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giovedì 31 agosto 2017

GRAN PREMIO D'ITALIA 2017, MONZA: PROGRAMMA, BIGLIETTI, DRIVERS PARADE, TRENO


(31/8/2017) – Via: il Gran Premio d’Italia di F1 a Monza parte oggi con un programma ricchissimo in pista e fuori. Ecco tutte le iniziative, orari, notizie sull’acquisto biglietti e orari dei treni Trenord. Buon GP a tutti!

IL PROGRAMMA DEL WEEK END IN PISTA

Come è ormai piacevole tradizione, il giovedì vede anche quest’anno il sempre più apprezzato prologo della “sessione autografi” (l’anno scorso vi parteciparono più di 10.000 appassionati). Dalle 16.00 alle 18.00, i tifosi in possesso di un abbonamento tre giorni (anche prato), ed i bambini fino a 11 anni, avranno la possibilità di passeggiare di fronte ai box ammirando da vicino le auto che saranno protagoniste nel week end. In questo contesto, inoltre, fra le 16.30 e le 17.30, potranno anche avvicinare i piloti che saranno a disposizione per gli autografi.
Fra le 18 e le 19, in zona podio, si terrà inoltre una sfida (organizzata a scopo benefico da Heineken) fra alcuni piloti del Circus ed ex calciatori.
Il via a prove e gare venerdì 1 con due sessioni di prove libere delle Formula 1 (dalle 10 alle 11.30 e dalle 14 alle 15.30), oltre alle prove delle gare di contorno: Formula 2 (libere dalle 11.55 alle 12.40, di qualificazione dalle 16.20 alle 16.50), GP3 (libere dalle 18.15 alle 19.00), Porsche Mobil 1 Supercup (libere dalle 17.10 alle 17.55).
Nel corso della giornata di sabato 2 sono previste per la Formula 1 una sessione di prove di pit stop ai box (dalle 8.30 alle 9.15), la terza sessione di prove libere (dalle 11 alle 12) e le prove di qualificazione (dalle 14 alle 15). Per le altre formule sono in programma Gara 1 della F.2 (alle 16.00, per 30 giri o 60 minuti), le prove di qualificazione e Gara 1 della GP3 (rispettivamente dalle 9.45 alle 10.15 e alle 17.50, per 22 giri o 40 minuti), le prove di qualificazione della Porsche Mobil 1 Supercup (dalle 12.25 alle 12.55).
Il programma di domenica 3 prevede per la Formula 1 alle 12.30 la tradizionale parata di saluto dei piloti al pubblico che quest’anno sarà preceduta da due parate organizzate per festeggiare i 50 anni della Honda e i 70 anni della Ferrari. Allen 13.00 la presentazione della starting grid. Alle 14 il via del  Gran Premio Heineken d’Italia 2017 (53 giri per un totale di 306,720 km), preceduto dalle note dell’inno nazionale, quest’anno intonate da Francesca Michielin e dal passaggio delle Frecce Tricolori. La domenica motoristica prevede anche altre competizioni: Gara 2 della GP3 (alle 9.00, per 17 giri o 30 minuti), Gara 2 della F.2 (alle 10.15, per 21 giri o 45 minuti) e la Gara della Porsche Mobil 1 Supercup (alle 11.25, per 14 giri o 30 minuti).
Sono in programma inoltre nelle varie giornate brevi sessioni in pista riservate alle vetture di Formula 1 a due posti e gli apprezzati pit lane walk
Honda ha annunciato che si esibirà in una dimostrazione in pista con la Honda RA300 durante il giorno di gara del Gran Premio Italiano per commemorare il 50° Anniversario della sua vittoria nel Gran Premio d’Italia ottenuto con la RA300, proprio nel circuito di Monza. Oltre alla dimostrazione in pista Honda allestirà uno Stand, nell’area esibizioni del circuito, per una esibizione speciale che includerà la RA300.


 LA NOVITA’: DRIVERS PARADE
Giovedì 31 agosto alle 18.30 in piazza Castello a Milano, per la ‘Milano Drivers Parade’, organizzata con il patrocinio della Regione Lombardia, il Comune di Milano e il Comune di Monza. Davanti a un’icona della città come il Castello Sforzesco, altrettante icone della Storia dell’Auto attenderanno tredici protagonisti del Gran Premio d’Italia e li condurranno in sfilata all’interno del Parco Sempione, infine nella discoteca Old Fashion, teatro di una festa di benvenuto a inviti. Alla concentrazione in Piazza Castello e, quindi, alla sfilata nel Parco Sempione, preceduta dalle interviste di Davide Valsecchi, parteciperanno i ferraristi Raikkonen su Ferrari 750 Monza del 1956 e Giovinazzi su Lancia Aurelia B24 spyder del 1956; Bottas (Mercedes) su Mercedes 190 roadster del 1957; Alonso (McLaren) su Lotus 11 del 1957 e Vandoorme (McLaren) su Lancia Lambda del 1927; Ricciardo (Red Bull) su Aston Martin Le Mans del 1933 e Verstappen (Red Bull) su Bentley 3 litre del 1923; Sainz (Toro Rosso) su Diatto Bugatti 23 GP del 1921 e Kvyat (Toro Rosso) su Rally ABC del 1930; Stroll (Williams) su Maserati A6 GCS del 1954; Grosjean (Haas) su Ferrari 857 del 1955 e Magnussen (Haas) su Alfa Romeo 6C 1750 GS del 1930; infine Palmer (Renault) su Renault 750 Sport del 1954.
Domenica 3 settembre alle 12.30, per la Drivers Parade che precede lo start del round italiano del Campionato del Mondo di Formula 1. Le venti auto storiche - in esposizione in una tensostruttura dedicata, installata nella Fan Zone dell’Autodromo nazionale di Monza - usciranno per condurre i piloti di Formula 1 nella tradizionale parata che precede l’inizio della gara.  Oltre ai già citati abbinamenti, Vettel (Ferrari) salirà a bordo di una Alfa Romeo 8C 2300 Le Mans del 1931, Hamilton (Mercedes) su una Mercedes 300 SL roadster del 1956, Perez (Force India) su Ballot del 1921 che è l’auto vincitrice della prima edizione del Gran Premio d’Italia e Ocon (Force India) su Roselli Stanguellini 1100 Sport del 1949; Massa (Williams) su OM 665 Superba del 1931; Hulkenberg (Renault) su una factory car della stessa Renault; Ericsonn e Wehrlein (Sauber) rispettivamente su Ferrari 250 MM spider Vignale del 1953 e su F. L. 1100 Sport del 1952.

DISPOSIZIONI SPECIALI IN OCCASIONE DEL GRAN PREMIO
A seguito di un'ordinanza comunale, nell'area dell'Autodromo Nazionale Monza dal 31 agosto al 4 settembre sarà vietato il...............

HAPPY BIRTHDAY / MONTEZEMOLO 70 ANNI (COME LA FERRARI) IN 18 FRASI



(31/8/2017)HAPPY 70th BIRTHDAY, MONTEZEMOLO IN 18 PHRASESLuca Cordero di Montezemolo compie oggi 70 anni, buon compleanno, happy birthday. Tanti quanto la Ferrari che, come ha sempre detto con commozione sincera, dopo la sua famiglia, è tutta la sua vita. Il suo destino. Come per tutto, però, c’è un termine e l’avventura fantastica, durissima, in sella al Cavallino è finita come nessuno avrebbe immaginato. Inutile elencare adesso i suoi indubbi meriti o fargli le pulci su decisioni o atteggiamenti sbagliati. Ci sta tutto, ma imponenti e solenni restano nella storia della…storica Ferrari il quinquennio schumacheriano 2000-2005, il mondiale 1975 riportato a Maranello col trionfo di Monza dopo 11 anni e mettiamoci pure la crescita industriale, commerciale, logistica dell’Azienda tutta. Secondo Merzario, Montezemolo si è dimostrato degno erede del Drake. Un riconoscimento non da poco. E’ inoltre nella Hall of Fame del motorsport. Non starò qui a rispolverare le tappe della sua carriera. Lo faccio attraverso altri post di Motor Chicche a lui dedicati e 18 sue frasi simbolo.




  
Guardando Mingarelli (Sauro, un amico meccanico che da bambino lo faceva sedere vicino mentre provava le auto, ndb) decisi di diventare anche io pilota”

Grazie ai rally (correva su una Fiat 124 in coppia con Cristiano Rattazzi, figlio di Susanna Agnelli, ndb) conobbi Ferrari intervenendo in sua difesa alla radio a “Chiamate Roma 3131”. E la mia vita cambiò di colpo”.

Sono nato a Bologna, Via Saragozza 12. Avere la stessa età della Ferrari è un segno del destino”.

La prima corsa con la Ferrari, come il primo amore, non la potrò mai scordare: GP d’Inghilterra, Silverstone. Era il 14 luglio 1973, appena 10 giorni dopo il mio arrivo a Maranello. Alloggiavo all’Hotel Canalgrande di Modena, dividevo l’ufficio con Franco Gozzi e guadagnavo  400mila lire al mese”


Niki Lauda è un grande amico, anche se non paga mai il conto al ristorante. Non era un pilota particolarmente veloce ma aveva una grande sensibilità e sapeva interpretare la macchina e le gare come nessuno. Andò via dalla Ferrari perché venne meno un certo spirito di squadra e poi lui cercava nuove motivazioni”.

Per me Enzo Ferrari è stato un grande maestro, ho imparato molto da lui. Mi piaceva il suo attaccamento alla sua terra”.

Alla Juventus feci cose contrarie al mio volere perché non potevo dire no all’Avvocato Agnelli. Fui un presidente contro-voglia, senza convinzione. L’opposto della Ferrari”.

John Barnard era un uomo certamente capace ma con un carattere impossibile. Per di più considerava l’Italia come una terra di serie D, nemmeno di serie B”.

Todt dominava i rally con la Peugeot. Fu Ecclestone a consigliarmelo. Confesso che quando nell’agosto del 1992 si presentò a casa mia a bordo di una sontuosa Mercedes mi venne qualche dubbio ma capii che era proprio l’uomo giusto”.

Di Schumacher mi colpì il rispetto e la competenza con cui parlava della Ferrari. Un pilota sicuro di sé e delle sue capacità che ebbe anche il merito di instaurare immediatamente un rapporto di grande onestà e chiarezza con Todt”.


Nel 2000 mi sono commosso e ho pianto perché anch’io mi sono voltato indietro e ho pensato da dove eravamo partiti quell’inverno del 1991. Soprattutto, ho pensato alle persone straordinarie che lavorano alla Ferrari e a quanto grande sarebbe stata la loro gioia”.

Schumacher è stato il più grande e vincente pilota della Ferrari. Ha avuto un solo incidente serio in carriera, nel 1999, e allora fu colpa nostra, non sua”.

Gianni Agnelli per me è stato come un padre, più di un padre”.

Alonso è uno molto forte caratterialmente, molto attento alla preparazione fisica, come lo era Schumacher. Secondo me, oggi, è il pilota più forte, come in passato Lauda e Schumacher, a livello di interpretazione della gara e capacità di fare 60/70 giri in un certo modo. Inoltre ha dimostrato anche con macchine non super competitive di essere un combattente fino all’ultimo giro”.

Il mio licenziamento veloce è legato alla quotazione FCA alla borsa di New York. Nel 2002 la Ferrari fu fondamentale per reperire quei fondi di cui la Fiat aveva assolutamente bisogno (Mediobanca versò circa 700 miliardi, ndb), così lo è ora (2014) in prospettiva Wall Street”.

“Credo che la Ferrari debba mantenere al centro i clienti e i collezionisti e non gli analisti finanziari”.

Forse meritavo un grazie. Ma va bene così”.

Nel 1998 ho incontrato Ludovica (Andreoni, ndb): il matrimonio, la piccola Guia (poi Maria e Lupo, ndb): la paternità a 53 anni è una cosa meravigliosa. Ringrazio il cielo e i miei due figli  Matteo e Clementina. Loro sono stati i capisaldi della mia vita”.

lunedì 28 agosto 2017

SPA, I SEGRETI DI HAMILTON E I DUBBI DI VETTEL


(28/8/2017)SPA, HAMILTON'S SECRETS AND VETTEL'S DOUBTS. Tra Hamilton e Vettel, a Spa Francorchamps, è stata una battaglia bellissima, carica di tensione, sfibrante. Impossibile concedersi un attimo di tregua. Alla fine ha vinto l’inglese della Mercedes, davvero al top, concentrato e determinato forse come mai in passato, gasato dai record che sta demolendo. L’aspra rivalità con Vettel – inutile credere più di tanto alle strette di mano e ai sorrisini del dopo Baku - gli sta inoltre fornendo quell’energia psicologica supplementare che gli serve. 

LA FERRARI SF70H QUASI AL TOP - Ma la domanda è: la Ferrari deve gioire per questo secondo posto? Nonostante la veloce pista di Spa, a detta di tutti, favorisse le Frecce d’argento (vedi dominio di Silverstone), le Rosse di Maranello non hanno infatti sfigurato. A parte le vicissitudini di Raikkonen, Vettel può dire di aver memorizzato al 100% il posteriore della Mercedes tanto gli è rimasto incollato gestendo bene la gara. Anzi, Lewis e Toto Wolff sono convinti che la SF70H avesse un passo gara migliore e lo stesso Vettel ha affermato “Non dobbiamo temere nessuna pista e credo che abbiamo la miglior macchina in termini complessivi. Allora perché ha perso? Perché il tedesco non è riuscito a sfruttare la mescola ultrasoft nuova per artigliare e superare Hamilton dopo la ripartenza post Safety Car? 


L"OVERBOOST" DI HAMILTON - Nelle dichiarazioni del dopo gara, si è letto della “furbata” di Hamilton che, rallentando nella discesa del Radillon, avrebbe indotto il ferrarista ad anticipare l’attacco negandogli così l’opportunità ghiotta e decisiva di sfruttare la scia. Non so, a dire il vero, se Lewis abbia avuto il tempo e la possibilità di architettare questa strategia, ma so che la Ferrari non ha avuto lo spunto velocistico per guadagnarsi la vittoria né il grip sufficiente per surclassare i penumatici soft della Mercedes vincente. In sostanza, come già avvenuto negli anni passati, appena qualcuno avvicina le prestazioni della W08, Costa & C. a Brackley sono in grado di fornire ai propri piloti potenze supplementari – vedi anche soluzione dell’olio additivo - puntualmente in grado di rintuzzare gli attacchi, anche se la Ferrari quest’anno è davvero molto, molto vicina. 

VERSO MONZA - Domenica, a Monza, si avrà un’immediata e credo proprio emozionante controprova. E’ curioso anche il neo-confermato Vettel: “C’è ancora qualcosa che manca, ma i ragazzi a Maranello sono molto motivati. Credo che abbiamo fatto un gran passo avanti, migliorando più di chiunque altro. Ora voltiamo pagina e ci concentriamo su Monza. Vedremo cosa succederà lì.”

venerdì 25 agosto 2017

SPA, E' LA F1 (BELLEZZA)! Fight & Rumors

(25/8/2017) – Si (ri)comincia da Spa, Free Practice, per il rush finale di questo campionato F1 2017 dai mille risvolti. 

I RECORD DI HAMILTON - Tre mesi intensi e, forse, duri per stabilire chi, verosimilmente tra Seb Vettel e Lewis Hamilton. succederà a Nico Rosberg nell’albo d’oro. Il tedesco della Ferrari insegue il quinto titolo (quanti Fangio), l’inglese della Mercedes vuole il poker e superare così Senna, Lauda, Piquet, Stewart e Brabham. A proposito, se Lewis centra la pole position n° 68 eguaglia Michael Schumacher in questo particolare score. Sempre Hamilton, a Spa, marca il suo 200° gran premio disputato: benvenuto nel club che, con lui, annovera solo altri 17 drivers. Ah, preparatevi a vedere molto arancione: è il gran premio dei fans di Max Verstappen che, pure lui, ha preparato un casco orange tutto spritz.

AMARCORD SCHUMACHER - La F1 è fatta di numeri, record, chilometri, tecnica. Ma lascia spazio, almeno con Liberty Media sempre di più, ai sentimenti. Domenica, prima della gara, girerà in pista una Benetton del 1994 (la B194). Alla guida, il figlio del campione che allora la guidò alla conquista del suo primo mondiale: parlo di Mick e di Michael Schumacher. Non avviene a Spa per caso: 25 anni fa, era il 30 agosto 1992, il futuro ferrista colse la sua prima vittoria ad un anno dal sensazionale debutto con la Jordan, sempre sul circuito prediletto delle Ardenne. Fu una domenica…belga, con sole e acqua: Schumi, terzo in qualifica, fu lesto a tornare sulle slick prima delle imprendibili Williams di Mansell e Patrese che infatti dovettero accontentarsi delle piazze d’onore.

FERRARI. SI A RAIKKONEN, NI DI VETTEL - Ok, allora la F1 è numeri ma anche uomini. E futuro. Chiacchiericcio continuo sul futuro con spruzzate periodiche di qualche certezza. Raikkonen è stato riconfermato per un anno in sella al Cavallino, come Vandoorne alla Mc Laren e già da un po’ Grosjean e Magnussen alla Haas. Vettel? Lui continua a rimandare. E qui, oltre ai misteriosi pensieri del tedesco ferrarista, cominciano, per l’appunto, i rumors. Alonso lascia la F1 a fine anno? La Mc Laren rinuncia al motore Honda per passare al Renault? O con i francesi ci torna proprio lo spagnolo, scalzando Palmer e Kubica? La Toro Rosso firma o no con la Honda? E silura o no Kvyat per far posto a Gasly? Si torna a parlare di ultimo anno di Massa in F1: sarà così? Wherlein scalpita per un sedile visto che la Sauber diventerà più rossa per far posto a Leclerc o a Giovinazzi. Qualcuno dice che i motori della squadra svizzera, se non l’intero team, potrebbero essere marchiati Alfa Romeo. Suggestivo, ma fattibile? E’ la F1, bellezza!

giovedì 24 agosto 2017

ANNIVERSARY /24 AGOSTO 1997. ADDIO A GIGI VILLORESI, INNAMORATO MASERATI

(24/8/2017) AUGUST 24, 1997: DEATH OF GIGI VILLORESI. Venti anni fa, era domenica  24 agosto 1997, la morte di Luigi “Gigi” Villoresi, che con terminologia certo retorica ma aderente alla verità, fu pilota e galantuomo dell’epoca romantica dei motori. Romantica, ruggente e rischiosa. L’epoca di Varzi, Nuvolari, Farina, Ascari, per limitarci agli italiani. Nato a Milano nel 1909 cominciò a farsi un nome nel mondo dei motori grazie a vittorie a ripetizione su una Balilla. Lo affiancava l’amato fratello Emilio, che morì durante dei test a Monza nel 1939, tanto da essere soprannominati “I re della Balilla”. Legò la sua carriera a Ferrari e, soprattutto, Maserati. Era molto popolare e ben voluto, anche per il suo stile sempre elegante, educato, che rifuggiva i classici clichè degli idoli delle folle. Fu grande amico di Alberto Ascari, che gli si presentò in veste di allievo e col quale condivise la clamorosa decisione di lasciare la Ferrari per la Lancia. Era con lui a Monza quel tragico 26 maggio del 1955 in cui perse misteriosamente la vita. In Formula 1, dal 1950 al 1956, non ha mai vinto ma frequentò il podio e comunque si affermò nelle grandi classiche del tempo, Mille Miglia compresa su Ferrari 340 America. Provò, senza fortuna, anche alla 500 Miglia di Indianapolis. Nel 1958 vinse addirittura il Rally Acropoli, su Lancia Aurelia GT.

PILOTA FERRARI E SOPRATTUTTO MASERATI - Dicevo del profondo trasporto di Villoresi per la Maserati. Con una vettura del Tridente, una 4CM 1100 nel 1935, l’allora ventiquattrenne talento mosse i primi passi nel mondo dell'automobilismo sportivo come pilota privato. Ernesto Maserati lo notò e lo invito a far parte della squadra ufficiale. Gigi corse per il Tridente ininterrottamente dal 1936 al 1949. In questo periodo colse trionfi importanti nella Targa Florio del 1939 e 1940, nella Coppa Acerbo del 1938 e 1939, nel gran premio di Brno del 1937, nel gran premio di Nizza del 1946 e del 1947, nel gran premio di Buenos Aires nel 1948 e nel gran premio di Inghilterra a Silverstone nel 1948. E’ opinione comune che la forzata pausa dovuta alla Seconda Guerra Mondiale frenò in maniera determinante la carriera del milanese che si laureò anche due volte Campione italiano di categoria (1938 e 1939) e due volte Campione italiano assoluto (1947 e 1948). Dopo, arrivò la chiamata del Drake col quale, però, i rapporti furono cordiali ma freddi. Restano le parole di Villoresi: “Enzo Ferrari è uno che non conosce la parola grazie”. Si riconciliarono. Villoresi morì a 88 anni povero e solo, a Modena, dove scelse di vivere gli ultimi anni della sua vita anche in veste di ambasciatore della Maserati. Era ospite della Casa di riposo della Gioia e del Sole di Don Sergio Mantovani, il cappellano dei piloti di F1. Solo grazie ai fondi della Legge Bacchelli – che forniva sostentamenti ad italiani illustri in particolare stato di necessità – un campione assoluto come lui conobbe una fine dignitosa. Vorrei andare in Paradiso in Maserati”, disse negli ultimi tempi.

mercoledì 23 agosto 2017

FERRARI PORTOFINO; PRIME FOTO, NOTIZIE, SCHEDA TECNICA


(28/8/2017) - Ecco le prime foto e notizie della Ferrari Portofino by Ferrari Design Centre che farà il suo “debutto in società" a settembre al Salone di Francoforte: con il suo motore 8 cilindri da 600 cv e accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,5 secondi è la più potente convertibile ad offrire, contemporaneamente, il tetto rigido retrattile, un baule capiente e una grande abitabilità, arricchita da due posti posteriori utilizzabili per brevi percorrenze. Rispetto alla California T che l’ha preceduta, dispone di un telaio completamente nuovo che garantisce un significativo risparmio di peso pur aumentando la rigidezza torsionale.
IL MOTORE + 40 CV RISPETTO ALLA CALIFORNIA - Il motore V8 turbo Ferrari, appartenente alla famiglia di motori vincitrice dell’International Engine of the Year per due anni consecutivi (2016 e 2017), viene proposto con un incremento di potenza di 40 cv rispetto a quello della California T. Questo risultato, grazie alla introduzione di nuovi componenti meccanici specifici e da una taratura dedicata dei software di gestione del propulsore che hanno reso ancora più caratteristico il suono del motore, soprattutto a tetto aperto. Grande è stato il lavoro degli ingegneri su vari aspetti dell’efficienza dell’8 cilindri, adottando nuovi pistoni e bielle, rinnovando il disegno dell’impianto di aspirazione e rivoluzionando la geometria di tutta la linea di scarico. Il nuovo collettore di scarico monofuso riduce le perdite di carico, elemento fondamentale nel dare al motore Ferrari la caratteristica prontezza di risposta con zero turbo lag. Tutto questo, abbinato al Variable Boost Management, che eroga la coppia in funzione del rapporto della marcia innestata, permette alla Ferrari Portofino di aumentare le accelerazioni in tutte le marce ottimizzando allo stesso tempo i consumi.

DINAMICA VEICOLO - Per la prima volta su questa tipologia di Ferrari viene adottato il differenziale posteriore elettronico di terza generazione (E-Diff3) integrato con il F1-Trac, che migliora sia il grip meccanico che il controllo della vettura al limite. Grazie all’introduzione dell’EPS (Electric Power Steering), per la prima volta su una Ferrari GT, è stato possibile ridurre il rapporto dello sterzo del 7% per una risposta più diretta senza perdere in stabilità grazie all’integrazione con l’E-Diff3. Le sospensioni magnetoreologiche (SCM-E) dotate della tecnologia “dual-coil” riducono il rollio e, al contempo, migliorano l’assorbimento delle asperità stradali. Tutti questi contenuti contribuiscono a rendere la vettura ancora più dinamica e reattiva, garantendo contemporaneamente un elevato comfort di guida.

COMFORT - Particolare cura è stata posta al comfort on-board che viene garantito grazie a nuovi contenuti quali il sistema di infotainment con schermo touch screen da 10,2”, il nuovo climatizzatore che migliora il comfort climatico dei passeggeri sia a tetto chiuso che aperto, il nuovo volante, i sedili a regolazione elettrica fino a 18 vie, con un nuovo design dello schienale che consente uno spazio aumentato per le gambe dei passeggeri posteriori e il passenger display. Nella guida all’aria aperta è facilmente apprezzabile il miglioramento del comfort garantito dal nuovo wind deflector che riduce del 30% il flusso d’aria all’interno dell’abitacolo e previene la rumorosità aerodinamica interna.
SCHEDA TECNICA ------ >

ANNIVERSARY / 23 AGOSTO 1987. DIDIER PIRONI: VITA, VELOCITA' E MORTE

(23/8/2017) DEATH OF DIDIER PIRONI, 30 YEARS AGO. Dopo essere sopravvissuto al tremendo incidente in pista di Hockenheim, Didier Pironi trovò la morte il 23 agosto 1987, 30 anni fa, durante una gara di motonautica, la Needles Trophy Race, lungo le coste dell’Isola di Wight, in Gran Bretagna. Nel giro di cinque anni, il forte pilota di F1 vide rivoluzionata la sua vita e, infine, persa. Dal noto quanto insanabile dissidio con il compagno di squadra alla Ferrari, Gilles Villeneuve a Imola, al gravissimo incidente durante le prove del Gp di Gerrmania, al lungo decorso ospedaliero con oltre trenta operazioni alle martoriate gambe, alla lenta riabilitazione, al tentativo di riscoprirsi pilota di F1 a tutti gli effetti tramite dei test privati su una AGS e su una Ligier. Rinfrancato e alettato dalla promessa del Drake: “Ci sarà sempre una Ferrari per Didì”. Buoni tempi sul giro ma la consapevolezza di non poter sottoporre più gli arti inferiori a sforzi contemporaneamente  così intensi e prolungati. 
LA PASSIONE PER LA MOTONAUTICA - Ecco allora la passione per la motonautica che appagava il suo bisogno quasi innato di velocità, meccanica e adrenalina. Tra l’altro aveva fondato insieme al fratellastro Josè Dolhem la società “Euronautique Leader” che si occupava di riparazioni e preparazioni motoscafi. Nel 1987 aveva appena vinto una gara ad Arendal, in Norvegia, ed era in lizza per il mondiale. Quel 23 agosto, però, la barca tutta in fibra di carbonio, il Colibrì 4, si ribaltò a circa 170 Km/h mentre lottava per il primo posto con l’italiano Renato della Valle. Un’onda provocata dalla petroliera Esso Avon innescò l’incidente e per i tre occupanti – con Pironi c’erano anche Bernard Giroux, due volte vincitore alla Parigi-Dakar insieme a Vatanen e Jean-Claude Guenard, ex ingegnere alla Ligier - non vi fu scampo. Pironi aveva 35 anni e due gemelli in arrivo dalla compagna Catherine: Gilles e Didier.

lunedì 21 agosto 2017

ANNIVERSARY / 70 ANNI FA LA MORTE DI ETTORE BUGATTI (SCHUMACHER COMPRO' UNA EB110 SS)

(21/8/2017) 70 YEARS AGO THE DEATH OF ETTORE BUGATTI (SCHUMACHER AND HIS EB110 SS). Oggi ricorre il 70° anniversario della morte di un pioniere dell’industria automobilistica: Ettore Arco Isidoro Bugatti, milanese di nascita ma francese di adozione, emerito fondatore (nel 1909) della fascinosa Casa automobilistica che porta il suo nome e che oggi, dopo varie peripezie, è nell’orbita del Gruppo Vollkswagen. Innovazione, spiccata sportività, lusso, estetica, potenza le innate caratteristiche dei modelli il cui colore “sociale” è il blu. La naturale predisposizione per il design, la meccanica e per l’auto di questo talento – la sua era una famiglia di artisti – è presto sfociata anche nel mondo racing. Per cinque volte consecutive, dal 1925, una Bugatti ha trionfato alla Targa Florio, la Type 35 guidata dal britannico William Grover-Williams ha vinto nel 1929 la prima edizione del Gran Premio di Montecarlo, nel 1937 e nel 1939 le affermazioni alla 24 Ore di Le Mans colte entrambe con Jean Pierre Wimille al volante (coadiuvato rispettivamente da Benoist e Veyron). Poche righe per celebrare un mito. 


Lo spirito sportivo della Casa, fu colto da un giovane Michael Schumacher che nel 1995, già all’apice del successo con la Benetton F1, decise di acquistare una fenomenale Bugatti EB110 SS (Super Sport) da oltre 600 cavalli di colore giallo (dopo qualche tempo la distrusse in una rovinosa uscita di strada…). Era l’epoca del rilancio del marchio da parte dell’imprenditore Romano Artioli che in quel di Campogalliano, vicino Modena, nella Motor Valley italiana, impiantò una futuristica factory dove alimentare grandi ambizioni. Il tentativo ebbe corso dal 1987 al 1995, quando sopraggiunse il fallimento. Come detto, ora tocca al Gruppo Volkswagen.


lunedì 14 agosto 2017

FLASHBACK / GP AUSTRIA 1977. PER ALAN JONES (E LA SHADOW) PRIMA VITTORIA!

(14/8/2017)1977 AUSTRIAN GP. ALAN JONES (AND SHADOW): FIRST VICTORY! Arrivò alla vigilia di Ferragosto, il 14 agosto 1977, 40 anni fa, la prima vittoria di Alan Jones, all’epoca pilota emergente, sebbene avesse già 30 anni, della stirpe australiana. Guidava una Shadow DN 8 e anche per la scuderia dalle radici americane si trattò della prima (e unica) vittoria della sua storia. Jones, quella domenica, non era certo tra i favoriti – aveva raccolto solo un sesto e un quinto posto a Monaco e in Spagna – ed inoltre partì addirittura dalla settima fila col 14° tempo (ricordo che trovò posto in scuderia a stagione iniziata, a seguito della morte di Tom Pryce e del defenestramento di Zorzi. IN Austra suo compagno era Merzario, in attesa di Patrese). Ma come capitava spesso all’Osterreichring (vedi Gran Premio del 1975 con la vittoria rocambolesca di Vittorione Brambilla) un improvviso quanto abbondante scroscio d’acqua poco prima dello start cambiò radicalmente la situazione.

LA GARA – In prima fila partiva l’idolo di casa, il ferrarista (ancora per poco) Niki Lauda affiancato dall’eterno rivale James Hunt. La pista bagnata, ma destinata ad asciugarsi, pose il dilemma: pneumatici slick o da bagnato? Insomma, la gara fu una vera roulette russa con sbandate e uscite di pista. Andretti, su Lotus, fu lesto a portarsi in testa ma ruppe il motore. Hunt rilevò la leadership ma anch’egli fu tradito dal propulsore. Intanto Jones fu autore di una rimonta spettacolare grazie alla sua caratteristica guida aggressiva e decisa: al sedicesimo giro era già secondo. E Lauda? L’austriaco, sulla pista viscida – stesse condizioni del Nurburgring un anno prima – impostò una corsa di conserva, senza prendere rischi, che lo ricacciò nelle retrovìe ma venne fuori alla distanza e, anche grazie al  ritiro di Nilsson, si assicurò un tranquillo secondo posto che gli valse punti pressoché decisivi per la conquista del titolo mondiale. Alan Jones, dal canto suo, vinse con quasi 20” di vantaggio (terzo Stuck su Brabham-Alfa) e ruppe il ghiaccio. L’anno dopo era alla guida della Williams, tre anni dopo sarebbe diventato campione del mondo!

giovedì 10 agosto 2017

FLASHBACK / GP UNGHERIA 1997. L'IMPRESA DI DAMON HILL E DELLA ARROWS

(10/8/2017)HUNGARIAN GP AUGUST 10, 1997: DAMON HILL AND ARROWS ON THE PODIUMCampionato F1 1997, 10 agosto: nella acerrima lotta tra Schumacher (Ferrari) e Villeneuve (Williams) nel Gran Premio di Ungheria spuntò a sorpresa Damon Hill che colse un inaspettato, strepitoso secondo posto con la Arrows-Yamaha! Un po’ come Mansell a fine 1992, anche il figlio del grande Graham non aveva conservato il posto alla Williams dopo la conquista del titolo 1996. Abbracciò allora il progetto Arrows / Tom Walkinshaw che proponeva il motore giapponese Yamaha OX11/C, pneumatici Bridgestone – che fecero così il loro ingresso nel Circus destinato a rivoluzionare le gerarchie -  direzione tecnica affidata a Frank Dernie ma portata avanti da John Barnard e una serie di munifici sponsor (tra cui la Parmalat grazie al compagno di squadra Pedro Diniz).

Per la verità, i risultati non furono travolgenti (Hill si classificò sesto solo nel GP di casa a Silverstone), ma in Ungheria, complici anche le altissime temperature dell’asfalto, fu raggiunto il massimo. Damon Hill, quella domenica, poteva vincere: partito col terzo tempo dietro il solito duo Schumi – Villeneuve, dopo pochi giri fu in grado di attaccare e superare  il ferrarista, già in crisi con le gomme, e di involarsi, indisturbato e imperiosamente verso la vittoria. Purtroppo per lui la beffa: a un giro dalla bandiera a scacchi un problema tecnico lo costrinse a rallentare vistosamente consentendo a Villeneuve di rifarsi sotto e di prodursi in un sorpasso decisivo con parte della monoposto sull’erba. Finì dunque secondo davanti a Herbert su Sauber e, comunque, protagonista una grande impresa che resterà negli annali.

venerdì 4 agosto 2017

FANGIO DA LEGGENDA NEL 1957 AL NURBURGRING


(4/8/2017) Una gara epica, il quinto mondiale di Fangio, l’addio Maserati. Il Gran Premio di Germania del 1957, che si corse giusto 60 anni fa al Nurburgring, resta una pietra miliare della F1. La strepitosa vittoria di Fangio, sull’altrettanto strepitosa Maserati 250F,  consentì  all’argentino di conquistare matematicamente il campionato e di conseguire vette mai raggiunte prime: il quinto titolo, l’entrata di diritto nella leggenda. La lotta, all’epoca, era con la Ferrari che aveva lasciato l’anno prima al culmine di un rapporto mai idilliaco con il Drake. In più, Fangio aveva ormai deciso di ritirarsi a 46 anni suonati e intimamente turbato dalla scomparsa di tanti colleghi, ultimi dei quali Castellotti e De Portago. Quel 4 agosto 1957, sul circuito più difficile e pericoloso, diede l’ultima prova della sua immensa classe. Insidiato dalle Ferrari di Hawthorn e Collins, optò per una strategia con una sosta ai box. Il pit-stop andò ben oltre il già lungo cronometraggio dell’epoca e, al rientro in pista, lamentava quasi 50 secondi di svantaggio da Collins. Ebbene, con una impressionante condotta di gara costantemente veloce – battè il record sul giro 9 volte, 7 volte consecutivamente – non solo raggiunse e superò  l’americano del Cavallino ma con estrema audacia rimise dietro anche Hawthorn. Un apoteosi, ma in quella occasione Fangio snaturò il suo stile di guida estremamente redditizio, metodico e pulito. Alla fine, infatti, disse: “Ho guidato come non mai in tutta la mia vita, non credo di essere in grado di ripetere quello che ho fatto oggi”. Come detto, fu l’ultima vittoria ufficiale della mitica Maserati, in F1 fin dal 1950, in seguito in pista solo in forma privata.

martedì 1 agosto 2017

KUBICA ANNO ZERO, IL RITORNO

(1/8/2017)ROBERT KUBICA YEAR ZERO. L’emozione è forte. Ancora poche ore e domani Robert Kubica tornerà in pista per la prima volta al volante di una F1 moderna, quella turbo – ibrida. Atteso come una rock-star. Lo farà all’Hungaroring a bordo della Renault RS17 e avrà un casco Bell con i colori sfoggiati all’inizio della sua avventura in F1, con la banda rossa. I suoi tempi saranno comparati a quelli degli altri piloti impegnati nei test che precedono la pausa estiva. Da questo dipenderà il suo possibile rientro a tempo pieno in F1, da pilota titolare, sette anni dopo il pauroso incidente al Rally Ronde di Andora del 6 febbraio 2011 che ne ha minato la carriera. A quel punto contava/vantava 77 GP disputati, una vittoria, una pole, 12 podi e un’opzione (?) con la Ferrari.
Robert ha 32 anni. La forzata assenza (e qualche capello in meno) forse lo fanno immaginare più avanti con l’età ma aveva solo 10 anni quando Senna ebbe l’incidente e 20 quando Schumacher vinse il suo ultimo mondiale con la Ferrari. In Polonia e nell’Est Europa era e resta popolarissimo. Da quelle parti, sui kart, vinse tutto. In Italia è di casa (e infatti parla benissimo la lingua): lì proseguì il suo percorso che lo portò ben presto sulle monoposto (F. Rnault 2000). Io lo vidi dominare la gara internazionale di F3 che si tenne, eccezionalmente, sul circuito cittadino di Cagliari nel 2003: un martello. Non è un caso che Kubica abbia avuto questa chance dalla Renault: ha corso in F. Renault, vinto il titolo della World Series 3.5 by Renault e l’ultimo anno di F1, il 2010, era appunto in Renault. Ciryl Abiteboul ha semplicemente riannodato la corda. Certo, a farlo debuttare nella massima formula nel corso della stagione 2006 fu la BMW che lo mise al volante al posto di uno spento Jacques Villeneuve.
Come detto, domani il test sarà probante ma forse Kubica ha già superato l’ostacolo peggiore: il blocco psicologico. Non si sentiva più un pilota completo, in grado di dominare una monoposto di F1, di sfidare senza alcun complesso il cronometro e gli aversari. Quante volte, conscio della gravità della ferita fisica, in questi lunghi anni aveva lasciato scivolare l’argomento, la possibilità, ogni speranza. Non aveva accettato l’incidente, né l’esperienza nel Mondiale Rally lo aveva risollevato più di tanto. Poi il tempo, la stima perdurante di tanti addetti al lavoro e l’insopprimibile passione hanno gradualmente avuto la meglio. E’ qualcosa che nasce da dentro e che niente  e nessuno gli può togliere. Per questo ritorna. Per essere se stesso. Robert, vai e fai quello che sai fare. Punto.