PER LA CINA


(3/4/2017)Antonio Giovinazzi è stato il grande e più acclamato protagonista della premiazione Acisport dei Campioni dell’Automobilismo di Puglia-Basilicata-Molise per il 27° Campionato  Rally & Velocità 2016 che si è svolto l’1 aprile alla Selva di Fasano (Brindisi). A poche ore dalla sua partenza per la Cina, il pilota di Martina Franca ancora non sapeva se anche a Shanghai vestirà la tuta blu della Sauber o quella rossa di terzo pilota Ferrari. Con la differenza sostanziale che, nel primo caso, tornerebbe in pista dopo la bella prestazione di Melbourne che ha acceso i riflettori su questo debuttante così promettente. 
Tutto dipende dalle vertebre di Pascal Werlhein che, anche in questo caso, potrebbe saggiarne le condizioni nelle prove libere per poi eventualmente lasciare il volante al pugliese. Ma è un modus operandi che alla Sauber potrebbe non piacere e si vocifera che il Team Principal della scuderia svizzera potrebbe puntare decisamente e da subito sull’italiano che, tra l’altro, contribuisce a dare più notorietà alla squadra notoriamente non proprio al top negli ultimi tempi. Poche ore e si vedrà l’esito di questa situazione che potrebbe assumere anche dimensioni “politiche” sorprendenti (non dimentichiamo l’avvicendamento Verstappen-Kvyat dello scorso anno). C’è da tener presente, inoltre, che se Giovinazzi dovesse correre più di due Gran Premi perderebbe lo status di rookye e, stando alle regole, non potrebbe essere il pilota designato dalla Ferrari per i previsti test post GP del Barhain. 


LA PREMIAZIONE - Come detto, intanto Antonio ha ricevuto a la Targa d’Onore consegnatagli direttamente dal Presidente ACI e Membro del Consiglio FIA Angelo Sticchi Damiani, per poi essere sommerso dall’entusiasmo e dall’affetto di tutti i presenti. Con pazienza, si è reso disponibile a una miriade di selfie e abbracci: Antonio, resta così! 

Alla cerimonia di premiazione – Presidente del Comitato Organizzatore Saverio Ricciardi, con il solito infaticabile Walter Oliva - era presente anche il Presidente Acisport, Mario Colelli. Un sentito ricordo è andato allo scomparso Presidente lucano  Francesco Solimena: è partita una sottoscrizione per la preparazione di un busto a lui dedicato. Quindi: Premi speciali, Targhe d’onore (tra cui Martina Iacampo, vincitrice Coppa lady nel Trofeo FIA CEZ Slalom), Targhe di benemerenza, coppe per tutti i migliori interpreti agonistici di una passione che soprattutto in Puglia sta vivendo un Rinascimento. Bussa infatti già alle porte che contano una nuova e giovanissima speranza: Leonardo Marseglia, 14 anni.

Sotto, gli elenchi di tutti i premiati e, a seguire, la Gallery:


GALLERY: